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Antonio Marras: Nulla dies sine linea, Triennale di Milano

Dal 22 ottobre 2016 al 21 gennaio 2017 La vita vera non si può ridurre a parole dette o scritte, nessuno può farlo, mai. La vita vera si svolge quando siamo soli, quando pensiamo, percepiamo, persi nei ricordi, trasognati eppure presenti a noi stessi, gli istanti submicroscopici… Diventiamo quello che siamo sotto i pensieri che scorrono…
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ALCANTARA: Alcantara As Art honoring Qin Feng Tribute To Manutius 3, Milano

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Alcantara, azienda che produce e commercializza l’omonimo materiale innovativo nel mondo, presenta martedì 13 dicembre alle 18:30, presso il Concept Store Alcantara® di Milano, Alcantara As Art, evento in onore dell’artista cinese Qin Feng (Xinjiang, 1961) che ha scelto questo materiale per realizzare l’opera Tribute To Manutius 3.
Tribute To Manutius 3 si unisce alla collezione d’arte e design che arricchisce l’Alcantara® Concept Store, il luogo in cui si realizza l’incontro tra il materiale e la migliore creatività: una sfida per artisti invitati a misurarsi con le potenzialità di Alcantara®, che diventa un nuovo punto di partenza per un lavoro sul linguaggio contemporaneo. Non solo un negozio, ma uno spazio di apertura alla creatività artistica tutta in Alcantara®, che diventa quasi una galleria diffusa. L’Alcantara® Concept Store, collocato nel cuore di Milano, illustra le innumerevoli possibilità in cui può essere declinato il materiale, con i linguaggi del nostro tempo tra design, arte e moda. 
Qin Feng, esponente di spicco dell’avanguardia cinese degli anni Ottanta, utilizza la tradizionale tecnica a inchiostro per affrontare la contemporaneità traghettandola verso un nuovo linguaggio. L’artista fonde nella sua opera la tradizione della calligrafia cinese e l’energia dell’espressionismo astratto, realizzando grandi composizioni in dialogo tra Oriente e Occidente, antichità e avanguardia.

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È l’inchiostro il fil rouge dell’indagine che Qin Feng compie sul segno grafico e sul suo significato: Tribute To Manutius 3 si inserisce nell’ambito di un percorso di riflessione sull’editoria compiuto dall’artista che si ispira direttamente alla figura di Aldo Manuzio, umanista veneziano del XV secolo e maestro di tipografia che inventò l’utilizzo del corsivo e rivoluzionò la punteggiatura con l’introduzione del punto e virgola. Manuzio ha rappresentato un personaggio cardine per la storia dell’editoria internazionale ed è inventore della figura dell’editore in senso moderno.

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Alcantara®, materiale di avanguardia assoluta frutto di una tecnologia unica e proprietaria, è stata scelta da Qin Feng che ha giocato con la morfologia e le caratteristiche estetiche, tecniche e sensoriali del materiale, che si rivela la chiave ideale per tradurre la tradizione in innovazione. Tra le motivazioni che hanno spinto l’artista a utilizzare Alcantara® vi è anche il forte impegno che l’azienda ha nei confronti della sostenibilità, figurando tra le prime società in Italia ad aver raggiunto lo status di Carbon Neutral nel 2009.
Alcantara riconferma ancora una volta lo stretto legame con il mondo dell’arte e della creatività e la propria propensione al mecenatismo e al sostegno di progetti artistici ribandendo, così, non solo l’estrema versatilità del materiale ma anche la sua identità di impresa attenta a sostenere la cultura contemporanea.
Alcantara As Art si inserisce coerentemente nel percorso di ricerca creativa avviato dall’azienda nel 2011 con due progetti triennali in collaborazione con il MAXXI: il primo ha dato vita alle mostre Can you imagine? (2011), Shape your life! (2012) e Playful Inter-action (2013), mentre il secondo ha visto la realizzazione di Local Icons Greetings from Rome (2015), Local Icons East – West (2016) e terminerà nel 2017 con l’ultimo appuntamento di questo filone. Un cammino che è poi proseguito con la concretizzazione di una serie di commissioni a supporto dell’arte contemporanea, come le mostre Alcantara, Tecnology of Dreams (2015) e Ho visto un Re (2016) tenutesi entrambe nelle sale dell’Appartamento del Principe a Palazzo Reale, Milano.

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Qin Feng, nasce nel 1961 nella Provincia Xinjiang in Cina, Qin Feng è un artista iconoclasta coinvolto attivamente nel movimento avanguardistico.
Dopo aver studiato pittura murale presso la Shandong University of Art and Design nei primi anni Ottanta, è stato uno degli unici due artisti della provincia di Shandong ad aver sperimentato all’epoca stili importati di arte contemporanea.
Proprio per la sua partecipazione al movimento avanguardista cinese, il governo tedesco lo ha invitato a curare una mostra volta alla promozione dello scambio culturale tra Cina e Germania. Nel 1996, Qin si è trasferito a Berlino dove ha iniziato a sintetizzare il modernismo occidentale e la tradizione calligrafia cinese. Attraverso Qin, il lascito della pittura a inchiostro si è manifestato nelle sue opere esplosive e intensamente emozionali, il cui intento è fare arte senza dimenticare il legame con la pittura a pennello cinese.
Ha esposto e rappresentato le sue opere, tra l’altro, all’Asia Pacific Museum in California, all’Asia Society e al Metropolitan Museum of Art di New York, alla Biennale di Venezia, al MOCA art-st-urban in Svizzera, al Christies Hong Kong, al MOCA di Pechino.
Fondatore dell’Artist Circle BLUE nel 1986, dell’Ammonnal Gallery di Pechino nel 1993 e del Museum of Contemporary Art di Pechino nel 2006.


Alcantara S.p.A.
Fondata nel 1972, Alcantara rappresenta una delle eccellenze del Made in Italy. Marchio registrato di Alcantara S.p.A. e frutto di una tecnologia unica e proprietaria, Alcantara® è un materiale altamente innovativo, potendo offrire una combinazione di sensorialità, estetica e funzionalità che non ha paragoni. Grazie alla sua straordinaria versatilità, Alcantara è la scelta dei brand più prestigiosi in numerosi campi di applicazione: moda e accessori, automotive, interior design e home décor, consumer-electronics. Grazie a queste caratteristiche, unite a un serio e certificato impegno in materia di sostenibilità, Alcantara esprime e definisce lo stile di vita contemporaneo: quello di chi ama godere appieno dei prodotti che usa ogni giorno nel rispetto dell’ambiente.
Nel 2009 Alcantara ha ottenuto, per prima in Italia, lo status di “Carbon Neutrality”, avendo definito, ridotto e compensato tutte le emissioni di CO2 legate alla propria attività. Per documentare il percorso dell’azienda in questo ambito, ogni anno Alcantara redige e pubblica il proprio Bilancio di Sostenibilità, certificato dall’ente internazionale TÜV SÜD e consultabile anche attraverso il sito aziendale.
L’headquarter dell’azienda si trova a Milano, mentre il sito produttivo e il centro R&D sono situati a Nera Montoro, nel cuore dell’Umbria (Terni).

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ALCANTARA: Alcantara As Art honoring Qin Feng Tribute To Manutius 3, Milano
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PCM STUDIO – press@paolamanfredi.com – Tel. +39 02 87286582 – Paola C. Manfredi: Tel. +39 335 54 55 539

Nanda Vigo: Exoteric Gate, Università Statale, Milano

Inaugurazione martedì 13 dicembre ore 18:00


Presentato Exoteric Gate di Nanda Vigo da Gianluca Vago, Rettore Università degli Studi di Milano, Andrea Pinotti, Commissione “La Statale Arte”, Donatella Volonté, curatrice del progetto, con moderatore Luca Clerici, delegato del Rettore alla promozione delle attività culturali.
EXOTERIC GATE è i
l nuovo progetto di Nanda Vigo creato appositamente per il cortile della Ca’ Granda, all’Università Statale di Milano. Un grande progetto, luce (h. 10 m) costituito da nove elementi distinti, otto piramidi di altezze diverse e un cilindro centrale.
Artista, architetto, designer, Nanda Vigo ha sempre avvertito la necessità di muoversi in territori distinti, consapevole che l’arte e l’architettura da sole non potessero esaurire la complessità del suo lavoro e che, dunque, fosse necessario elaborare un linguaggio transdisciplinare.
La Statale Arte rende dunque omaggio a un’artista il cui lavoro ha attraversato l’arte italiana degli ultimi decenni con una cifra stilistica riconoscibile e costante, capace di anticipare la trasversalità dei saperi e dei linguaggi nella fermezza di un’identica ricerca. Artista, architetto, designer, Nanda Vigo si è infatti sempre mossa in territori distinti, consapevole che l’arte e l’architettura da sole non potessero esaurire la complessità del suo lavoro e che, dunque, fosse necessario elaborare un linguaggio transdisciplinare.
Exoteric gate, oltre ad una forte esperienza sensoriale in cui la luce in movimento definisce una nuova dimensione spazio/temporale, è un’installazione, la prima realizzata per uno spazio esterno, che si pone come sintesi di una lunga ricerca avviata con i cronotopi negli anni Sessanta. 
Lo spazio definito dalla luce naturale e artificiale prescinde dalle coordinate cartesiane e diventa fluido, spazio percepito piuttosto che spazio reale.
Le forme dell’installazione creata per il cortile del Richini sono quadrati, cerchi e triangoli, forme primordiali e transculturali che Nanda Vigo considera il vocabolario di base per la costruzione di un linguaggio in cui il codice dei segni muta nell’interazione con la luce e le
superfici specchianti.
Le otto piramidi di altezze diverse sono riconducibili sia ai lavori degli anni Settanta, definiti “Stimolatori di spazio”, sia ai più recenti Deep Space: i primi sono piramidi-specchio in grado di attrarre lo spazio, le architetture circostanti e lo spettatore per restituire una visione multipla e smaterializzata della realtà; quelle del secondo tipo sono invece strutture dalle triangolazioni acute e direzionali, che suggeriscono uno spostamento ascensionale. Il cilindro centrale si inserisce nella serie dei Totem creati dal 2005, e fa riferimento in particolare a quella dei Neverending Light, strutture verticali che, dalla terra, si prolungano in alto verso lo spazio.
Il titolo Exoteric Gate, già utilizzato in lavori diversi dal ’76, traduce quel “passaggio esoterico” e quel viaggio filosofico che Nanda Vigo ha intrapreso già negli anni Sessanta alla ricerca di una sapienza umana. Si tratta dunque di un esoterismo umanista, che sta a fondamento dei diversi piani in cui la sua indagine si è sempre mossa: i piani del reale, dell’irreale e della trascendenza, tradotti in materia luminosa.

“Questa esposizione di concetti, è la prima di una indagine del linguaggio retroattivo alla mia espressione formale già concretizzata negli spazi vivibili cronotopici (spazio-temporali) prodotti dal 1962 ad oggi e sempre erroneamente interpretati o come oggettuali o come strutture minimali. Ho sempre rifiutato di esprimere il linguaggio interiore situato alla base del mio operare, considerandolo “oscurantista” , ma oggi lo ritengo necessario a conclusione di un ciclo operativo. Questo percorso esoterico che ho svolto attraverso l’Algeria, l’Egitto, il Sahara, l’Iran, l’Afganistan, l’India, il Nepal, il Guatemala, lo Yucatan e il Messico, dal 1972 al 1976, è stato programmato in tappe successive per permettermi di vagliare attentamente il senso della mia ricerca, comunque già preordinata. La trilogia è svolta su tre piani: reale, irreale e della trascendenza. Il “viaggio esoterico” è irreale (attraverso il sogno cosmico), mentre il reale apparente riguarderà il linguaggio del comportamento. e la trascendenza sarà un’esplicazione formale mezzificata dalle superfici specchianti. I tre piani sono complementari l’uno dell’altro e non è possibile determinare il momento esatto in cui l’irreale diventa reale per assumenre l’aspetto trascendente dell’illusione.”

Nanda Vigo

 Tutti i giovedì e i venerdì dal 15 al 22 dicembre e dal 12 gennaio al 10 marzo, dalle 17.30 alle 19.00, gli studenti dei corsi di laurea in Scienze dei Beni culturali e in Storia e critica dell’arte saranno a disposizione del pubblico per presentare l’installazione Exoteric Gate di Nanda Vigo e per una breve visita guidata del cortile d’onore della Ca’ Granda. Per partecipare alle visite guidate è sufficiente presentarsi nei giorni e negli orari indicati in calce a questo comunicato rivolgendosi agli studenti de La Statale Arte.
Exoteric Gate
(a cura di Donatella Volonté) è il secondo appuntamento di La Statale Arte, un’iniziativa promossa dall’Università degli Studi di Milano curata da Alberto Bentoglio, Silvia Bignami, Luca Clerici, Andrea Pinotti e Giorgio Zanchetti. Ogni appuntamento è accompagnato da una pubblicazione edita da Skira.
Exoteric Gate è realizzato con il patrocinio del Comune di Milano, della Regione Lombardia, del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, dell’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, della Triennale di Milano e di Expo in Città, in collaborazione con l’Archivio Nanda Vigo, la Galleria Allegra Ravizza di Lugano, con Ravizza Brownfield Gallery Honolulu, con Arteventi e con il contributo di Fondazione Cariplo, di allestimenti Benfenati, di Gruppo 2A e di Angelini Design.
Il progetto grafico di Exoteric Gate è di Marco Strina.


Nanda Vigo, che ha da poco compiuto 80 anni, appartiene a quella generazione di personaggi che hanno reso Milano una delle capitali dell’arte mondiale, a partire dagli anni Sessanta: la città di Fontana, Manzoni, Gio Ponti. La sua continua indagine sulla luce ha fatto di lei un’interlocutrice imprescindibile per le neoavanguardie italiane.
Nanda Vigo è nata a Milano nel 1936. Vive e lavora tra Milano e l’Africa orientale.
Dimostra interesse per l’arte fin dalla tenera età, quando ha occasione di trascorrere del tempo in compagnia di Filippo de Pisis, amico di famiglia, e di osservare le architetture di Giuseppe Terragni da cui – si può azzardare a dire – ha imparato l’attenzione alla luce.
Dopo essersi laureata all’Institut Polytechnique di Lausanne e un importante stage a San Francisco, nel 1959 Vigo apre il proprio studio a Milano. Da quel momento il tema essenziale della sua arte diventa il conflitto/armonia tra luce e spazio, che l’artista utilizza nel proprio lavoro, anche come architetto o designer. Dal 1959 frequenta lo studio di Lucio Fontana prima, e poi si avvicina agli artisti che avevano fondato la galleria Azimut a Milano, Piero Manzoni ed Enrico Castellani. In quel periodo tra i diversi viaggi per le mostre in tutta l’Europa (più di 400 mostre collettive e personali), Vigo conosce gli artisti e i luoghi del movimento ZERO in Germania, Olanda e Francia.
Nel 1959 inizia la progettazione della ZERO house a Milano, terminata solo nel 1962. Tra il 1964 e il 1966 ha partecipato ad almeno tredici mostre ZERO, compresa NUL 65 allo Stedelijk Museum di Amsterdam e ZERO: An Exhibition of European Experimental Art alla Gallery of Modern Art di Washington D.C. Nel 1965 l’artista ha curato la leggendaria mostra ZERO avantgarde nello studio di Lucio Fontana a Milano, con la partecipazione di ben 28 artisti.
Tra il 1965 e il 1968 ha collaborato e creato con Gio’ Ponti la Casa sotto la foglia, a Malo (Vi). Nel 1971 Vigo viene premiata con il New York Award for Industrial Design per il suo sviluppo delle lampade (Lampada Golden Gate) e nello stesso anno progetta e realizza uno dei suoi progetti più spettacolari per la Casa-Museo Remo Brindisi a Lido di Spina (Fe).
Nel 1976 ha vinto il 1° Premio St. Gobain per il design del vetro.
Nel 1982 l’artista ha partecipato alla 40a Biennale di Venezia.
Nel 1997 ha curato l’allestimento della mostra “Piero Manzoni – Milano et Mitologia” a Palazzo Reale a Milano.
Dal 2006, in permanenza al Museo del Design della Triennale, sono presenti i lavori di Vigo.
Nella sua attività Vigo opera con un rapporto interdisciplinare tra arte, design, architettura, ambiente, è impegnata in molteplici progetti sia nella sua veste di architetto che di designer che di artista. Quello che contraddistingue la sua vivace carriera è l’attenzione e la ricerca dell’Arte, che la spinge ad aprire collaborazioni con i personaggi più significativi del nostro tempo ed a intraprendere sempre progetti volti alla valorizzazione dell’Arte come la mostra ITALIAN ZERO & avantgarde 60’s al MAMM Museum di Mosca.
Dal mese di aprile 2013 alcune opere di Vigo sono presenti nella collezione del Ministero degli Affari Esteri, e dal 2014/2015 al Guggenheim di New York e al Martin-Gropius-Bau di Berlino nell’ambito delle manifestazioni dedicate a ZERO.


Nanda Vigo: Exoteric Gate
Dal 14 dicembre 2016 al 11 marzo 2017
Orari: lunedì – venerdì 9-20 / sabato 9-17.30

Ingresso: libero
Visite guidate dagli studenti: dal 15 al 22 dicembre e dal 12 gennaio al 10 marzo ogni giovedì e venerdì 17.30/19.00Appuntamento in via Festa del Perdono 7, nell’atrio dell’ingresso principale. Per prenotare visite guidate a gruppi di almeno 10 persone e/o in altri giorni: visiteguidate.lastatalearte@unimi.it
Facebook / LaStataleArte – www.lastatalearte.it
Ufficio Stampa Exoterc Gate: Lara Facco P&C – Tel. +39 02 36565133 – press@larafacco.com – www.larafacco.com
Ufficio Stampa Università degli Sudi: Anna Cavagna e Glenda Mereghetti Tel. 02 50312983 – M. 334 6866587 – ufficiostampa@unumi.it

Università degli Studi di Milano
Cortile della Ca’ Granda
via Festa del Perdono, 7
Milano

 

 

Nanda Vigo: Portraits from 1936 to 2016, Archivio Nanda Vigo, Milano

“Sarebbe bello che l’arte e l’architettura, come avvenne nel Rinascimento, fossero la punta dell’iceberg che precede l’evoluzione verso il Nuovo Rinascimento, che ci sarà.

Nanda Vigo


Nanda Vigo – Portraits from 1936 to 2016 questo il titolo della mostra che inaugurerà lunedì 5 dicembre 2016 presso lo spazio espositivo gorani8, curato da Daniela Pacchiana e Alberto Podio.
L’esposizione, organizzata in collaborazione con Archivio Nanda Vigo e Galleria Allegra Ravizza, è un omaggio all’architetto artista e designer Nanda Vigo in occasione del suo ottantesimo compleanno. La mostra ripercorre la carriera dell’autrice attraverso i ritratti che celebri fotografi le hanno scatto dagli anni ’60 ad oggi, alcuni ancora inediti ed esposti per la prima volta al pubblico. Uliano Lucas, Antonia Mulas, Fabrizio Garghetti, Ruven Afanador, Lothar Wolleh, Maria Mulas, Laura Salvati, Maurizio Marcato, Vana Caruso e Aldo Ballo, Gabriele Basilico, Erhard Wehrmann, Guido Cegani, Titti Marchese, Enrico Cattaneo sono solo alcuni degli artisti presenti. Una selezione di trenta scatti, per la maggior parte in bianco e nero, è affiancata da una ricca proiezione.

Nata a Milano nel 1936, Nanda Vigo scopre la bellezza a soli sette anni, quando passeggiando a Como con i genitori, rimane letteralmente folgorata dalla Casa del Fascio di Giuseppe Terragni da cui ha imparato l’attenzione per la luce che diventerà l’elemento cardine di tutto il suo lavoro. Le riflessioni luminose, la ricerca di spazialità diverse, adimensionali, il gioco di rimandi tra realtà e proiezioni della realtà grazie all’uso degli specchi e superfici riflettenti portano l’autrice a teorizzare nel gennaio del 1964 il Manifesto cronotopico. La modificazione dello spazio avviene attraverso la luce e il coinvolgimento sensoriale di chi fruisce questi spazi-opere permettendo alla psiche di aprire i “circuiti” ed entrare in altre dimensioni. Le immagini la ritraggono fin da bambina con il pittore Filippo De Pisis inginocchiato per abbracciare la piccola Nanda, nei momenti salienti della sua carriera in occasione di mostre (Galleria d’arte Vinciana, Milano, ’64, Galleria Il Punto a Calice Ligure, ’74, 40° Biennale di Venezia, 1982), nei luoghi delle sue creazioni (Casa “Scarabeo sotto la foglia” a Malo, Vicenza; Casa-museo Remo Brindisi, Lido di Spina, Ferrara), vestita da sposa nella performance alla Galleria Paludetto nel ’72 o insieme ai maestri e amici di sempre: Lucio Fontana, Piero Manzoni, Enrico Castellani, Remo Brindisi, Massimo Vignelli, Giulio Turcato, Alik Cavaliere. Dalle fotografie traspare una forte vitalità, oltre alle sue grandi passioni: gli animali e il Kenya.

Mostra a cura di Alberto Podio in collaborazione con Archivio Nanda Vigo e Galleria Allegra Ravizza. Col contributo critico di Marco Meneguzzo.


Sono tanti i modi con cui si può guardare un album di fotografie, ma l’album di fotografie di un’artista spesso costringe a guardare alle foto come a un documento, una sorta di corredo dell’opera che diventa oggi sempre più un’indagine indiziaria: chi c’era e chi non c’era, quali opere appese alle pareti, quali no… Altra possibilità: guardare alle foto tenendo conto del talento, o addirittura del genio della persona ritratta, per vedere se la fisiognomica sepolta nel luogo più oscuro dei nostri pre-giudizi ci fa trovare quel talento nel volto… ancor più se a scattare le foto è l’artista stesso/a, ci si domanda se il talento – o il genio – si esprimano naturalmente anche al di fuori del campo d’indagine che l’artista si è scelto: se, cioè, ci si trovi di fronte a oggetti, a foto in qualche modo eccezionali o “artistiche”.
Quasi sempre la realtà è un’altra: un album di fotografie è una faccenda privata (ancora, nonostante facebook…) che qualche volta viene resa pubblica. É l’intimità di una persona, anche quando si fa ritrarre da grandi fotografi in foto “ufficiali”, perché accanto a queste ci sono le foto d’ogni giorno, e le fotografie sono per la quasi totalità degli scatti, in ogni parte del mondo, per ogni essere umano, soprattutto “ricordi”. Così, anche queste fotografie di Nanda Vigo – su di lei e di sua proprietà, cosa che fa diventare questa mostra quell’album di famiglia di cui si parlava prima – sono soprattutto ricordi. Ricordi, però, di una vita a suo modo eccezionale, fatta di incontri, di luoghi, di atteggiamenti che in qualche modo ritraggono anche un’epoca. Ecco allora che guardiamo a queste foto come sbirciando una vita che ci incuriosisce e contemporaneamente, attraverso questa vita fotografata, vediamo un’intera società, perché comunque gli artisti, anche nel loro privato, sono al centro di quel che succede.
E poi, se si dovesse condensare in una frase, in un modo di dire tutti i decenni di Nanda che ci scorrono davanti fissati in queste successioni di istanti, mi pare che non si possa far altro che pensare: joie de vivre.

Marco Meneguzzo


Nanda Vigo è nata a Milano nel 1936. Vive e lavora tra Milano e l’Africa orientale.
Dimostra interesse per l’arte fin dalla tenera età, quando ha occasione di trascorrere del tempo in compagnia di Filippo de Pisis, amico di famiglia, e di osservare le architetture di Giuseppe Terragni da cui – si può azzardare a dire – ha imparato l’attenzione alla luce.
Dopo essersi laureata all’Institut Polytechnique di Lausanne e un importante stage a San Francisco, nel 1959 Vigo apre il proprio studio a Milano. Da quel momento il tema essenziale della sua arte diventa il conflitto/armonia tra luce e spazio, che l’artista utilizza nel proprio lavoro, anche come architetto o designer. Dal 1959 frequenta lo studio di Lucio Fontana prima, e poi si avvicina agli artisti che avevano fondato la galleria Azimut a Milano, Piero Manzoni ed Enrico Castellani. In quel periodo tra i diversi viaggi per le mostre in tutta l’Europa (più di 400 mostre collettive e personali), Vigo conosce gli artisti e i luoghi del movimento ZERO in Germania, Olanda e Francia.
Nel 1959 inizia la progettazione della ZERO house a Milano, terminata solo nel 1962. Tra il 1964 e il 1966 ha partecipato ad almeno tredici mostre ZERO, compresa NUL 65 allo Stedelijk Museum di Amsterdam e ZERO: An Exhibition of European Experimental Art alla Gallery of Modern Art di Washington D.C. Nel 1965 l’artista ha curato la leggendaria mostra ZERO avantgarde nello studio di Lucio Fontana a Milano, con la partecipazione di ben 28 artisti.
Tra il 1965 e il 1968 ha collaborato e creato con Gio’ Ponti la Casa sotto la foglia, a Malo (Vi). Nel 1971 Vigo viene premiata con il New York Award for Industrial Design per il suo sviluppo delle lampade (Lampada Golden Gate) e nello stesso anno progetta e realizza uno dei suoi progetti più spettacolari per la Casa-Museo Remo Brindisi a Lido di Spina (Fe).
Nel 1976 ha vinto il 1° Premio St. Gobain per il design del vetro.
Nel 1982 l’artista ha partecipato alla 40a Biennale di Venezia.
Nel 1997 ha curato l’allestimento della mostra “Piero Manzoni – Milano et Mitologia” a Palazzo Reale a Milano.
Dal 2006, in permanenza al Museo del Design della Triennale, sono presenti i lavori di Vigo.
Nella sua attività Vigo opera con un rapporto interdisciplinare tra arte, design, architettura, ambiente, è impegnata in molteplici progetti sia nella sua veste di architetto che di designer che di artista. Quello che contraddistingue la sua vivace carriera è l’attenzione e la ricerca dell’Arte, che la spinge ad aprire collaborazioni con i personaggi più significativi del nostro tempo ed a intraprendere sempre progetti volti alla valorizzazione dell’Arte come la mostra ITALIAN ZERO & avantgarde 60’s al MAMM Museum di Mosca.
Dal mese di aprile 2013 alcune opere di Vigo sono presenti nella collezione del Ministero degli Affari Esteri, e dal 2014/2015 al Guggenheim di New York e al Martin-Gropius-Bau di Berlino nell’ambito delle manifestazioni dedicate a ZERO.

Nanda Vigo è la protagonista della seconda edizione de La Statale Arte (dal 14 dicembre al 11 marzo 2017), il progetto a cura di Donatella Volontè che apre l’Ateneo all’arte contemporanea, ospitando mostre personali di artisti italiani e stranieri chiamati a dialogare, con lavori e installazioni site-specific, con la suggestiva architettura storica degli spazi seicenteschi della sede centrale di via Festa del Perdono.

Nanda Vigo: Portraits from 1936 to 2016
dal 5 dicembre 2016 al 20 gennaio 2017

Archivio Nanda Vigo via Gorani, 8
Milano
Tel. 02 84143869 – 333 5377554 – archivio@nandavigo.com – mail@gorani8.com – daniela.pacchiana@gmail.com – http://www.gorani8.com/

Claudio De Albertis, Genova, 27 febbraio 1950 – Milano, 2 dicembre 2016

Sempre avanti!
Claudio De Albertis


Per un ultimo saluto la camera ardente sarà aperta domenica dalle ore 10.30 alle 20.30 alla Triennale di Milano. I funerali si svolgeranno lunedì 5 dicembre alle ore 11 alla Basilica di Sant’Ambrogio.

Figlio di Edoardo e di Renata Mangiarotti, fratello dell’ex consigliera comunale Carla, era nato a Genova nel 1950. Si era laureato al Politecnico di Milano nel 1976 e da allora era entrato nell’impresa di costruzioni di famiglia, la Borio Mangiarotti, fondata dal nonno, Carlo Mangiarotti. Lascia due figli, Edoardo e Regina, entrambi impegnati nell’azienda di famiglia oltre che nella vita associativa (Regina è vicepresidente di Ance Giovani).
Da anni Claudio De Albertis, presente nel mondo associativo sia nazionale che locale con incarichi che vanno dalla presidenza dell’Assimpredil, dal 1990 al 1996, alla vice presidenza dell’ANCE, Associazione Nazionale Costruttori Edili, prima per i problemi urbanistici e territoriali, poi per il Centro Studi. E’ stato Presidente del Centredil – Ance Lombardia dal 1996 al 2000.
È stato Presidente dell’ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili) dal 2000 al 2006.
Presidente di Assimpredil Ance Milano (Associazione Imprese Edili e Complementari di Milano, Lodi, Monza e Brianza)
De Albertis ha operato nell’ambito dell’azienda di famiglia, la Borio Mangiarotti, specializzata nella promozione e nella costruzione immobiliare e una delle prime società del settore ad ottenere la certificazione di qualità.
Consigliere di Amministrazione di Gabetti Property Solutions spa, di Beni Stabili Development Milano Greenway spa, Consigliere di Amministrazione di CSII spa, membro di Giunta della Camera di Commerc io Industria e Artigianato di Milano, presidente di Greenway srl, Consigliere di Amministrazione di Milano Serravalle, Milano Tangenziali spa, nonché Consigliere di Amministrazione dell’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero della Diocesi di Milano.
Laureato in ingegneria civile presso il Politecnico di Milano, De Albertis ha pubblicato articoli sui temi dell’urbanistica, dell’ambiente e della riqualificazione urbana.
Accanto all’impegno imprenditoriale e associativo, De Albertis ha svolto attività didattica e ricopre ruoli di primo piano nel campo culturale. Da qui la sua presidenza dell’In-Arch, l’Istituto Nazionale di Architettura Sezione Lombarda e il suo coinvolgimento per alcuni anni, in qualità di docente del corso Economia e gestione delle imprese, presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano.
Presidente della Fondazione “La Triennale di Milano”.

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 Pubblicazioni
Claudio De Albertis ha scritto innumerevoli articoli su tematiche urbanistiche, tecnico-ambientali, finanziarie e organizzative.Riferimenti archivistici
Archivio storico Assimpredil

Archivio storico della Camera di commercio di Milano, Registro ditte, n.461196