Archivi categoria : Fotografia

Beat Kuert: Good Morning Darkness, Palazzo Bembo, Venezia

In occasione della 57ª Biennale d’arte di Venezia a Palazzo Bembo a Venezia dal 13 maggio al 26 novembre 2017: Beat Kuert: Good Morning Darkness. Nello storico palazzo sul Canal Grande, la mostra presenta una grande installazione composta da 30 fotografie digitali in bianco e nero del regista e artista multimediale svizzero.  Palazzo Bembo, morbidamente affacciato sul Canal Grande, a…
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“Irving Penn. Resonance – Photographs from the Pinault Collection”, Fotografiska, Stoccolma

Dal 16 giugno al 1 ottobre 2017


Dopo Palazzo Grassi, al Fotografiska di Stoccolma apre la rassegna dedicata al grande fotografo americano.
In occasione del centenario dalla nascita di Irving Penn (1917 – 2009), il centro d’arte internazionale Fotografiska di Stoccolma ha inaugurato il 16 giugno Resonance – Photographs from the Pinault Collection in collaborazione con la Pinault Collection e Palazzo Grassi.
La mostra arriva nella prestigiosa sede espositiva di Stoccolma, dopo essere stata presentata nel 2014 a Venezia. Curata da Pierre Apraxine e Matthieu Humery – già curatori della rassegna veneziana – con il coordinamento di Johan Vikner, Exhibition Manager di Fotografiska, il nuovo allestimento del nucleo di opere fotografiche provenienti dalla Pinault Collection, intende ripercorrere il viaggio attraverso l’arte figurativa di Irving Penn proposto al pubblico per la prima volta nelle sale di Palazzo Grassi.
Ritrattista di ogni aspetto della vita dell’uomo, Irving Penn ha sempre cercato la bellezza nella purezza della composizione lungo la sua produzione dalla fine degli anni ‘40 alla metà degli anni ’90. Dai ritratti di personalità celebri, come Salvador Dalì, Marlene Dietrich o Alfred Hitchcock, alle fotografie etnografiche di abitanti del Marocco o della Nuova Guinea, fino alle composizioni e alle nature morte con fiori, ossa e altri oggetti. Le immagini poco conosciute esposte accanto a pezzi iconici offrono una importante testimonianza della particolare capacità di sintesi che caratterizza il lavoro di Irving Penn.
Dal 2010 il Fotografiska è uno dei più grandi centri d’arte internazionali esclusivamente dedicati alla fotografia, sia storica sia contemporanea, con un programma di grandi esposizioni dedicate, tra gli altri, a Sebastiấo Salgado, Helmut Newton, Henri Cartier-Bresson, Weegee, Guy Bourdin, Inez & Vinoodh, Martin Parr, Andres Serrano, Anders Petersen, Isaac Julien, Roger Ballen, Robert Frank.
La mostra è la nona esposizione extra muros realizzata dalla Pinault Collection, dopo le collettive a Mosca, Lille, Parigi, Seul, Monaco e infine Essen nel 2016-17.

© Photo above: Harlequin Dress (Lisa Fonssagrives-Penn), New York, 1950 / © Condé Nast

Nu ställer Fotografiska, med anledning av 100-årsfirandet av hans födelse, ut en stor mängd verk av Irving Penn (16 juni 1917-2009) i hyllningsutställningen Resonance – Photographs from the Pinault Collection, kurerad av Pierre Apraxine and Matthieu Humery. Johan Vikner är utställningsansvarig på Fotografiska och satt samman utställningen i samarbete med Pinault Collection och Palazzo Grassi.
Som en av 1900-talets mest hyllade och inflytelserika fotografer kom Irving Penn att prägla mediets utveckling med sina klassiska porträtt och omsorgsfullt arrangerade stilleben. Likt en mästare av ljus och komposition lät Penn varje subjekt och objekt spela huvudrollen mot en enkel bakgrund, var och en likt en grundstomme av likvärdig betydelse. Detaljstudier av vardagliga ting så som cigarettfimpar, pappersmuggar eller benbitar porträtterades i samma perfekta harmoni som haute couture, supermodeller och vanliga arbetare.
Resonance är en resa genom Irving Penns bildvärld från det sena 1940-talet till mitten av 1990-talet och skildrar olika element i Penns konstnärskap, denna åskådare av livets alla delar och skeenden som såg skönhet i en ren komposition. Hans fotografier lockar över hela världen till engagemang. En av dem som blev särskilt fascinerad är Francois Pinault som när han fick syn på serien med de små barnen i Chouhun berördes djupt och hade möjlighet att köpa ett verk. Matthieu Humery är ansvarig för samlingen hos Pinault Collection och berättar med inlevelse om hur detta första steg ledde till ett andra och nu är Pinaults en av de främsta privata Penn-samlingarna i världen.
Irving Penns livsverk upphör aldrig att fascinera och det är med stor glädje vi genomför detta samarbete med Fotografiska och får möjlighet att nå ut till denna stora publik, säger Matthieu Humery.
Mycket av Penns arbeten präglas av hans fascination för livets olika skeden, och dess definitiva avslut – döden. Vi på Fotografiska är stolta över att med denna utställning, med anledning av hans 100-årsdag, hylla en av världens mest berömda fotografer.
Fotnot: Utställningen presenteras i samarbete med Pinault Collection och Palazzo Grassi.

Irving Penn. Resonance – Photographs from the Pinault Collection
Curata da
: Pierre Apraxine e Matthieu Humery
Coordinamento di: Johan Vikner
Ufficio Stampa: PCM Studio – Paola C. Manfredi – paola.manfredi@paolamanfredi.com – M. +39 335 54 55 539
Ufficio Stampa FotografiskaMargita Ingwall – margita.ingwall@fotografiska.se  – M. +46 (0)70 456 1461

Fotografiska
22 Stadsgardshamnen
,

Stoccolma 116 45
Svezia

 

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Senza luce non c’è spazio di Raluca Andreea Hartea, Hangar 8289, Ibiza, Spagna

Inaugurazione 28 giugno 2017 ore 20

cm H 140 x L 390, stampa C-Type su plexiglas

In questa mostra l’artista Raluca Andreea Hartea continua la sua ricerca sul colore che nel tempo l’ha portata ad approfondire campi come la genetica, l’anatomia, la psicologia, la neurologia, la fisica e l’astronomia.
Hartea è affascinata dall’idea che la luce percepita da una fonte sia strettamente collegata alla visione, cioè al fatto che l’essere umano abbia la capacità di “vedere”, e che scomparirebbe se scomparissimo, ma la luce in quanto fenomeno fisico continuerebbe ad esistere anche se non ci fossero più gli esseri viventi… perché in fondo ciò che percepiamo come realtà non è che un prodotto della coscienza e la sensazione del colore esiste (nel nostro mondo interiore) perché (nel mondo fisico esterno) esiste la luce.
Nel suo immaginario si mischiano regole di fisica quantistica a deduzioni e pensieri intimi. La forte correlazione che c’è tra noi e l’intero Universo, tra la nostra capacità di interpretare la realtà e la realtà stessa, tra il risultato estetico, fatto di forme e proporzioni, intrinseco in ogni cosa, e il “respiro” dell’Universo, la porta a creare un gioco di contrasti tra il visibile e l’invisibile.
In questa serie di lavori, che nasce dall’interpretazione personale di alcune leggi fisiche di James Maxwell, Max Plank e Albert Einstein, tratta la materia come fotoni, fasce d’informazioni, codici a barre dell’identità di alcune galassie che compongono il nostro Universo e viaggiano fino ad arrivare a prendere forma nei nostri occhi.
Le linee rette lasciano intuire il tempo che queste informazioni trascorrono nello spazio. Le forme morbide raccontano la complessità delle matrici, meravigliose composizioni, inimmaginabili senza le più moderne attrezzature.
Le galassie come un’occasione per indagare le infinite analogie che ci sono tra noi e ogni cosa nell’Universo, un modo per guardare “indietro”, alle origini delle nostre radici per ricordarci che, per dirla con le parole di Segan: “noi siamo un mezzo per il cosmo di conoscere sé stesso”.

cm H 140 x L 180, stampa C-Type suplexiglas

Senza luce non c’è spazio di Raluca Andreea Hartea
Press Office & Communication: Maria Chiara Salvanelli – M. + 39 3334580190 Tel. +39 02 39461253 – mariachiara@salvanelli.it

Hangar 8289
Carrer de Cas Dominguets 17 B-C 
IBIZA Spain
@Hangar8289

 

 

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Infinite sono le cose tra cielo e terra che gli umani non conoscono, collettiva, Galleria Milano, Milano

Inaugurazione: martedì 13 giugno 2017, ore 18,30


 Alla Galleria Milano  una mostra dedicata ai due elementi del cielo e della terra, esponendo opere di artisti che hanno mostrato fascinazione verso il loro potere ancestrale.
Da una parte il cielo, lo spazio siderale visibile dalla terra, con gli astri e i suoi agenti atmosferici. Le fotografie di Aurelio Andrighetto tentano di ricostruire l’esperienza percettiva del passaggio dalla visione diurna a quella notturna. Le potenzialità del pensiero davanti al cosmo e il metodo di osservazione del reale sono anche al centro della ricerca di Pierluigi Fresia in Constellations. La serigrafia con collage di Jim Dine proviene da un portfolio commissionatogli dalle Edizioni Alecto nel 1966, dove gli oggetti della realtà quotidiana, costante della sua poetica, sono caricati di nuove potenzialità con attenzione al contesto enviromental. Anche Joe Goode, esponente del movimento “Light and Space” – sviluppatosi sulla West Coast negli anni Sessanta – guarda all’ambiente e agli agenti atmosferici, sfidando il confine tra rappresentazione e astrazione. Così Francesco Pedrini, che immortala i tornado e l’effimera vita di una nuvola lanciandosi nella sfida impossibile di “registrare l’irregistrabile” per Elio Grazioli.
Davide Mosconi tenta di disegnare l’aria regalando immagini cosmiche, dove le costellazioni sono costituite da oggetti congelati in volo da uno scatto fotografico. Fabio Zonta nei suoi vortici, elementi d’acqua che sembrano buchi neri nella galassia, mette in atto “una sorta di evasione dalla realtà fisica”  per Mario Guderzo. Anche i lavori di Sandro Somarè indagano l’incerta liminalità visiva tra cielo e acqua: i colori tenui del mare sono rarefatti nelle sfumature di grigio disperdendo la linea dell’orizzonte; ciò che interessa non è il luogo in sé, ma la sua luce. Una lettura ironica, in chiave pop, è quella di Richard Smith che utilizza l’aquilone come supporto e tecnica.
E poi c’è la terra, spazio della materialità e delle radici, ma anche dell’imperscrutabilità della natura.
Non al polo opposto del cielo, ma complementare, come ci ricorda Aldo Tagliaferro nei suoi rapporti intimistici con entrambi gli elementi. La terra è utilizzata in tutta la sua potenza materica nell’opera di Nanni Valentini così come nel lavoro di Adelio Maronati che la utilizza direttamente sulla tela, unita ai colori a tempera. La proposta elaborata da Giannetto Bravi, concepita per Operazione Vesuvio, è costituita da un invaligiamento metaforico delle proprie origini. Nelle fotografie di Arno Hammacher, cresciuto a contatto con la natura sulla costa del Mare del Nord, tornano ricorrentemente il mare e le dune sabbiose. Luca Maria Patella riflette sulla funzione conoscitiva dell’arte applicando metodi proto-concettuali che aprono al dialogo con la scienza. Marco Vaglieri indaga la Storia con le sue storyboard, frutto di uno studio sulle zone della Prima Guerra Mondiale. Le trincee e i loro scavi, di cui racconta Vaglieri, ricordano ciò che è sotto terra: la coppia Ottonella Mocellin + Nicola Pellegrini scende nelle sue profondità in Il carbone sotto la pelle, intervento partecipativo realizzato a Barbarano in Puglia (2003) al fine di dare voce ad una comunità di ex minatori, mentre al centro di I Wanna Hold Your Hand If I Can Be So Bold (2006) sono i rapporti di coppia.
Jae-Eun Choi seppellisce duecento fogli di carta giapponese Wa-shi, prodotta per resistere ad ogni danno del tempo, in varie parti del mondo, per disseppellirli dopo qualche anno e registrare il loro deterioramento in base ai diversi tipi di terreno nel quale erano permasti. Il “potere del sottosuolo” (Choi) è sviluppato in chiave lirica e suggestiva da Luca Vitone in Et in Arcadia Ego (Lach), del 2001, dove lo scavo archeologico riporta alla luce la cultura sonora del luogo. Peter Fend, infine, offre visioni satellitari e mappe con attenzione all’ecologia globale e a questioni geopolitiche.

Infinite sono le cose tra cielo e terra che gli umani non conoscono
Dal 13 giugno al settembre 2017
Orari: da martedì a venerdì dalle ore 10,00 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 20,00. Lunedì dalle 16,00 alle 20,00 e sabato dalle 10,00 alle 13,00.
Info: Tel. +39 02 29000352 – Tel./Fax +39 02 29003283 – info@galleriamilano.com

Galleria Milano – Arte Moderna e Contemporanea
Via Daniele Manin, 13
20121 Milano

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FONDAZIONE STELLINE PER LA MILANO PHOTOWEEK

Dal 5 all’11 giugno 2017 si svolgerà la Milano PhotoWeek e la Fondazione Stelline darà il proprio contributo con mostre, incontri e cinema all’aperto dedicato alla fotografia. La Fondazione Stelline prende parte attivamente alla Milano PhotoWeek (5-11 giugno 2017), applicando sconti per gli ingressi alle mostre fotografiche di Butturini ed Esser e organizzando eventi ad hoc,…
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