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Interviste di Gianni Marussi

Africa. Raccontare un mondo, da scoprire al Pac di Milano

Noi vi aggiorneremo giorno per giorno su quanto accade al PAC  per la mostra Africa. Raccontare un mondo e quindi questa pagina è in continuo divenire per capire quanto accade, cosa preme sui confini europei, ma soprattutto i nostri. Questa mosta al PAC ci dà indizi di comprensione e per questo noi li seguiamo  per cercare di comprendere anche noi l’Africa, “un continente che non c’è” come suggerisce qualcuno. Le performance avvengono giorno dopo giorno e noi cercheremo di essere presenti e documentarle anche con interviste.


Dal 27 giugno al 11 settembre il PAC di Milano ospita la mostra Africa. Raccontare un mondo a cura di Adelina von Fürstenberg.

Africa. Raccontare un mondo, video e performance a cura di Ginevra Bria.

Con la mostra AFRICA. Raccontare un mondo il PAC di Milano prosegue la sua esplorazione dei continenti sulla rotta dell’arte, proponendo una selezione di artisti e di narrative che non solo vivono e affondano le loro radici africane nel mondo, ma che abitano anche la sua diaspora.
Definire l’Africa, oggi, significa saperla raccontare. In equilibrio tra Occidentalità e Africanismo, tra post-colonialismo e migrazioni, l’arte africana contemporanea pone infatti questioni essenziali, politiche, economiche, religiose e di genere che investono il futuro di uno fra i continenti più complessi del nostro pianeta.

Attraverso fotografie, dipinti, installazioni, disegni, sculture, ma anche video e performance, provenienti da collezioni pubbliche e private internazionali, 33 artisti di diverse generazioni, che incarnano e rappresentano oggi la molteplicità dei loro contesti sociali di riferimento, sottoporranno al visitatore ricerche visuali e narrative per comprendere l’universalità della scena artistica dell’Africa contemporanea a sud del Sahara, svelandone lo spirito immediato e in crescita senza nascondere la violenza e l’altrettanta immediatezza dei mondi che la compongono: dagli artisti protagonisti del Dopo l’Indipendenza, saldati al proprio universo culturale, passando attraverso l’Introspezione Identitaria che contraddistingue invece gli artisti engagé, per arrivare al “bivio” di una Generazione Africa partecipe e immersa nella contemporaneità, fino alle artiste che indagano la realtà attraverso il Corpo e le Politiche della Distanza.
Il PAC prosegue il suo cammino nell’esplorazione costante e attenta della produzione artistica contemporanea dei continenti – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Filippo Del Cornoconfermando la propria vocazione di centro di ricerca e sperimentazione internazionale

Il percorso espositivo di “Africa. Raccontare un mondo” offre un approccio sensibile dell’arte contemporanea africana attraverso quattro tematiche: “Dopo l’Indipendenza”, “L’introspezione identitaria”, “La generazione Africa” e “Il corpo e le politiche della distanza”.
Gli artisti del “Dopo l’Indipendenza” sono maestri della loro arte, fortemente saldati al loro universo culturale. I loro lavori sono trasposizioni della vita africana, privi di necessità critica, e trascrivono il mondo africano alle soglie del mutamento.
Artisti: Frédéric Bruly Bouabré (Costa d’Avorio), Seydou Keïta (Mali), J.D. Okhai Ojeikere (Nigeria), Idrissa Ouédraogo (Burkina Faso), Malick Sidibé (Mali).
Contrassegnato dal sistema delle mostre internazionali e dalla facilità di viaggiare, il tema dell’“Introspezione Identitaria” mette in primo piano una serie di artisti impegnati che mettono in discussione il post-colonialismo, le guerre e i genocidi, le problematiche legati all’ambiente, l’AIDS, la povertà, la corruzione politica, la questione del petrolio, e altro ancora. Nel loro linguaggio, tuttavia, modernità e tradizione si evolvono senza contrapporsi.
Artisti: Georges Adéagbo (Benin), Abu Bakarr Mansaray (Sierra Leone), Romuald Hazoumé (Benin), Pieter Hugo (Sud Africa), Richard Onyango (Kenya), Chéri Samba (Congo), Abdelrahmane Sissako (Mauritania), Yinka Shonibare MBE (Nigeria), Barthélémy Toguo (Camerun). 

È sui cambiamenti della società e sulla posizione individuale che si concentra il tema “Generazione Africa”, una generazione-bivio formatasi nelle scuole d’arte occidentali e presente alle fiere d’arte, fortemente consapevole però della propria identità al di là degli stereotipi.
Artisti: Malala Andrialavidrazana (Madagascar), Omar Ba (Senegal), Kudzanai Chiurai (Zimbabwe), Senzeni Marasela (Sud Africa), Billie Zangewa (Malawi).
Il Corpo e le Politiche della Distanza” presenta infine il percorso di nove artiste africane contemporanee che tra video-arte e performance, un ritratto in movimento della giustizia, una personificazione del vivere e del sentire di minoranze religiose, culturali e di genere. 

Artiste: Nathalie Anguezomo Mba Bikoro (Gabon), Gabrielle Goliath (Sud Africa), Ato Malinda/Alex Mawimbi (Kenya), Zanele Muholi (Sud Africa), Tracey Rose (Sud Africa), Berni Searle (Sud Africa)


 

PERFORMANCE
Il 27, 28 e 29 giugno tre giovani artiste sudafricane raccontano attraverso il corpo la rottura tra l’immaginario dell’universo femminile e il sistema dominante di rappresentazione della fisicità mettendo in scena tre differenti performance:  Donna Kukama, Buhlebezwe Siwani e Anne Historical. Quest’ultima, durante la giornata del 30 giugno, inaugurerà un’installazione site specific pensata per lo spazio dell’Edicola Radetzky sulla Darsena di Milano.

27  Giugno 2017 ore 19:00
Donna Kukama (1981, Sud Africa) – Travelogue = Travel + Monologue
Kukama usa la perfomance come mezzo di resistenza alle pratiche artistiche canoniche e attraverso di essa ricerca metodi per demolire e inventare tecniche. Accompagna la performance con l’elaborazione di scritti e la creazione di video e installazioni audio che sfruttano la sfera pubblica dell’esibizione per inserirsi nel campo delle voci artistiche estranee al suo mondo. Si interroga spesso sugli eventi d’attualità attraverso la costruzione di narrazioni e sul modo in cui queste si svolgono a livello sociale. È in questo contesto che Kukama introduce il suo corpo per creare immagini contro-interpretative per sconfessare i rapporti ufficiali. Al PAC l’artista presenta un nuovo capitolo della sua indagine che comprende l’ampio processo di creazione di un libro, un diario di viaggio orale e ricco di immaginazione, privo di qualsiasi supporto scritto. Una sorta di libro che raccoglie le storie personali delle comunità africane della zona di Porta Venezia a Milano che non prenderà mai la forma dell’oggetto che ben conosciamo, sviluppandosi invece nella performance, attraverso disegno, scultura, video, narrazione orale e testuale.
L’opera si sviluppa sotto forma di stazioni narrative del contesto socio-politico italiano, e di tutti i posti visitati dall’artista, tra cui Berlino.




28 Giugno 2017 ore 19:00
Buhlebezwe Siwani (1987, South Africa) uKhongolose (Parlamento)
60 microfoni. 60 contenitori intonacati con inciso il nome di una donna. Buhlebezwe Siwani  realizza al PAC  una performance sul tema del femminicidio che riflette sul modo in cui le statistiche eliminano le sensibilità della violenza e desensibilizzano il pubblico, in modo che diventi meno doloroso affrontarla.
Nei suoi lavori Siwani si interroga sulla decadenza del proprio corpo, sul ricordo di Johannesburg e sul rapporto della sua famiglia con la città. Concentrandosi sulle tracce – quello che è stato lasciato indietro, da chi, e in che modo alla fine scompare – l’artista presenta le  donne  come esseri liminali, vive e morte, accessibili e inaccessibili, con l’intento di dare un senso alla propria soggettività. Cresciuta a Johannesburg, grazie alla natura nomade della sua educazione ha vissuto anche nella Provincia del Capo orientale e nel KwaZulu Natal. Siwani lavora prevalentemente mediante performance e installazioni, in cui inserisce fotografie e video.

29 Giugno 2017 ore 19:00
Anne Historical (1977, South Africa) Aphasia: Treatment situations
Lavorando con campioni audio d’archivio e materiale auto-prodotto, scritto e interpretato così come con materiale filmato e proveniente da videoarchivi, l’esibizione presenta varie situazioni legate al trattamento dei pazienti come variazioni in una composizione musicale. Le voci e i suoni sono stati raccolti da un archivio di nastri magnetici. Altre parti sono state trascritte da fonti che riportano stati di afasia e situazioni medico-paziente. Per la parte di copione scritta da Anne, l’artista ha attinto da Black Hamlet, scritto dallo psichiatra/psicanalista Wolf Sachs, in Sudafrica negli anni ’40. Nel suo libro, Sachs riporta la sua “analisi” effettuata su uno Nyanga, un guaritore tradizionale. È un testo problematico e complesso, da cui razza e gerarchie della medicina occidentale moderne traspaiono chiaramente. Il copione attinge anche da Les Damnés de la Terre di Fanon e, in particolare, dai casi medici raccolti nel capitolo “Guerra coloniale e disturbi mentali”. In entrambi i libri, quello che più interessa all’artista è il concetto di disturbo o, come lo definisce Fanon, “vertigine”.

INFO: Fino ad esaurimento posti; Singolo € 4 /cumulativo € 8 validi dalle ore 18.30 – Mostra aperta fino alle 22:30, ultimo ingresso 21:30


Arricchisce la mostra una selezione di sedute di designer africani che utilizzano materiale di recupero con un’inventiva straordinaria.: Dokter & Misses (Sud Africa), Alassane Drabo (Burkina Faso), Amadou Fatoumata Ba (Senegal), Gonçalo Mabunda (Mozambico) e Nawaaz Salduker (Sud Africa).
La mostra è realizzata con il sostegno di TOD’S, sponsor dell’attività espositiva del PAC, con il contributo di Alcantara e Cairo Editore e con il supporto di Vulcano.
Il catalogo, curato da Ginevra Bria, è pubblicato da Silvana Editoriale
Un ricco Public Program introdurrà adulti e famiglie alla cultura e all’arte africana: proiezioni, visite guidate, incontri, family lab e workshop per scoprire l’Africa attraverso arte, design, cinema, letteratura e musica.
Inoltre, venerdì 7 e sabato 8 arriverà nel cortile del PAC il Cinemobile Fiat 618, furgone del 1936 dotato di un proiettore per pellicole 35mm e diffusori di suono incorporati, che aveva la funzione di portare il cinema nei paesi e nelle contrade che ne erano privi per far scoprire la magia del cinema.
I film in programma sono Le Franc (1993) venerdì 7 luglio ore 22 e La Petite vendeuse de soleil (1999) sabato 8 luglio ore 22, entrambi del regista e attore senegalese Diibril Diop Mambety.
Dal 9 luglio al 6 agosto, infine, la Cineteca Spazio Oberdan, in viale Vittorio Veneto 2, ospiterà una rassegna di cinema africano, realizzata in collaborazione con Fondazione Cineteca Italiana di Milano (Ingresso con biglietto mostra € 5,50 – Programma: oberdan.cinetecamilano.it)

 

Artisti in mostra: Georges Adeagbo (Benin); Nathalie Anguezomo Mba Bikoro (Gabon); Malala Andrialavidrazana (Madagascar); Omar Ba (Senegal); Frédéric Bruly Bouabré (Costa d’Avorio); Kudzanai Chiurai (Zimbabwe); Gabrielle Goliath (Sud Africa); Romuald Hazoumé (Benin); Anne Historical (Sud Africa); Pieter Hugo (Sud Africa); Seydou Keïta (Mali); Donna Kukama (Sud Africa); Ato Malinda (Kenya); Abu Bakarr Mansaray (Sierra Leone); Senzeni Marasela (Sud Africa); Zanele Muholi (Sud Africa); J.D. Okhai Ojeikere (Nigeria); Idrissa Ouédraogo (Burkina Faso); Richard Onyango (Kenya); Tracey Rose (Sud Africa); Chéri Samba (Congo); Buhlebezwe Siwani (Sud Africa); Berni Searle (Sud Africa); Yinka Shonibare MBE (Nigeria); Malick Sidibé (Mali); Abdelrahmane Sissako (Maurtania); Barthélémy Toguo (Camerun); Billie Zangewa (Malawi).
 In mostra anche una selezione di sedute di designer africani: Dokter & Misses (Sud Africa), Alassane Drabo (Burkina Faso), Amadou Fatoumata (Senegal), Gonçalo Mabunda (Mozambico) e Nawaaz Sadulker (Sud Africa).

Africa. Raccontare un mondo a cura di Adelina von Fürstenberg.
Video e performance
a cura di Ginevra Bria 
Una mostra del:
Comune di Milano – Cultura, PAC Padiglione d’Arte Contemporanea, Silvana Editoriale
Orari: mercoledì, venerdì, sabato e domenica 9.30- 19.30; martedì e giovedì 9.30 – 22.30; chiuso lunedì; ultimo ingresso un’ora prima della chiusura
Biglietti: Intero € 8,00; Ridotto € 6,50 (gruppi di almeno 15 persone accompagnati da guida; visitatori dai 6 ai 26 anni; visitatori oltre i 65 anni; portatori di handicap; soci Touring Club con tessera; soci FAI con tessera; militari; forze dell’ordine non in servizio; insegnanti;  studenti Summer School Comune di Milano; possessori  Abbonamento Musei Lombardia; possessori biglietti aderenti all’iniziativa “Lunedì Musei ( Poldi Pezzoli / Museo Teatrale alla Scala); tutti i visitatori il 2 aprile dalle 16:30); Ridotto speciale € 4,00 (tutti i visitatori ogni martedì e giovedì a partire dalle 19.00;  gruppi di studenti delle scolaresche di ogni ordine e grado; gruppi organizzati direttamente dal Touring Club e dal FAI; volontari Servizio Civile muniti di tesserino; dipendenti Comune di Milano dietro esibizione del badge (ospite al seguito € 6,50); tutti i giornalisti non accreditati che presentano in biglietteria il tesserino dell’Ordine dei Giornalisti con il bollino dell’anno in corso); Gratuito minori fino ai 6 anni, un accompagnatore per ogni gruppo, due accompagnatori per ogni gruppo scolastico, un accompagnatore per disabile che presenti necessità, un accompagnatore e una guida per ogni gruppo Touring Club e FAI, dipendenti della Soprintendenza ai Beni Architettonici e Artistici,  giornalisti iscritti all’albo con tesserino ODG accreditati dall’ufficio stampa del Comune di Milano o dall’ufficio stampa della mostra, tesserati ICOM, guide turistiche munite di tesserino di abilitazione, soci AMACI; Biglietto famiglia adulti ridotto € 6,50 + ragazzi (di età inferiore a 14 anni) ridotto speciale € 4,00
Ufficio Stampa PAC: PCM Studio di Paola C. Manfredi – press@paolamanfredi.com T Tel. +39 02 87 28 65 82
Ufficio Stampa Silvana Editoriale:  Lidia Masolini – press@silvanaeditoriale.it – T. Tel. +39 02 45395111
Ufficio Stampa Comune di Milano: Elena Conenna – elenamaria.conenna@comune.milano.it – Tel. +39 02 884 50150

Pac
Padiglione d’Arte Contemporanea

Via Palestro, 14
20122 Milano
Tel. +39 02 88446359 – www.pacmilano.it

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Daniele Ranzoni, Lo scapigliato maudit, Gallerie Maspes, Milano, finissage 24 giugno

Dal 24 marzo al 24 giugno 2017, alle Gallerie Maspes una mostra rende omaggio a Daniele Ranzoni (1843-1889), uno dei maggiori esponenti della Scapigliatura con la mostra Daniele Ranzoni, Lo scapigliato maudit.
L’esposizione, curata da Annie-Paule Quinsac, autrice del catalogo ragionato dell’artista, presenta 10 tra i suoi più celebri capolavori, provenienti da collezioni private, in grado di ripercorrere alcuni dei temi più caratteristici della sua cifra stilistica.
Daniele Ranzoni, al pari dell’amico Tranquillo Cremona, si rese protagonista di una straordinaria stagione artistica, tutta milanese, idealmente iniziata con il Piccio e proseguita con Luigi Conconi e Virgilio Ripari, e fautrice di un linguaggio pittorico innovativo, svincolato dai modelli accademici, capace di esprimere i cambiamenti sociali e culturali dell’epoca, attraverso una stesura vaporosa, fatta di pennellate sfatte.
Il percorso espositivo prende avvio dal periodo di adesione alla Scapigliatura (La villa del principe Dolgoroncki a Belgirate), per passare a quello trascorso in Inghilterra (In contemplazione; Giovinetta inglese; Barboncino bianco), dove si trasferì tra il 1877 e il 1879, per divenire il pittore della nobiltà terriera e soprattutto della nuova, facoltosa ed elegante borghesia.
La rassegna prosegue analizzando la ritrattistica, uno dei campi in cui Daniele Ranzoni ha dimostrato eccelse doti pittoriche. Alle Gallerie Maspes è proposta un’importante selezione di dipinti di donne come il Ritratto della signora Vercesi o il Ritratto della signora Pisani Dossi, moglie di Carlo Dossi, esponente della Scapigliatura milanese, ma anche di bambini (Ritratto del bambino William Morisetti e Ritratto di Aristide Nicó), fatti su commissione dell’alta borghesia.
La mostra si chiude con i capolavori della tarda maturità, come Il ritratto della signora Antonietta di Saint-Léger del 1886, proveniente dalla Collezione Jucker, considerato uno degli ultimi e più intensi ritratti psicologici di Ranzoni e di tutta la ritrattistica dell’800 europeo, in cui la baronessa è colta in un atteggiamento quasi vulnerabile, priva del suo carattere tenace che ne aveva contraddistinto l’esistenza e in cui la pennellata scarna presenta una gamma cromatica risolta con minime variazioni di colore.
Il catalogo, Gallerie Maspes edizioni, contiene il contributo storico-critico di Annie-Paule Quinsac, il carteggio inedito di Giacomo Jucker sull’opera Il ritratto della signora Antonietta di Saint-Léger, oltre ai risultati delle analisi diagnostiche effettuate sulla stessa tela, a cura di Thierry Radelet, e a un approfondimento riguardante il suo restauro, a cura di Enrica Boschetti.

Daniele Ranzoni (Intra, 1843-1889) studiò a Brera e all’Accademia Albertina; successivamente, a Intra, strinse rapporti con artisti e intellettuali vicini alla scapigliatura e, memore delle soluzioni del Piccio, avviò una ricerca pittorica caratterizzata da delicati effetti di luce. Rientrato in Italia dopo un soggiorno a Londra (1877-1879), dipinse alcune delle sue opere più note, nelle quali la trasparenza del colore si fonde con la leggerezza dello sfumato. Dal 1885, afflitto da crisi depressive, abbandonò gradualmente la pittura.


Gallerie Maspes, fondata a Saronno nel 1967 da Luigi e Romano Maspes, è attualmente diretta da Francesco Luigi Maspes. Responsabile dell’Archivio e della Biblioteca è Melissa Raspa, mentre Elena Orsenigo è incaricata della gestione della sede espositiva. Dopo l’apertura della sede milanese in via Vincenzo Monti le Gallerie Maspes hanno inaugurato la nuova sede di via Manzoni 45, nel centro artistico e culturale di Milano. Specializzata in Pittura Italiana dell’Ottocento, in particolare delle Scuole lombarda, veneta e piemontese, organizza periodicamente mostre monografiche e tematiche accompagnate da accurate pubblicazioni, avvalendosi della collaborazione di alcuni tra i più importanti Storici dell’Arte.

DANIELE RANZONI. Lo scapigliato maudit
24 marzo – 24 giugno 2017
A cura di Annie-Paule Quinsac

Orari: da martedì a sabato 10.00-13.00; 15.00-19.00
Ingresso: libero
Catalogo: Gallerie Maspes edizioni

Informazioni: tel. 02 863885; info@galleriemaspes.com
Ufficio stampa: CLP Relazioni Pubbliche – Anna Defrancesco – tel. 02 36 755 700 – anna.defrancesco@clponline.it – www.clponline.it

Gallerie Maspes
Via Manzoni 45
Milano
www.galleriemaspes.com

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Pao: Penguin Heroes, st art. L’arte per tutti, Mondadori Megastore Milano

Sono ormai celebri, una costante, un segno distintivo nonché una vera e propria firma. Sono i pinguini di Pao, i protagonisti della mostra “Penguin Heroes“, dal 13 giugno al 9 luglio a “st art l’arte per tutti“, il nuovo progetto artistico ideato e promosso da Mondadori Store e curato da Angelo Crespi al Megastore Mondadori in Piazza Duomo.

Pinguini allegri, semplici e pieni di brio, che strappano inevitabilmente un sorriso e che hanno già “invaso” l’Italia: sono a Bologna, Torino, Milano e in tante altre città. 
Che l’arte di Pao sia per tutti si evince anche dalle sue parole: “Le fonti di ispirazione sono varie, vanno dalla pop art ai fumetti, passando dai videogiochi ai cartoni animati. Utilizzare elementi conosciuti a tutti per esprimere concetti è un buon modo di creare un’arte comprensibile da molti. Al giorno d’oggi Homer Simpson è più famoso del presidente degli Stati Uniti, i supereroi sono i nuovi santi, è normale quindi utilizzare questa nuova iconografia“. 

Pao (Paolo Bordino), milanese, classe 1977, la prima “palestra” di Pao è il teatro, dove si forma come macchinista, fonico e tecnico di palcoscenico con la compagnia di Franca Rame e Dario Fo. Dopo aver studiato e lavorato presso i laboratori del Teatro alla Scala di Milano, negli anni 2000, si avvicina alla street art, per non allontanarsene più: gli interventi d’arte urbana, nati per curiosità, diventano sempre più frequenti, dando origine ai celebri “panettoni” (dissuasori stradali) raffiguranti pinguini, alieni e personaggi della cultura comune, da R2D2 di Star Wars al supereroe Iron Man. 
Nel 2000 disegnavo solo fumetti per diletto personale, quando un giorno vidi un paracarro stradale sporcato di colore. Mi si accese la lampadina pensando che poteva diventare uno dei miei personaggi. Dai disegni preparatori, uscì un pinguino che mi diceva: “disegnami”. Fu così che iniziai a disegnarne per strada un’intera popolazione. Tanto che un mio amico disse che il mio nome, Pao, stava per Pinguini ad Oltranza. Da allora i pinguini sono diventati il mio logo, quasi un animale totemico” ricorda l’artista. Nel 2005 nasce Paopao Studio, centro operativo e creativo di Pao e Laura, grafic designer che con Pao crea e sviluppa progetti curandone l’aspetto grafico e di comunicazione. Diverse partecipazioni con grandi aziende conducono Pao ad ampliare la produzione e a ricercare nuovi supporti: hanno così origine sperimentazioni su materiali, ricerche prospettiche, distorsioni visive e studio di geometrie curve, che portano a uno sviluppo su tela e supporti tridimensionali di vetroresina della sua arte. Le sue opere si inseriscono non solo nel contesto urbano, diventando parte integrante dell’ambiente cittadino, ma anche nella società di massa che in alcuni dei suoi lavori si rispecchia. Ad oggi i lavori di Pao sono stati esposti in varie rassegne d’arte, tra cui il Padiglione d’arte contemporanea di Milano, la Triennale di Milano, la Biennale di Venezia. 

La mostra “Penguin Heroes” di Pao è la prima del nuovo ciclo di “st art. L’arte per tutti“. A seguire “stencil mood story” di Mr. Savethewall (11 luglio-10 settembre), “contemporary comics mix” di Giacon (12 settembre-8 ottobre) e “pop up flowers” di Cardeña (10 ottobre-12 novembre), ognuno dei quali rappresenta in un modo personale l’arte contemporanea di questo genere. I primi quattro artisti sono tra i migliori esempi della street art o del pop, partendo da Pao che è uno dei più riconoscibili avendo lavorato sia nel contesto urbano sia in quello più vasto della comunicazione.
Tutte le mostre prevedono l’esposizione di pezzi originali e la creazione di multipli e gadget a disposizione del pubblico a prezzi accessibili. Inoltre verranno pensate installazioni e performance che rendano la dimensione espositiva un momento di spettacolo e comunicazione. 


“CAPIRE L’ARTE CONTEMPORANEA” 

Sempre da giugno Mondadori Megastore proporrà un ciclo di incontri dal titolo “Capire l’arte contemporanea“, in cui artisti, curatori e autori si confronteranno, presentando libri e cataloghi, su un tema molto dibattuto, cioè come approcciare l’arte contemporanea nelle sue versioni anche più eccentriche e sorprendenti. 
Inizialmente pensato per i due Mondadori Megastore di Milano (Duomo e Marghera), il progetto “st art“, vuole coinvolgere tutto il sistema Retail di Mondadori che oggi conta 600 punti vendita sparsi in Italia, anche attraverso la comunicazione on line e l’e-commerce che sono punti di eccellenza del gruppo, creando un inedito cortocircuito tra libri e arte pop, esposizione fisica e on line, opere originali e multipli, comunicazione digitale e tradizionale a vantaggio di una diffusione e una contaminazione massiccia dell’arte e del pubblico.
st art è un progetto artistico curato da Angelo Crespi e si avvale della preziosa collaborazione di Sergio Pappalettera, artista visual ed esperto di strategie di marketing e comunicazione. st art è prodotto in partnership con Deodato Arte. 


Pao: Penguin Heroes
st art. L’arte per tutti
Orari: 9 – 23
Ingresso: gratuito
Info: www.mondadoristore.it | #StartInStore
Ufficio Stampa: Maria Grazia Vernuccio – tel.335.1282864  – mariagrazia.vernuccio@gmail.com 

Mondadori Megastore
piazza Duomo
Milano

 

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Con la testa e con il cuore si va ovunque, con Giusy Versace, sold out al Teatro Manzoni, Milano

Al Teatro Manzoni mercoledì 14 giugno, va in scena il nuovo spettacolo teatrale “Con la testa e con il cuore si va ovunque”, con la regia di Sylos Labini, tratto dall’omonimo best seller Mondadori di Giusy Versace.  
Giusy Versace porta in scena la sua incredibile storia, un esempio per tutti, non solo per le persone disabili. Con lei un cavaliere d’eccezione, il popolare ballerino Raimondo Todaro con il quale vinse nel 2014 la decima edizione di “Ballando con le Stelle“. Accanto a lei un altro angelo custode, un amico e un grande artista, il cantante pop Daniele Stefani. Diretti da uno dei registi più innovativi della scena italiana, Edoardo Sylos Labini, con le coreografie di Matteo Bittante e dello stesso Todaro, Giusy  saprà emozionarci ancora una volta, facendoci ridere, piangere e riflettere, in questa nuova sfida sui palcoscenici teatrali. L’intero ricavato della serata sarà devoluto a Disabili no limits Onlus.
Dopo il debutto milanese, lo show toccherà in autunno i palcoscenici di Venezia, Firenze, Bologna, Roma e Norcia, dove Sylos Labini ricopre la carica di direttore artistico presso il Teatro Civico
Con la testa e con il cuore si va ovunque, Giusy Versace Sylos Labini, Mondadori Mega Store Duomo, 31:05:2017 - 04

Giusy Versace: Questo spettacolo nasce da un esperimento che feci con Raimondo Todaro all’epoca di ‘Ballando con le Stelle’. Il progetto di questo spettacolo è nato quindi alla fine del 2014, ma grazie all’incontro con Sylos Labini è stato completamente rinnovatoLui è riuscito a penetrarmi nel profondo, a tirarmi fuori emozioni che il dolore di quell’incidente avevano sepolto in me. Questa è stata la parte più difficile di questo spettacolo…rileggere la mia autobiografia e reinterpretarla. Ringrazio, oltre a Sylos Labini, Raimondo che si è reso disponibile per questa nuova avventura, e Daniele Stefani che ne ha costruito la colonna sonora.”

Negli ultimi 10 anni ho messo in scena la biografia di grandi personaggi come D’Annunzio, Nerone, Mazzini, ma dopo aver letto il libro Con la testa e con il cuore si va ovunque ho sentito la necessità di continuare questo percorso raccontando la vita di una donna semplice dei giorni nostri – ha spiegato il regista dello spettacolo Edoardo Sylos Labini Semplice ma esempio di coraggio, positività e femminilità. In scena va la “normalità” di una figura che ha saputo trasformare un evento tragico in una nuova vita fatta di successi grazie al ballo e allo sport. La vita di Giusy Versace, come il teatro, è fatta di un prima e di un dopo, tragedia e commedia, e sul palcoscenico saprà far piangere e ridere come ho fatto io leggendo il suo libro. Quando ho letto il libro di Giusy Versaceho pianto come un bambino. La sua storia è una lezione per ognuno di noi, non soltanto per i disabili. È un messaggio di forza e audacia in un’Italia che deve tornare a essere coraggiosa.»

Sono felice di aiutare Giusy anche in questa nuova avventura – dice Raimondo Todaro – perché so che è una cosa che le sta molto a cuore. Sarà uno spettacolo dove piangi e allo stesso tempo ridi, insomma, unico nel suo genere.”

Ho suddiviso il racconto di Giusy in tre diversi colori, ad ognuno dei quali ho abbinato una canzone – ha aggiunto Daniele Stefani – alcune sono cover, altri sono inediti ma di sicuro tutti i brani regaleranno forti emozioni.

 

Giuseppina Versace, per tutti semplicemente “Giusy“, nasce Reggio Calabria il 20 maggio 1977 e vive nella città dello Stretto fino a vent’anni circa, quando poi il lavoro e la vita la portano prima a Londra e poi a Milano.
Il 22 agosto del 2005, Giusy lavora come Retail Supervisor per una grossa azienda nel campo della moda e durante una delle tante trasferte di lavoro, ha un terribile incidente automobilistico sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria, nel quale perde entrambe le gambe. Un evento che rimette tutto in gioco e che, per un carattere determinato come il suo, non ha mai avuto il significato di una resa! Dopo più di un anno e mezzo di duri allenamenti Giusy cammina di nuovo e decide di tornare a lavorare. Nel 2006 fondamentale è l’incontro con l’Unitalsi e il viaggio a Lourdes e nel 2007 torna a guidare. Nel 2010 inizia a correre con le protesi in carbonio e 3 mesi dopo è già ai blocchi di partenza del Campionati Italiani di atletica leggera. Diventa così la prima atleta italiana della storia a correre con amputazione bilaterale e la sua categoria è la T43. In 6 anni di piena attività, Giusy colleziona ben 11 titoli italiani e diversi record nazionali sui 60, 100, 200 e 400 metri.
Oltre a vincere, inizia a lanciare messaggi positivi invogliando la gente, che come lei vive delle disabilità, a non nascondersi, a non vergognarsi e ad avvicinarsi allo sport. Nel 2011 fonda la Onlus Disabili No Limits(www.disabilinolimits.org) di cui è tutt’oggi presidente e nel 2013 scrive la sua prima autobiografia “Con la testa e con il cuore si va ovunque” nella speranza che possa essere uno stimolo per chi vive ancora la disabilità con sofferenza. Nel marzo 2014 il suo sorriso arriva fino a Doha, nel Qatar, e diventa ambasciatrice della campagna internazionale di promozione dell’integrità sportiva tra i giovani “Save the Dream” insieme ad altri sportivi di fama internazionale tra cui Alex Del Piero.
Nel 2014, entra a far parte del cast di concorrenti della decima edizione del programma Tv Ballando con le stelle in onda su Rai 1, e vince in coppia con il ballerino Raimondo Todaro col 56% dei voti da parte del pubblico.
Il 28 maggio 2015 debutta nella conduzione del programma televisivo di Rete 4 Alive – La forza della Vita al fianco del biologo e naturalista Vincenzo Venuto. Dal 23 agosto 2015 conduce La Domenica Sportiva in onda ogni domenica su Rai 2 in seconda serata, in coppia con il giornalista Alessandro Antinelli.
Nello stesso anno, il 2015, la Versace debutta anche a teatro al fianco del ballerino Raimondo Todaro, portando in scena lo spettacolo tratto dall’omonima biografia pubblicata nel 2013, oggi parte della collezione Oscar Mondadori edizioni Best Seller.
Nel 2016 Giusy vince le sue prime medaglie internazionali agli Europei di Atletica con il seguente risultato: ARGENTO sui 200m – BRONZO sui 400m distanza quest’ultima che ha visto il suo esordio proprio nel 2016 dopo essere entrata a far parte del gruppo sportivo delle FIAMME AZZURRE. Nello stesso anno raggiunge il suo più grande obiettivo e partecipa alle Paralimpiadi di Rio entrando in finale nella gara dei 200m e chiudendo con un ottavo posto.

Presentazione dello spettacolo al Mondadori Mega Store Duomo il 31/05/2017.

Presentazione dello spettacolo al Mondadori Mega Store Duomo il 31/05/2017.

Il costo dell’ingresso è di €.20  (biglietto intero), 10 euro il ridotto (5-14 anni),€ 2,5  per i bambini sotto i 5 anni e gratuito per disabili.
I biglietti sono in vendita online sul sito del Teatro Manzoni e presso la biglietteria di via Manzoni 42 a Milano.
Per prevendita telefonica: numero verde 800 914 350 (attivo da rete fissa, in orari di cassa).
Per informazioni: telefono 02 7636901 – cassa@teatromanzoni.it. La serata, che avrà inizio alle ore 20.45.

Sold out da giorni per la Prima al Manzoni di Milano. 

 

In un teatro stracolmo, il debutto di Giusy Versace in versione attrice e ballerina nel suo nuovo spettacolo “Con la testa e con il cuore si va ovunque” incanta ed emoziona il pubblico. Erano attese forti emozioni e così è stato! Giusy Versace, da tutti conosciuta per i suoi successi sulle piste di atletica, per la conduzione della “Domenica Sportiva” e soprattutto per la vittoria a “Ballando con le Stelle”, ieri sera ha saputo incantare ed emozionare il pubblico di un Teatro Manzoni già sold out da diversi giorni, interpretando se stessa nella sua seconda vita. Quella senza gambe, quella iniziata in quel tragico 22 agosto del 2005 ma che, come sottolinea nelle battute finali, l’ha resa una donna migliore. Un messaggio forte, epilogo di uno spettacolo di un’ora e 10 minuti, diretto dal regista e attore Edoardo Sylos Labini, che è stato un crescendo coinvolgente di emozioni e messaggi positivi.
Come accade nell’omonimo libro da cui è tratto, il sipario si alza sugli ultimi minuti che precedono l’impatto contro il guard-rail sulla Salerno Reggio Calabria. La prosa, incalzante e piena d’angoscia, è alternata da un ballo molto intenso con Raimondo Todaro sulle note de “La Cura” di Franco Battiato, riarrangiata da Daniele Stefani e accolto da fragorosi applausi. Il pathos è molto forte e aumenta ancora di più nelle successive scene quando Giusy si risveglia in ospedale e vede il lenzuolo vuoto dal ginocchio in giù. Anche qui, le note di “Bohemian Rhapsody” dei Queen e un paso doble con Todaro fanno venire i brividi e calano il pubblico nel dolore di quei momenti.
Il registro cambia e diventa più leggero dal momento in cui inizia il percorso riabilitativo e Giusy entra in un nuova dimensione, conosce il popolo degli invalidi e assapora una nuova normalità. Giusy e Raimondo si esibiscono in un freestyle in carrozzina sulle note del brano scritto e composto da Stefani “Non aver paura”, concluso con l’ovazione del pubblico.
Da lì lo spettacolo diventa un crescendo di pagine e passaggi ironici e pieni di positività. I primi passi, la prima volta al mare, l’incontro con il fidanzato Antonio (che entra in scena fischiettando), la prima corsa assieme al fratello Domenico, il tutto intervallato da un Jive sulla musica di Elvis Presley, fino ad arrivare ad un altro importante tassello di questa storia: Il viaggio a Lourdes. Un viaggio che rappresenta una svolta importantissima, ovvero il momento in cui Giusy elabora il dolore e lo trasforma in nuova forza. Il video della sua testimonianza di fronte ai fedeli è da pelle d’oca, un discorso che rappresenta il suo “manifesto” di vita e di fede, seguito dalle vibranti note della canzone Hallelujah di Leonard Cohen, reinterpretata da Stefani.
Si apre poi il capitolo atletica leggera. Sul mega schermo scorrono i suoi successi, quelli che l’hanno resa una donna potente e libera. Un’altra sfida affrontata e vinta a testa alta, a dispetto di chi non credeva in lei, che ha particolarmente emozionato il pubblico il quale ha ripagato con un lunghissimo applauso.
L’ultimo ballo è l’emblema della felicità. Con le protesi da corsa tempestate di Swarovsky, Giusy e Raimondo volano leggiadri in un quickstep che li ha resi invincibili anche a “Ballando con le Stelle” sulle note di “Sing, Sing, Sing” e il pubblico, in piedi, accompagna con un appaluso ogni passo.
Il finale, come nel libro, è uno straordinario elenco di cose belle e positive che Giusy ha imparato dall’incidente ad oggi, un elenco che racchiude il segreto del suo successo e il motivo del suo sorriso: “Oggi sono una donna migliore, più ricca. Se avessi una bacchetta magica e un solo desiderio da esprimere, una cosa è certa … non tornerei mai indietro!” e anche qui, standing ovation.
Penso di aver lanciato una nuova, coraggiosa attrice” queste le parole di un entusiasta Sylos Labini accorso velocemente sul palco per abbracciare Giusy. “Erano tanti anni che non vedevo una standing ovation durante uno spettacolo teatrale – ha proseguito il regista – La lezione di vita restituita ieri sul palco del Teatro Manzoni è qualcosa che gli spettatori si porteranno nel cuore per sempre. E vedrete, abbiamo ancora un po’ di sorprese!”
Dopo una lunga celebrazione, la Versace ha voluto ringraziare gli sponsor che hanno contribuito a realizzare questa serata e che permetteranno di devolvere l’intero incasso alla onlus Disabili No Limits. Tra questi, Andrea Bolla di Vivigas, Gian Paolo Accorsi di PMG Italia e Giuseppe Pannuti di Divani & Divani by Natuzzi. Un ringraziamento speciale è stato rivolto anche al presidente del Tribunale di Sorveglianza Giovanna Di Rosa che ha accolto ed esaudito il desiderio di Giusy, atleta della sezione paralimpica delle Fiamme Azzurre, di invitare un gruppo di detenuti del carcere di San Vittore.
Vedere un Manzoni così gremito e sentire tutti quegli applausi è stata una grandissima emozione – ha dichiarato la Versace – Sentivo l’energia che saliva dalla platea e, a mia volta, spero di aver trasmesso anch’io al pubblico forti sensazioni e messaggi positivi. D’altronde questo era lo scopo per cui ho scritto il libro e portato in scena questo spettacolo. Non mi aspettavo infine di vedere così tanta gente aspettarmi nel foyer per autografare le copie del libro. E’ stato tutto meraviglioso, come vivere in un sogno”.
Lunga la lista dei VIP presenti in sala. Da Giorgia Surina a Valeria Marini, Platinette, Jo Squillo, Simona Atzori, Luna Berlusconi, Vince Tempera, Alma Manera, Sarah Maestri, Federica Di Martino, Paola Lavini, Alessandra Moschillo, Mino Taveri e Roberta Ferrari.
“Con la testa e con il cuore si va ovunque” non si ferma qui. A fine estate l’intenzione è quella di portare lo spettacolo a Norcia, in occasione dell’anniversario del terremoto. In autunno, invece, il teatro Golden di Roma ospiterà ben tre date: 17, 18 e 19 ottobre. Sono poi previste tappe nelle città di Bologna, Firenze e Venezia, le cui date saranno presto svelate.

#conlatestaconilcuoresivaovunque – @giusyversace 


TEATRO MANZONI
Via Manzoni 42
20121 Milano
Tel. 02 7636901 – Fax 02 76005471 – www.teatromanzoni.it – stampa@teatromanzoni.it

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Black Light Art: la luce che colora il buio, Spazio Espositivo – Palazzo Lombardia, Milano

Dal 12 maggio al 10 giugno 2017


La luce nera, affascinante ossimoro, non serve per illuminare in modo convenzionale ma si utilizza per far apparire in modo diverso gli oggetti o lo spazio circostante, sia per scopi pratici che in ambito artistico.
Black Light Art: la luce che colora il buio tratta la luce nera come medium espressivo in grado di coinvolgere lo spettatore in una innovativa esperienza sensoriale, dove la realtà appare con aspetto insoliti. Ambienti dinamicamente illuminati con luce bianca e luce nera in gradazioni diverse, permetteranno alle opere esposte di vestirsi di colori, forme e spazialità sorprendenti.

Il Team e gli Artisti

Black Light Art: la luce che colora il buio, che vede la partecipazione di sedici artisti, si terrà fino al 10 giugno nello Spazio Espositivo di Palazzo Lombardia a Milano.
Curatori dell’evento sono Gisella Gellini, docente del corso di Light Art e Design della Luce presso la Scuola del Design del Politecnico di Milano e Fabio Agrifoglio, presidente della Fondazione Mario Agrifoglio. L’allestimento e il lighting design sono stati affidati a Domenico Nicolamarino, docente di lighting design all’Accademia di Brera, Gianni Forcolini, docente di lighting design alla Scuola del Design del Politecnico di Milano e a Gaetano Corica.

Oltre a Mario Agrifoglio, sono presenti gli artisti Nino ed Emanuele Alfieri, Alessio Ancillai, Carlo Bernardini, LeoNilde Carabba, Claudio Sek De Luca, Nicola Evangelisti, Giulio De Mitri, Maria Cristiana Fioretti, Daniela Forcella, Federica Marangoni, Yari Miele, Marco Nereo Rotelli, Sebastiano Romano, Olga Serezhina.

Il percorso espositivo è accompagnato da musiche composte dal maestro Irlando Danieli, ispirate al tema della mostra e gentilmente concesse dalla Prof.ssa Maria Proja de Santis di Caleidoscopio, Como.
Black Light Art: la luce che colora il buio ha ottenuto il supporto della Regione Lombardia che ha gentilmente concesso lo Spazio Espositivo, dell’Accademia di Brera, di Banca Mediolanum, di Billy Boy Editore e di Microsys, nonché il patrocinio della Scuola del Design – Politecnico di Milano.

Eventi collaterali
Per approfondire il tema luce e spazio con particolare riferimento alla Black Light il 12 maggio si è svolta all’Accademia di Brera, nella Sala Napoleonica, una giornata di studio dal titolo Risonanze Luminose. Organizzata da Domenico Nicolamarino, con la partecipazione di esperti del settore, fra cui il fisico Nicola Ludwig, docente all’Università Statale di Milano; Renata Pompas dell’Istituto Nazionale del Colore; Rosaria Mencarelli, Direttrice del Museo Nazionale del Ducato di Spoleto; Claudia Bottini, storica e critica dell’arte. A condurre il dibattito il giornalista Silvano Oldani, Direttore della rivista Luce.

Black Light Art: la luce che colora il buio inoltre appoggia attivamente Lightquake 2017, un evento ideato da Rosaria Mencarelli per la raccolta fondi a favore del restauro di una serie di opere danneggiate dal recente terremoto nell’Italia Centrale. Tra le varie iniziative di supporto è stato attivato a febbraio un crowdfunding, tramite la piattaforma STARTEED, al link https://valorecultCura.starteed.com/it/lightquake.

Mostra itinerante

Black Light Art, la luce che colora il buio è concepita come mostra itinerante, dopo l’evento in Regione Lombardia si sposterà in autunno a Padova, in una location di Banca Mediolanum e a dicembre presso la sede del museo della Rocca Albornoz di Spoleto. Altre tappe verranno comunicate nei prossimi mesi.


Black light, a fascinating oxymoron, it’s not meant for lighting in the usual way but for giving a different look to the objects or the surrounding space, either for practical needs or artistic implementations.
Black Light Art: la luce che colora il buio will be dealing with black light as expressive medium able to engage the viewer into an innovative sensorial experience, where reality will be appearing under an unusual look. Spaces lighted up dynamically by white and black light of variable intensities will clad the exhibited works with surprising colours, shapes, spatial dimensions.
Team and Artists
Black Light Art: la luce che colora il buio, due to feature sixteeen artists, will take place from 12 May until 10 June in the Exhibition Hall of Palazzo Lombardia, Milan, Italy.
The curators are Gisella Gellini, teacher at the “Light Art and Light Design” course of the Milan’s Polytechnic School of Design, and Fabio Agriforglio, chairman of Fondazione Mario Agrifoglio. The setting up and lighting design have been entrusted to Domenico Nicolamarino, teacher of Lighting Design at Brera Academy, together with Gianni Forcolini, teacher of Lighting Design at Milan’s Polytechnic School of Design, the young Gaetano Corica.
In addition to Mario Agrifoglio, the event will be showing the artists Nino and Emanuele Alfieri, Alessio Ancillai, Carlo Bernardini, LeoNilde Carabba, Claudio Sek De Luca, Nicola Evangelisti, Giulio De Mitri, Maria Cristiana Fioretti, Daniela Forcella, Federica Marangoni, Yari Miele, Marco Nereo Rotelli, Sebastiano Romano, Olga Serezhina.
The exhibition path will be accompanied by a music, courtesy Prof.ssa Maria Proja de Santis of Caleidoscopio (Como), composed by Maestro Irlando Danieli and inspired by the exhibition topic.
Black Light Art: la luce che colora il buio obtained the endorsement by Lombardy Region that kindly made available the location; Banca Mediolanum; Billy Boy Editore; Microsys; Milan’s Polytechnic School of Design.
Collateral Events
With the aim of deepening the light and space topics, with a special reference to Black Light, it will take place on 12 May at Brera Academy a theme day under the headline Risonanze Luminose. Organised by Domenico Nicolamarino, it will be attended by experts of the sector, such as the physician Nicola Ludwig, teacher at the Università Statale of Milan; Renata Pompas, from the Istituto Nazionale del Colore; Rosaria Mencarelli, Director of Museo Nazionale del Ducato, Spoleto; Claudia Bottini, historian and art critic. As moderator of the debate there will be Silvano Oldani, Editor of the Luce magazine.
Moreover, Black Light Art: la luce che colora il buio endorses Lightquake 2017, an event born from an idea of Rosaria Mencarelli for raising funds in favour of the restoration of a number of works of art damaged by the recent earthquake in Central Italy.
For that purpose, among the many supporting activities, on February got started a crowdfunding through STARTEED, a platform specialised in such activities, at https://valorecultCura.starteed.com/it/lightquake.
A traveling exhibition
Black Light Art, la luce che colora il buio is devised as traveling exhibition. After Regione Lombardia, in autumn it is due in Padua, at a Banca Mediolanum location and then in December at the Museum of Rocca Albornoz of Spoleto. Other locations will be established in the next months.


Black Light Art: la luce che colora il buio
Dal
12 maggio al 10 giugno 2017

Orario: dalle 13.00 alle 19.00 – dal lunedì al venerdì
Ingresso: libero
Progetto a cura di: Gisella Gellini e Fabio Agrifoglio
In collaborazione con: la Fondazione Mario Agrifoglio e LIGHTQUAKE 2017 – ROCCA ALBORNOZ, SPOLETO

http://milano.blacklightart.org – FB: @BlackLightEventi
Ufficio Stampa 
Milano: Clara Lovisetti, press@blacklight.org – cell. 3355448718

Umbria: LIGHTQUAKE 2017 – Federica Cesarini: federicacesarini56@gmail.com – cell. 339 336959

Spazio Espositivo – Palazzo Lombardia
via Galvani 27
20124 Milano

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