Archivi categoria : J’accuse

Segnaliamo ciò che richiede un intervento conservativo o abusi, trascuratezza, inefficienza e brutture. Ci faremo interpreti di tutto ciò presso le Istituzioni.

No alla cittadinanza onoraria di Milano al Dalai Lama da parte dell’ambasciatore cinese

L’evento si farà comunque in ottobre al teatro degli Arcimboldi e non a Palazzo Marino, conferma il sindaco Beppe Sala, che però non sarà presente per non turbare le relazioni diplomatiche con la comunità cinese che molto ha pesato nel voto, sia alle primarie sia nelle successive elezioni amministrative, e che la vede fortemente coinvolta in investimenti finanziari, dall'acquisto delle…
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Paolo Biscottini lascia il Museo Diocesiano da lui fondato

"Desidero informare che oggi lascio il Museo Diocesano, che ho fondato nel 1997 con Mons. Luigi Crivelli, per iniziativa del Card. Carlo Maria Martini, che mi chiese di lasciare la Direzione di Palazzo Reale per assumere questa nuova e straordinaria responsabilità. Nel ringraziare quanti, in diverso modo e a diverso titolo, hanno condiviso questa entusiasmante storia,…
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Lettera aperta di Tiziano Terzani a Oriana Fallaci, ottobre 2001

Lettera aperta di Tiziano Terzani datata ottobre 2001, in risposta all’articolo “La rabbia e l’orgoglio” di Oriana Fallaci, che la scrittrice aveva pubblicato all’indomani dell’attacco alle Torri Gemelle dell’11 settembre. Il Sultano e San Francesco Non possiamo rinunciare alla speranza di Tiziano Terzani "Oriana, dalla finestra di una casa poco lontana da quella in cui anche…
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Berengo Gardin: Venezia. Le grandi navi, Biblioteca del Daverio, Milano

Gianni Berengo Gardin Venezia. Le grandi navi” in mostra a Milano dal 3 novembre presso la sede della Biblioteca del Daverio in Piazza Bertarelli 4 a Milano.

Dopo il grande successo dell’apertura il 22 ottobre  della mostra nel negozio Olivetti di piazza San Marco a Venezia (fino al 6 gennaio), la Biblioteca del Daverio mette in mostra “Gianni Berengo Gardin Venezia. Le grandi navi.

Il FAI ha ospitato a Venezia, nel negozio Olivetti, questa mostra, come già aveva fatto a MilanoVilla Necchi  nel 2014, (mostra curata da Alessandra Mauro, Fondazione Forma), per l’indubbio valore artistico delle fotografie, opera di uno dei più grandi fotografi italiani, ma anche perché esse costituiscono una testimonianza incontrovertibile dell’attualità veneziana, per molti aspetti problematica, che sta a cuore alla Fondazione come agli Italiani e al mondo intero, che guarda con sempre maggiore preoccupazione allo stato di salute di Venezia (si vedano i ripetuti appelli lanciati di recente dall’Unesco) e la raccolta firme dei cittadini e degli uomini di cultura italiani.
Le Grandi Navi, nell’interpretazione del FAI, sono la manifestazione più evidente, ma non unica, di un problema ben più ampio che interessa la città, soggetta da anni ad un flusso turistico crescente, insostenibile e ingovernato, che se da un lato costituisce una risorsa economica irrinunciabile per Venezia, dall’altro ne sta evidentemente compromettendo l’integrità e l’identità.
Il diniego del sindaco Luigi Brugnaro ad ospitare, come previsto, la mostra a Palazzo Ducale, per non suscitare opinioni troppo negative riguardo la questione delle “grandi navi” nei canali e il suo placet all’osceno ampliamento sul Canal Grande del Hotel Santa Chiara, un cubo bianco di cemento armato: “Sono sempre curioso delle cose nuove e, personalmente, preferisco che, vicino alla storia, ci sia qualcosa di nuovo invece che delle scopiazzature…“, la dice lunga sui problemi che affliggono la città.


Contrasto Galleria in collaborazione con la Biblioteca del Daverio e Teseo Arte mette in mostra dal 3 al 16 novembre trenta fotografie di Gianni Berengo Gardin, realizzate tra 2012 e 2014, che ritraggono il quotidiano passaggio delle Grandi Navi da crociera nella laguna di Venezia.
La mostra ripropone la ormai celebre serie di fotografie che ha suscitato scalpore e indignazione, travalicando i confini nazionali e suscitando anche l’interesse della stampa internazionale.
Gianni Berengo Gardin ha seguito il percorso di queste grandi navi, ingombranti e voluminose, documentando il loro apparire e scomparire sull’orizzonte della laguna e Venezia e le grandi navi raccoglie  questo reportage realizzato nel bianco e nero rigoroso, sincero e perfetto di sempre.
Gianni Berengo Gardin non ha mai voluto essere definito un artista, la sua missione è sempre stata quella di documentare, di essere un testimone del proprio tempo e anche davanti a queste presenze anomale, abnormi ed estranee al panorama veneziano  le Grandi Navi, il fotografo ha fatto quello che meglio sa fare: comunicare attraverso le sue fotografie.
Ero turbato soprattutto dall’inquinamento visivo. Vedere la mia Venezia distrutta nelle proporzioni e trasformata in un giocattolo, uno di quei suoi cloni in cartapesta come a Las Vegas mi turbava profondamente”.
La mostra è accompagnata da un libro omonimo edito da Contrasto.


Gianni Berengo Gardin è nato a Santa Margherita Ligure nel 1930. Dopo essersi trasferito a Milano si è dedicato principalmente alla fotografia di reportage, all’indagine sociale, alla documentazione di architettura e alla descrizione ambientale. Nel 1979 ha iniziato la collaborazione con Renzo Piano, per il quale documenta le fasi di realizzazione dei progetti architettonici. Nel 1995 ha vinto il Leica Oskar Barnack Award. È molto impegnato nella pubblicazione di libri (oltre 200) e nel settore delle mostre (oltre 200 individuali). Contrasto ha pubblicato di recente Il libro dei libri (2014) che raccoglie tutti i volumi realizzati dal maestro della fotografia (oltre 250) e Manicomi (2015). L’archivio di Gianni Berengo Gardin è gestito da Fondazione Forma per la Fotografia di Milano.


Alcune cose che vorrei dire al sindaco… di Gianni Berengo Gardin

Mi dispiace molto quando qualcuno si dà la zappa sui piedi, mi dispiace quindi anche per il sindaco di Venezia. Gli sono anche molto grato, perché bloccando la mia mostra a Palazzo Ducale mi ha fatto un grande favore: tutti i giornali italiani e stranieri (Le Monde, il Guardian, El Pais, il New York Times e molti altri) ne hanno parlato diffusamente. È probabile che, se non ci fosse stata tutta questa attenzione da parte della stampa, la mostra sarebbe stata vista da molte meno persone. Devo essere grato a Celentano e a tutti gli artisti, architetti, uomini di cultura e semplici cittadini che hanno preso le mie difese. Devo inoltre ringraziare Roberto Koch e Alessandra Mauro della Fondazione Forma, curatori della mostra e del libro, senza il cui impegno questa mostra non si sarebbe fatta. E naturalmente il FAI.
Sono doppiamente felice che il FAI mi abbia invitato a esporre le mie fotografie nel Negozio Olivetti di Piazza San Marco: ho fotografato diverse opere per l’architetto Carlo Scarpa che ne è stato il progettista e per oltre 15 anni ho lavorato per l’Olivetti.
Il sindaco Brugnaro mi ha insultato più volte: mi ha dato dello “sfigato”, dell’“intellettuale da strapazzo”, del “Solone”. Ha detto che avrei denigrato Venezia, mi ha definito un “intoccabile”– non lo sapevo, lo ringrazio di avermelo fatto sapere – e se l’è presa con me perché ho il doppio cognome.
Non voglio mettermi sul suo stesso piano, ma un paio di cose vorrei le sapesse. La mia famiglia è veneziana da cinque generazioni, per tre abbiamo gestito un negozio di artigianato veneziano e perle in Calle Larga San Marco. I Berengo Gardin e il negozio sono citati già nel 1905 dallo scrittore Frederick Rolfe Baron Corvo nel suo libro su Venezia “Il desiderio e la ricerca del tutto”. La casa dei nonni affacciava su Piazzetta dei Leoncini, mio padre è praticamente nato in Piazza San Marco, e io, anche se sono nato per i casi della vita a S. Margherita Ligure, ho vissuto 30 anni a Venezia. Mia moglie è veneziana e i miei figli sono nati a Venezia.
Per questo, il problema del passaggio delle grandi navi mi sta particolarmente a cuore: perché mi sento venezianissimo.
Forse il sindaco non sa, inoltre, che a Venezia ho dedicato ben 10 libri, esaltandone in tutti i modi la bellezza, a partire da uno dei miei primi, Venise de Saison pubblicato nel 1965.
Per quanto poi riguarda l’accusa di aver usato “chissà quali teleobiettivi” per creare effetti artificiosi, vorrei sottolineare il fatto che ho addirittura dovuto utilizzare dei grandangoli, perché le navi erano così grandi che non entravano nel mirino della macchina. Solo in alcuni casi ho usato un 90 millimetri, che non è teleobiettivo.
Per finire, il sindaco Brugnaro dovrebbe conoscere la Costituzione Italiana, che all’art. 21 dice: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”.


Gianni Berengo Gardin Venezia. Le grandi naviOrari: lunedì – venerdì, ore 10,30 – 13 e 15-19; sabato ore 10,30-13
Ingresso: gratuito
Informazioni: Alessia Paladini: tel. 339-7124519 – contrastogalleria@contrasto.it
Marco Teseo: tel. 338-2823376 – info@teseoarte.com

Biblioteca del Daverio
Piazza L. V. Bertarelli 4

20112 Milano