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Archivi categoria : Musei

JACQUES HENRI LARTIGUE FOTOGRAFO, Il tempo ritrovato, Museo Bagatti Valsecchi, Milano

"Vorrei catturare tutto anche l'inafferrabile...
Imbalsamare le cose che la vita mi offre davanti agli occhi."

Con la fotografia Henri Lartigue blocca la transitorietà, poi se ne sente la necessità approfondisce con la pittura e con la scrittura completa il resto, annotando maniacalmente anche le condizioni meteorologiche sul suo diario/non-diario. Lartigue è l'uomo che guarda.
I suoi album fotografici lo accompagnano ovunque vada. In questo vi è un legame con i Bagatti Valsecchi che si portavano le fotografie della loro casa da condividere con gli amici. 
Henri Lartigue ama il bello e insegue la felicità, rimuovendo la negatività, la tristezza, il dolore. Si fa struzzo e ci regala con le sue immagini un mondo perduto, il suo mondo felice. Il ricordare è un bisogno ossessivo come un collezionista insegue il suo tempo. Le donne sono un'altro suo piacere, immagine del bello che ritrae in posa o cattura nelle passeggiate, negli abiti alla moda. Fotografa affascinato il movimento delle auto, del gatto, delle persone, futurista inconsapevole. La fotografia è un piacere personale, un suo bisogno profondo di preservare, di rendere suo ciò che lo affascina. Non gli interessa la tecnica ma comunque il realizzare una bella fotografia. Più tardi alla Sorbona studierà per apprendere la nuova tecnica del colore che utilizzerà per i paesaggi provenzali e la vita che vi scorre lenta. Il colore lo porterà alla ribalta internazionale con una mostra al MoMa di NewYork e un'inserto speciale di Life, lui settantenne, fotografo solo per se stesso, inconsapevole del mondo professionale che lo circondava, si confronterà con i grandi maestri.
Questi 33 scatti inseriti perfettamente nel Museo ci conducono Alla ricerca del tempo perduto, rubando il titolo a Proust che Lartigue non aveva mai letto.


Il Museo Bagatti Valsecchi torna ad ospitare la fotografia contemporanea con l’arte di Jacques Henri Lartigue protagonista, dal 29 settembre fino al 26 novembre 2017, di una piccola ma importante mostra internazionale - a cura di Angela Madesani - che racconta attraverso i suoi scatti il fotografo francese.
Trentatre immagini, tra vintage e modern print, narrano la vita dell’alta borghesia francese a partire dalla Belle Époque: la famiglia, i viaggi, la passione per le corse automobilistiche, gli intellettuali e i personaggi - da Pablo Picasso a Jean Cocteau - che hanno segnato la storia dei primi decenni del Novecento.
La mostra presenta materiali originali provenienti dalla Donation Jacques Henri Lartigue e costituisce una rara occasione di conoscenza e divulgazione della ricerca dell’artista, i cui scatti sono custoditi nelle collezioni permanenti di noti musei quali le Galeries Nationales del Grand Palais di Parigi.
L’importanza del lavoro di Lartigue non è solo di natura fotografica ma più ampiamente culturale: le sue immagini offrono un ritratto dell’alta società dall’allure inconfondibilmente francese ma anche incredibilmente vicino ai riti e ai costumi dell’aristocrazia internazionale, fatti propri dagli stessi Bagatti Valsecchi, nei medesimi anni.

Le atmosfere sono quelle della Recherche di Proust: le spiagge, gli ippodromi, gli incontri mondani. Si tratta di foto in grado di suscitare emozioni, rimandi iconografici e non solo a un mondo definitivamente scomparso.
Pittore e fotografo, Jacques Henri Lartigue (Courbevoie 1894 - Nizza 1986), rivela con chiarezza nei suoi diari cosa lo abbia spinto a fotografare: il desiderio di fissare le immagini e i momenti felici che il tempo inevitabilmente porta via. Lo fa per tutta la vita, scrivendo e fotografando il proprio mondo. Viene finalmente riconosciuto come grande fotografo a 70 anni, con la prima mostra fotografica personale al MoMA di New York.
Nel 1979 dona l’intera sua opera fotografica allo stato francese che istituisce l’Association des Amis de Jacques Henri Lartigue denominata poi Donation Jacques Henri Lartigue.

“Lartigue’s photography captures the nuances of time, it is both gloriously eternal and a perfect embodiment of its age,” says °CLAIR director Anna-Patricia Kahn.

Jacques Henri Lartigue, a 69 anni, ha esposto per la prima volta alcune delle sue numerose fotografie, fatte nel corso della sua vita. Siamo nel 1963 al MoMA di New York. Nello stesso anno, la rivista Life gli dedica un inserto. Nello stesso numero c'è l'annuncio della morte del presidente John Fitzgerald Kennedy, che fa il giro del mondo. Lartigue diviene improvvisamente uno dei grandi nomi della fotografia del XX secolo e ciò lo lascia sbalordito.
Jacques si avvicina alla fotografia grazie a suo padre nel 1900. Rispondendo all'entusiasmo di suo figlio, Henri Lartigue gli regala la sua prima macchina fotografica all'età di otto anni, nel 1902. Da allora non smette di fotografare la sua vita di bambino, punteggiata da viaggi in auto, vacanze in famiglia e soprattutto dalle invenzioni del fratello maggiore Maurice, soprannominato Zissou.
I due fratelli sono appassionati dell'automobile, dell'aviazione e di tutti gli sport allora in voga. Jacques li registra con la sua macchina fotografica. Continuerà da adulto a frequentare gli eventi sportivi e praticare alcuni sport riservati all'elite: sci, pattinaggio, tennis, golf …
Tuttavia, per questo ragazzo, così ansioso di conservare il tempo che passa, la fotografia è insufficiente. Infatti come dire tutto e mantenerlo in un'immagine presa in pochi secondi? Inizia così a scrivere un diario che avrebbe continuato a tenere per tutta la vita. Poi per impegnarsi in un'attività riconosciuta, cominciò a disegnare e a dipingere.
Nel 1915 frequenta brevemente l'Accademia Julian. La pittura diventa e rimarrà la sua attività professionale. Dal 1922 espone in diversi Salons di Parigi e nel sud della Francia. Nel frattempo, nel 1919, Jacques sposa Madeleine Messager, figlia del compositore André Messager e da lei avrà un figlio Dani, nato nel 1921. Divorziano nel 1931.
Fino agli inizi del 1930, ha condotto una vita lussuosa e mondana. Ma la fortuna dei Lartigues sta diminuendo e Jacques è costretto a trovare altre fonti di reddito. Rifiutandosi di lavorare per paura di perdere la sua libertà, vive solamente della sua pittura negli anni trenta e quaranta. Già negli anni '50, a differenza della leggenda che lo volle sconosciuto, Lartigue cominciò ad esistere come fotografo, pur continuando a dipingere. 
Nel 1962, con la sua terza moglie Florette, Jacques si imbarcò a bordo di un cargo con destinazione Los Angeles. Una breve deviazione sulla Costa Est lo fa incontrare Charles Rado, dall'agenzia Rapho,che contatta John Szarkowski, allora giovane curatore del reparto fotografico del MoMA. L'entusiasmo è generale. Nel 1975, la prima retrospettiva del suo lavoro si è tiene presso il Musée des Arts Décoratifs di Parigi. Un anno prima, Lartigue aveva fatto la fotografia ufficiale del Presidente della Repubblica, Valéry Giscard d'Estaing.
Nel 1979 la firma dell'atto di donazione: Lartigue è stato il primo fotografo francese a donare, durante la sua vita, il suo lavoro allo Stato francese. Affida all'Associazione Amici di Jacques Henri Lartigue la conservazione e la diffusione del fondo. Nel 1980, la mostra "Bonjour Monsieur Lartigue" al Grand Palais risponde al desiderio di Lartigue di veder aprire il suo "museo". Fino ai suoi ultimi giorni di vita ha continuato il suo lavoro di fotografo, pittore e scrittore.
Muore a Nizza il 12 settembre 1986 all'età di 92 anni, lasciando più di 100.000 fotografie, 7000 pagine di giornali e 1500 dipinti.

Jacques Henri Lartigue, 1919

“I would like to capture everything, even the unattainable,” Jacques Henri Lartigue wrote in his journal. From September 29th to November 26th, 33 highly personal photographs are presented in “Jacques Henri Lartigue Photographer, Time rediscovered” at the Bagatti Valsecchi Museum in Milan, in the heart of a neo-Renaissance mansion belonging to a noble family. 
These emblematic images have one thing in common: like a delicate madeleine cake, they evoke the memory of lost time. The intimate chronicle of an elegant lifestyle, testimony to a bygone era, these images include the favorite motifs of this artist who considered himself “a captor of things life offers me passing by”: games, family vacations, portraits of friends, sports, social events…
The exhibition, organized by Angela Madesani, and catalog were produced in collaboration with the Clair gallery in Munich/Saint-Paul-de-Vence.


JACQUES HENRI LARTIGUE FOTOGRAFO. Il tempo ritrovato
A cura di
Angela Madesani
Dal
29 settembre al 26 novembre 2017
Orari:
Da martedì a domenica, 13 - 17.45 (chiuso tutti i lunedì e il 1 novembre)
Ingresso
: intero € 9, ridotto € 6

Visite guidate gratuite: 14, 21 ottobre, ore 16.00; 4, 25 novembre, ore 16.00
Racconti di ritratto > Laboratori per famiglie: 14 ottobre, ore 15.30; 18 novembre,  ore 15.30
Conferenze con la curatrice: Mercoledì 18 ottobre, ore 18.30 > Jacques Henri Lartigue e la fotografia; Mercoledì 8 novembre, ore 18.30 > I grandi dilettanti della fotografia
Catalogo edito da: Scalpendi

Immagini: per gentile concessione dalla °CLAIR Gallery di Saint-Paul-de-Vence (FR) - ,© Ministère de la Culture- France 7 AAJHL - Silvia Gazzola
Donation Jacques Henri Lartigue - Ministère de la Culture
rue du Séminaire de Conflans 11
94220 CHARENTON-LE-PONT
Tel. 01 77 01 84 20 - lartigue@lartigue.organna@clair.me
Ufficio stampa Museo Bagatti Valsecchi: Benedetta Marchesi - b.marchesi@museobagattivalsecchi.org - Tel. 02 7600 6132

JACQUES HENRI LARTIGUE FOTOGRAFO
IL TEMPO RITROVATO 

A cura di Angela Madesani

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TURI SIMETI, Opere 1961-2017, MARCA – Museo delle Arti di Catanzaro

Dal 22 settembre al 24 novembre 2017, il MARCA - Museo delle Arti di Catanzaro, diretto da Rocco Guglielmo, ospita un’antologica che celebra la carriera di Turi Simeti (Alcamo, TP, 1929), uno degli artisti italiani più significativi emersi negli anni sessanta.
La mostra, dal titolo Opere 1961-2017 è organizzata dalla Fondazione Rocco Guglielmo e dall’Amministrazione Provinciale di Catanzaro con la collaborazione dell’artista e dell’Archivio Turi Simeti.
Il percorso espositivo si sviluppa considerando una decina di lavori degli esordi, con alcuni importanti esempi degli anni sessanta, e prosegue cronologicamente fino alle opere più recenti, che tendono a prevedere una sorta di misurazione dello spazio, con serie di ellissi disposte a cerchio o semicerchio, in fila, in quadrato o in diagonale, e che si concedono ai grandi formati e a una varietà di colori.
Il percorso espositivo, che abbraccia oltre cinquant’anni di carriera, prende avvio da un collage di carte bruciate realizzato nel 1961, intende ribadire il ruolo di Simeti nell’ambito delle più interessanti ricerche degli anni del boom economico fra Roma e Milano, e pone l’attenzione sul suo intero iter creativo attraverso alcune opere particolarmente rappresentative.
Le ricerche del dopoguerra vedono in Simeti un rappresentante aggiornato seppur anomalo alla vulgata europea. La sua attività si discosta per un’attenzione al dato di superficie inteso quale campo sensoriale, ben lontano da un’impostazione meramente oggettuale e positivistica della tela. All’indagine puramente bidimensionale, l’artista risponde con il perfezionamento del luogo della pittura che diviene tridimensionale, inizialmente con applicazioni sulla tela di elementi a rilievo e poi con l’estroflessione che segna il primo passo verso una sorta di pittura-oggetto, attraverso una ideale dialettica tra le spinte di una struttura interna e le forme volte all’esterno.
Accompagna la rassegna un volume realizzato da Prearo Editore, con un saggio critico di Andrea Bruciati, le immagini delle opere esposte, una selezione dei principali lavori conservati nelle più importanti collezioni pubbliche di tutto il mondo, e aggiornati apparati bio-bibliografici.
L’antologica fa seguito all’omaggio che il Polo Museale Regionale d’Arte moderna e Contemporanea Palazzo Belmonte Riso di Palermo ha recentemente dedicato al maestro siciliano.

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Nel corso della mostra, il Marca ospiterà la presentazione del catalogo ragionato dell’opera di Turi Simeti, in due volumi, edito da Skira, realizzato dall’Archivio Simeti, per la cura di Antonio Addamiano e Federico Sardella.

Turi Simeti, Un ovale giallo, 2016, 25x25 cm. Courtesy Archivio Turi Simeti

Turi Simeti (Alcamo, 1929; vive e lavora a Milano) nel 1958 si trasferisce a Roma, dove avvia i primi contatti con il mondo dell’arte; avrà poi modo di soggiornare a Londra, Parigi, Basilea e New York, entrando così in contatto con l’avanguardia artistica dell’epoca e muovendosi in sintonia con la dilagante volontà di azzeramento della tradizione e dei codici precostituiti. All’interno di questa rigorosa aspirazione riduzionista, il suo linguaggio acquista una definita riconoscibilità attraverso l’uso della monocromia e del rilievo come uniche procedure compositive. Compare così la figura dell’ellisse, destinata a diventare la cifra iconica dell’artista e la forma che emblematicamente esprime il sentimento attorno al quale, ancora oggi, si sviluppa e si dispiega il suo processo creativo.
Il lavoro di Turi Simeti è rappresentato da Dep Art, Milano; Almine Rech Gallery, Bruxelles, Londra e New York; Tornabuoni Art, Parigi; Volker Diehl, Berlino; The Mayor Gallery, Londra.
Le sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private in tutto il mondo, fra le quali, Fondazione Prada, Galleria Civica d’Arte  Moderna e Contemporanea di Torino, Museion - Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Bolzano, Museo del Novecento di Milano, Museo Civico d’Arte Contemporanea Ludovico Corrao, Gibellina, Museu de Arte Moderna di Rio de Janeiro, Kunsten Museum of Modern Art, Aalborg, Danimarca, Fondazione Schaufler, Sindelfingen, Germania, Museum Voorlinden, Wassenar, Paesi Bassi.

Turi Simeti, 4 ovali rossi, 2010, 120x150 cm. Courtesy Archivio Turi Simeti

TURI SIMETI. Opere 1961-2017
Dal 22 settembre al 24 novembre 2017 
OrariTutti i giorni, 9.30-13.00; 15.30-20.00; Lunedì chiuso
Ingresso: intero: € 4,00; ridotto: € 3,00
Per informazioniTel. 0961.746797; info@museomarca.com - www.museomarca.info
Catalogo: Prearo Editore
Ufficio stampaCLP Relazioni Pubbliche - Marco Olianas - Tel. 02 36755700 - marco.olianas@clponline.it www.clponline.it

Museo MARCA
via Alessandro Turco, 63)
Catanzaro

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Kuniyoshi, Il visionario del mondo fluttuante, Museo della Permanente, Milano



Presentata al Museo della Permanente la mostra Kuniyoshi, Il visionario del mondo fluttuante, dalla curatrice Rossella Menegazzo con cui sono intervenuti Ryohei Miyata Agency for Cultural AffairsCesare Cerea, Vice-Presidente Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente e Massimo Vitta Zelman, Presidente MondoMostre Skira.
La mostra di Kuniyoshi completa il panorama del Mondo Fluttuante dopo la mostra dello scorso anno a Palazzo Reale, dedicata a Hokusai, Hiroshige e Utamaro per le celebrazioni del centocinquantesimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone.
Ecco i mondi bizzarri, paesaggi visionari, donne bellissime, ma anche attori kabuki, gatti, carpe e animali mitici e fantastici, oltre a leggendari eroi, samurai e briganti, protagonisti delle opere di Utagawa Kuniyoshi (1797 - 1861) a cui, negli ultimi anni, in Giappone e nel mondo, son state dedicate numerose mostre. E ora anche l’Italia, per la prima volta, rende omaggio a Kuniyoshi, maestro indiscusso di inizio Ottocento dell’ukiyoe - genere di stampa artistica giapponese su carta, impressa con matrici di legno - e che così tanta influenza ha avuto sulla cultura dei manga, degli anime (film di animazione giapponesi e non), dei tatuaggi e della cultura pop in generale contemporanea, definito l’Arcimboldo del Giappone.
La mostra Kunyioshi. Il visionario del mondo fluttuante, prodotta da MondoMostre Skira e curata da Rossella Menegazzo, inaugurata il 4 ottobre al Museo della Permanente di Milano (fino al 28 gennaio 2018), presenta la produzione di Kuniyoshi nella sua interezza, evidenziando la strabiliante capacità  tecnica e inventiva di questo maestro visionario attraverso una selezione di 165 silografie policrome, tutte provenienti da un'unica collezione giapponese privata "Masao Takashima Collection".
Rossella Menegazzo: “La mostra su Kuniyoshi rappresenta il completamento di un ciclo. Dopo Hokusai, Hiroshige e Utamaro era necessario rendere omaggio al quarto grande artista dell’Ukiyo-e, Kuniyoshi. La sua opera è un ponte artistico tra il mondo classico e l’epoca moderna, tanto che potremmo dire che tutta l’arte pop giapponese nasce con lui: manga, anime, graphic design, ma addirittura il tatuaggio classico giapponese devono tantissimo a questo artista. Dedicare una mostra a Kuniyoshi è necessario e stimolante, perché permette di allargare anche la conoscenza del pubblico”.
Miyata Ryōhei, Commissario del Bunkachō (Agenzia per gli Affari culturali del Giappone): “Queste mostre mi fanno sentire ancora di più la bellezza dell’arte giapponese. Kuniyoshi è un mondo da scoprire. In questo momento in Giappone è attiva la mostra su Arcimboldo, che sta avendo così tanto successo. È straordinario vedere come, sebbene così lontani, questi due artisti avessero lo stesso stile e una simile visione. Arte e cultura sono collegate da un filo invisibile in ogni parte del mondo”.

Il percorso si divide in 5 sezioni tematiche: BeltàPaesaggi, Eroi e guerrieri, Animali e parodieGatti.
La fama di Kuniyoshi è fondamentalmente legata alla serie di silografie policrome che illustrano i 108 eroi del romanzo Suikoden (pubblicato in italiano con il titolo I briganti), divenuto un vero e proprio best seller in Cina e in Giappone alla fine del Settecento e in cui si ritrovano le avventure di una banda di briganti che si muovono a difesa del popolo stremato dalle ingiustizie e dalla corruzione governativa: personalità violente, potenti, armati, dai corpi muscolosi e coperti di tatuaggi che oggi ispirano manga, anime, tatuatori e disegnatori a livello internazionale. Ed è proprio con Kuniyoshi, formatosi sotto il maestro Utagawa Toyokuni, che si afferma il genere delle stampe di guerrieri (mushae). Kuniyoshi si dedica anche ai ritratti di donne, bambini, attori kabuki - particolare rappresentazione teatrale sorta all'inizio del XVII secolo - e di fantasmi, altro genere amatissimo in Giappone e oggi più che mai di moda. Tuttavia il suo nome è soprattutto associato ai giochi illusionistici, fatti di ombre e di figure composite alla maniera di Arcimboldo, ovvero figure inserite in altre figure, e parodie di storie e battaglie con protagonisti animali, oggetti, dolci, cibi. Opere ironiche e umoristiche che giocano sui sentimenti e le emozioni come nessun altro artista ha saputo fare prima di lui. Le sue immagini sono fantasiose, barocche, ricche di colori e densi di particolari minuti. I suoi personaggi sono imponenti, le azioni roboanti e occupano tutta la superficie illustrata: sia essa nel classico formato rettangolare, o in quello di un ventaglio rotondo (uchiwa) o che si tratti del più grande formato del trittico, da lui prediletto al punto di arrivare all’esattico. I Gatti  l'ultima sezione è dedicata alla passione forse più grande di Kuniyoshi, per la quale moltissime persone lo conoscono, e che, insieme agli eroi, costantemente presenti in tutta la sua opera, è uno dei temi che rendono la sua personalità  ancora più misteriosa ed eccentrica.
L’abilità e la curiosità di Kuniyoshi lo portano a importanti novità in campo tecnico: attingendo a piene mani dalla pittura occidentale, arriva a imitare la resa dell’incisione da lastra di rame anzichè da matrice in legno, distinguendosi così dai maestri del paesaggio Hiroshige e Hokusai.
Ma anche l’Occidente lo ha molto amato, dall’arrivo delle riproduzioni delle sue opere in Europa e particolarmente in Francia (Monet ne aveva alcune appese nella cucina della sua famosa casa a Giverny), fino ai giorni nostri e alla cultura pop contemporanea.
La sua è stata una figura poliedrica e intrigante, sia per la varietà dei soggetti, sia per la ricchezza della tecnica, che ha dato vita a una scuola portata avanti per generazioni anche dopo di lui.

Kuniyoshi, Il visionario del mondo fluttuante
Dal
4 ottobre al 28 gennaio 2018
Orari: tutti i giorni dalle ore 9,30 alle 19,30; Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura
Giorni e orari straordinari: 1 - 2 novembre; 8 dicembre; 25 - 26 dicembre; 1 e 6 gennaio; dalle ore 9,30 alle 19,30
Prenotazioni visite guidate gruppi e scuoleinfo@adartem.itwww.adartem.it
Infoline e prevendite: tel. 0299901905 - www.vivaticket.it
Biglietti: Intero: € 13,00; Ridotto: € 11,00 Visitatori dai 6 ai 26 anni, portatori di handicap, gruppi (minimo 15 massimo 25 - dal lunedì al venerdì), insegnanti, militari, forze dell’ordine non in servizio, possessori Skira card; Ridotto Speciale: € 8,00 Giornalisti con tesserino ODG con bollino dell’anno in corso non accreditati dall’ufficio stampa; Ridotto Speciale: € 6,00 Gruppi Scuole - dal martedì alla domenica (minimo 15 massimo 25 con tolleranza fino a 29), scuole di ogni ordine e grado; Gratuito, minori di 6 anni, guide turistiche abilitate con tesserino di riconoscimento, un accompagnatore per ogni gruppo, due accompagnatori per ogni gruppo scolastico, un accompagnatore per disabile che presenti necessità, giornalisti accreditati dall'Ufficio Stampa della Mostra, dipendenti della Soprintendenza ai Beni Paesaggistici e Architettonici di Milano, tesserati ICOM, guide turistiche (previa esibizione di tesserino di abilitazione professionale), componenti commissione vigilanza e vigili del fuoco (previa esibizione di tessera non nominativa)
Uffici stampa: MondoMostre Skira: Lucia Crespi: Tel. 02 89415532 - lucia@luciacrespi.it; Federica Mariani: Tel. 3666493235 -federicamariani@mondomostre.it - www.mondomostre.it; Barbara Notaro Dietrich: Tel. 3487946585 - b.notarodietrich@gmail.com

Museo della Permanente
via Filippo Turati 34
Milano 

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Legati da una cintola, Museo di Palazzo Pretorio, Prato

Un simbolo religioso e civile, fulcro delle vicende artistiche di Prato ed elemento cardine della sua identità: la Sacra Cintola, la cintura della Vergine custodita nel Duomo che per secoli è stata il tesoro più prezioso di Prato, è al centro della nuova esposizione del Museo di Palazzo Pretorio. La mostra, Legati da una cintola - L’Assunta di Bernardo Daddi e l’identità di una città, è organizzata dal Comune di Prato, in collaborazione con la Diocesi di Prato ed è curata da Andrea De Marchi e Cristina Gnoni Mavarelli.
Inaugurata il 7 settembre al Museo di Palazzo Pretorio, negli spazi espositivi recuperati dell’ex Monte dei Pegni. Un tema, quello della reliquia pratese, che consente di accendere un fascio di luce intenso su un’età di grande prosperità per Prato, il Trecento, a partire dalle committenze ad artisti di primo ordine come lo scultore Giovanni Pisano e il pittore Bernardo Daddi, che diedero risonanza alla devozione mariana a Prato come vero e proprio culto civico. La mostra prende spunto da quel prezioso simbolo dall’innegabile valore identitario per intrecciare i fili di un racconto che parla della città e del suo ricco patrimonio di cultura e bellezza custodito sul territorio e riconoscibile al di fuori dei confini locali.
Leggenda, arte e tradizione
L’origine del culto della sacra cintola affonda le sue radici nel XII secolo. La leggenda si basa su un testo apocrifo del V-VI secolo e vuole che la cintura, consegnata a San Tommaso dalla Madonna al momento dell’Assunzione, sia stata portata a Prato verso il 1141 dal mercante pratese Michele e da questi donata in punto di morte, nel 1172, al proposto della pieve. La Cintola è una sottile striscia di lana finissima, lunga 87 centimetri, di color verdolino, broccata in filo d'oro con ai capi due cordicelle per legarla. Fra Due e Trecento la reliquia assurse al ruolo di vero e proprio segno dell’elezione della città, santificata da una così preziosa vestigia miracolosamente giunta dalla Terra Santa, e divenne motore delle vicende artistiche pratesi.
La tavola di Bernardo Daddi
Una delle immagini più prestigiose di tutto il Trecento dedicate all’Assunta e al dono miracoloso della Cintola all’incredulo San Tommaso è la pala di Bernardo Daddi commissionata nel 1337-1338. L’opera nel tempo è stata smembrata e la sua complicata diaspora ha fatto sì che si perdesse la coscienza stessa della sua capitale importanza. L’allestimento del Pretorio consentirà di tornare ad ammirare nel suo complesso la monumentale macchina dipinta dal Daddi, riunendo i suoi componenti che originariamente comprendevano una doppia predella con la storia del viaggio della cintola e del suo approdo a Prato (questa custodita nel Museo) e la parallela migrazione del corpo di Santo Stefano da Gerusalemme a Roma, perché si riunisse a quello di San Lorenzo (custodita nei Musei Vaticani), e una terminazione con la Madonna assunta che cede la Cintola a San Tommaso (conservata al Metropolitan Museum di New York).

Percorso espositivo
La mostra si apre con una delle prime attestazioni in Occidente della Madonna assunta che dona la Cintola, con il rilievo eponimo del Maestro di Cabestany, scultore romanico attivo nel Roussillon e in Toscana che lavorò pure a Prato, nei capitelli del chiostro dell’antica prepositura di Santo Stefano (Sezione 1 – Da Cabestany a Prato: genesi di un tema). Punto focale della mostra è la ricomposizione della pala dell’Assunta di Bernardo Daddi (Sezione 2 – La pala pratese di Bernardo Daddi restituita), per meglio contestualizzare l'operato del Daddi saranno esposte altre opere del pittore giottesco appartenenti a questa stessa fase stilistica contraddistinta da una felice e vivace vena narrativa (Sezione 3 – Bernardo Daddi narratore). Un nucleo scelto di cintole profane del secolo XIV documenteranno la bellezza di questo genere di manufatti, riprodotto nell'elegantissima Santa Caterina dipinta da Giovanni da Milano nel polittico per lo Spedale della Misericordia, uno dei capolavori del museo di Palazzo Pretorio (Sezione 4 – La Sacra Cintola, le cinte profane e Giovanni da Milano). Seguirà una rassegna esemplificativa delle diverse elaborazioni dell'iconografia che univa la morte della Vergine e la Assunzione nell'arte toscana del Trecento: una carrellata di dipinti, miniature, sculture permetterà di apprezzare la diversa interpretazione del tema in area fiorentina, dove San Tommaso afferra la Cintola, e in area senese, dove la cintola è lasciata cadere dalla Madonna in volo (Sezione 5 – L’Assunta e la Cintola: varianti nel Trecento toscano). Il percorso espositivo proseguirà presentando la tradizione iconografica dell’Assunta in terra toscana, dove prevale il tema della Madonna della Cintola col solo San Tommaso, con la selezione di esempi particolarmente significativi e concludendo con gli echi più tardi in area pratese, fino alle pale di Stradano e di Santi di Tito (Sezione 6 – L’Assunta e la Cintola: la tradizione seguente).
Sono esposte tutte le testimonianze documentarie e visive che accompagnarono il culto della Cintola stessa e l'ostensione: le preziose custodie, le suppellettili e gli arredi della Cappella della Cintola nella Cattedrale. Alcuni apparati didattici aiuteranno a comprendere la natura anche tecnica del manufatto e a raccordare fra loro le testimonianze librarie e archivistiche. Si presentano anche testimonianze del culto della Cintola nel Duomo di Pisa. Anche il Duomo di Prato è parte integrante di un percorso che permetterà ai visitatori di entrare nella Cappella della Cintola, abitualmente preclusa alla visita e di ammirare da vicino il ciclo di affreschi realizzati da Agnolo Gaddi (Sezione 7 – Il culto e l’ostensione della Sacra Cintola a Prato e in Toscana).

La tradizione della Cintola mariana, il Pulpito di Donatello e il Duomo di Prato
È intorno alla Cintola mariana che si muove l'identità spirituale e civica di Prato, la reliquia che la tradizione pratese ritiene legata all’assunzione di Maria al cielo e che giunse da Gerusalemme nel XII secolo portata da Michele Dagomari. È difficile dire quanto realmente la cintura possa essere ricondotta storicamente a Maria, ma quel che è sicuro è che rappresenta uno straordinario simbolo per i pratesi. Perfino l'architettura della città è legata alla sua presenza. Fu infatti per permettere ai tantissimi pellegrini di partecipare all'Ostensione che si pensò l’originale collocazione del pulpito nel Duomo di Prato.
Il pulpito è una creazione unica, realizzato tra il 1428e il 1438 da Donatello e Michelozzo, non è uno spazio nato per la predicazione, ma è esclusivamente legato all’ostensione. Un capolavoro rinascimentale che ricollega con un dinamico effetto rotatorio la facciata tardogotica e il fianco romanico della Cattedrale; grazie alla sua posizione angolare si ricongiungono anche le due piazze intorno alla chiesa - la più piccola, antichissima, sul fianco, e quella grande, davanti alla facciata, creata tra fine Duecento e 1336. Il recente restauro del pulpito lo riconsegna alla città nel pieno della sua bellezza d’insieme, un fascino generato dal perfetto, equilibrato rapporto fra le parti: il ricco basamento retto dal capitello bronzeo, il parapetto coi putti danzanti, fino all’elegante baldacchino che lo protegge, ricollegandolo al coronamento della facciata. Per quasi sei secoli fedeli, pellegrini e curiosi, giunti da ogni parte del mondo si sono concentrati sul “grande nido”, come lo definì Gabriele Dannunzio.
È invece nella cappella del Gaddi, prezioso scrigno all'interno della Cattedrale di Santo Stefano, che si conserva la cintura. Gli affreschi di Agnolo Gaddi e la delicata statua della Madonna con il bambino di Giovanni Pisano che la adorna ne sono il centro e il cuore, il punto di riferimento storico e spirituale. Il ciclo di affreschi di Agnolo Gaddi si compone delle storie della Vergine e di quelle della Cintola nelle opposte pareti, un racconto per immagini che si fonde insieme nell'affresco frontale (in parte perduto) dell'Assunzione della Madonna, con il dono di quella Cintura a San Tommaso apostolo.
Ma il Duomo di Prato custodisce anche il grandioso ciclo Storie di Santo Stefano e San Giovanni Battista, una delle più alte espressioni della produzione di Filippo Lippi per qualità e complessità della pittura. La ‘sonorità luminosa’ degli affreschi e della vetrata nella Cappella Maggiore della Cattedrale, nel corso dei secoli, ha fatto da sfondo ai grandi eventi della vita ecclesiale e civile della comunità pratese. Il lavoro, eseguito dal 1452 al 1465, fu caratterizzato da lunghe pause legate agli altri impegni della bottega e alle umanissime vicende sentimentali dell’artista. È infatti intorno al 1456 il “rapimento”, dal vicino convento di Santa Margherita, della monaca Lucrezia Buti, dalla cui unione nacque Filippino, il più grande dei pittori pratesi. Lucrezia sarebbe da identificare nella Santa Margherita raffigurata ne La Madonna della Cintola, la pala d’altare dipinta da Filippo Lippi per il Convento di Santa Margherita (1456-1465) e ora conservata nel Museo di Palazzo Pretorio.

L'Ostensione pubblica del Cingolo dal pulpito si ha solo cinque volte durante l’anno: Pasqua, primo maggio, Assunzione di Maria (15 agosto), Natività di Maria (8 settembre) e Natale. Rare le occasioni di un uso diverso, sempre legate alla presenza di personaggi di eccezionale importanza, tra cui Giovanni Paolo II 19 aprile 1986 e Francesco il 10 novembre 2015.


Pretorio, un Museo per la città
Testimone silenzioso della storia della città l’edifico che ospita il Museo di Palazzo Pretorio, racconta oltre settecento anni di storia. Le prime notizie documentarie dell’edificio come palazzo pubblico risalgono al 1284, quando il Capitano del Popolo Francesco de’ Frescobaldi ne fece l’abitazione dei magistrati. Il primo nucleo fu ampliato nel Trecento, dando forma a uno dei più raffinati palazzi pubblici toscani del Medioevo. Col crescere della città il palazzo venne trasformato e adattato alle nuove esigenze e funzioni, il suo aspetto attuale è la sintesi dell'alternarsi degli stili architettonici e dei continui rimaneggiamenti della sua struttura. Nell’Ottocento, anche per gravi problemi statici perse importanza, rischiando addirittura di essere demolito. Gli imponenti restauri e rifacimenti comportano un nuovo uso della struttura che divenne nel 1912 sede della Galleria Comunale.
Risale al 1954 il nuovo allestimento rimasto sostanzialmente invariato fino all’ultimo, complessivo restauro, avviato nel 1998 e concluso nel 2013 che lo ha restituito al suo ruolo prestigioso: custode di opere d’arte ma anche forziere delle memorie e delle vicende storiche di Prato.
Negli splendidi spazi di Palazzo Pretorio si può ammirare una collezione di capolavori formata nei secoli grazie ad artisti come Bernardo Daddi, Giovanni da Milano, Donatello e Filippo Lippi, come i pratesi Filippino Lippi e Lorenzo Bartolini. Le sale del museo sono arricchite da affreschi, stemmi dipinti, statue e altri ornamenti lapidei, testimonianza delle varie destinazioni nel corso dei secoli. Al piano terreno, nelle sale dedicate all’accoglienza del pubblico, si conserva lo stemma trecentesco in pietra col Cavaliere, l’insegna più antica del Comune, ritrovato nei lavori del 1926.
Il Museo - A piano terra oggetti, dipinti e pannelli introducono il viaggio nella storia della città,si trovano il Forziere ligneo con gli emblemi della Repubblica, del popolo fiorentino, di Prato e dei suoi quartieri, lo Scudo del pittore fiorentino Zanobi Poggini, con i sette stemmi delle più importanti istituzioni assistenziali cittadine e dipinti, come la Visione di san Filippo Neri, dipinta da Orazio Fidani che celebra la concessione a Prato dell'agognato titolo di diocesi e di città, ottenuto nel 1653. Il primo piano è dedicato alle opere dal Trecento al Quattrocento, con i grandi Polittici, tra cui la spettacolare macchina d'altare di Giovanni da Milano, e con i capolavori di Filippo Lippi e dell'Officina pratese, una pagina cruciale del Rinascimento. Una sala è interamente dedicata alla Sacra Cintola. Il secondo piano ospita le opere fra il Cinquecento e il Settecento; le grandi Pale testimoniano la presenza in città di conventi, chiese e oratori, con opere del Poppi, Santi di Tito e Alessandro Allori ma anche i dipinti di Maestri come Battistello Caracciolo, Cecco Bravo e Mattia Preti. Nel mezzanino fra il secondo e il terzo piano è allestita una selezione di opere della collezione Martini, raro esempio di cabinet d'art di gusto settecentesco. Il salone del terzo piano, ristrutturato agli inizi del Novecento con una solenne copertura lignea a capriate, è dedicato a Ottocento e Novecento, vi si trovano le opere di Lorenzo Bartolini, formidabile interprete del naturalismo a livello europeo, in stretto dialogo con quelle di Jacques Lipchitz, protagonista dell'arte del Novecento.
A ogni piano il periodo storico di riferimento è introdotto dal ritratto. Il primo è mercante pratese Francesco di Marco Datini, al quale si deve il finanziamento di tanti capolavori in città. Fu realizzato dal pittore pratese Tommaso di Piero Trombetto nel 1491. Testimonial del secondo piano è Francesco I de' Medici, dipinto da Maso da San Friano; al piano mezzanino fra il secondo e il terzo figura il granduca Pietro Leopoldo di Lorena: a lui si deve la formazione della prima pinacoteca civica della città, ritratto da Stefano Gaetano Neri. Al terzo piano si trova Umberto I di Savoia, dipinto dal pratese Alessandro Franchi.
Le collezioni - La storia del Museo inizia nel 1788, quando il granduca di Toscana Pietro Leopoldo di Lorena propone di raccogliere nel Palazzo Comunale un primo nucleo di dipinti provenienti dai monasteri e dagli oratori soppressi con l’intento illuminista di educare all’arte i giovani della Scuola comunale del Disegno. La pinacoteca civica nasce però solo settant’anni dopo, nel 1858, in due sale del Palazzo Comunale e si compone di trentacinque opere, tra le quali i polittici di Giovanni da Milano e Bernardo Daddi, la Madonna della Cintola e la Madonna del Ceppo di Filippo Lippi, la Pala dell’Udienza di Filippino. Tra il 1866 e il 1900 la collezione si arricchisce grazie a ulteriori acquisizioni e alle prime donazioni. Negli spazi espositivi del Palazzo Comunale, nel frattempo ampliati e riorganizzati, arrivano la predella con le Storie della Sacra Cintola di Bernardo Daddi, la Natività di Filippo Lippi e, dallo Spedale Misericordia e Dolce, la collezione Martini con un consistente nucleo di dipinti del Seicento e Settecento. Il 27 aprile del 1912 viene inaugurata la nuova sede della galleria comunale, la collezione continua ad arricchirsi. Nel 1928 è affidato al Museo in deposito statale un primo nucleo di modelli in gesso dello scultore pratese Lorenzo Bartolini. Mostre ed esposizioni si susseguono fino al 1940, quando il Museo viene chiuso a causa della guerra e le opere spostate in luoghi più sicuri. La successiva riapertura è del 1954, tra le mostre organizzate in questo periodo, due soprattutto meritano di essere ricordate: quella del 1955 curata da Federigo Melis sugli straordinari documenti dell’archivio Datini, inaugurata da due presidenti della Repubblica, il neo eletto Giovanni Gronchi e l’uscente Luigi Einaudi; e la prima grande mostra dedicata a Lorenzo Bartolini nel 1978, a cura di Anna Maria Petrioli Tofani ed Ettore Spalletti.
Mentre si concludono i restauri e la riprogettazione del museo, dopo la chiusura del 1998, la collezione si arricchisce: nel 2010 con l’acquisto del Crocifisso di Filippino Lippi; nel 2011 con la donazione Lipchitz e nel 2012 con le pale di Santi di Tito e Alessandro Allori donate da Angela Riblet. Nel 2013 la riapertura, a settembre la mostra Da Donatello a Lippi. Officina pratese, la prima grande mostra sul Rinascimento a Prato. Ad aprile 2014 si inaugura finalmente l’attuale allestimento del Museo.
Il futuro
A fine mese la conclusione dei lavori per il recupero delle sale dell’ex Monte dei Pegni nel complesso di Palazzo Pretorio, ultimo tassello del restauro iniziato nel 1998. Si tratta di due grandi ambienti di 400 metri quadrati al piano terra. Proprio in questi spazi si è inaugurata la mostra Legati da una Cintola


Matteo Biffoni, Sindaco di Prato: "Settembre è il mese in cui la Città di Prato celebra i due più importanti appuntamenti civili e religiosi: il 6 Settembre, la Liberazione del 1944; l'8 settembre, il culto della Sacra Cintola attraverso l'ostensione storicamente più partecipata delle cinque ostensioni annuali. Quest'anno, l'ostensione connessa alla natività di Maria - che cade l'8 settembre - sarà idealmente anticipata dal Museo di Palazzo Pretorio, antico custode delle virtù civili della Città, presso il quale il 7 settembre inaugureremo  “Legati da una cintola  - L'Assunta di Bernardo Daddi e l'identità di una Città". Decidere di dedicare una mostra al Sacro Cingolo vuol dire decidere di raccontare con perizia come gli elementi devozionali e legati al culto siano inscindibilmente connessi alla storia della committenza artistica della città e questa a sua volta sia non distinguibile dal governo della città stessa.  Arte, Governo, Culto: un percorso di straordinaria intensità che con particolare acutezza a far data dal Trecento arriva ai giorni nostri. La Cintola è custodita nella cappella appositamente eretta all'interno della Cattedrale di Santo Stefano, nucleo fondante la Città. Il reliquiario e la striscia di stoffa di 87 centimetri che Michele Dagomari ricevette in Terra Santa sono nella disponibilità esclusiva ma congiunta di Sindaco (due chiavi) e Vescovo (una chiave). Ogni ostensione rinnova pertanto un legame che nel culto trova sublimazione ma che nel culto, per l'appunto, non si esaurisce. Prato è una città da scoprire ma anche da riscoprire, dinamica sotto il profilo sociale, economico, culturale; Prato caratterizzata dal saper leggere con occhi nuovi anche la tradizione, l’incontro tra mondi diversi.  La Sacra Cintola è il simbolo di questa natura di Prato. Simbolo rappresentato chiaramente da Bernardo Daddi sette secoli fa e simbolo oggi anche stilizzato dalla porta d'ingresso ovvero dal nuovo Museo Pecci che sette secoli dopo nella Sacra Cintola trova ispirazione e nuova forma - il cosiddetto "anello" è in realtà una cintura - per una rinascita. La Cintola è il simbolo di Prato  una città che crede nella cultura, anche se non sempre questo valore è percepito fuori dai confini. Questa è una grande mostra tanto che oggi abbiamo ricevuto dal Quirinale la medaglia d'oro del Presidente della Repubblica, onoreficienza riservata a esposizioni di alto livello".

Franco Agostinelli, Vescovo di Prato: “La Cintola è un simbolo per tutti: per chi è credente e vede nella reliquia un tramite per arrivare a Dio e per chi non lo è un valore che lega tutta la città. Da qui il titolo Legati da una Cintola”.

Simone Mangani, Assessore alla Cultura: "Un percorso che dialoga con la città che coincide anche con con l'inaugurazione del restaurato Monte de' Pegni ovvero dell'area del Pretorio destinata in via prioritaria alle esposizioni temporanee: quattro austere, versatili, sale che confermano l'impegno per un Museo della Storia della Città”.

Andrea De Marchi, co-curatore della mostra:"Una mostra che sottolinea come il genio artistico non sia isolato, ma frutto di un contesto culturale e Prato lo è stato nel 1300. La mostra può essere letta attraversi vari livelli, ma il nostro obiettivo è di trasmettere emozioni che nascono dalla conoscenza."

Marco Ciatti, Soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze: “L’Opificio volentieri collabora a questa bella mostra, in occasione della quale ha eseguito alcune indagini diagnostiche ed interventi sulle opere, assicurando altresì il controllo e il monitoraggio della sede espositiva. Ritengo che questa mostra abbia un valore particolare perché evidenzia quel profondo legame che unisce un’opera d’arte alla vita delle persone. Talvolta quando guardiamo un’opera ci dimentichiamo di contestualizzarla, trascurando il fatto che essa è espressione di un preciso momento storico e culturale, che ne ha determinato la sua origine e sue caratteristiche”.


La reliquia della Cintola della Vergine, rilasciata a San Tommaso e dopo avventurose peripezie pervenuta a Prato nel 1141, rappresentò un vero e proprio mito identitario, in cui l’intera città si riconobbe nel periodo della sua più tumultuosa crescita, fra Due e Trecento.
La venerata cintura, custodita nella cattedrale di Santo Stefano e nell’occasione resa visibile da vicino in una teca apposita, nella cappella a lei consacrata, è stata per secoli il tesoro più prezioso della città, contribuendo a rafforzarne il prestigio e l’identità in un avvincente intreccio di devozione, arte e tradizione.
La mostra intende raccontare questa storia, che affonda le sue radici nel sec. XII, quando uno scultore attivo in Spagna e in Toscana, autore dei capitelli del chiostro della cattedrale, il Maestro di Cabestany, per la prima volta scolpì la Vergine che consegna la Cintola a Tommaso, in un rilievo che in via del tutto eccezionale sarà esposto a Prato.
Attorno a questa reliquia, disputata fra chiesa e comune, crebbe per gradi la fabbrica gotica dell’allora prepositura di Santo Stefano, fino alla realizzazione di una cappella apposita presso l’ingresso, affrescata da Agnolo Gaddi tra 1392 e 1395, e del pulpito di Donatello e Michelozzo per l’ostensione periodica, sull’angolo della nuova facciata. Nel 1312 il pistoiese Musciattino aveva tentato di rubarla: venne punito a morte e in seguito si curò un nuovo allestimento in una cappella a lato della maggiore, per cui Bernardo Daddi tra 1337 e 1338 dipinse un’importante pala. Cuore spettacolare della mostra è la ricostruzione di questa tavola dell’Assunta, divisa fra Prato, la Pinacoteca Vaticana e il Metropolitan Museum di New York, arricchita da due predelle che raccontavano la migrazione della reliquia da Gerusalemme a Prato e, in parallelo, quella del corpo di Santo Stefano da Gerusalemme a Roma.
Prato in questo modo si proiettava in una dimensione di assoluto prestigio cultuale e simbolico, rifacendosi all’Urbe e alla Terra Santa, svincolandosi dalle rivalità con le vicine Firenze e Pistoia.
La Cintola si associava all’idea stessa di un grembo fecondo e faceva convergere nel culto mariano le attese propiziatorie e taumaturgiche. Una serie di cintole profane di età gotica, preziosamente decorate, fanno capire la carica simbolica di un simile oggetto, esibito anche dalla Santa Caterina dipinta da Giovanni da Milano nel suo polittico pratese. Altri dipinti e miniature aiuteranno a contestualizzare la fioritura artistica e culturale della città in questo momento storico, quando attirò l’opera di grandi artisti della statura di Giovanni Pisano e di Bernardo Daddi.
L’immagine dell’Assunta e della consegna della Cintola trovò dunque a Prato un luogo di elaborazione privilegiata. Grazie ad una carrellata di opere soprattutto del Tre e Quattrocento si possono seguire le varianti successive nell’elaborazione di questa scena. Attraverso altre testimonianze si comprendere la continuità del culto, la valenza civica e politica della Cintola e della sua ostensione attraverso i secoli seguenti.

Andrea De Marchi e Cristina Gnoni Mavarelli


Legati da una cintola. L’Assunta di Bernardo Daddi e l’identità di una città
A cura di: Andrea De Marchi e Cristina Gnoni Mavarelli

Dal 7 settembre 2017 al 14 gennaio 2018
Mostra promossa da: Comune di Prato, Museo di Palazzo Pretorio
Con la collaborazione di: Diocesi di Prato
Progetto di mostra: Andrea De Marchi e Cristina Gnoni Mavarelli
Comitato scientifico: Claudio Cerretelli, Fulvio Cervini, Keith Christiansen, Marco Ciatti, Enrico Colle, Daniela Degl’Innocenti, Andrea De Marchi, Renzo Fantappiè, Cristina Gnoni Mavarelli, Rita Iacopino, Isabella Lapi Ballerini, Antonio Paolucci, Marco Pratesi, Carl Brandon Strehlke, Diana Toccafondi
Orario: dalle 10.30 alle 18.30 tutti i giorni (eccetto il martedì non festivo)
Biglietto mostra: €. 8, intero, €. 6 ridotto* (*riduzioni e gratuità sul sito www.palazzopretorio.prato.it/la-visita); il biglietto di ingresso alla mostra permette inoltre uno sconto sulla visita al ciclo di affreschi di Filippo Lippi nel Duomo di Prato
Biglietto ingresso museo, se abbinato alla mostra €. 4 euro; con il biglietto di ingresso alla mostra si accede anche alla Cappella della Sacra Cintola nel Duomo di Prato (prenotare l’orario di ingresso).
Prevendite biglietti on line dal 15 luglio: call-center al numero 0574 19 34 9961; dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18; sabato dalle 9 alle 14; tour@coopculture.it (per i gruppi); edu@coopculture.it (per le scuole)
Pratomusei card: è la tessera nata dalla sinergia tra i quattro principali Musei di Prato: Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Museo del Tessuto, Museo di Palazzo Pretorio, Musei Diocesani; la card ha una validità di 3 giorni consecutivi a partire dal primo utilizzo e consente l’ingresso illimitato ai quattro musei oltre alla circolazione sulla rete di trasporto pubblico cittadino; Card individuale e nominativa al costo di €. 16; Family card valida per 2 adulti + 2 ragazzi (fino ai 14 anni) €. 28; La card è acquistabile presso le biglietterie dei quattro musei partner oppure in prevendita online su http://etickets.coopculture.it
Progetto di allestimento: Francesco Procopio

Immagine grafica: Studio Rovai
Ufficio Stampa Mostra: Studio Maddalena Torricelli - studio@maddalenatorricelli.com - Tel. 02 76280433
Ufficio Stampa Palazzo Pretorio: Francesca Tassi - Società Cooperativa Culture - ufficiostampapretorio@coopculture.it - M. 328 7253586
Ufficio Stampa Comune di Prato: Eleonora Della Ratta - ufficiostampa@comune.prato.it  - Tel. 0574 1836311

Museo di Palazzo Pretorio
Piazza del Comune
59100 Prato

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GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO: 23/24 settembre 2017  

Sabato apertura straordinaria serale al prezzo simbolico di 1 euro


Le Giornate Europee del Patrimonio tornano nei musei e nei luoghi della cultura di tutta Italia nel prossimo fine settimana. Sabato 23 settembre con orari e costi ordinari nel corso della giornata e apertura straordinaria serale di tre ore al prezzo simbolico di 1€; e domenica 24 settembre con orari e costi ordinari e molti eventi, dai voli in mongolfiera alle caccie al tesoro, dalle letture animate alle aperture straordinarie di siti normalmente non accessibili.
Il tema scelto dal Consiglio d’Europa per la nuova edizione è “Cultura e Natura”, un argomento di grande attualità che permette di approfondire l’interazione dell’uomo con l’ambiente che lo circonda, in un ampio arco cronologico che va dalla preistoria all’epoca contemporanea.
Aderiscono all’iniziativa, che nelle scorse edizioni ha registrato un grande successo di pubblico, anche moltissimi luoghi della cultura non statali tra musei civici, comuni, gallerie, fondazioni e associazioni private, costruendo un’offerta culturale estremamente variegata, con un calendario che arriva a sfiorare i mille eventi.
Dai voli dimostrativi in mongolfiera alla Reggia di Caserta al viaggio tra le antiche incisioni raffiguranti Pompei e Ercolano conservate alla Biblioteca Universitaria di Napoli, dalla visita della Piscina Mirabilis di Bacoli all’interno del parco archeologico dei Campi Flegrei alle immagini “politiche” tratte da manoscritti medievali e moderni visibili nella mostra “Lo sguardo del potere” all’Archivio di Stato di Bologna, dall’apertura straordinaria del complesso abaziale di Pomposa a quella delle “Case Decorate” agli Scavi di Ostia Antica, dalle diverse attività che si terranno al Museo Nazionale Romano delle Terme di Diocleziano per illustrare la vita quotidiana e la preparazione dei cibi nella Roma antica agli itinerari guidati nel parco archeologico dell’Appia Antica, dalle visite Flower Power nella Pinacoteca di Brera a Milano all’apertura straordinaria del torricino nord del Palazzo Ducale di Urbino, dalle osservazioni astronomiche nel suggestivo luogo federiciano di Castel del Monte a Andria all’omaggio al paesaggio nelle opere in mostra alla pinacoteca nazionale di Sassari, dalla visita speciale “Il profumo del simbolo. I fiori nei quadri dell’Allori” presso la Galleria dell’Accademia di Firenze alla caccia al tesoro dei Longobardi al Museo Nazionale del Ducato di Spoleto, dai sotterranei in notturna al Museo Nazionale Atestino di Este alle letture animate per bambini tra i colori del Museo Nazionale di Villa Pisani a Stra e molti altri eventi in tutte le regioni d’Italia.

ABRUZZO      
Museo archeologico "La Civitella" CHIETI CHIETI 20.00-23.00
Museo archeologico nazionale d'Abruzzo - Villa Frigerj CHIETI CHIETI 20.00-23.00
Castello Piccolomini L'AQUILA CELANO 20.00-23.00
Museo nazionale d'Abruzzo L'AQUILA L'AQUILA 20.00-23.00
Museo "Casa natale di Gabriele D'Annunzio" PESCARA PESCARA 20.00-23.00
       
       
BASILICATA      
Museo archeologico nazionale di Metaponto MATERA BERNALDA 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.45)
Museo nazionale arte medievale e moderna della Basilicata MATERA MATERA 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.45)
Museo archeologico nazionale "Domenico Ridola" MATERA MATERA 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.45)
Palazzo De Lieto MATERA MATERA 21.00-24.00
Ex Ospedale San Rocco MATERA MATERA 20.00-23.00
Museo nazionale archeologico della Siritide MATERA POLICORO 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.45)
Museo archeologico nazionale dell'Alta Val d'Agri POTENZA GRUMENTO NOVA 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.45)
Museo archeologico nazionale del Melfese "Massimo Pallottino" POTENZA MELFI 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.45)
Museo archeologico nazionale POTENZA MURO LUCANO 20.00-23.00
Museo archeologico nazionale della Basilicata "Dinu Adamesteanu" POTENZA POTENZA 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.45)
Palazzo Loffredo POTENZA POTENZA 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.30)
Sabap - Laboratorio di restauro POTENZA POTENZA 20.00-23.00
Centro espositivo POTENZA TRICARICO 20.00-23.00
Museo archeologico nazionale POTENZA VENOSA 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.45)
       
       
CALABRIA      
Museo archeologico nazionale e Parco archeologico di Scolacium CATANZARO BORGIA 19:00-22:00 (ultimo ingresso 21.30)
Museo archeologico Lametino CATANZARO LAMEZIA TERME 20.00-23.00
Museo archeologico di Amendolara COSENZA AMENDOLARA 20.00-23.00
Museo archeologico Lametino CATANZARO LAMEZIA TERME 20.00-23.00
Museo archeologico nazionale della Sibaritide COSENZA CASSANO ALL'IONIO 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.30)
Parco archeologico della Sibaritide COSENZA CASSANO ALL'IONIO 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.30)
Galleria nazionale di Cosenza COSENZA COSENZA 18.00-21.00
Antiquarium di Torre Cimalonga COSENZA SCALEA 20.00-23.00
Museo archeologico nazionale di Crotone CROTONE CROTONE 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.30)
Museo e Parco archeologico nazionale di Capo Colonna CROTONE CROTONE 20.00-23.00
Museo e Parco archeologico nazionale REGGIO DI CALABRIA LOCRI 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.30)
Museo e Area archeologica dell'antica Kaulon REGGIO DI CALABRIA MONASTERACE 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.30)
Parco archeologico dei Tauriani di Palmi REGGIO DI CALABRIA PALMI 19.00-22.00
Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria REGGIO DI CALABRIA REGGIO DI CALABRIA 20.00-23.00
Mura Greche,Scavi Piazza Italia, Castello Aragonese REGGIO DI CALABRIA REGGIO DI CALABRIA 19.00-22.00
Museo Statale VIBO VALENTIA MILETO 19.00-22.00
Museo archeologico nazionale " Vito Capialbi" VIBO VALENTIA VIBO VALENTIA 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.30)
       
       
CAMPANIA      
Antiquarium AVELLINO ARIANO IRPINO 20.00-23.00
Basilica Paleocristiana di Capo La Torre AVELLINO ATRIPALDA 20.00-23.00
Museo del Palazzo della Dogana dei Grani AVELLINO ATRIPALDA 19:00-22:00 (ultimo ingresso 21.30)
Tombe Romane AVELLINO AVELLA 20.00-23.00
Anfiteatro AVELLINO AVELLA 20.00-23.00
Ex Carcere borbonico AVELLINO AVELLINO 20.00-23.00
Parco archeologico dell'antica Aeclanum AVELLINO MIRABELLA ECLANO 19.30-22.30
Museo archeologico nazionale del Sannio Caudino BENEVENTO MONTESARCHIO 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.30)
Museo archeologico dell'antica Allifae CASERTA ALIFE 19:30-22:30 (ultimo ingresso 22.00)
Palazzo Reale (Reggia di Caserta) CASERTA CASERTA 19:30-22:30 (ultimo ingresso 21.45)
Museo archeologico di Teanum Sidicium CASERTA TEANO 19:30-22:30 (ultimo ingresso 22.00)
Museo archeologico dell'antica Calatia CASERTA MADDALONI 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.00)
Museo archeologico dell'antica Capua e Mitreo CASERTA S.M. CAPUA VETERE 19:30-22:30 (ultimo ingresso 22.00)
L'Anfiteatro Campano CASERTA S.M. CAPUA VETERE 19:30-22:30 (ultimo ingresso 22.00)
Museo archeologico dell'Agro atellano CASERTA SUCCIVO 19:30-22:30 (ultimo ingresso 22.00)
Museo archeologico dei Campi Flegrei NAPOLI BACOLI 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.30)
Scavi e Antiquarium nazionale NAPOLI BOSCOREALE 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.30)
Certosa di San Giacomo NAPOLI CAPRI 17:00-20:00 (ultimo ingresso 19.30)
Castel Sant'Elmo NAPOLI NAPOLI 19:30-22:30 (ultimo ingresso 21.30)
Museo Duca di Martina NAPOLI NAPOLI 19:00-22:00 (ultimo ingresso 21.15)
Certosa e Museo di San Martino NAPOLI NAPOLI 19:30-22:30 (ultimo ingresso 21.30)
Palazzo Reale NAPOLI NAPOLI 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.00)
Museo di Capodimonte NAPOLI NAPOLI 19:30-22:30 (ultimo ingresso 21.30)
Tomba di Virgilio NAPOLI NAPOLI 19:30-22:30 (ultimo ingresso 22.00)
Museo Pignatelli NAPOLI NAPOLI 19:00-22:00 (ultimo ingresso 21.00)
Complesso monumentale dei Girolamini NAPOLI NAPOLI 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.30)
Museo archeologico nazionale NAPOLI NAPOLI 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.30)
Museo archeologico di Nola NAPOLI NOLA 19:00-22:00 (ultimo ingresso 21.30)
Parco archeologico di Ercolano NAPOLI ERCOLANO 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.00)
Scavi di Pompei NAPOLI POMPEI 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.30)
Museo Archeologico della penisola sorrentina "Georges Vallet NAPOLI PIANO DI SORRENTO Manifestazione di riapertura dalle ore 17.00
Scavi di Oplontis NAPOLI TORRE ANNUNZIATA 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.30)
Parco archeologico di Elea-Velia SALERNO ASCEA 19:30-22:30 (ultimo ingresso 21.30)
Museo archeologico nazionale di Volcei "Marcello Gigante" SALERNO BUCCINO 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.30)
Museo archeologico nazionale di Eboli e della media valle del Sele SALERNO EBOLI 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.30)
Villa romana e antiquarium di Minori SALERNO MINORI 19.30-22.30
Certosa di San Lorenzo SALERNO PADULA 19:30-22:30 (ultimo ingresso 22.00)
Museo archeologico della Valle del Sarno SALERNO SARNO 19:00-22:00 (ultimo ingresso 21.30)
Museo archeologico nazionale di Pontecagnano SALERNO PONTECAGNANO 19:30-22:30 (ultimo ingresso 22.00)
Museo archeologico nazionale e Area archeologica di Paestum SALERNO CAPACCIO 19:30-22:30 (ultimo ingresso 21.50)
San Pietro a Corte (ipogeo e chiesa S. Anna) SALERNO SALERNO 20.00-23.00
Domus romana del Vicolo della Neve SALERNO SALERNO 18.30-21.30
       
       
EMILIA ROMAGNA      
Pinacoteca nazionale di Bologna BOLOGNA BOLOGNA 19.30-22.30 (ultimo ingresso 22.00)
Abbazia di Pomposa e Museo Pomposiano FERRARA CODIGORO 19.30-22.30 (ultimo ingresso 22.00)
Museo archeologico nazionale di Ferrara FERRARA FERRARA 17.00-20.00 (ultimo ingresso 19.30)
Museo di casa Romei FERRARA FERRARA 19.30-22.30 (ultimo ingresso 22.00)
Museo Archeologico Nazionale di Sarsina FORLI'-CESENA SARSINA 19.00-22.00 (ultimo ingresso 21.30)
Galleria Estense di Modena MODENA MODENA 19.30-22.30 (ultimo ingresso 22.00)
Palazzo Ducale di Sassuolo MODENA SASSUOLO 19.00-22.00 (ultimo ingresso 21.30)
Castello di Torrechiara PARMA LANGHIRANO 19.30-22.30 (ultimo ingresso 22.00)
Complesso monumentale della Pilotta PARMA PARMA 19.00-22.00 (ultimo ingresso 21.30)
Area archeologica di Veleia PIACENZA LUGAGNANO VAL D'ARDA 19.00-22.30
Museo dell'età neoclassica in Romagna in Palazzo Milzetti RAVENNA FAENZA 18.30-21.30 (ultimo ingresso 21.00)
Basilica di Sant' Apollinare in Classe RAVENNA RAVENNA 19.30-22.30 (ultimo ingresso 22.00)
Battistero degli Ariani RAVENNA RAVENNA 16.30-19.30 (ultimo ingresso 19.00)
Museo nazionale di Ravenna RAVENNA RAVENNA 19.30-22.30 (ultimo ingresso 22.00)
Mausoleo di Teodorico RAVENNA RAVENNA 19.00-22.00 (ultimo ingresso 21.30)
Palazzo di Teodorico RAVENNA RAVENNA 20.00-23.00 (ultimo ingresso 22.30)
Laboratorio di restauro RAVENNA RAVENNA 20.00-22.30
       
       
FRIULI VENEZIA GIULIA      
Museo Storico e parco del Castello di Miramare TRIESTE TRIESTE 19.30-22.30 (ultimo ingresso 22.00)
Museo archeologico nazionale di Aquileia UDINE AQUILEIA 19.30-22.30 (ultimo ingresso 22.00)
Museo archeologico nazionale di Cividale del Friuli UDINE CIVIDALE 20.00-22.30
Casa Bertoli UDINE AQUILEIA 16.30-19.30 (ultimo ingresso 19.00)
       
       
LAZIO      
Museo archeologico nazionale "G. Carettoni" e Area archeologica di Casinum FROSINONE CASSINO 20.00-23.00 area archeologica 16.00-19.00
Museo archeologico nazionale di Formia LATINA FORMIA 19.30-22.30
Comprensorio archeologico di Minturnae LATINA MINTURNO 20.00-23.00 (ultimo ingresso 22.30)
Museo archeologico nazionale e area archeologica di Sperlonga LATINA SPERLONGA 19.30-22.30
Antiquarium e l'area archeologica di lucus feroniae ROMA CAPENA 19.30-22.30 (ultimo ingresso 21.30)
Museo nazionale archeologico Cerite ROMA CERVETERI 19.30-22.30
Necropoli della Banditaccia ROMA CERVETERI 20.00-23.00 (ultimo ingresso 22.00)
Museo nazionale archeologico ROMA CIVITAVECCHIA 19.30-22.30
Villa di Orazio ROMA LICENZA 20.00-23.00 (ultimo ingresso 22.00)
Museo delle Navi Romane di Nemi ROMA NEMI 19.00-22.00
Museo archeologico nazionale di Palestrina e Santuario della Fortuna Primigenia ROMA PALESTRINA 20.00-23.00
Complesso monumentale del Foro ROMA PALESTRINA 19.00-22.00 (ultimo ingresso 21.00)
Galleria Spada ROMA ROMA 19.30-22.30
Monumento a Vittorio Emanuele II ROMA ROMA 19.30-22.30
Complesso monumentale del San Michele a Ripa ROMA ROMA 19.00-23.00
Palazzo Farnese * ROMA ROMA 10.00-23.00 (ultimo ingresso 22.00)
Palazzo Patrizi Clementi ROMA ROMA 20.00-23.00
Galleria Borghese ROMA ROMA 19.00-22.00
Galleria nazionale d'arte Moderna e Contemporanea ROMA ROMA 19.30-22.30 (ultimo ingresso 21.45)
Museo nazionale del Palazzo di Venezia ROMA ROMA 19.30-22.30
Museo nazionale di Castel Sant'Angelo ROMA ROMA 19.30-22.30
Pantheon * ROMA ROMA 19.30-22.30
Museo nazionale etrusco di Villa Giulia ROMA ROMA 19.30-22.30 (ultimo ingresso 21.30)
Museo degli strumenti musicali ROMA ROMA 19.00-22.00
Museo nazionale d'arte orientale "Giuseppe Tucci" -Museo delle Civiltà ROMA ROMA 19.00-22.00 (ultimo ingresso 21.30)
Museo dell'Alto Medioevo -Museo delle Civiltà ROMA ROMA 19.00-22.00 (ultimo ingresso 21.30)
Museo nazionale preistorico ed etnografico "L. Pigorini" -Museo delle Civiltà ROMA ROMA 19.00-22.00 (ultimo ingresso 21.30)
Istituto nazionale delle arti e tradizioni popolari -Museo delle Civiltà ROMA ROMA 19.00-22.00 (ultimo ingresso 21.30)
Palazzo Massimo - Museo nazionale Romano ROMA ROMA 20.00-23.00 (ultimo ingresso 22.00)
Terme di Diocleziano - Museo nazionale Romano ROMA ROMA 20.00-23.00 (ultimo ingresso 22.00)
Palazzo Altemps - Museo nazionale Romano ROMA ROMA 20.00-23.00 (ultimo ingresso 22.00)
Crypta Balbi - Museo nazionale Romano ROMA ROMA 20.00-23.00 (ultimo ingresso 22.00)
Antiquarium di Lucrezia Romana - Parco archeologico dell'Appia antica ROMA ROMA 19.00-22.00
Mausoleo di Cecilia Metella- Parco archeologico dell'Appia antica ROMA ROMA 19.00-22.00 (ultimo ingresso 21.00)
Villa Capo di Bove- Parco archeologico dell'Appia antica ROMA ROMA 18.30-21.30
Castello di Giulio II ROMA ROMA 18.30-21.30
Antiquarium di Pyrgi ROMA SANTA MARINELLA 19.00-22.00 (ultimo ingresso 21.00)
Villa d'Este ROMA TIVOLI 19.15-22.15 (ultimo ingresso 21.15)
Area archeologica di Villa Adriana ROMA TIVOLI 19.00-22.00 (ultimo ingresso 21.00)
Santuario di Ercole Vincitore ROMA TIVOLI Ingresso gratuito per max 100 persone solo su prenotazione obbligatoria
Palazzo Farnese VITERBO CAPRAROLA 19.30-22.30
Museo archeologico di Vulci VITERBO CANINO 19.30-22.30
Forte Sangallo e Museo archeologico dell'Agro Falisco VITERBO CIVITA CASTELLANA 19.00-22.00
Palazzo Altieri VITERBO ORIOLO ROMANO 20.00-23.00
Museo archeologico nazionale VITERBO TARQUINIA 19.30-22.30
Necropoli dei Monterozzi di Tarquinia VITERBO TARQUINIA 19:30-22:30 (ultimo ingresso 21.30)
Museo archeologico nazionale VITERBO TUSCANIA 19.30-22.30
Museo nazionale Etrusco di Viterbo - Rocca Albornoz VITERBO VITERBO 19.30-22.30
Villa Lante VITERBO VITERBO 20.00-23.00
       
       
LIGURIA      
Museo di Palazzo Reale GENOVA GENOVA 19.00-22.00 (ultimo ingresso 21.30)
Galleria nazionale di Palazzo Spinola GENOVA GENOVA 19.30-22.30 (ultimo ingresso 22.00)
Castello di San Terenzo LA SPEZIA LERICI 20.00-23.00
Museo archeologico nazionale di Luni LA SPEZIA ORTONOVO 20.00-23.00
       
       
LOMBARDIA      
Parco Nazionale dei massi di Cemmo BRESCIA CAPO DI PONTE 20.00-23.00 (ultimo ingresso 22.30)
MUPRE - Museo nazionale della Preistoria della Valle Camonica BRESCIA CAPO DI PONTE 20.00-23.00
Museo archeologico nazionale della Valle Camonica BRESCIA CIVIDATE CAMUNO 19.00-22.00
Villa Romana BRESCIA DESENZANO DEL GARDA 20.00-23.00 (ultimo ingresso 22.30)
Grotte di Catullo BRESCIA SIRMIONE 19.00-22.00
Area archeologica della villa tardoantica e Antiquarium CREMONA PALAZZO PIGNANO 19.00-22.00
Museo di Palazzo Ducale MANTOVA MANTOVA 19.15-22.15 (ultimo ingresso 21.20)
Museo archeologico di Mantova MANTOVA MANTOVA 19.00-22.00
Pinacoteca di Brera MILANO MILANO 18.00-22.00 (ultimo ingresso 21.40)
Cenacolo Vinciano MILANO MILANO 19.00-22.00
Cappella Espiatoria di Monza MONZA MONZA E DELLA BRIANZA 18.00-21.00
Museo archeologico della Lomellina VIGEVANO PAVIA 20.00-23.00
Palazzo Besta SONDRIO TEGLIO 17.00-20.00
Area archeologica e Antiquarium di Castelseprio VARESE CASTELSEPRIO 19.30-22.30 (ultimo ingresso 22.00)
       
       
MARCHE      
Museo archeologico nazionale delle Marche ANCONA ANCONA 20.00-23.00
Museo Tattile Statale Omero ANCONA ANCONA 16.00-19.00
Museo archeologico Statale ANCONA ARCEVIA 20.00-23.00
Museo archeologico Statatale di Numana ANCONA NUMANA 20.00-23.00
Rocca Roveresca ANCONA SENIGALLIA 20.00-23.00
Museo archeologico Statale ASCOLI PICENO ASCOLI PICENO 20.00-23.00
Museo archeologico Statale di Cingoli Moscosi MACERATA CINGOLI 20.00-23.00
Rocca Demaniale di Gradara PESARO URBINO GRADARA 20.00-23.00
Galleria nazionale delle Marche PESARO URBINO URBINO 20.00-23.00
       
       
MOLISE      
Museo sannitico di Campobasso CAMPOBASSO CAMPOBASSO 18.45-21.45
Palazzo Pistilli CAMPOBASSO CAMPOBASSO 19.00-22.00
Palazzo Japoce CAMPOBASSO CAMPOBASSO 17.00-21.00
Castello di Civitacampomarano CAMPOBASSO CIVITACAMPOMARANO 16.00-20.00
Castello di Capua CAMPOBASSO GAMBATESA 18.45-21.45
Anfiteatro romano CAMPOBASSO LARINO 17.00-20.00
Museo della città e del territorio CAMPOBASSO SEPINO 18.45-21.45
Area archeologica di Sepino CAMPOBASSO SEPINO 18.00-21.00
Complesso Monumentale di San Vincenzo a Volturno ISERNIA CASTEL S. VINCENZO 19.00-22.00
Museo nazionale del Paleolitico d'Isernia ISERNIA ISERNIA 19.00-22.00
Museo di S. Maria delle Monache ISERNIA ISERNIA 18.00-21.00
Area archeologica di Pietrabbondante ISERNIA PIETRABBONDANTE 16.00-19.00 (ultimo ingresso 18.30)
Museo archeologico di Venafro ISERNIA VENAFRO 19.00-22.00
Museo nazionale di Castello Pandone ISERNIA VENAFRO 19.00-22.00
Anfiteatro loc. Verlascio ISERNIA VENAFRO 17.00-20.00
       
       
PIEMONTE      
Forte di Gavi ALESSANDRIA GAVI 17.30-20.30 (ultimo ingresso 19.30)
Area archeologica di Libarna ALESSANDRIA SERRAVALLE SCRIVIA 20.00-23.00
Area archeologica di Augusta Bagiennorum CUNEO BENE VAGIENNA 18.00-21.00
Complesso monumentale di Racconigi CUNEO RACCONIGI 19.30-22.30 (ultimo ingresso 21.00)
Complesso monumentale di Agliè TORINO AGLIÈ 19.30-22.30 (ultimo ingresso 21.00)
Villa romana TORINO ALMESE 18.00-21.00
Palazzo Carignano TORINO TORINO 18.00-21,00 (ultimo ingresso 20.00)
Villa della Regina TORINO TORINO 17.00-20.00 (ultimo ingresso 19.00)
Musei Reali (Palazzo Reale, Armeria Reale, Museo archeologico, Galleria Sabauda) TORINO TORINO 19.30-22.30 (ultimo ingresso 21.30)
Palazzo Chiablese TORINO TORINO 20.00-23.00
       
       
PUGLIA      
Museo nazionale archeologico BARI ALTAMURA 20.00-23.00
Museo Nazionale Archeologico di Altamura BARI ALTAMURA 20.00-23.00
Castello Svevo BARI BARI 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.30)
Chiostro di Santa Chiara BARI BARI 20.00-23.00
Ex convento di S. Francesco della Scarpa BARI BARI 20.00-23.00
Galleria nazionale della Puglia "Girolamo e Rosaria Devanna" BARI BITONTO 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.30)
Museo archeologico nazionale di Gioia del Colle BARI GIOIA DEL COLLE 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.30)
Centro operativo di Gravina in Puglia BARI GRAVINA IN PUGLIA 20.00-23.00
Museo nazionale archeologico Jatta BARI RUVO DI PUGLIA 20.00-23.00
Castel del Monte BARLETTA-ANDRIA-TRANI ANDRIA 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.30)
Parco archeologico e antiquarium di Canne della Battaglia BARLETTA-ANDRIA-TRANI BARLETTA 19:00-22:00 (ultimo ingresso 21.15)
Palazzo Sinesi BARLETTA-ANDRIA-TRANI CANOSA DI PUGLIA 20.00-23.00
Castello di Trani BARLETTA-ANDRIA-TRANI TRANI 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.30)
Museo nazionale e Parco archeologico di Egnazia BRINDISI FASANO 20:00-23:00 (ultimo ingresso 21.45)
Parco archeologico di Siponto FOGGIA MANFREDONIA 21:00-00:30 (ultimo ingresso 00.00)
Museo archeologico di Manfredonia FOGGIA MANFREDONIA 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.30)
Parco archeologico "P. Rosario" di Ascoli Satriano FOGGIA ASCOLI SATRIANO 20:00-23:00
Castello Angioino LECCE COPERTINO 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.30)
Museo della Cartapesta - Castello Carlo V LECCE LECCE 19:00-22:00 (ultimo ingresso 21.30)
Museo nazionale archeologico di Taranto TARANTO TARANTO 19:30-23:30 (ultimo ingresso 23.00)
Ex Convento di Sant'Antonio TARANTO TARANTO 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.30)
Parco Archeologico di Collepasso TARANTO TARANTO 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.30)
Chiostro del Convento di San Domenico TARANTO TARANTO 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.30)
       
       
SARDEGNA      
Museo archeologico nazionale di Cagliari CAGLIARI CAGLIARI 20.00-23.00 (ultimo ingresso 22.30)
Pinacoteca nazionale di Cagliari CAGLIARI CAGLIARI 20.00-23.00 (ultimo ingresso 22.30)
Compendio Garibaldino di Caprera OLBIA-TEMPIO LA MADDALENA 20.00-23.00 (ultimo ingresso 22.15)
Memoriale Giuseppe Garibaldi Caprera OLBIA-TEMPIO LA MADDALENA 18.30-21.30 (ultimo ingresso 20.45)
Museo Antiquarium di Porto Torres SASSARI PORTO TORRES 18.00-21.00 (ultimo ingresso 20.30)
Museo archeologico ed etnografico "G. Sanna" SASSARI SASSARI 20.00-23.00 (ultimo ingresso 22.30)
Pinacoteca nazionale di Sassari SASSARI SASSARI 18.00-21.00 (ultimo ingresso 20.30)
       
       
TOSCANA      
Museo delle arti e tradizioni popolari - Palazzo Taglieschi AREZZO ANGHIARI 19.00-22.00 (ultimo ingresso 21.30)
Basilica di San Francesco AREZZO AREZZO 19.30-22.30 (ultimo ingresso 22.00)
Museo nazionale d'Arte Medievale e Moderna AREZZO AREZZO 20.00-23.00 (ultimo ingresso 22.30)
Museo archeologico nazionale "Gaio Cilnio Mecenate" AREZZO AREZZO 19.30-22.30 (ultimo ingresso 22.00)
Villa Medicea di Cerreto Guidi e Museo storico della Caccia e del territorio FIRENZE CERRETO GUIDI 18.00-21.00
Museo di San Marco FIRENZE FIRENZE 19.00-22.00 (ultimo ingresso 21.30)
Galleria dell'Accademia di Firenze FIRENZE FIRENZE 19.00-22.00 (ultimo ingresso 21.30)
Galleria degli Uffizi FIRENZE FIRENZE 18.50-21.50 (ultimo ingresso 21.05)
Galleria delle Statue e delle Pitture degli Uffizi FIRENZE FIRENZE 19.00-22.00 (ultimo ingresso 21.15)
Museo delle Cappelle Medicee FIRENZE FIRENZE 17.00-20.00
Museo nazionale del Bargello FIRENZE FIRENZE 17.00-20.00
Museo archeologico nazionale FIRENZE FIRENZE 20.00-23.00 (ultimo ingresso 22.15)
Museo dell'Opicio delle Pietre Dure FIRENZE FIRENZE 20.00-23.00
Villa medicea della Petraia FIRENZE FIRENZE 19.00-22.00
Museo archeologico nazionale di Cosa GROSSETO ANSEDONIA 18.30-21.30 (ultimo ingresso 21.00)
Area archeologica di Roselle GROSSETO GROSSETO 19.00-22.00 (ultimo ingresso 21.15)
Museo Nazionale di Villa Guinigi LUCCA LUCCA 19.30-22.30 (ultimo ingresso 22.00)
Pinacoteca Nazionale e Museo di Palazzo Mansi LUCCA LUCCA 19.30-22.30 (ultimo ingresso 22.00)
Museo nazionale della Certosa Monumentale di Calci PISA CALCI 19.30-22.30 (ultimo ingresso 21.30)
Museo nazionale di Palazzo Reale PISA PISA 19.30-22.30 (ultimo ingresso 22.00)
Museo Nazionale di San Matteo PISA PISA 19.30-22.30 (ultimo ingresso 22.00)
Museo di casa Giusti PISTOIA MONSUMMANO TERNE 19.00-22.00
Chiesa del Tau PISTOIA PISTOIA 19.30-22.30
Villa Medicea di Poggio a Caiano e Museo della Natura Morta PRATO POGGIO A CAIANO 18.30-21.30
Museo archeologico nazionale di Chiusi SIENA CHIUSI 20.00-23.00 (ultimo ingresso 22.30)
Pinacoteca nazionale di Siena SIENA SIENA 19.15-22.15 (ultimo ingresso 21.45)
       
       
UMBRIA      
Tempietto sul Clitunno PERUGIA CAMPELLO SUL CLITUNNO 19.30-22.30
Palazzo Ducale PERUGIA GUBBIO 19.30-22.30
Teatro romano PERUGIA GUBBIO 19.30-22.30 (ultimo ingresso 22.00)
Galleria nazionale dell'Umbria PERUGIA PERUGIA 19.30-22.30 (ultimo ingresso 21.45)
Museo archeologico nazionale dell'Umbria PERUGIA PERUGIA 19.30-22.30
Soprintendenza ABAP Umbria - Sede PERUGIA PERUGIA 16.00-20.00
Ipogeo dei Volumi PERUGIA PONTE SAN GIOVANNI 18.30-21.30 (ultimo ingresso 21.00)
Museo nazionale del Ducato PERUGIA SPOLETO 19.30-22.30
Museo archeologico nazionale e Teatro Romano PERUGIA SPOLETO 19.30-22.30
Museo archeologico nazionale TERNI ORVIETO 19.30-22.30
Necropoli del Crocifisso del Tufo TERNI ORVIETO 19.00-22.00 (ultimo ingresso 21.30)
Area archeologica di Carsulae TERNI TERNI 19.30-22.30 (ultimo ingresso 22.00)
       
       
VENETO      
Palazzo Folco PADOVA PADOVA 19.00-23.00
Museo nazionale Atestino PADOVA ESTE 19.30-22.30 (ultimo ingresso 22.00)
Museo archeologico nazionale di Adria ROVIGO ADRIA 19.30-22.30 (ultimo ingresso 22.15)
Museo archeologico nazionale ROVIGO FRATTA POLESINE 19.30-22.30 (ultimo ingresso 22.00)
Museo archeologico nazionale concordiese VENEZIA PORTOGRUARO 19.30-22.30 (ultimo ingresso 22.00)
Museo archeologico di Quarto d'Altino VENEZIA QUARTO D'ALTINO 19.30-22.30 (ultimo ingresso 22.00)
Museo di Palazzo Grimani  VENEZIA VENEZIA 19.00-22.00 (ultimo ingresso 21.30)
Gallerie dell'Accademia di Venezia VENEZIA VENEZIA 19.15-22.15 (ultimo ingresso 21.30)
Galleria "Giorgio Franchetti" alla Ca' d'Oro VENEZIA VENEZIA 19.15-22.15 (ultimo ingresso 21.30)

* ingresso gratuito
.

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