Archivi categoria : Sociale

Il termine sociale si riferisce a una caratteristica di organismi viventi come applicato a popolazioni di esseri umani e altri animali. Si riferisce sempre l’interazione di organismi con altri organismi e alla loro collettiva coesistenza, a prescindere dal fatto che siano consapevoli o no, e indipendentemente dal fatto che l’interazione è volontaria o involontaria.

Africa. Raccontare un mondo, da scoprire al Pac di Milano

Noi vi aggiorneremo giorno per giorno su quanto accade al PAC  per la mostra Africa. Raccontare un mondo e quindi questa pagina è in continuo divenire per capire quanto accade, cosa preme sui confini europei, ma soprattutto i nostri. Questa mosta al PAC ci dà indizi di comprensione e per questo noi li seguiamo  per cercare di comprendere anche noi l’Africa, “un continente che non c’è” come suggerisce qualcuno. Le performance avvengono giorno dopo giorno e noi cercheremo di essere presenti e documentarle anche con interviste.


Dal 27 giugno al 11 settembre il PAC di Milano ospita la mostra Africa. Raccontare un mondo a cura di Adelina von Fürstenberg.

Africa. Raccontare un mondo, video e performance a cura di Ginevra Bria.

Con la mostra AFRICA. Raccontare un mondo il PAC di Milano prosegue la sua esplorazione dei continenti sulla rotta dell’arte, proponendo una selezione di artisti e di narrative che non solo vivono e affondano le loro radici africane nel mondo, ma che abitano anche la sua diaspora.
Definire l’Africa, oggi, significa saperla raccontare. In equilibrio tra Occidentalità e Africanismo, tra post-colonialismo e migrazioni, l’arte africana contemporanea pone infatti questioni essenziali, politiche, economiche, religiose e di genere che investono il futuro di uno fra i continenti più complessi del nostro pianeta.

Attraverso fotografie, dipinti, installazioni, disegni, sculture, ma anche video e performance, provenienti da collezioni pubbliche e private internazionali, 33 artisti di diverse generazioni, che incarnano e rappresentano oggi la molteplicità dei loro contesti sociali di riferimento, sottoporranno al visitatore ricerche visuali e narrative per comprendere l’universalità della scena artistica dell’Africa contemporanea a sud del Sahara, svelandone lo spirito immediato e in crescita senza nascondere la violenza e l’altrettanta immediatezza dei mondi che la compongono: dagli artisti protagonisti del Dopo l’Indipendenza, saldati al proprio universo culturale, passando attraverso l’Introspezione Identitaria che contraddistingue invece gli artisti engagé, per arrivare al “bivio” di una Generazione Africa partecipe e immersa nella contemporaneità, fino alle artiste che indagano la realtà attraverso il Corpo e le Politiche della Distanza.
Il PAC prosegue il suo cammino nell’esplorazione costante e attenta della produzione artistica contemporanea dei continenti – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Filippo Del Cornoconfermando la propria vocazione di centro di ricerca e sperimentazione internazionale

Il percorso espositivo di “Africa. Raccontare un mondo” offre un approccio sensibile dell’arte contemporanea africana attraverso quattro tematiche: “Dopo l’Indipendenza”, “L’introspezione identitaria”, “La generazione Africa” e “Il corpo e le politiche della distanza”.
Gli artisti del “Dopo l’Indipendenza” sono maestri della loro arte, fortemente saldati al loro universo culturale. I loro lavori sono trasposizioni della vita africana, privi di necessità critica, e trascrivono il mondo africano alle soglie del mutamento.
Artisti: Frédéric Bruly Bouabré (Costa d’Avorio), Seydou Keïta (Mali), J.D. Okhai Ojeikere (Nigeria), Idrissa Ouédraogo (Burkina Faso), Malick Sidibé (Mali).
Contrassegnato dal sistema delle mostre internazionali e dalla facilità di viaggiare, il tema dell’“Introspezione Identitaria” mette in primo piano una serie di artisti impegnati che mettono in discussione il post-colonialismo, le guerre e i genocidi, le problematiche legati all’ambiente, l’AIDS, la povertà, la corruzione politica, la questione del petrolio, e altro ancora. Nel loro linguaggio, tuttavia, modernità e tradizione si evolvono senza contrapporsi.
Artisti: Georges Adéagbo (Benin), Abu Bakarr Mansaray (Sierra Leone), Romuald Hazoumé (Benin), Pieter Hugo (Sud Africa), Richard Onyango (Kenya), Chéri Samba (Congo), Abdelrahmane Sissako (Mauritania), Yinka Shonibare MBE (Nigeria), Barthélémy Toguo (Camerun). 

È sui cambiamenti della società e sulla posizione individuale che si concentra il tema “Generazione Africa”, una generazione-bivio formatasi nelle scuole d’arte occidentali e presente alle fiere d’arte, fortemente consapevole però della propria identità al di là degli stereotipi.
Artisti: Malala Andrialavidrazana (Madagascar), Omar Ba (Senegal), Kudzanai Chiurai (Zimbabwe), Senzeni Marasela (Sud Africa), Billie Zangewa (Malawi).
Il Corpo e le Politiche della Distanza” presenta infine il percorso di nove artiste africane contemporanee che tra video-arte e performance, un ritratto in movimento della giustizia, una personificazione del vivere e del sentire di minoranze religiose, culturali e di genere. 

Artiste: Nathalie Anguezomo Mba Bikoro (Gabon), Gabrielle Goliath (Sud Africa), Ato Malinda/Alex Mawimbi (Kenya), Zanele Muholi (Sud Africa), Tracey Rose (Sud Africa), Berni Searle (Sud Africa)


 

PERFORMANCE
Il 27, 28 e 29 giugno tre giovani artiste sudafricane raccontano attraverso il corpo la rottura tra l’immaginario dell’universo femminile e il sistema dominante di rappresentazione della fisicità mettendo in scena tre differenti performance:  Donna Kukama, Buhlebezwe Siwani e Anne Historical. Quest’ultima, durante la giornata del 30 giugno, inaugurerà un’installazione site specific pensata per lo spazio dell’Edicola Radetzky sulla Darsena di Milano.

27  Giugno 2017 ore 19:00
Donna Kukama (1981, Sud Africa) – Travelogue = Travel + Monologue
Kukama usa la perfomance come mezzo di resistenza alle pratiche artistiche canoniche e attraverso di essa ricerca metodi per demolire e inventare tecniche. Accompagna la performance con l’elaborazione di scritti e la creazione di video e installazioni audio che sfruttano la sfera pubblica dell’esibizione per inserirsi nel campo delle voci artistiche estranee al suo mondo. Si interroga spesso sugli eventi d’attualità attraverso la costruzione di narrazioni e sul modo in cui queste si svolgono a livello sociale. È in questo contesto che Kukama introduce il suo corpo per creare immagini contro-interpretative per sconfessare i rapporti ufficiali. Al PAC l’artista presenta un nuovo capitolo della sua indagine che comprende l’ampio processo di creazione di un libro, un diario di viaggio orale e ricco di immaginazione, privo di qualsiasi supporto scritto. Una sorta di libro che raccoglie le storie personali delle comunità africane della zona di Porta Venezia a Milano che non prenderà mai la forma dell’oggetto che ben conosciamo, sviluppandosi invece nella performance, attraverso disegno, scultura, video, narrazione orale e testuale.
L’opera si sviluppa sotto forma di stazioni narrative del contesto socio-politico italiano, e di tutti i posti visitati dall’artista, tra cui Berlino.




28 Giugno 2017 ore 19:00
Buhlebezwe Siwani (1987, South Africa) uKhongolose (Parlamento)
60 microfoni. 60 contenitori intonacati con inciso il nome di una donna. Buhlebezwe Siwani  realizza al PAC  una performance sul tema del femminicidio che riflette sul modo in cui le statistiche eliminano le sensibilità della violenza e desensibilizzano il pubblico, in modo che diventi meno doloroso affrontarla.
Nei suoi lavori Siwani si interroga sulla decadenza del proprio corpo, sul ricordo di Johannesburg e sul rapporto della sua famiglia con la città. Concentrandosi sulle tracce – quello che è stato lasciato indietro, da chi, e in che modo alla fine scompare – l’artista presenta le  donne  come esseri liminali, vive e morte, accessibili e inaccessibili, con l’intento di dare un senso alla propria soggettività. Cresciuta a Johannesburg, grazie alla natura nomade della sua educazione ha vissuto anche nella Provincia del Capo orientale e nel KwaZulu Natal. Siwani lavora prevalentemente mediante performance e installazioni, in cui inserisce fotografie e video.

29 Giugno 2017 ore 19:00
Anne Historical (1977, South Africa) Aphasia: Treatment situations
Lavorando con campioni audio d’archivio e materiale auto-prodotto, scritto e interpretato così come con materiale filmato e proveniente da videoarchivi, l’esibizione presenta varie situazioni legate al trattamento dei pazienti come variazioni in una composizione musicale. Le voci e i suoni sono stati raccolti da un archivio di nastri magnetici. Altre parti sono state trascritte da fonti che riportano stati di afasia e situazioni medico-paziente. Per la parte di copione scritta da Anne, l’artista ha attinto da Black Hamlet, scritto dallo psichiatra/psicanalista Wolf Sachs, in Sudafrica negli anni ’40. Nel suo libro, Sachs riporta la sua “analisi” effettuata su uno Nyanga, un guaritore tradizionale. È un testo problematico e complesso, da cui razza e gerarchie della medicina occidentale moderne traspaiono chiaramente. Il copione attinge anche da Les Damnés de la Terre di Fanon e, in particolare, dai casi medici raccolti nel capitolo “Guerra coloniale e disturbi mentali”. In entrambi i libri, quello che più interessa all’artista è il concetto di disturbo o, come lo definisce Fanon, “vertigine”.

INFO: Fino ad esaurimento posti; Singolo € 4 /cumulativo € 8 validi dalle ore 18.30 – Mostra aperta fino alle 22:30, ultimo ingresso 21:30


Arricchisce la mostra una selezione di sedute di designer africani che utilizzano materiale di recupero con un’inventiva straordinaria.: Dokter & Misses (Sud Africa), Alassane Drabo (Burkina Faso), Amadou Fatoumata Ba (Senegal), Gonçalo Mabunda (Mozambico) e Nawaaz Salduker (Sud Africa).
La mostra è realizzata con il sostegno di TOD’S, sponsor dell’attività espositiva del PAC, con il contributo di Alcantara e Cairo Editore e con il supporto di Vulcano.
Il catalogo, curato da Ginevra Bria, è pubblicato da Silvana Editoriale
Un ricco Public Program introdurrà adulti e famiglie alla cultura e all’arte africana: proiezioni, visite guidate, incontri, family lab e workshop per scoprire l’Africa attraverso arte, design, cinema, letteratura e musica.
Inoltre, venerdì 7 e sabato 8 arriverà nel cortile del PAC il Cinemobile Fiat 618, furgone del 1936 dotato di un proiettore per pellicole 35mm e diffusori di suono incorporati, che aveva la funzione di portare il cinema nei paesi e nelle contrade che ne erano privi per far scoprire la magia del cinema.
I film in programma sono Le Franc (1993) venerdì 7 luglio ore 22 e La Petite vendeuse de soleil (1999) sabato 8 luglio ore 22, entrambi del regista e attore senegalese Diibril Diop Mambety.
Dal 9 luglio al 6 agosto, infine, la Cineteca Spazio Oberdan, in viale Vittorio Veneto 2, ospiterà una rassegna di cinema africano, realizzata in collaborazione con Fondazione Cineteca Italiana di Milano (Ingresso con biglietto mostra € 5,50 – Programma: oberdan.cinetecamilano.it)

 

Artisti in mostra: Georges Adeagbo (Benin); Nathalie Anguezomo Mba Bikoro (Gabon); Malala Andrialavidrazana (Madagascar); Omar Ba (Senegal); Frédéric Bruly Bouabré (Costa d’Avorio); Kudzanai Chiurai (Zimbabwe); Gabrielle Goliath (Sud Africa); Romuald Hazoumé (Benin); Anne Historical (Sud Africa); Pieter Hugo (Sud Africa); Seydou Keïta (Mali); Donna Kukama (Sud Africa); Ato Malinda (Kenya); Abu Bakarr Mansaray (Sierra Leone); Senzeni Marasela (Sud Africa); Zanele Muholi (Sud Africa); J.D. Okhai Ojeikere (Nigeria); Idrissa Ouédraogo (Burkina Faso); Richard Onyango (Kenya); Tracey Rose (Sud Africa); Chéri Samba (Congo); Buhlebezwe Siwani (Sud Africa); Berni Searle (Sud Africa); Yinka Shonibare MBE (Nigeria); Malick Sidibé (Mali); Abdelrahmane Sissako (Maurtania); Barthélémy Toguo (Camerun); Billie Zangewa (Malawi).
 In mostra anche una selezione di sedute di designer africani: Dokter & Misses (Sud Africa), Alassane Drabo (Burkina Faso), Amadou Fatoumata (Senegal), Gonçalo Mabunda (Mozambico) e Nawaaz Sadulker (Sud Africa).

Africa. Raccontare un mondo a cura di Adelina von Fürstenberg.
Video e performance
a cura di Ginevra Bria 
Una mostra del:
Comune di Milano – Cultura, PAC Padiglione d’Arte Contemporanea, Silvana Editoriale
Orari: mercoledì, venerdì, sabato e domenica 9.30- 19.30; martedì e giovedì 9.30 – 22.30; chiuso lunedì; ultimo ingresso un’ora prima della chiusura
Biglietti: Intero € 8,00; Ridotto € 6,50 (gruppi di almeno 15 persone accompagnati da guida; visitatori dai 6 ai 26 anni; visitatori oltre i 65 anni; portatori di handicap; soci Touring Club con tessera; soci FAI con tessera; militari; forze dell’ordine non in servizio; insegnanti;  studenti Summer School Comune di Milano; possessori  Abbonamento Musei Lombardia; possessori biglietti aderenti all’iniziativa “Lunedì Musei ( Poldi Pezzoli / Museo Teatrale alla Scala); tutti i visitatori il 2 aprile dalle 16:30); Ridotto speciale € 4,00 (tutti i visitatori ogni martedì e giovedì a partire dalle 19.00;  gruppi di studenti delle scolaresche di ogni ordine e grado; gruppi organizzati direttamente dal Touring Club e dal FAI; volontari Servizio Civile muniti di tesserino; dipendenti Comune di Milano dietro esibizione del badge (ospite al seguito € 6,50); tutti i giornalisti non accreditati che presentano in biglietteria il tesserino dell’Ordine dei Giornalisti con il bollino dell’anno in corso); Gratuito minori fino ai 6 anni, un accompagnatore per ogni gruppo, due accompagnatori per ogni gruppo scolastico, un accompagnatore per disabile che presenti necessità, un accompagnatore e una guida per ogni gruppo Touring Club e FAI, dipendenti della Soprintendenza ai Beni Architettonici e Artistici,  giornalisti iscritti all’albo con tesserino ODG accreditati dall’ufficio stampa del Comune di Milano o dall’ufficio stampa della mostra, tesserati ICOM, guide turistiche munite di tesserino di abilitazione, soci AMACI; Biglietto famiglia adulti ridotto € 6,50 + ragazzi (di età inferiore a 14 anni) ridotto speciale € 4,00
Ufficio Stampa PAC: PCM Studio di Paola C. Manfredi – press@paolamanfredi.com T Tel. +39 02 87 28 65 82
Ufficio Stampa Silvana Editoriale:  Lidia Masolini – press@silvanaeditoriale.it – T. Tel. +39 02 45395111
Ufficio Stampa Comune di Milano: Elena Conenna – elenamaria.conenna@comune.milano.it – Tel. +39 02 884 50150

Pac
Padiglione d’Arte Contemporanea

Via Palestro, 14
20122 Milano
Tel. +39 02 88446359 – www.pacmilano.it

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Genagricola: progetto di valorizzazione paesaggistica della tenuta Ca’ Corniani, Caorle

Quando le aziende italiane difendono il loro patrimonio culturale e fondativo, ne valorizzano la storia, come in questo caso, comprendendo che il futuro si disegna investendo nella cultura associata alla loro produzione, fanno goal!
Sono convinto che questa sia l’unica strada possibile per le aziende che ancora sono italiane e che hanno un lungo patrimonio di esperienza radicato nel territorio. La risposta giusta coniuga innovazione a cultura in un interscambio magico che agisce su due livelli; quello top dell’eccellenza e dei prodotti unici e quindi a prezzo conseguente, ossia il massimo, e quello della produzione seriale. I creativi stimolano la ricerca su nuovi prodotti, stimolando le aziende ad investire in aree per loro nuove e forse inaspettate.
Ma il risultato è un arricchimento che copre tutti i settori di mercato, a difesa di un artigianato unico nel mondo, come tutto quello che riguarda il nostro patrimonio dal territorio all’ingegno. Se poi, come nelle migliori tradizioni imprenditoriali illuminate si coniuga al sociale, ossia sapendo che la crescita esiste solo dando tutti i servizi alle “maestranze“, con alloggi più che dignitosi, scuole, assistenza medica, luoghi di crescita culturale, svago e di ambiente, si è centrato appieno il percorso comune di crescita. Si cresce insieme.

Genagricola ha avviato il progetto “Ca’ Corniani – Terra d’avanguardia” per la valorizzazione paesaggistica della storica tenuta di Caorle, con un approccio innovativo che mette insieme Arte e Agricoltura.
La presentazione del progetto di valorizzazione paesaggistica della tenuta Ca’ Corniani, è stato presentato alla Triennale di Milano, presso il Teatro Agorà.
Sono intervenuti alla presentazione:  Giancarlo Fancel, Presidente Genagricola e CFO Generali Italia, Alessandro Marchionne, AD Genagricola, Andreas Kipar, Founding Partner e CEO LAND, Curatore paesaggistico, Elena Tettamanti, Presidente Eight Art Project e Curatore artistico, Antonella Soldaini, Curatore artistico e Stefano Boeri, Direttore Artistico Milano Arch Week.






 

Il progetto  consiste in un intervento paesaggistico a cura di Andreas Kipar e LAND e, parallelamente, in un concorso ad inviti rivolto a cinque artisti internazionali a cura di Elena Tettamanti e Antonella Soldaini
La tenuta Ca’ Corniani di Genagricola è una delle più estese aziende agricole italiane nell’entroterra di Caorle, con una storia plurisecolare, testimone di vicende legate alle bonifiche, alle mezzadrie, al valore sociale della trasformazione fondiaria e ora ai nuovi modelli di produttività agricola.

Una serie di interventi su un territorio dalla vocazione fortemente agricola e produttiva instaura un nuovo rapporto con la popolazione; questo  nuovo percorso dimostra l’attenzione che Generali dà al suo patrimonio storico e ai concetti di sicurezza e sostenibilità che guidano la sua attività. La valorizzazione paesaggistica prevede un miglioramento naturalistico diffuso attraverso: la realizzazione di 3 ettari di nuovi boschetti, 7 km di filari arborei e 7 km di strisce di impollinazione con fioriture scalari per tutto il periodo primaverile-estivo; l’introduzione di 32 km di itinerari ciclo-pedonali e diverse aree di sosta attrezzate per connettere Ca’ Corniani con il territorio. Un sistema di segnaletica orientativa e informativa documenterà questa terra in corrispondenza delle tre soglie di accesso.

Genagricola punta a far diventare Ca’ Corniani il simbolo di una campagna rinnovata, in grado di offrire benefici per la collettività e di attrarre tutto quel turismo che fino a oggi si è concentrato sulla costa, con lo sviluppo di nuove infrastrutture paesaggistiche, con la valorizzazione culturale, naturalistica e funzionale dell’intera proprietà.
Il progetto pluriennale di valorizzazione paesaggistica della Tenuta di Ca’ Corniani associa agricoltura e arte e punta a migliorare il paesaggio agricolo introducendo forme innovative di integrazione ambientale, per incrementare il benessere complessivo dell’intero territorio, attraverso una crescita intelligente e sostenibile.
Genagricola promuove un approccio innovativo come il lancio del concorso internazionale per la realizzazione di tre opere d’arte site-specific a valorizzare gli accessi alla Tenuta. Tre opere d’arte contemporanea che tengano in considerazione la realtà di Ca’ Corniani, ciò che ha rappresentato nel passato e ciò che diventerà nel futuro.
Cinque artisti europei: Monica Bonvicini, Alberto Garutti, Carsten Höller, Tobias Rehberger e Remo Salvadori, sono stati invitati da Elena Tettamanti e Antonella Soldaini, curatori artistici del concorso, a ideare per i tre punti di accesso di Ca’ Corniani.
Ad Ottobre 2017 la proclamazione dell’artista vincitore presso la Triennale di Milano.
Il progetto vincitore verrà ufficialmente inaugurato a fine maggio 2018, in occasione della 16. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia.


Ufficio Stampa: Lara Facco P&C – T. +39 02 36565133 –  press@larafacco.com – www.larafacco.com

Genagricola S.p.A.
Via Mons. P.L. Zovatto
71 30020 Loncon di Annone Veneto (VE)

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Wall of Dolls, Milano in prima fila contro la violenza sulle donne: oggi 17 giugno 2017

 
Milano si mobilita contro il femminicidio, torna per il quarto anno al “Wall of Dolls”, il muro delle bambole per dire no alla violenza sulle donne.  Sabato 17 giugno 2017, alle ore 15.00, torna in via De Amicis 2 sul muro del Centro Culturale di Milanol’appuntamento con Wall of Dolls – Il muro delle bambole, l’installazione ideata da Jo Squillo contro il femminicidio e la violenza sulle donne. Il pubblico è invitato a portare una bombola, come simbolo di unione alla lotta contro la violenza sulle donne. In questa occasione da segnalare la partecipazione degli Stati Generali delle Donne che portano al muro di via De Amicis la bambola dell’Unicef, con le scarpe rosse, prodotta dalle donne di Francavilla al Mare, con Pina Rosato, e la panchina rossa prodotta dal Fablab di Catania di Carmen Russo. Questa edizione si caratterizzerà con le farfalle e i fiori, e i circa 2.000 bambini orfani, vittime del femminicidio. Sabato 17 giugno, primo giorno delle sfilate per la moda maschile di Milano Moda Uomo.

Tra le celebrità e stilisti che hanno contribuito alla creazione di Wall of Doll: Valentina Pitzalis, Lucia Annibali, Laura Roveri, Giusy Versace, Valeria Fedeli, Arisa, Maria Grazia Cucinotta, Giusy Ferreri,  Elenoire Casalegno, Tessa Gelisio, Margò Volo,  Nicola Zingaretti, Michele Baldi, Giada Desideri, Giovanna Rei, Beatrice Aiello, Chiara Alberti, Max Laudadio, Roshelle, Lino Banfi, Noemi, Maurizio Battista, Paola Iezzi, Ginger Bender,  Lisa Dalla Noce, Francesca Carollo, Beppe Convertini, Marianne Mirage, Antonietta Laterza,  Barbara Fabbroni, Alberta Ferretti, Blumarine, Laura e Lavigna Biagiotti, Diesel, Elena Mirò, Elisabetta Franchi, Antonio Marras, Etro, Clips, Ermanno Scervino, Eva Cavalli, Fausto Puglisi, Frankie Morello, Genny,  Luisa Beccaria, Coemar, Geox,  Francesco Scognamiglio, Kristina Ti, Manuel Facchini, Max Mara, Missoni, OVS, Costume National, Salvatore Ferragamo, Petite Robe di Chiara Boni, Stella McCartney, Trussardi, Vivienne Westwood, Paola Montaguti per Miss Grant, Nenella Impiglia per Vic Matiè, Pierre Mantoux, Beatrice B,  Le Silla, Izumi Ogino per Anteprima, Isabella Tonchi, Happiness, Liborio Capizzi , Gisella Borioli, Raffaela D’angelo, Martino Midali, Vladimiro Gioia, Mauro Gasperi, Keep Out, Mantù, BearBag, MiMiSol, Dimensione Danza, Caterina Lucchi, Extro, Niente Paura, Bollicine di Stile, The Studio Pilates, Barbara Benedettelli, Jo Fabbri, Fiorella Cappelli, Laura Antonini, Stefania Santini, Marianna Giulianelli – i Baccelli, Eloisa Reverie Vezzosi, Elisa Savi Ovada, Stella Filippone, Anna Santinello, Inveloveritas, Patrizia Fratus, Cristina Tajani  – Assessore alla Moda – Comune di Milano, Rosaria Iardino   – Donne in Rete, We World, Banche del Tempo, AIAF – Associazione Italiana degli Avvocati per la Famiglia e per i Minori, Associazione EVA, Piccolo Principe, Ajka – Essenza, Donne in Quota, Alveare, Fare x Bene, Fermati Otello, Soccorso Rosa, Stati Generali delle Donne, Kore, A Casa di Maru, D come Design, SVSL – Senza Veli Sulla Lingua, 100×100 Donna, D Diritto, La Dieta di Eva, Viva Vittoria.

Il muro delle bambole è stato inaugurato lo scorso 8 maggio anche a Roma e inoltre il documentario Wall of Dolls è volato fino ad oltre oceano per la proiezione al Los Angeles International Culture Film Festival.


Jo Squillo
: “L’installazione permanente del Wall rispecchia l’incomprensibile brutalità della realtà  rubate, martoriate e persino incendiate, tante sono le bambole che hanno subito violenze e questo ci fa riflettere su quanto lavoro ci sia ancora da svolgere per cambiare la cultura dell’inciviltà maschile. Ma il nostro muro R/ESISTE grazie alle tante associazioni, alle artiste e ai designer, che hanno contribuito a rinnovarlo per il suo secondo anno di vita, segno che la forza di volontà e la tenacia femminile sono più forti di qualsiasi mano vigliacca in azione. Come ogni volta il primo giorno della settimana della moda di Milano dedicata all’uomo le donne delle Associazioni, Artiste, Avvocati, Medici, Poetesse, Scrittrici, Stiliste, si ritrovano al Muro delle Bambole di Via De Amicis 2 per sollecitare il mondo della moda nel contribuire a creare  uomini veri, belli fuori, ma anche dentro. Per sensibilizzare i giovani insegnando loro che l’oppressione maschile sulle donne è un male assoluto  di questa società, e per educare le nuove generazioni a un’affettività sana. Riprendendo una tradizione indiana per cui ogni volta che una donna subisce violenza una bambola viene affissa su ogni porta, il muro sarà un simbolo permanente di questa Città.”

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FRAGILE FIABESK, Teatro La Scala della Vita, dall’ 11 al 18 giugno, Milano

FRAGILE FIABESK di Teatro del Mondo, sarà in scena per Milano Off al Teatro La Scala della Vita ( Via Piolti dé Bianchi 47) dal 11 al 18 giugno.


Emozionante spettacolo sulla fragilità interiore e contro la violenza sulla donna. Da vedere!


Ideazione, drammaturgia e regia: Valeriano Gialli
Protagonisti: Paola Corti, Valeriano Gialli
Danzatrici: Marzia Raballo ed Elena Rolando

Coreografie: Dorothy Rollandin
Costumi: Monica Cafiero
Elementi scenici: Maurizio Agostinetto
Produzione: Teatro del Mondo e Lunaria Teatro
Patrocinio: Regione Valle d’Aosta, Comune di Genova e Mibact

 

Teatro Del Mondo è una compagnia teatrale diretta da Valeriano Gialli e Paola Corti con sede in Valle d’Aosta; il nome  deriva dal progetto “Teatro del Mondo” dell’architetto Aldo Rossi e il suo logo dagli “skulls” di Jan Fabre e di Andy Warhol. 
Valeriano Gialli: “Fragile Fiabesk è il mio spettacolo pop. Alcune scene sono come video clip. Forse il più semplice e spigliato tra i miei spettacoli, il più gradevole e seduttivo, sebbene con forza parli di macerie dell’animo. Nato da impressioni interiori, senza intenti di impegno sociale, è sembrato a molti una emozionante performance contro la violenza sulla donna. In effetti al centro dello spettacolo c’è l’animo femminile, le sue paure e i suoi desideri più autentici”. 
Orari: Venerdì 16 giugno 16:00; sabato 17 giugno 17:45; domenica 18 giugno 19:30
Direttore Artistico del Teatro La Scala della Vita: Stefano Bernini  – M. 333 88320030 – teatrodelmondo@gmail.com – Paola Corti – M. 335 6776383
Ufficio Stampa: ch2-eventi culturali – Veronica Iurich – tel +39 3397784404 – vi@ch2.it 

Teatro La Scala della Vita
Via Piolti dé Bianchi 47
20129 Milano

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Con la testa e con il cuore si va ovunque, con Giusy Versace, sold out al Teatro Manzoni, Milano

Al Teatro Manzoni mercoledì 14 giugno, va in scena il nuovo spettacolo teatrale “Con la testa e con il cuore si va ovunque”, con la regia di Sylos Labini, tratto dall’omonimo best seller Mondadori di Giusy Versace.  
Giusy Versace porta in scena la sua incredibile storia, un esempio per tutti, non solo per le persone disabili. Con lei un cavaliere d’eccezione, il popolare ballerino Raimondo Todaro con il quale vinse nel 2014 la decima edizione di “Ballando con le Stelle“. Accanto a lei un altro angelo custode, un amico e un grande artista, il cantante pop Daniele Stefani. Diretti da uno dei registi più innovativi della scena italiana, Edoardo Sylos Labini, con le coreografie di Matteo Bittante e dello stesso Todaro, Giusy  saprà emozionarci ancora una volta, facendoci ridere, piangere e riflettere, in questa nuova sfida sui palcoscenici teatrali. L’intero ricavato della serata sarà devoluto a Disabili no limits Onlus.
Dopo il debutto milanese, lo show toccherà in autunno i palcoscenici di Venezia, Firenze, Bologna, Roma e Norcia, dove Sylos Labini ricopre la carica di direttore artistico presso il Teatro Civico
Con la testa e con il cuore si va ovunque, Giusy Versace Sylos Labini, Mondadori Mega Store Duomo, 31:05:2017 - 04

Giusy Versace: Questo spettacolo nasce da un esperimento che feci con Raimondo Todaro all’epoca di ‘Ballando con le Stelle’. Il progetto di questo spettacolo è nato quindi alla fine del 2014, ma grazie all’incontro con Sylos Labini è stato completamente rinnovatoLui è riuscito a penetrarmi nel profondo, a tirarmi fuori emozioni che il dolore di quell’incidente avevano sepolto in me. Questa è stata la parte più difficile di questo spettacolo…rileggere la mia autobiografia e reinterpretarla. Ringrazio, oltre a Sylos Labini, Raimondo che si è reso disponibile per questa nuova avventura, e Daniele Stefani che ne ha costruito la colonna sonora.”

Negli ultimi 10 anni ho messo in scena la biografia di grandi personaggi come D’Annunzio, Nerone, Mazzini, ma dopo aver letto il libro Con la testa e con il cuore si va ovunque ho sentito la necessità di continuare questo percorso raccontando la vita di una donna semplice dei giorni nostri – ha spiegato il regista dello spettacolo Edoardo Sylos Labini Semplice ma esempio di coraggio, positività e femminilità. In scena va la “normalità” di una figura che ha saputo trasformare un evento tragico in una nuova vita fatta di successi grazie al ballo e allo sport. La vita di Giusy Versace, come il teatro, è fatta di un prima e di un dopo, tragedia e commedia, e sul palcoscenico saprà far piangere e ridere come ho fatto io leggendo il suo libro. Quando ho letto il libro di Giusy Versaceho pianto come un bambino. La sua storia è una lezione per ognuno di noi, non soltanto per i disabili. È un messaggio di forza e audacia in un’Italia che deve tornare a essere coraggiosa.»

Sono felice di aiutare Giusy anche in questa nuova avventura – dice Raimondo Todaro – perché so che è una cosa che le sta molto a cuore. Sarà uno spettacolo dove piangi e allo stesso tempo ridi, insomma, unico nel suo genere.”

Ho suddiviso il racconto di Giusy in tre diversi colori, ad ognuno dei quali ho abbinato una canzone – ha aggiunto Daniele Stefani – alcune sono cover, altri sono inediti ma di sicuro tutti i brani regaleranno forti emozioni.

 

Giuseppina Versace, per tutti semplicemente “Giusy“, nasce Reggio Calabria il 20 maggio 1977 e vive nella città dello Stretto fino a vent’anni circa, quando poi il lavoro e la vita la portano prima a Londra e poi a Milano.
Il 22 agosto del 2005, Giusy lavora come Retail Supervisor per una grossa azienda nel campo della moda e durante una delle tante trasferte di lavoro, ha un terribile incidente automobilistico sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria, nel quale perde entrambe le gambe. Un evento che rimette tutto in gioco e che, per un carattere determinato come il suo, non ha mai avuto il significato di una resa! Dopo più di un anno e mezzo di duri allenamenti Giusy cammina di nuovo e decide di tornare a lavorare. Nel 2006 fondamentale è l’incontro con l’Unitalsi e il viaggio a Lourdes e nel 2007 torna a guidare. Nel 2010 inizia a correre con le protesi in carbonio e 3 mesi dopo è già ai blocchi di partenza del Campionati Italiani di atletica leggera. Diventa così la prima atleta italiana della storia a correre con amputazione bilaterale e la sua categoria è la T43. In 6 anni di piena attività, Giusy colleziona ben 11 titoli italiani e diversi record nazionali sui 60, 100, 200 e 400 metri.
Oltre a vincere, inizia a lanciare messaggi positivi invogliando la gente, che come lei vive delle disabilità, a non nascondersi, a non vergognarsi e ad avvicinarsi allo sport. Nel 2011 fonda la Onlus Disabili No Limits(www.disabilinolimits.org) di cui è tutt’oggi presidente e nel 2013 scrive la sua prima autobiografia “Con la testa e con il cuore si va ovunque” nella speranza che possa essere uno stimolo per chi vive ancora la disabilità con sofferenza. Nel marzo 2014 il suo sorriso arriva fino a Doha, nel Qatar, e diventa ambasciatrice della campagna internazionale di promozione dell’integrità sportiva tra i giovani “Save the Dream” insieme ad altri sportivi di fama internazionale tra cui Alex Del Piero.
Nel 2014, entra a far parte del cast di concorrenti della decima edizione del programma Tv Ballando con le stelle in onda su Rai 1, e vince in coppia con il ballerino Raimondo Todaro col 56% dei voti da parte del pubblico.
Il 28 maggio 2015 debutta nella conduzione del programma televisivo di Rete 4 Alive – La forza della Vita al fianco del biologo e naturalista Vincenzo Venuto. Dal 23 agosto 2015 conduce La Domenica Sportiva in onda ogni domenica su Rai 2 in seconda serata, in coppia con il giornalista Alessandro Antinelli.
Nello stesso anno, il 2015, la Versace debutta anche a teatro al fianco del ballerino Raimondo Todaro, portando in scena lo spettacolo tratto dall’omonima biografia pubblicata nel 2013, oggi parte della collezione Oscar Mondadori edizioni Best Seller.
Nel 2016 Giusy vince le sue prime medaglie internazionali agli Europei di Atletica con il seguente risultato: ARGENTO sui 200m – BRONZO sui 400m distanza quest’ultima che ha visto il suo esordio proprio nel 2016 dopo essere entrata a far parte del gruppo sportivo delle FIAMME AZZURRE. Nello stesso anno raggiunge il suo più grande obiettivo e partecipa alle Paralimpiadi di Rio entrando in finale nella gara dei 200m e chiudendo con un ottavo posto.

Presentazione dello spettacolo al Mondadori Mega Store Duomo il 31/05/2017.

Presentazione dello spettacolo al Mondadori Mega Store Duomo il 31/05/2017.

Il costo dell’ingresso è di €.20  (biglietto intero), 10 euro il ridotto (5-14 anni),€ 2,5  per i bambini sotto i 5 anni e gratuito per disabili.
I biglietti sono in vendita online sul sito del Teatro Manzoni e presso la biglietteria di via Manzoni 42 a Milano.
Per prevendita telefonica: numero verde 800 914 350 (attivo da rete fissa, in orari di cassa).
Per informazioni: telefono 02 7636901 – cassa@teatromanzoni.it. La serata, che avrà inizio alle ore 20.45.

Sold out da giorni per la Prima al Manzoni di Milano. 

 

In un teatro stracolmo, il debutto di Giusy Versace in versione attrice e ballerina nel suo nuovo spettacolo “Con la testa e con il cuore si va ovunque” incanta ed emoziona il pubblico. Erano attese forti emozioni e così è stato! Giusy Versace, da tutti conosciuta per i suoi successi sulle piste di atletica, per la conduzione della “Domenica Sportiva” e soprattutto per la vittoria a “Ballando con le Stelle”, ieri sera ha saputo incantare ed emozionare il pubblico di un Teatro Manzoni già sold out da diversi giorni, interpretando se stessa nella sua seconda vita. Quella senza gambe, quella iniziata in quel tragico 22 agosto del 2005 ma che, come sottolinea nelle battute finali, l’ha resa una donna migliore. Un messaggio forte, epilogo di uno spettacolo di un’ora e 10 minuti, diretto dal regista e attore Edoardo Sylos Labini, che è stato un crescendo coinvolgente di emozioni e messaggi positivi.
Come accade nell’omonimo libro da cui è tratto, il sipario si alza sugli ultimi minuti che precedono l’impatto contro il guard-rail sulla Salerno Reggio Calabria. La prosa, incalzante e piena d’angoscia, è alternata da un ballo molto intenso con Raimondo Todaro sulle note de “La Cura” di Franco Battiato, riarrangiata da Daniele Stefani e accolto da fragorosi applausi. Il pathos è molto forte e aumenta ancora di più nelle successive scene quando Giusy si risveglia in ospedale e vede il lenzuolo vuoto dal ginocchio in giù. Anche qui, le note di “Bohemian Rhapsody” dei Queen e un paso doble con Todaro fanno venire i brividi e calano il pubblico nel dolore di quei momenti.
Il registro cambia e diventa più leggero dal momento in cui inizia il percorso riabilitativo e Giusy entra in un nuova dimensione, conosce il popolo degli invalidi e assapora una nuova normalità. Giusy e Raimondo si esibiscono in un freestyle in carrozzina sulle note del brano scritto e composto da Stefani “Non aver paura”, concluso con l’ovazione del pubblico.
Da lì lo spettacolo diventa un crescendo di pagine e passaggi ironici e pieni di positività. I primi passi, la prima volta al mare, l’incontro con il fidanzato Antonio (che entra in scena fischiettando), la prima corsa assieme al fratello Domenico, il tutto intervallato da un Jive sulla musica di Elvis Presley, fino ad arrivare ad un altro importante tassello di questa storia: Il viaggio a Lourdes. Un viaggio che rappresenta una svolta importantissima, ovvero il momento in cui Giusy elabora il dolore e lo trasforma in nuova forza. Il video della sua testimonianza di fronte ai fedeli è da pelle d’oca, un discorso che rappresenta il suo “manifesto” di vita e di fede, seguito dalle vibranti note della canzone Hallelujah di Leonard Cohen, reinterpretata da Stefani.
Si apre poi il capitolo atletica leggera. Sul mega schermo scorrono i suoi successi, quelli che l’hanno resa una donna potente e libera. Un’altra sfida affrontata e vinta a testa alta, a dispetto di chi non credeva in lei, che ha particolarmente emozionato il pubblico il quale ha ripagato con un lunghissimo applauso.
L’ultimo ballo è l’emblema della felicità. Con le protesi da corsa tempestate di Swarovsky, Giusy e Raimondo volano leggiadri in un quickstep che li ha resi invincibili anche a “Ballando con le Stelle” sulle note di “Sing, Sing, Sing” e il pubblico, in piedi, accompagna con un appaluso ogni passo.
Il finale, come nel libro, è uno straordinario elenco di cose belle e positive che Giusy ha imparato dall’incidente ad oggi, un elenco che racchiude il segreto del suo successo e il motivo del suo sorriso: “Oggi sono una donna migliore, più ricca. Se avessi una bacchetta magica e un solo desiderio da esprimere, una cosa è certa … non tornerei mai indietro!” e anche qui, standing ovation.
Penso di aver lanciato una nuova, coraggiosa attrice” queste le parole di un entusiasta Sylos Labini accorso velocemente sul palco per abbracciare Giusy. “Erano tanti anni che non vedevo una standing ovation durante uno spettacolo teatrale – ha proseguito il regista – La lezione di vita restituita ieri sul palco del Teatro Manzoni è qualcosa che gli spettatori si porteranno nel cuore per sempre. E vedrete, abbiamo ancora un po’ di sorprese!”
Dopo una lunga celebrazione, la Versace ha voluto ringraziare gli sponsor che hanno contribuito a realizzare questa serata e che permetteranno di devolvere l’intero incasso alla onlus Disabili No Limits. Tra questi, Andrea Bolla di Vivigas, Gian Paolo Accorsi di PMG Italia e Giuseppe Pannuti di Divani & Divani by Natuzzi. Un ringraziamento speciale è stato rivolto anche al presidente del Tribunale di Sorveglianza Giovanna Di Rosa che ha accolto ed esaudito il desiderio di Giusy, atleta della sezione paralimpica delle Fiamme Azzurre, di invitare un gruppo di detenuti del carcere di San Vittore.
Vedere un Manzoni così gremito e sentire tutti quegli applausi è stata una grandissima emozione – ha dichiarato la Versace – Sentivo l’energia che saliva dalla platea e, a mia volta, spero di aver trasmesso anch’io al pubblico forti sensazioni e messaggi positivi. D’altronde questo era lo scopo per cui ho scritto il libro e portato in scena questo spettacolo. Non mi aspettavo infine di vedere così tanta gente aspettarmi nel foyer per autografare le copie del libro. E’ stato tutto meraviglioso, come vivere in un sogno”.
Lunga la lista dei VIP presenti in sala. Da Giorgia Surina a Valeria Marini, Platinette, Jo Squillo, Simona Atzori, Luna Berlusconi, Vince Tempera, Alma Manera, Sarah Maestri, Federica Di Martino, Paola Lavini, Alessandra Moschillo, Mino Taveri e Roberta Ferrari.
“Con la testa e con il cuore si va ovunque” non si ferma qui. A fine estate l’intenzione è quella di portare lo spettacolo a Norcia, in occasione dell’anniversario del terremoto. In autunno, invece, il teatro Golden di Roma ospiterà ben tre date: 17, 18 e 19 ottobre. Sono poi previste tappe nelle città di Bologna, Firenze e Venezia, le cui date saranno presto svelate.

#conlatestaconilcuoresivaovunque – @giusyversace 


TEATRO MANZONI
Via Manzoni 42
20121 Milano
Tel. 02 7636901 – Fax 02 76005471 – www.teatromanzoni.it – stampa@teatromanzoni.it

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