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Edoardo Sylos Labini: d’Annunzio segreto, Teatro Manzoni, Busto Arsizio, Varese

Abbiamo intervistato il 16 dicembre nel nostro studio di Cologno Monzese Angelo Lorenzo Crespi sul suo nuovo spettacolo teatrale: “d’Annunzio segreto


Lo spettacolo mette in scena D’Annunzio non più eroe, ma uomo pieno di dubbi, di vizi e vezzi. Purtroppo ancora oggi non siamo del tutto liberi dal pregiudizio fascista e vitalistico che per anni ha nascosto il più grande poeta italiano dell’inizio del Novecento, un talento straordinario. Lo spettacolo cerca proprio di far emergere proprio questo.
Angelo Crespi


Torna a Busto Arsizio l’attore ed autore Edoardo Sylos Labini. Dopo il successo degli spettacoli degli anni scorsi, “Gabriele d’Annunzio, tra amori e battaglie”, “Nerone, duemila anni di calunnie”, “La Grande Guerra di Mario”, Sylos Labini indossa nuovamente i panni del Vate nello spettacolo “d’Annunzio segreto”, scritto con il drammaturgo Angelo Crespi, già coautore delle ultime due pièces dell’attore romano.
Sarà il teatro Manzoni ad ospitare la rappresentazione, che ha il patrocinio del Vittoriale degli italiani, l’8 febbraio alle 21 e il 9 febbraio con una matinée (ore 11) per le scuole superiori della città.

Nel contrasto tra giorno e notte, euforia e malinconia, commedia e dramma, si svolge il “d’Annunzio segreto”, il nuovo spettacolo di Edoardo Sylos Labini.
Siamo nelle stanze del Vittoriale negli ultimi anni di vita di d’Annunzio.
Gabriele di giorno è ancora vivo, ironico, sprezzante, gioca in modo perverso con le sue amanti, la pianista Luisa Baccara e la sua governante Amelie Mazoyer, le intrattiene, le manipola, le aizza l’una contro l’altra, progetta nuove imprese, litiga con Mussolini, pretende di essere coccolato, osannato, idealizzato. Di notte, al contrario, d’Annunzio, seduto al suo scrittoio, intesse un lungo e poetico dialogo, con l’unica donna che lo ha amato e che lui ha amato ma che ora non c’è più: il mito Eleonora Duse. Rivive le straordinarie prove teatrali della Città Morta, lo scandalo pubblico del romanzo “Il Fuoco” e una travolgente versione della “Pioggia nel Pineto”. Tra amore e grande letteratura, gelosie e tradimenti arriva a teatro Il Vate degli italiani come non l’avete visto mai.

EDOARDO SYLOS LABINI – D’ANNUNZIO SEGRETO
drammaturgia: Angelo Crespi
con il patrocinio del: Vittoriale degli italiani
con: Giorgia SinicomiEvita CiriChiara Lutri, Priscilla Micol Marino e con Viola Pornaro nel ruolo di Eleonora Duse
scene e costumi: Marta Crisolini Malatesta 
disegno luci: Pietro Sperduti
musiche originali: Antonello Aprea
maestro d’armi: Renzo Musumeci Greco
assistente alla regia: Eliseo Pantone
regia: Francesco Sala

Da Sylos Labini un plauso alla città per l’impegno culturale: “Busto ha un grande humus culturale, mi riferisco al festival del cinema, alle eccellenze scolastiche, all’Istituto Antonioni, a tante realtà che in città più grandi non ci sono. C’è bisogno di cultura in questo Paese, di far crescere l’abitudine nei più giovani ad andare a teatro e Busto si sta molto impegnando in questo senso.

Il costo del biglietto per lo spettacolo è fissato a € 25 (poltronissima),€ 20 (poltrona), € 15 (galleria).
Il botteghino del cinema teatro Manzoni aprirà i battenti per le prevendite dal 2 febbraio con i seguenti orari: dal lunedì al venerdì, dalle ore 17 alle ore 19. Il botteghino è comunque aperto tutte le sere (tranne il martedì) dalle 20.30 alle 21.30. I biglietti si possono acquistare anche on line sul sito www.cinemateatromanzoni.it.
Il prezzo del biglietto per la matinée è di € 5.

Teatro Manzoni
via Calatafimi 5
Busto Arsizio (VA)
Tel. 0331 677961 – 339 7559644 – 347/5776656 – info@cinemateatromanzoni.it 

Fabio Cavallucci, direttore Centro Pecci Prato, intervista di Gianni Marussi

Abbiamo intervistato nel nostro studio di Cologno Monzese Fabio Cavallucci, direttore Centro Pecci di Prato, l’avveniristico ampliamento a forma di navicella spaziale realizzato dall’architetto indonesiano Maurice Nio, ora residente a Rotterdam.

L’edificio originale del Cento Pecci, disegnato dall’architetto razionalista Italo Gamberini, è al momento in ristrutturazione.
Il nuovo Centro Pecci sarà l’unico museo in Italia aperto nel decennio 2010-2020, diventando parte di un network internazionale di riaperture che include istituzioni culturali di livello internazionale, come la nuova ala del Tate Modern di Londra (disegnata da Herzog & de Meuron) e la nuova sede del Whitney Museum disegnata da Renzo Piano.

Per il sindaco Matteo Biffoni. “Il Centro Pecci è già un punto di riferimento per l’arte contemporanea in Toscana, ma la nostra ambizione è di farlo diventare punto di riferimento anche per l’Italia e per l’Europa. Essere qui a 100 giorni dalla riapertura è per me motivo di orgoglio. L’idea che ci muove è di realizzare qualcosa di necessario per Prato, una città terribilmente contemporanea che ha vissuto le sfide che il presente ci sta offrendo sotto tutti i punti di vista, dal sociale all’economico. Il rinato Centro Pecci non vuole essere soltanto un museo ma qualcosa che provi a raccontare la nostra quotidianità letta con gli occhi dell’arte. Una sfida che riteniamo di poter vincere.

Il nuovo Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato ha riaperto il 16 ottobre 2016, dopo il completamento dell’avveniristico ampliamento a forma di navicella spaziale dell’architetto di stanza a Rotterdam Maurice Nio e la riqualificazione dell’edificio originario di Italo Gamberini
In occasione della sua riapertura, il Centro Pecci presenta la mostra La fine del mondo, a cura del direttore Fabio Cavallucci con la collaborazione, oltre che del team interno, di un nutrito gruppo di advisor internazionali composto da Elena Agudio, Antonia Alampi, Luca Barni, Myriam Ben Salah, Marco Brizzi, Lorenzo Bruni, Jota Castro, Wlodek Goldkorn, Katia Krupennikova, Morad Montazami, Giulia Poli, Luisa Santacesaria, Monika Szewczyk e Pier Luigi Tazzi.
Attraverso le opere di oltre 50 artiste e artisti internazionali e con un allestimento che si estende sull’intera superficie espositiva del museo di oltre 3.000 metri quadrati, la mostra si configura come una specie di esercizio della distanza, che spinge a vedere il nostro presente da lontano. 
Durante il percorso il pubblico sperimenterà la sensazione di vedersi proiettato a qualche migliaio di anni luce di distanza, per rivedere il mondo di oggi come se fosse un reperto fossile, lontano ere geologiche dal tempo presente, con la sensazione di essere sospesi in un limbo tra un passato ormai lontanissimo e un futuro ancora distante. 
La fine del mondo si colloca all’interno di questo limbo e attraverso lavori di natura diversa, spesso da attraversare, da esperire fisicamente, in una scansione di spazi e di suoni che si succedono, trascina in un movimento continuo, ineluttabile, una specie di loop, di eterno ritorno che ritmicamente ci allontana e ci riavvicina al presente, proponendoci nuove chiavi di lettura.
Lungo il percorso espositivo tutte le espressioni e i linguaggi artistici saranno interconnessi: la musica, il teatro, il cinema, l’architettura e la danza non rappresenteranno solo eventi collaterali, ma si snoderanno come momenti integranti della mostra, contribuendo a costruire una narrazione immersiva e coinvolgente. 
La mostra La fine del mondo è accompagnata da un catalogo pubblicato in due lingue, italiano e inglese, e da una fitta serie di conferenze e di dibattiti che svilupperanno i vari temi della mostra, anche di carattere scientifico, filosofico, letterario: dalle teorie recentissime della fisica alla preistoria, dalla fantascienza all’ecologia e alla sostenibilità.

Artisti:
Adel Abdessemed, Jananne Al-Ani, Darren Almond, Giovanna Amoroso & Istvan Zimmermann, Anonimi del paleolitico inferiore, Anonimo del paleolitico superiore, Aristide Antonas, Riccardo Arena, Kader Attia, Francis Bacon, Babi Badalov, Fayçal Baghriche, Francesco Bertelè, Rossella Biscotti, Björk, Umberto Boccioni, Kerstin Brätsch, Cai Guo-Qiang, Julian Charrière & Julius von Bismarck, Ali Cherri, Analivia Cordeiro, Isabelle Cornaro, Vincenzo Maria Coronelli, Hanne Darboven, Pippo Delbono, Marcel Duchamp, Marlene Dumas, Jimmie Durham, Olafur Eliasson, Federico Fellini, Didier Fiuza Faustino, Lucio Fontana, Carlos Garaicoa, Adalberto Giazotto, Arash Hanaei, Camille Henrot, Thomas Hirschhorn, Joakim, Polina Kanis,Tadeusz Kantor, Tigran Khachatryan, Robert Kusmirowski, Andrey Kuzkin, Volodymyr Kuznetsov, Suzanne Lacy, Ahmed Mater, Boris Mikhailov, NASA, Henrique Oliveira, Lydia Ourahmane, Pëtr Pavlensky, Gianni Pettena, Agnieszka Polska, Pablo Picasso, Pussy Riot / Taisiya Krugovykh, Qiu Zhijie, Józef Robakowski, Batoul S’Himi, Fari Shams, Santiago Sierra, Hiroshi Sugimoto, Luis Urculo, Emmanuel Van der Auwera, Ekaterina Vasilyeva & Hanna Zubkova, Andy Warhol, Ingrid Wildi Merino, Andrzej Wróblewski, Alik Yakubovich, David Zink Yi

Aveva dichiarato il direttore Fabio Cavallucci: Costruiremo la mostra sul nuovo sito perché i curatori e gli artisti potranno interagire con la gente, sempre attraverso il web, un vero e proprio laboratorio, work in progress, magari, arrivando perfino a modificare percorsi e opere”, aveva dichiarato.
La mostra di apertura infatti occupa tutta la superficie del Centro Pecci ed è stata affiancata da una serie di eventi collaterali, spettacoli teatrali e di danza, performance, concerti, proiezioni, talk e incontri. Il complesso ospita l’archivio e biblioteca specializzata CID/Arti Visive, che conta un patrimonio di circa 50.000 volumi, il teatro all’aperto, l’auditorium, il bookshop, una caffetteria/bistrot e un’area polifunzionale dedicata ai bambini.


Una nuova piattaforma online per interrogare il mondo
Un museo d’arte contemporanea oggi deve confrontarsi col suo tempo, con le grandi trasformazioni sociali, geopolitiche, territoriali, tecno-scientifiche e filosofiche sia su scala locale sia globale. L’arte non può parlare solo a pochi iniziati ma deve compiere un passo di avvicinamento a ciò che la gente sperimenta e verifica nel quotidiano. Per questo il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato dopo aver intrapreso una serie di incontri su temi sociali e politici, con personalità di fama internazionale come Zygmunt Bauman, Luis Sepúlveda, David Grossman, estende il dibattito sul suo nuovo sito Internet. Non un mero canale informativo e promozionale del museo, con sezioni dedicate alle mostre, alla collezione, agli eventi e alla didattica, ma una piattaforma di ricerca e discussione che si sviluppa su diversi temi che abbracciano molteplici campi del sapere. Il sito ha una struttura basata su un intuitivo sistema di tag che permette ai contenuti di connettersi per tema. Il sistema di navigazione risponde al metodo di lavoro del Centro Pecci basato sulla ricerca. Il sito Internet, progettato dallo studio grafico Muttnik e sviluppato da QZR Studio, rispecchia la nuova missione del Centro Pecci, un luogo non solo dedicato all’esposizione e alla conservazione di opere d’arte contemporanea ma un palcoscenico multisensoriale e interdisciplinare in cui s’intrecceranno teatro, danza, musica, cinema, architettura, moda e letteratura.
Lo strumento d’approfondimento all’interno del sito è il Journal che ospita saggi, interviste, contributi di scrittori, filosofi, scienziati, teorici che investigano tutte le complesse sfaccettature della contemporaneità. Un luogo partecipato, interattivo e aperto a tutti coloro che vorranno alimentare il dibattito, con commenti, integrazioni, proposte.
Riformula il concetto stesso di esclusività dell’informazione, anticipando i contenuti, mettendoli a disposizione di tutti e soprattutto modificandoli progressivamente a seconda della partecipazione del pubblico, del flusso di contributi e degli stimoli ricevuti. Un nuovo modo di comunicare le attività del Centro attraverso la condivisione con tutte le comunità online che, quotidianamente, interagiscono sui social media.
Il primo tema di dibattito è stato intorno al titolo della mostra inaugurale La fine del mondo, scelto dal direttore artistico Fabio Cavallucci a cui si deve il primo contributo. Il tema non scaturisce da una visione catastrofica, ma dalla considerazione che ciò che abbiamo conosciuto finora è obsoleto. I mezzi, anche concettuali, d’interpretazione della realtà non sono più in grado di comprenderla. Il nostro mondo finisce perché cambia. Da qui emerge una sorta di esercizio della distanza che spinge a vedere il presente da lontano e a pensare alle incommensurabili distanze cosmiche e ai lunghissimi tempi della storia della Terra e dell’Universo, di fronte ai quali le nostre esistenze sono solo frammenti inconsistenti. 
Al Centro Pecci  la Regione Toscana attribuisce il compito di coordinamento del contemporaneo in regione, darà anche l’opportunità di ospitare, nella città di Prato, una serie di eventi e mostre parallele. Tra queste un’iniziativa con grandi opere prodotta dai galleristi toscani in uno spettacolare edificio di archeologia industriale, mostre dedicate ai giovani artisti, opere negli spazi pubblici, e i progetti del recente concorso per il Parco Centrale di Prato che vede la partecipazione di alcuni dei migliori architetti e paesaggisti mondiali.
Il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci è stato fondato nel 1988, in memoria del figlio dell’industriale Enrico Pecci su progetto dell’architetto razionalista fiorentino Italo Gamberini. È la prima istituzione italiana costruita ex novo per presentare, collezionare, documentare e promuovere le ricerche artistiche più avanzate. Dalla sua apertura nel 1988 ha prodotto una vasta attività espositiva e di documentazione sull’arte contemporanea, numerosi programmi didattici, spettacoli ed eventi multimediali. Ha raccolto nella sua collezione permanente oltre mille opere che mappano le tendenze artistiche dagli anni Sessanta ad oggi: pittura, scultura, cinema e video, installazioni, opere su carta, libri d’artista, fotografie, grafica, e progetti commissionati. Fra il 2005 e il 2011 sotto la presidenza di Valdemaro Beccaglia, ha preso il via il potenziamento dello spazio espositivo in un processo di rifunzionalizzazione del museo con la commissione del nuovo progetto all’architetto Maurice Nio.


Fabio Cavallucci (Santa Sofia di Romagna, 1961) ha fondato e diretto dal 1990 al 1998 la Galleria d’arte contemporanea “Vero Stoppioni” di Santa Sofia, dove ha contribuito alla realizzazione del parco sculture (con opere permanenti di Staccioli, Mattiacci, Poirier e Nagasawa, tra gli altri).
Dal 1996 al 2005 ha insegnato (come assistente di Renato Barilli) Fenomenologia degli Stili all’Università di Bologna.
Dal 1996 al 2000 è stato direttore artistico e fondatore di “Tusciaelecta, Arte Contemporanea nel Chianti” invitando a realizzare interventi ambientali in vari luoghi nell’area compresa tra Firenze e Siena artisti internazionali come Mario Merz, Joseph Kosuth, Christian Boltansky, Bill Viola, Jannis Kounellis, Michelangelo Pistoletto e altri.
Nel 2001 ha curato insieme a Pier Lugi Tazzi un progetto specifico per la Biennale di Venezia (refreshing_) con gli artisti Massimo Bartolini, Cai Guo-Qiang, Olafur Eliasson, Tobias Rehberger e Rirkrit Tiravannija chiamati a realizzare in forma artistica un bar, un ristorante e un carrello ambulante.
È stato direttore dal 2001 al 2008 della Galleria Civica di Arte Contemporanea di Trento. Sotto la sua direzione la Galleria Civica è stata definita da Art-Sites, Guide to Northern Italy Museums (San Francisco, 2005) come “uno spazio artistico dinamico con un programma all’avanguardia in grado di rivaleggiare con i grandi musei di arte contemporanea” Nel corso degli otto anni Cavallucci ha organizzato e curato più di 350 mostre ed eventi speciali di artisti quali Cai Guo-Qiang, Katarzyna Kozyra, Maurizio Cattelan, Santiago Serra, Aernout Mik, Gillian Wearing. Sempre sotto la sua direzione sono stati esposti in mostre collettive lavori di importanti artisti internazionali (da Duchamp a Klein, da Beuys a Basquiat) e inoltre sono stati sostenuti progetti di giovani emergenti molti dei quali italiani e provenienti dalla regione (Michael Fliri, Stefano Cagol ed altri). E’ stato inoltre il fondatore del Premio Internazionale della Performance che ha visti fra i partecipanti alla giuria alcuni fra i maggiori esperti a livello mondiale di performing art come Marina Abramovic, Valie Export, Jimmie Duhram. Il premio è stato il trampolino di lancio per alcuni dei più interessanti artisti d’oggi come Nico Vascellari e Michael Fliri.
Dal 2006 al 2008 Cavallucci è stato coordinatore di “Manifesta 7. Biennale europea di arte contemporanea” che è stata realizzata nel 2008 in Trentino Alto Adige coinvolgendo quattro città (Trento, Rovereto, Bolzano e Fortezza) e più di 180 artisti provenienti da ogni parte del mondo.
Nel 2009 ha curato l’apertura dello spazio Alt (Arte, Lavoro, Territorio) di Alzano Lombardo (Bergamo).
Nel 2010 è diventato direttore artistico della XIV Biennale Internazionale di Scultura di Carrara. Attraverso il progetto “Postmonument” la biennale ha analizzato la necessità di monumenti nella società presente con la partecipazione dei maggiori artisti e architetti contemporanei quali Carl Andre, Urs Fischer, Maurizio Cattelan, Frank O. Gehry, Zaha Hadid, Paul McCarthy, Monica Bonvicini e giovani promesse come Rossella Biscotti e Marcelo Cidade.
Sempre nel 2010 Fabio Cavallucci viene nominato direttore del Centro d’arte contemporanea Castello Ujazdowsky di Varsavia che comprende, oltre al dipartimento delle arti visive anche musica, teatro, danza e cinema. Sotto la sua direzione sono state organizzate varie mostre tra qui quella di Maurizio Cattelan “Amen” ; quella di Jòzef Robakowski “My Own Cinema” ; e inoltre “Ukranian News” (mostra di giovane arte ucraina); “Laboratory of the Future” (con opere di Ashford, Sierra, Deller e Lacy) e infine “British British Polish Polish” (con lavori degli Young British Artists e dell’arte critica polacca degli anni Novanta).
Dalla metà degli anni Ottanta Fabio Cavallucci ha pubblicato numerosi testi, libri e cataloghi molti dei quali collegati alle mostre da lui curate. Ha collaborato con varie riviste di arte ed estetica come “Rivista di Estetica” , “New York Arts” , “Arte Mondadori” , “Flash Art Italia” e “Flash Art International”, “Exibart” e “Abitare”
Ha tenuto conferenze e dibattiti in varie Accademie e Università italiane e straniere.


Orari: da martedì a domenica h. 11:00-23:00; lunedì chiuso; la biglietteria chiude alle 22:30
Biglietti: intero € 10,00; Ridotto € 7,00: sotto i 26 anni, sopra i 65 anni, gruppi organizzati (min. 12 persone) con prenotazione, studenti, soci UniCoop Firenze, FAI e Chianti Mutua, Soci Touring Club, abbonati trenitalia (abbonamento regionale Toscana annuale, mensile, settimanale), viaggiatori trenitalia (su presentazione del biglietto regionale di corsa semplice), viaggiatori CAP (su presentazione del biglietto di corsa semplice); Ridotto 50% € 5,00: insegnanti e studenti universitari di materie artistiche, architettoniche e delle Accademie di Belle Arti: Omaggio-Sotto i 6 anni -Soci del Centro (+ sconto 10% bistro e bookshop) -Soci dei musei convenzionati (Castello di Rivoli – Museo di Arte Contemporanea, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, MART – Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto, Peggy Guggenheim Collection). I soci dei musei convenzionati hanno diritto ad uno sconto 10% sulle pubblicazioni del Centro Pecci -Amici del Museo Pecci -Visitatori con disabilità + accompagnatore -Giornalisti -Soci ICOM (+ sconto 10% catalogo e merchandising) -Guide turistiche nell’esercizio della loro attività professionale -Ai soggetti che ne facciano richiesta per periodi determinati per ragioni di studio e di ricerca finalizzate alla pubblicazione, attestate da istituzioni scolastiche o universitarie, da accademie, da istituti di ricerca e di cultura italiani o stranieri, da organi del Ministero per i Beni e le Attività culturali.
Multiplo (nominativo) € 20: consente più ingressi al museo nell’arco della medesima mostra
CulturePass2X1 € 10: il coupon CulturePass2x1 dà diritto al possessore di un ingresso gratuito, a condizione che sia accompagnato da una persona pagante l’ingresso a prezzo intero di listino. 
Prenotazioni:
La prenotazione è consigliata per i gruppi organizzati e per le scuole. È possibile prenotare i biglietti chiamando i seguenti numeri:  0574 531840 (lun-ven)  – 334 7740680 (sab-dom) oppure: 06.39967450 (lun-ven h 9-13 / h 15-18) / (sab h 9-14); 
È possibile prenotare i biglietti anche scrivendo a tour@coopculture.it
Come arrivare:
IN TRENO 
per gli orari del treno consultare il sito di Trenitalia.
IN BUS Da Firenze con la Linea PO-FI direzione PRATO via autostrada. Fermata Berlinguer. Frequenza 15 minuti nei giorni feriali e 30 nei giorni festivi.
Da Prato Ovest (Maliseti, Narnali, San Paolo), Ospedale, Centro Storico e Stazione Centrale con la Linea Lam Blu direzione Repubblica. Fermata Museo Pecci 1. Frequenza 7 minuti nei giorni feriali e 20 nei giorni festivi.
Da Pomeria, Soccorso con la Linea PO-FI direzione FIRENZE via autostrada. Fermata Questura. Frequenza 15 minuti nei giorni feriali e 30 nei giorni festivi.
IN AUTO: Da Autostrada A1 (Milano-Roma):  all’altezza dell’uscita per Firenze, lasciare la A1 e immettersi sull’autostrada A11 (Firenze-Mare) direzione Pisa; uscire al casello Prato Est; Da Autostrada A11 (Firenze-Mare): uscita Prato Est, seguire le indicazioni per il Centro d’Arte Contemporanea lungo la tangenziale Leonardo Da Vinci, direzione Pistoia;
Parcheggi: Nei pressi del Centro Pecci si trovano diversi parcheggi gratuiti non custoditi in grado di contenere numerose automobili. 
IN AEREO: 
l’aeroporto più vicino è Firenze Peretola. Una volta atterrati è possibile arrivare al Centro Pecci con il bus di linea CAP Firenze-Prato (ogni 20 minuti nei giorni feriali, circa ogni ora la sera e nei weekend), la cui fermata si trova all’uscita dell’aeroporto.
Ufficio StampaLara Facco P&C – Tel. +39 02 36565133 – press@larafacco.com – www.larafacco.com

Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato
Viale della Repubblica 277
59100, Prato
Tel. +39 0574 5317 – info@centropecci.it

 

Rilke letto da M. Finazzer Flory, 29 dicembre 2016, ore 18.30, Sala Café Rouge, Teatro Franco Parenti, Milano

“Perché il nostro cuore ci eccede, sempre, come il loro eccedeva. Non possiamo più cercarlo in immagini che lo plachino…”


Giovedì 29 dicembre 2016 ore 18.30 alla Sala Café Rouge – Teatro Franco Parenti, Milano

Rilke a 90 anni dalla morte

MASSIMILIANO FINAZZER FLORY

Lettura teatrale dalle Elegie Duinesi


A 90 dalla morte, il Teatro Franco Parenti su un’idea di Massimiliano Finazzer Flory, ricorda e omaggia il più grande tra i poeti filosofi del 900: Rainer Maria Rilke.
Perché come sottolinea Finazzer Flory la poesia non è un genere letterario e Rilke ci ha insegnato che i viventi commettono tutti l’errore di troppo forte distinguere ma per dirla con il poeta “tra i magli resiste il nostro cuore, come la lingua tra i denti, che era tuttavia sempre pronta alla lode”.

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Il 29 dicembre del 1926 moriva infatti a Montreux Rilke.
Introdotto da Flavio Ermini fondatore della rivista Anterem, Finazzer Flory offrirà una lettura teatrale dalle Elegie Duinesi.

Il Castello di Duino, fotografia di Rainer Maria Rilke

Il Castello di Duino, fotografia di Rainer Maria Rilke


Come afferma Massimiliano Finazzer Flory: “Abbiamo bisogno di Rilke per capire che la poesia non è un genere letterario e il massimo scrittore della crisi ci può aiutare a superarla risolvendo il paradosso della comunicazione del nostro tempo ovvero il nostro cuore ci eccede, sempre, come il loro eccedeva. Non possiamo più cercarlo in immagini che lo plachino

Massimiliano Finazzer Flory

Massimiliano Finazzer Flory, esordisce a Venezia in ambito teatrale come autore prima con Il Mito e la Donna a cui segue Il Mito e l’Uomo a Palazzo Ca’ Rezzonico e alla Fondazione Giorgio Cini con letture sceniche dedicate ai miti greci, Orfeo, Sisifo, Narciso, Antigone, Fedra, Medea.
Come attore con il progetto In viaggio con Virgilio (2005), il racconto dell’ Eneide, e L’altro viaggio di Rainer Maria Rilke (2005), andato in scena per la prima volta al Piccolo Teatro Studio di Milano. La sua attività vanta l’ideazione di spettacoli imperniati sul rapporto tra letteratura, filosofia, arte e musica.
Questa sua azione culturale nella città di adozione, Milano, gli è valsa riconoscimenti quali il Premio Cenacolo, l’Ambrogino d’Oro e il Paul Harris Fellow del Rotary International. A teatro inoltre ha messo in scena: Vita a Credito, originale spettacolo articolato su passaggi letterari da Cervantes, Dostoevskij, Kafka e Proust trasmesso anche da Rai Sat, Lo specchio di Borges, con musica di Astor Piazzolla, rappresentato aGinevra, Parigi,Madrid e Buenos Aires, e L’orecchio di Beethoven spettacolo-biografia incentrato sulla figura del compositore tedesco. Nell’anno 2009/2010, in cui si è festeggiato il centenario dalla nascita del Futurismo, si è fatto promotore, da NewYork a Tel Aviv, da Vilnius a Tokyo, della Milano futurista. Nel luglio 2010 ha debuttato al Festival dei Due Mondi di Spoleto con Il tempo di Gustav Mahler, dedicato al compositore boemo. Per i 150 anni dell’ Unità d’Italia ha portato sulla scena internazionale I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni. Dal Lincon Center di New York lo spettacolo è stato in tournée in tutto il mondo.  Grazie a questo spettacolo la parola del grande scrittore lombardo è stata ascoltata e conosciuta per la prima volta in varie parti del mondo. In Italia rappresenta con “In viaggio con Alessandro Manzoni” il teatro in biblioteca, in ogni regione italiana al fine di valorizzare il patrimonio culturale italiano in collaborazione con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e la Direzione Generale per le Biblioteche. Per il suo spettacolo Pinocchio, storia di un burattino, rappresentato in tutte le principali città degli Stati Uniti, gli viene conferito il Premio Lions Pinocchio di Collodi 2013. Nell’agosto del 2014 gira il suo primo film interamente a New York, tra Manhattan e Brooklyn. Un lungometraggio dedicato alla storia del Futurismo italiano ri-ambientata in USA, dal titolo: “Marinetti a New York”. La sua opera teatrale “Essere Leonardo da Vinci” ovvero la biografia del genio, artista e scienziato Leonardo da Vinci; presentata in anteprima a Londra (2012) in occasione della mostra “Leonardo da Vinci. Painter at the court of Milan”; viene allestita durante il periodo EXPO 2015 – Milano. Nel maggio 2016 al Teatro Farnese di Parma debutta la sua nuova opera di teatro-musica “Verdi legge Verdi” su testi autentici del più famoso compositore italiano del mondo Giuseppe Verdi. L’opera a seguire è stata rappresentata anche con il Coro del Teatro San Carlo di Napoli. Già assessore alla Cultura del Comune di Milano tra il 2008 e il 2011, ha collaborato con il Corriere della Sera (dorso Veneto) e ha diretto due collane editoriali per San Paolo Edizioni e Skira Editore. Tra le sue pubblicazioni più recenti: Cordusio e i mercanti (Skira Editore, 2009) e La memoria e la visione (BUR, 2010).
Si è avvicinato anche alla poesia scrivendo “Trittico sulla parola” che gli è valso nel 2008 il Premio nazionale Lorenzo Montano.
Viene premiato dal prof. Umberto Eco, presidente del Comitato scientifico, come vincitore del Premio Speciale “Premio Cenacolo Editoria e Innovazione” indetto da Assolombarda, con la motivazione: “un modello di eccellenza e di integrazione tra produzione culturale e strategie di comunicazione.”  La Fondazione Rotary del Rotary International gli attribuisce nel 2007 il Paul Harris Fellow in segno di apprezzamento e riconoscenza per il suo tangibile e significativo apporto nel promuovere una miglior comprensione reciproca e amichevoli relazioni fra i popoli di tutto il mondo. Il 7 dicembre 2007 gli è stata conferita dalle autorità del Comune di Milano la Medaglia d’Oro di Benemerenza Civica Ambrogino d’Oro con la seguente motivazione: “In qualità di saggista, autore di teatro, editorialista e curatore di rassegne culturali ha fatto di Milano, in questi anni, il centro di una serie di eventi che coniugano partecipazione popolare e qualità di contenuto”. Nel mese di novembre 2008 gli sarà assegnato il Premio Nazionale di Poesia Lorenzo Montano per il suo Trittico sulla parola.
Dal 30 ottobre 2008 al 30 maggio 2011 è stato Assessore alla Cultura del Comune di Milano.
Vive e lavora dividendosi tra Milano e New York.

Il 2 maggio, Massimiliano Finazzer Flory era nei nostri studi per parlarci del suo spettacolo: Essere Leonardo da Vinci, un’intervista impossibile” e del suo ruolo di ambasciatore della cultura italiana nel mondo.


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giovedì 29 dicembre ore 18:30
Informazioni e prenotazioni: biglietteria@teatrofrancoparenti.it – Tel. 02. 59995206 – www.teatrofrancoparenti.it

Teatro Franco Parenti
Sala Café Rouge
Via Pier Lombardo, 14
Milano

 

Il Rotary: POLIO PLUS, un’impegno fondamentale conto la poliomielite. Galà di Natale per raccolta fondi, Milano

Rotary18 dicembre ore 20.00: The Westing Palace, Piazza della Repubblica 20, Milano
Rotary Club Milano Scala e Visconteo in interclub con Inner Wheel Milano Scala, Rotaract Club Milano Scala Manzoni

serata di raccolta fondi per il Service Internazionale Polio Plus


Appartengo a una generazione che ha visto gli effetti devastanti della poliomielite. Quando ho scoperto quanto eravamo vicini a sradicare la polio, ero molto motivato a fare parte di questo movimento. È così raro poter realizzare qualcosa di così spettacolare.
Angelique Kidjo, cantante

I progressi del mondo nella lotta contro la polio potrebbero essere uno dei segreti meglio custoditi sulla salute globale.
Bill Gates, Co-Fondatore e Co-Presidente, Bill & Melinda Gates Foundation


La poliomielite è una malattia altamente contagiosa che colpisce soprattutto i bambini di età inferiore a 5 anni. La maggior parte delle persone conosce il nome poliovirus. Il virus viene trasmesso da persona all’altra, di solito attraverso l’acqua contaminata. Può attaccare il sistema nervoso e, in alcuni casi, portare alla paralisi. Anche se non esiste una cura, esiste un vaccino sicuro ed efficace – quello che il Rotary ed i nostri partner usano per immunizzare oltre 2,5 miliardi di bambini in tutto il mondo.
Dal 1988, abbiamo visto una riduzione dei casi di polio del 99,9% in tutto il mondo. Quest’anno, abbiamo visto casi di poliovirus selvaggio in soli tre Paesi:
Afghanistan: 12 casi rilevati: 2014: 28; 2015: 20
Pakistan: 16 casi rilevati: 2014: 306; 2015: 54
Nigeria: 4; casi rilevati: 2014: 06; 2015: 00


La storia

  • 1894 la prima grande epidemia di polio documentata negli Stati Uniti si è verificata in Vermont dove sono stati riportati 18 morti e 132 casi di paralisi permanente.
  • 1905
    Il medico svedese Ivar Wickman suggerisce che la polio è una malattia contagiosa che si trasmette da una persona all’altra, e riconosce anche che la polio potrebbe essere presente nelle persone che non mostrano sintomi.
  • 1908
    Due medici, Karl Landsteiner ed Erwin Popper, annunciano a Vienna che la poliomielite è causata da un virus.
  • 1916
    Una grande epidemia di poliomielite a New York uccide più di 2.000 persone. Attraverso gli Stati Uniti, la polio uccide circa 6.000 persone, e ne paralizza molti di più.
  • 1929
    Philip Drinker e Louis Agassiz Shaw Jr. dell’Università di Harvard inventano un respiratore artificiale per i pazienti affetti da polio paralitica – il polmone d’acciaio.
  • 1955
    l vaccino sviluppato dal Dr. Jonas Salk è dichiarato “sicuro ed efficace”.
  • 1960
    Il governo degli Stati Uniti concede la licenza sul vaccino antipolio orale sviluppato dal Dr. Albert Sabin.
  • 1979
    I Rotary club avviano un progetto mirante ad acquistare e contribuire a fornire il vaccino antipolio a più di sei milioni di bambini nelle Filippine.
  • 1985
    Il Rotary International lancia PolioPlus, il primo e più grande impegno del settore privato coordinato a livello globale su un’iniziativa di sanità pubblica, con un obiettivo di raccolta fondi iniziale di 120 milioni USD.
  • 1988
    Il Rotary International e l’Organizzazione Mondiale della Sanità lanciano la Global Polio Eradication Initiative. Si contano circa 350.000 casi di polio in 125 Paesi.
  • 1994
    La Commissione Internazionale per la Certificazione dell’Eradicazione della polio annuncia che la polio è stata eliminata dalle Americhe.
  • 1995
    Gli operatori sanitari e i volontari vaccinano 165 milioni di bambini in Cina e in India in una sola settimana. Il Rotary lancia il programma PolioPlus Partners, consentendo ai soci del Rotary dei Paesi senza polio a fornire il supporto ai colleghi dei Paesi dove esiste la polio per le attività di eradicazione.
  • 2000
    Un numero record di 550 milioni di bambini – quasi un decimo della popolazione mondiale – riceve il vaccino orale antipolio. La regione del Pacifico occidentale, che si estende dall’Australia alla Cina, è dichiarata libera dalla polio.
  • 2003
    La Fondazione Rotary raccoglie 119 milioni USD durante una campagna di 12 mesi. Il contributo totale del Rotary per l’eradicazione della polio è superiore a 500 milioni USD. Sei Paesi rimangono polio-endemici – Afghanistan, Egitto, India, Niger, Nigeria, Pakistan.
  • 2004
    In Africa, le Giornate d’immunizzazione nazionale sincronizzate in 23 Paesi si rivolgono a 80 milioni di bambini, il più grande sforzo coordinato con le vaccinazioni antipolio nel continente.
  • 2006
    Il numero di Paesi polio-endemici scende a quattro – Afghanistan, India, Nigeria, Pakistan.
  • 2009
    Il contributo complessivo del Rotary per l’eradicazione della polio si avvicina 800 milioni USD. Nel mese di gennaio la Fondazione di Bill & Melinda impegna 355 milioni e rivolge al Rotary una sovvenzione sfida di 200 milioni. Da questa iniziativa deriverà un ammontare combinato di 555 milioni a sostegno della Global Polio Eradication Initiative.
  • 2011
    Il Rotary accoglie celebrità e altri grandi personaggi pubblici in una nuova campagna di sensibilizzazione e programma con ambasciatori chiamato “Basta così poco” sull’eradicazione della polio. Tra gli ambasciatori sono inclusi i Nobel per la pace Desmond Tutu, il violinista Itzhak Perlman, il co-fondatore della Bill & Melinda Gates Foundation Bill Gates, cantanti vincitori di Grammy Angelique Kidjo e Ziggy Marley, e l’ambientalista Jane Goodall. Il finanziamento del Rotary per l’eradicazione della polio è superiore a 1 miliardo USD.
  • 2012
    L’India passa un intero anno senza un nuovo caso registrato di poliomielite, e viene tolta dall’elenco dei Pasesi polio-endemici. Solo tre Paesi restano polio-endemici. Il Rotary supera l’obiettivo di raccolta fondi della Sfida da 200 milioni di dollari, più di cinque mesi prima del previsto.
  • 2014 
    I
    n India passano altri tre anni senza nuovi casi di poliovirus selvaggio, e l’Organizzazione Mondiale della Sanità certifica la regione del Sud-Est asiatico libera dalla polio. I casi di polio sono in calo oltre il 99% dal 1988.

Se non eradichiamo la polio, entro 10 anni potremmo assistere all’insorgrnza di ben 200.000 nuovi casi ogni anno, in tutto il mondo. La malattia è endemica solo in tre Paesi, ma se non si raggiunge ogni bambino con il vaccino, nessun bambino sarà al sicuro, ovunque sia.


Il Rotary

1,2 milioni, tra vicini di casa, amici e professionisti, uniti dall’obiettivo di portare cambiamenti positivi e duraturi nelle comunità in cui viviamo e nel mondo.
Il fatto di provenire da culture e da Paesi diversi e di esercitare le professioni più disparate ci permette di vedere la realtà da una molteplicità di angolature. La nostra passione comune per il servire ci aiuta a realizzare l’impossibile.
La diversità demografica e i diversi approcci disciplinari dei nostri soci comportano numerosi vantaggi:
•Una prospettiva diversa: la nostra interdisciplinarità ci aiuta ad affrontare i problemi in modo innovativo.
•Un diverso modo di pensare: applicando la nostra esperienza di leadership e le nostre competenze alle questioni sociali, riusciamo a trovare soluzioni efficaci.
•Il senso di responsabilità: entusiasmo e perseveranza sono alla base di cambiamenti positivi che durano nel tempo.
•Il voler fare la differenza nel luogo in cui viviamo e nel mondo: i nostri soci hanno una presenza locale e internazionale.
In prima linea con un impegno costante ci sono i nostri soci, che collaborano instancabilmente con i propri club per cercare di risolvere alcuni dei problemi più drammatici della società. L’opera svolta localmente dai Rotariani è sostenuta dal Rotary International, ovvero l’associazione di tutti i club, e dalla Fondazione Rotary con sovvenzioni finanziate dalle donazioni ricevute. Queste sovvenzioni contribuiscono a sostenere le attività di servizio svolte dai soci del Rotary e dai nostri partner nel mondo. Il Rotary è guidato da soci eletti alle cariche direttive, che con responsabilità portano avanti la missione e i valori dell’organizzazione.
Da oltre 100 anni il Rotary ha una presenza storica e svolge un’opera di pacificazione tra i popoli. Dalla nascita della nostra organizzazione, nel 1905, abbiamo affrontato insieme grandi sfide a fianco delle maggiori organizzazioni internazionali, dalla Easter Seals alle Nazioni Unite.
Essere leader responsabili significa non solo fare del bene ma anche trarre il massimo da ogni singola donazione ricevuta.
Abbiamo individuato delle cause specifiche in cui coinvolgersi per massimizzare il nostro impatto a livello locale e globale. Allo stesso tempo, ci rendiamo conto che ogni comunità ha problemi e bisogni particolari. Grazie alla nostra rete di risorse e ai nostri partner, aiutiamo i club a focalizzare il loro impegno nel promuovere la pace, combattere le malattie, fornire acqua pulita, proteggere madri e bambini, sostenere l’istruzione e sviluppare l’economia locale.


serata di raccolta fondi per il Service Internazionale Polio Plus
18 dicembre ore 20.00

The Westing Palace
Piazza della Repubblica 20
Milano

Segreteria Rotary Club Milano Visconteo: Anna Maria Riva – Cell. 345 5879017 – segreteria@rcmilanovisconteo.it

ALCANTARA: Alcantara As Art honoring Qin Feng Tribute To Manutius 3, Milano

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Alcantara, azienda che produce e commercializza l’omonimo materiale innovativo nel mondo, presenta martedì 13 dicembre alle 18:30, presso il Concept Store Alcantara® di Milano, Alcantara As Art, evento in onore dell’artista cinese Qin Feng (Xinjiang, 1961) che ha scelto questo materiale per realizzare l’opera Tribute To Manutius 3.
Tribute To Manutius 3 si unisce alla collezione d’arte e design che arricchisce l’Alcantara® Concept Store, il luogo in cui si realizza l’incontro tra il materiale e la migliore creatività: una sfida per artisti invitati a misurarsi con le potenzialità di Alcantara®, che diventa un nuovo punto di partenza per un lavoro sul linguaggio contemporaneo. Non solo un negozio, ma uno spazio di apertura alla creatività artistica tutta in Alcantara®, che diventa quasi una galleria diffusa. L’Alcantara® Concept Store, collocato nel cuore di Milano, illustra le innumerevoli possibilità in cui può essere declinato il materiale, con i linguaggi del nostro tempo tra design, arte e moda. 
Qin Feng, esponente di spicco dell’avanguardia cinese degli anni Ottanta, utilizza la tradizionale tecnica a inchiostro per affrontare la contemporaneità traghettandola verso un nuovo linguaggio. L’artista fonde nella sua opera la tradizione della calligrafia cinese e l’energia dell’espressionismo astratto, realizzando grandi composizioni in dialogo tra Oriente e Occidente, antichità e avanguardia.

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È l’inchiostro il fil rouge dell’indagine che Qin Feng compie sul segno grafico e sul suo significato: Tribute To Manutius 3 si inserisce nell’ambito di un percorso di riflessione sull’editoria compiuto dall’artista che si ispira direttamente alla figura di Aldo Manuzio, umanista veneziano del XV secolo e maestro di tipografia che inventò l’utilizzo del corsivo e rivoluzionò la punteggiatura con l’introduzione del punto e virgola. Manuzio ha rappresentato un personaggio cardine per la storia dell’editoria internazionale ed è inventore della figura dell’editore in senso moderno.

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Alcantara®, materiale di avanguardia assoluta frutto di una tecnologia unica e proprietaria, è stata scelta da Qin Feng che ha giocato con la morfologia e le caratteristiche estetiche, tecniche e sensoriali del materiale, che si rivela la chiave ideale per tradurre la tradizione in innovazione. Tra le motivazioni che hanno spinto l’artista a utilizzare Alcantara® vi è anche il forte impegno che l’azienda ha nei confronti della sostenibilità, figurando tra le prime società in Italia ad aver raggiunto lo status di Carbon Neutral nel 2009.
Alcantara riconferma ancora una volta lo stretto legame con il mondo dell’arte e della creatività e la propria propensione al mecenatismo e al sostegno di progetti artistici ribandendo, così, non solo l’estrema versatilità del materiale ma anche la sua identità di impresa attenta a sostenere la cultura contemporanea.
Alcantara As Art si inserisce coerentemente nel percorso di ricerca creativa avviato dall’azienda nel 2011 con due progetti triennali in collaborazione con il MAXXI: il primo ha dato vita alle mostre Can you imagine? (2011), Shape your life! (2012) e Playful Inter-action (2013), mentre il secondo ha visto la realizzazione di Local Icons Greetings from Rome (2015), Local Icons East – West (2016) e terminerà nel 2017 con l’ultimo appuntamento di questo filone. Un cammino che è poi proseguito con la concretizzazione di una serie di commissioni a supporto dell’arte contemporanea, come le mostre Alcantara, Tecnology of Dreams (2015) e Ho visto un Re (2016) tenutesi entrambe nelle sale dell’Appartamento del Principe a Palazzo Reale, Milano.

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Qin Feng, nasce nel 1961 nella Provincia Xinjiang in Cina, Qin Feng è un artista iconoclasta coinvolto attivamente nel movimento avanguardistico.
Dopo aver studiato pittura murale presso la Shandong University of Art and Design nei primi anni Ottanta, è stato uno degli unici due artisti della provincia di Shandong ad aver sperimentato all’epoca stili importati di arte contemporanea.
Proprio per la sua partecipazione al movimento avanguardista cinese, il governo tedesco lo ha invitato a curare una mostra volta alla promozione dello scambio culturale tra Cina e Germania. Nel 1996, Qin si è trasferito a Berlino dove ha iniziato a sintetizzare il modernismo occidentale e la tradizione calligrafia cinese. Attraverso Qin, il lascito della pittura a inchiostro si è manifestato nelle sue opere esplosive e intensamente emozionali, il cui intento è fare arte senza dimenticare il legame con la pittura a pennello cinese.
Ha esposto e rappresentato le sue opere, tra l’altro, all’Asia Pacific Museum in California, all’Asia Society e al Metropolitan Museum of Art di New York, alla Biennale di Venezia, al MOCA art-st-urban in Svizzera, al Christies Hong Kong, al MOCA di Pechino.
Fondatore dell’Artist Circle BLUE nel 1986, dell’Ammonnal Gallery di Pechino nel 1993 e del Museum of Contemporary Art di Pechino nel 2006.


Alcantara S.p.A.
Fondata nel 1972, Alcantara rappresenta una delle eccellenze del Made in Italy. Marchio registrato di Alcantara S.p.A. e frutto di una tecnologia unica e proprietaria, Alcantara® è un materiale altamente innovativo, potendo offrire una combinazione di sensorialità, estetica e funzionalità che non ha paragoni. Grazie alla sua straordinaria versatilità, Alcantara è la scelta dei brand più prestigiosi in numerosi campi di applicazione: moda e accessori, automotive, interior design e home décor, consumer-electronics. Grazie a queste caratteristiche, unite a un serio e certificato impegno in materia di sostenibilità, Alcantara esprime e definisce lo stile di vita contemporaneo: quello di chi ama godere appieno dei prodotti che usa ogni giorno nel rispetto dell’ambiente.
Nel 2009 Alcantara ha ottenuto, per prima in Italia, lo status di “Carbon Neutrality”, avendo definito, ridotto e compensato tutte le emissioni di CO2 legate alla propria attività. Per documentare il percorso dell’azienda in questo ambito, ogni anno Alcantara redige e pubblica il proprio Bilancio di Sostenibilità, certificato dall’ente internazionale TÜV SÜD e consultabile anche attraverso il sito aziendale.
L’headquarter dell’azienda si trova a Milano, mentre il sito produttivo e il centro R&D sono situati a Nera Montoro, nel cuore dell’Umbria (Terni).

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ALCANTARA: Alcantara As Art honoring Qin Feng Tribute To Manutius 3, Milano
CONTATTI PER LA STAMPA
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PCM STUDIO – press@paolamanfredi.com – Tel. +39 02 87286582 – Paola C. Manfredi: Tel. +39 335 54 55 539