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Archivi categoria : Video

Keiji Ito, Kazuhito Nagasawa: SHIBUI, Officine Saffi, Milano

Alle Officine Saffi, in collaborazione con Galleria Monopoli,  una mostra dedicata ai lavori di Keiji Ito (Toki, 1935) e Kazuhito Nagasawa (Osaka, 1968).
Il titolo della mostra -  Shibui - si riferisce ad un particolare principio estetico giapponese che coniuga le caratteristiche contrastanti di ruvidità e raffinatezza. Il termine Shibui venne utilizzato a partire dal periodo Muromachi (1336-1573) per descrivere il gusto astringente dei cachi acerbi. Più tardi, lo stesso termine venne associato a un particolare canone estetico usato per riferirsi a qualsiasi cosa bella per essere sottovalutata e priva di particolari elaborazioni. Il fascino di un oggetto Shibui sta proprio in questo suo essere una forza trattenuta, una bellezza nascosta, da scoprire poco a poco, su cui soffermarsi per lungo tempo anche se basta un attimo per intuirla.
Una generazione piena, più di trent’anni, separa anagraficamente Keiji Ito e Kazuhito Nagasawa, e consente, oltre all’apprezzamento specifico di due straordinarie individualità espressive, di svolgere riflessioni utili sul ruolo di riferimento svolto dalla ceramica giapponese contemporanea sul piano internazionale. Nel processo non lineare di apertura e scambio con l’arte occidentale l’arte giapponese moderna ha potuto contare sulla ricerca ceramica come su un’area di tale radicata identità da non subire fascinazioni eteronome: il che ha significato che ha potuto decantare i propri retaggi di tradizione, il proprio localismo, alimentandosi di nuovi pensieri ma non assumendo necessariamente nuovi modi e nuove forme.

L'eleganza e la raffinatezza sono le caratteristiche che contraddistinguono gli artisti giapponesi che dalle corde dell'anima, nei percorsi emozionali tracciati dall'antica tradizione, raggiungono la dimensione del non-tempo.

 

Officine Saffi is pleased to present an exhibition dedicated to recent works by Keiji Ito (Toki, 1935) and Kazuhito Nagasawa (Osaka, 1968).
The title of the show – Shibui – is a reference to a Japanese aesthetic principle combining contrasting characteristics of roughness and sophistication. The term Shibui was used from the Muromachi period (1336-1573) to describe the astringent taste of unripe Japanese persimmons. Later, the same term was associated with a certain aesthetic taste, describing an object of beauty that is underestimated and bereft of elaborate decoration. The fascination of a shibui object lies precisely in this dimension of restrained power, concealed beauty, to be discovered little by little, inviting lengthy observation, even though its value can be understood in an instant.
A whole generation, more than thirty years, separates Keiji Ito and Kazuhito Nagasawa in terms of age. This enables spectators to appreciate two remarkable forms of expression, and also invites reflection on the role of Japanese ceramics at an international level. In the non-linear process of the perception of, and exchange with, Western art, modern Japanese art has been able to use contemporary ceramics as an area of such deeply-rooted identity that it does not suffer from influence by heteronymous trends. As a result, it has been able to express its own traditions and local characteristics, absorbing new thought but not necessarily adopting new methods and new forms.
The exhibition will be open until October 26.
The exhibition is held under the Patronage of the Consulate General of Japan in Milan.
In collaboration with Associazione Culturale Giappone in Italia

Dal 27 settembre al 26 ottobre 2017
In collaborazione con: Galleria Monopoli
Patrocinio: Consolato Generale del Giappone a Milano
Con la partecipazione di: Giappone Italia - www.giapponeinitalia.org

Officine Saffi
via Aurelio Saffi 7
Milano
Tel. +39 02 36685696 - www.officinesaffi.cominfo@officinesaffi.com

 
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Bill Viola, Cripta del Santo Sepolcro, Milano

In uno dei luoghi più suggestivi della città, tre installazioni del grande artista americano metteranno in dialogo uno spazio carico di spiritualità con temi quali l’eternità, la vita, la morte, la dimensione umana.
Dal 18 ottobre 2017 al 28 gennaio 2018, la Cripta del Santo Sepolcro a Milano sarà teatro di un appuntamento artistico di profonda suggestione.
Gli ambienti di uno dei luoghi più ricchi di spiritualità della città si apriranno alle opere di Bill Viola (New York, 1951), uno dei più importanti e riconosciuti esponenti dell’arte contemporanea mondiale.
La mostra, organizzata da MilanoCard in collaborazione con Bill Viola Studio, promossa dalla Veneranda Biblioteca Ambrosiana, col patrocinio di Regione Lombardia e sostenuta quale partner istituzionale dal Comune di Milano, presenta tre opere di Bill Viola capaci di creare un dialettica tra l’antica chiesa ipogea, sita nel cuore dell’antica Milano, con temi quali l’eternità, la vita, la morte, la dimensione umana, colti dai gesti e dalle espressioni dei protagonisti dei video dell’artista americano.
Il percorso espositivo allestito nella Cripta del Santo Sepolcro - riaperta dopo 50 anni e diventata immediatamente tra le principali mete culturali a Milano, con oltre 40.000 visitatori - si apre con The Quintet of the Silent (2000) in cui un gruppo di cinque persone, su uno sfondo neutro, sono attraversati da un'ondata di emozioni intense che minaccia di sopraffarli. Partendo dalla loro iniziale espressione indifferente, la sequenza osserva come il turbamento si accresce in ognuno di essi, fino a raggiungere un livello estremo, per poi nuovamente placarsi. Il video, la cui lentezza permette al visitatore di cogliere appieno il mutamento dell’espressione del volto e del corpo, è caratterizzato da un chiaroscuro di stampo caravaggesco.

Il secondo lavoro, The Return(2007), appartenente alla serie Trasfigurazioni, che riflette sul passare del tempo e del processo attraverso il quale l’essere interiore di una persona viene trasformato. La protagonista della scena è una donna che, da uno spazio scuro, si avvicina lentamente a un limite invisibile. Il suo passaggio attraverso la soglia tra la vita e la morte è violenta e si muove con riluttanza alla luce, quasi si trovasse forzata a un risveglio molto doloroso.

Il percorso nella cripta si chiude idealmente con Earth Martyr (2014) una delle quattro opere che costituiscono l’installazione permanente Martyrs, dedicata ai quattro elementi naturali (aria, acqua, terra, fuoco) inaugurata alla Cattedrale di San Paolo a Londra nel maggio del 2014. Il video presenta un individuo sepolto in un cono di terra che inizia a salire e a liberare il corpo, inizialmente prostrato dal peso della terra.
Le opere di Bill Viola chiederanno allo spettatore un coinvolgimento emotivo e, quasi come uno specchio, il visitatore, diventerà co-protagonista e parte dell’installazione, in un rimando di emozioni che la suggestione dell’architettura della cripta amplificherà.


Particolari anche gli orari di apertura, tutti i giorni dalle 17.00 alle 22.00 (ultimo ingresso alle 21.00).
Sarà inoltre offerta, tutti i sabati, in collaborazione con Neiade, l’opportunità di una visita in notturna, alle ore 23.00.
La Cripta di San Sepolcro da quanto è tornata alla luce, un anno e mezzo fa, non smette di brillare e di sorprendere le decine di migliaia di visitatori grazie anche a un’offerta di contenuti in continuo aggiornamento e capaci di rispondere alle esigenze di diverse tipologie di visitatori - dichiara Edoardo Filippo Scarpellini, Amministratore Unico del Gruppo MilanoCard - e siamo davvero felici di poter contribuire concretamente e continuativamente per riportare ad antico splendore questo straordinario luogo che ha visto passare la storia e la ha custodita”.


Bill Viola (New York, 1951), artista multimediale di fama internazionale, è stato uno dei precursori del video inteso come forma vitale di arte contemporanea. Da quarant'anni crea installazioni video architettoniche, filmati video, ambientazioni sonore, performance di musica elettronica, rappresentazioni video su schermi piatti, video per trasmissioni televisive, per concerti musicali, per opere teatrali e spazi sacri. I suoi videotape a canale unico sono stati ampiamente diffusi su DVD e i suoi scritti sono stati largamente pubblicati e tradotti per il pubblico internazionale.
Le creazioni video di Bill Viola utilizzano in modo magistrale le sofisticate tecnologie multimediali per addentrarsi nell'esplorazione degli aspetti spirituali e percettivi dell'esperienza umana, ponendo l'attenzione sui temi universali del genere umano: la nascita, la morte, la scoperta della consapevolezza del sé pongono le radici sia nell'arte orientale che in quella occidentale, nonché nelle tradizioni spirituali del Buddismo Zen, del Sufismo Islamico e del misticismo cristiano.
Le sue opere sono esposte nei musei e nelle gallerie di tutto il mondo e fanno parte di numerose collezioni famose. Le sue esposizioni più importanti includono Bill Viola: Installations and Videotapes, al MOMA di New York, 1987; Unseen Images, esibizione organizzata dalla Kunsthalle di Düsseldorf, 1992; Buried Secrets al padiglione americano della 46° Biennale di Venezia, 1995; e Bill Viola: A 25-Year Survey, organizzata nel 1997 dal Whitney Museum of American Art. Nel 2003 il J. Paul Getty Museum di Los Angeles ha organizzato Bill Viola: The Passions; nel 2006 Bill Viola: Hatsu-Yume (primo sogno) ha attirato 340 mila visitatori al Mori Art Museum di Tokyo e nel 2008 il Palazzo delle Esposizioni di Roma ha presentato Bill Viola: Visioni Interiori. Nel 2010, due opere della serie “Tristan” sono state presentate nell'Aula Magna dell'Università di Bologna, e nella Tribuna del David della Galleria dell'Accademia di Firenze è stata presentata l'installazione video Emergence.
Dopo aver conseguito la laurea alla Syracuse University nel 1973, Viola ha studiato e lavorato con il compositore David Tudor, sperimentando la musica e la scultura sonica. I suoi progetti di musica includono: il video/film Déserts, creato nel 1994 per accompagnare la composizione musicale Déserts di Edgard Varèse; una suite di tre nuove rappresentazioni video per il tour mondiale “Fragilità” del gruppo rock Nine Inch Nails nel 2000; la creazione di un video di quattro ore per la produzione di Peter Sellars del Tristano e Isotta di Richard Wagner nel 2005. Dal 1974 al 1976, è stato direttore tecnico di produzione a Firenze dello studio di videoarte Art/Tapes/22, collaborando con artisti europei e americani (G. Paolini, M. Merz, J. Kounellis, V. Acconci). Con un lungo soggiorno in Giappone (1980-81, nell'ambito della Japan/US creative arts fellowship) ha approfondito lo studio delle tecnologie avanzate del video e i suoi interessi per le filosofie orientali studiando con Daien Tanaka, pittore monaco zen. 
Viola ha ricevuto molti riconoscimenti e premi, incluso un John D. e Catherine T. MacArthur Foundation Fellowship e l'Eugene McDermott Award in the Arts, MIT. È stato nominato membro dell'American Academy of Arts and Sciences, riconosciuto Commendatore dell'Ordine delle Lettere e delle Arti dal Governo Francese e più recentemente gli è stato conferito il 21° Premio Internazionale di Catalogna dal Governo di Catalogna.
Vive insieme alla moglie Kira Perov, sua collaboratrice storica, a Long Beach, California.


BILL VIOLA ALLA CRIPTA DEL SANTO SEPOLCRO
Dal 18 ottobre 2017 al 28 gennaio 2018

Biglietto: intero 10€; Gratuito: bambini accompagnati gratuiti. Il 50% dei ricavati viene destinato ai lavori di restauro della Cripta.
Orari: tutti i giorni dalle ore 17 alle ore 21. Fasce di visita ogni ora.

Prenotazioni online a: www.criptasansepolcromilano.it/billviola; Si suggerisce il pre-acquisto non garantendo in loco disponibilità di posti.
Visita guidata in notturna, in collaborazione con Neiade: tutti i sabati alle ore 23.00; Ingresso + visita € 22

Informazioni: cripta@milanocard.it
Ufficio stampa: CLP Relazioni Pubbliche - Anna Defrancesco - Tel. 02 36 755 700 - anna.defrancesco@clponline.it - www.clponline.it

Cripta del Santo Sepolcro (ingresso piazza Santo Sepolcro, lato destro della Chiesa)
Milano

 

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NASA A human Adventure, Spazio Ventura XV, Milano


NASA - A Human Adventure
Dal 27 settembre 2017 al 4 marzo 2018
Spazio Ventura XV, Milano

Nella notte tra il 20 e il 21 luglio 1969 circa 900 milioni di persone s’incollarono alla tv per vedere un essere umano calpestare il suolo lunare per la prima volta. Oltre 20 milioni di quei telespettatori erano italiani. Ma molti altri hanno comunque riascoltato le parole (e rivisto le immagini) di Gianni Bisiach che seguì lo sbarco dietro le quinte della prima maratona televisiva della Rai (28 ore di diretta), condotta da Tito Stagno con i commenti di Andrea Barbato e, dal entro spaziale della NASA di Houston di Ruggero Orlando. La passeggiata di Neil Armstrong e Buzz” Aldrin segnò una tregua ai rancori e ai disordini di quegli anni. Giornalisti e osservatori internazionali profetizzarono che l’allunaggio statunitense avrebbe sancito l’inizio di una collaborazione fra Usa e Urss e, forse, la fine della Guerra fredda. L’emozione di chi assistette a quell’evento prevalse per qualche giorno su ogni cosa: dal giorno del decollo dell’Apollo 11 fu davvero come se tutto, anche in Italia, ruotasse intorno alla Luna. Nelle scuole e nei bar non si parlava d’altro. I negozi, con le vetrine rigorosamente a tema, ottennero il permesso di tenere accesa la tv anche durante l’orario di apertura e al carcere di Roma il ministero concesse 600 apparecchi in prestito. In quella notte non ci furono furti né rapine: a Milano il centralino della polizia squillò solo 2 volte e a Bologna e Roma il copione non fu diverso. Lo sbarco sulla Luna ci rende ancora capaci di sognare mondi migliori, universi senza fine, dove buchi neri e remote galassie rendono tutto possibile, meraviglioso, visionario perché da sempre lo spazio e il cosmo, con i suoi misteri e le sue scoperte, affascina chiunque di noi, scienziati e uomini comuni, laici e religiosi, sognatori e scettici. Le imprese degli astronauti, ne è la riprova l’ultimo viaggio spaziale di Samantha Cristoforetti, han fatto desiderare ai “bimbi” di tutte le età di diventare astronauti. E se per la maggior parte di noi, non è stato così, ora avremo comunque la possibilità di vedere quel mondo da vicino, di entrarne a far parte anche se per poche ore.

Dal 27 settembre arriva per la prima volta in Italia, a Milano nello Spazio Ventura XV (via Privata Giovanni Ventura 15), NASA - A Human Adventure, la mostra sullo spazio prodotta da John Nurminen Events in collaborazione con AVATAR - che ha già affascinato nel suo tour mondiale iniziato nel 2011 milioni di visitatori perché concepita per adulti e bambini.
La mostra è un viaggio di conquiste e di scoperte che si estende per 1500 metri quadri, tra razzi, Space Shuttle, Lunar Rover, Simulatore di centrifuga spaziale, in un percorso didattico ed emozionante, scientifico e immersivo, che va dal primo lancio nello spazio ai giorni nostri e che presenta circa 300 manufatti originali provenienti dai programmi spaziali NASA, la maggior parte di essi in prestito dal Cosmosphere International Science Education Center e dallo Space Museum e dal U.S. Space & Rocket Center, molti dei quali sono stati nello spazio. L’esposizione racconta la fantastica storia della National Aeronautics and Space Administration, per tutti la NASA, e le sue incredibili conquiste ottenute nei voli e nelle esplorazioni spaziali.
I visitatori potranno ammirare le splendide astronavi costruite dalla NASA e scoprire le storie delle persone che vi sono state a bordo o che le hanno progettate e costruite come per esempio un enorme modello in scala del gigantesco razzo lunare Saturn V o la replica fedele della pioneristica navicella Mercury con la quale venivano condotte le prime missioni spaziali, e la navicella Gemini, costruita per missioni di lunga durata e ancora un modulo dell’Apollo che portò il primo essere umano sulla Luna e il Rover Lunare che servì agli astronauti per esplorarla. Non poteva mancare l’ormai iconico Space Shuttle, prima navicella riutilizzabile, con una sezione che consentirà ai visitatori di vedere il ponte di volo e il ponte di mezzo dove invece mangiano, dormono e lavorano sugli esperimenti. Ma i visitatori potranno anche sperimentare una simulazione di volo a “bordo” del Mercury Liberty Bell 7 dove si trovava l’astronauta, Gus Grissom. Il simulatore “G-Force - Astronaut Trainer” sarà per il pubblico come una sorta di grande salto adrenalinico, proprio grazie alla forza di gravità generata.
L’esplorazione dello spazio è una delle vicende umane più meravigliose e questa mostra vuol dar conto anche dello spirito e dell’eroismo di quanti sopravvissero alle missioni spaziali, senza però dimenticare il sacrifici e le perdite di quegli uomini e donne per i quali l’avventura spaziale si trasformò in tragedia. “NASA - A Human Adventure” mostra come nel passato le esplorazioni spaziali siano state una grande competizione tra le nazioni, addirittura un elemento significativo della cosiddetta Guerra Fredda dacché la corsa allo spazio aumentò, ma anche stimolò, la rivalità tra Stati Uniti e Unione Sovietica, mentre ai giorni nostri, con le stazioni internazionali, uomini di nazioni e culture diverse collaborino assieme.
Attraverso 6 sezioni (Gantry Entrance, Sognatori, La Corsa allo Spazio, Pionieri, Resistenza e Innovazione), i visitatori verranno catapultati in una delle storie più affascinanti e ambiziose dell’uomo, la scoperta dello spazio in un’esperienza immersiva che inizia fin dall’ingresso, quando dovranno attraversare una passerella, la stessa che gli astronauti della NASA percorrono prima di salire a bordo del Saturn V e la stessa sulla quale, nella notte del 7 dicembre 1972, camminarono tre astronauti dell’Apollo 17 per atterrare sulla Luna.
Nella prima sezione, GANTRY ENTRANCE, è presente una passerella in metallo, replica di quella che collegava a circa 100 metri di altezza il razzo lunare Saturn V con la mitica rampa di lancio a Cape Canaveral, il famosissimo centro della NASA in Florida. È attraverso questa passerella che gli astronauti sono saliti a bordo del Modulo di Comando del Saturn V e hanno iniziato il loro viaggio per la Luna. La passerella era utilizzata anche per rifornire la navicella spaziale del carburante e di tutto il necessario alla vita nello spazio.
Nella seconda sezione, SOGNATORI, si racconta di come per migliaia di anni il cielo notturno sia stato il “propulsore” dei sogni e si dà conto del lavoro di scrittori e artisti che hanno anticipato con la loro immaginazione la visione dello spazio e la sua conquista. La luna e le stelle son state fonte di ispirazione per la mitologia, la creazione di divinità e di misteri di ogni sorta, raccontati da scrittori e artisti. Già Luciano di Samosata nel secondo secolo a.c., si era immaginato un viaggio sulla Luna e l’incontro con forme di vita extra terrestri. Ma solo dopo la metà del XVI secolo, con le scoperte di Copernico e Galileo, gli scrittori son stati in grado di coniugare la fantasia con la scienza. Nel XIX secolo il francese Jules Verne non solo si è immaginato viaggi spaziali ma ha perfino anticipato metodi e tecnologie del tutto simili a quelli usati più di un secolo dopo. Un altro scrittore dell’800, l’inglese HG Wells ha immaginato i viaggi spaziali nel racconto The First Men in the Moon. Accanto agli scrittori, parecchi artisti si sono cimentati su come potessero apparire gli altri pianeti. Come i disegnatori francesi Jules Férat e Édouard Riou che illustrarono le opera di Verne. Nel ventesimo secolo poi, l’americano Chesley Bonestell ha cerato immagini stilizzate dello spazio che sono state di supporto al programma spaziale americano. E l’artista americano Robert McCall ha lavorato per più di 30 anni sul tema spaziale creando opera di grande impatto. Queste persone hanno contribuito con le loro opere a rendere i viaggi spaziali una realtà.
Durante la seconda Guerra Mondiale son state compiute scoperte sensazionali in ambito di tecnologia aeronautica, dai motori dei jet a quelli spaziali. E dalla fine degli anni ’50 all’inizio dei ’60, l’esplorazione dello spazio è diventata una realtà. In questa sezione si potrà sapere tutto sul lancio da parte dei sovietici dello Sputnik, qui riprodotto in una replica fedele, e che ha dato inizio alla cosiddetta CORSA ALLO SPAZIO (che è il titolo di questa sezione) tra gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica, le due super potenze dell’epoca. Costruito dai sovietici, lo Sputnik I fu il primo satellite artificiale mai inviato nello spazio. Lanciato il 4 ottobre 1957, trasmise segnali alla Terra per ventun giorni, finché le sue batterie andarono in avaria. Il satellite si disintegrò il 4 gennaio 1958 durante il rientro nell’atmosfera terrestre. Il lancio dello Sputnik fu un evento di enorme portata mondiale e generò la sfida per il primato nei voli spaziali che divenne uno dei capitoli della Guerra Fredda e si protrasse per quasi due decenni. Lo Sputnik I fu un pioniere nel senso stretto del termine, rappresentando il primo anello di una catena di eventi che prolungarono la nostra idea del mondo oltre i confini della Terra. Nessuno degli straordinari sviluppi e progressi che si vedranno in mostra, si sarebbe concretizzato senza questo primo, storico veicolo spaziale. Sempre in questa sezione si potranno anche ammirare le imprese del primo cosmonauta russo, Yuri Gagarin, e del primo americano Alan Shepard.
Entrando nella sezione PIONIERI si potranno vedere le immagini e le creazioni dei progenitori della moderna tecnologia spaziale, quali il russo Konstantin Tsiolkovsky, un matematico che pubblicò il primo testo sui viaggi spaziali nel 1903 e trattò anche temi quali il design e la propulsione per i quali è considerato a tutti gli effetti il “padre” dei voli spaziali, o il fisico tedesco Hermann Oberth che nel 1923 pubblicò la sua tesi di dottorato nella quale anticipava il corso delle ricerche spaziali. In Germania Oberth lavorò sui progetti spaziali durante la seconda guerra mondiale e trasferitosi negli Stati Uniti prese parte alla creazione del V-2, come scienziato della NASA. In questa sezione si potranno ammirare i frammenti originali di un missile V-2 lanciato. Il V-2 è stato il primo missile balistico a lungo raggio. Sviluppato all’inizio della seconda guerra mondiale, la propaganda nazista lo presentò come un’arma di rappresaglia concepita per reagire all’intensificarsi dei bombardamenti degli Alleati sulla Germania. Venne principalmente utilizzato contro bersagli situati a Londra e ad Anversa. Tra settembre 1944 e marzo 1945, i tedeschi lanciarono circa 3000 V-2 che, secondo le stime, uccisero 7.200 tra militari e civili. Un aspetto tragico della storia dei V-2 è che un numero ancor maggiore di persone nei campi di concentramento tedeschi perse la vita lavorando alla produzione di queste armi. Il missile V-2 è il progenitore di tutti i razzi moderni. Sempre in questa sezione è esposto (in scala 1 a 10) il Saturno V, un veicolo di lancio a tre stadi alimentato a propellente liquido, sviluppato nel quadro del programma di esplorazione lunare del Progetto Apollo. Successivamente è stato usato per il lancio dello Skylab, la prima stazione spaziale americana. La NASA ha impiegato attivamente il Saturno V tra il 1966 e il 1975, portando a termine 13 lanci riusciti dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral, Florida, senza alcuna perdita di vite o di carico utile. Il Saturno V resta a tutt’oggi il razzo più lungo, pesante e potente mai impiegato attivamente. Le sue dimensioni e la sua capacità di carico utile lasciano ampiamente indietro qualsiasi altro razzo impiegato con successo in un programma spaziale. Continua a detenere il record del massimo carico utile mai lanciato e della massima capacità di carico utile che sia riuscita a entrare in orbita terrestre bassa, con 120 tonnellate. Toccava i 110,6 metri di altezza con in cima il Modulo di Comando e Servizio (CSM) e il razzo del LES (Launch Escape System), una soluzione d’emergenza per il salvataggio degli astronauti in caso di lancio fallito, e misurava 10,1 metri di diametro, esclusi gli alettoni. A pieno carico di carburante, il Saturno V pesava 2.950 tonnellate.
A tutt’oggi, il Saturno V resta l’unico veicolo di lancio capace di trasportare esseri umani al di là dell’orbita terrestre bassa. Il razzo ha lanciato in tutto 24 astronauti verso la Luna (tre dei quali hanno compiuto due viaggi) nei quattro anni che vanno da dicembre 1968 a dicembre 1972. Dodici di loro hanno camminato sulla Luna. Lo sviluppo e i lanci del razzi Saturno V furono enormemente costosi: dal 1964 al 1973, la NASA investì in totale 6,5 miliardi di dollari (circa 47,25 miliardi di dollari di oggi) nel progetto.
L’esplorazione dello spazio è una storia che ha a che vedere anche con l’enorme preparazione fisica e psicologica degli astronauti. In questa sezione, RESISTENZA, si potrà capire come sia cambiato il modo di vivere e lavorare nello spazio. Si potranno vedere gli oggetti più disparati, dal cibo liofilizzato ai kit personali, ma anche i veicoli e gli strumenti usati dagli astronauti, dalle tute spaziali ai rover lunari come il Rover lunare (LRV), presente in mostra a grandezza reale, che è stato un automezzo a quattro ruote ad alimentazione elettrica impiegato nelle tre ultime missioni del Programma Apollo (Apollo 15, 16 e 17) nel 1971 e 1972. Il Rover lunare veniva portato sulla Luna a bordo del Modulo lunare Apollo e, una volta reso operativo sulla superficie, era in grado di trasportare due astronauti, il loro equipaggiamento e campioni di suolo lunare. Gli LRV ampliarono moltissimo il raggio d’azione degli esploratori lunari. Le precedenti squadre di astronauti erano state confinate in prossimità del punto di allunaggio a causa della difficoltà di spostarsi a piedi con l’ingombro della tuta spaziale e dell’equipaggiamento di supporto vitale necessario nell’ambiente lunare. Il raggio operativo rimase comunque ridotto, per permettere agli astronauti di tornare al Modulo lunare a piedi in caso di avaria del Rover. Senza gli LRV, le principali scoperte scientifiche delle missioni Apollo 15, 16 e 17 non sarebbero avvenute e noi sapremmo molto meno di quel che sappiamo dell’evoluzione della Luna. 
Le esplorazioni spaziali sono una realtà grazie alla tecnologia e prima di essa, alle idee e soluzioni che hanno reso possibile l’impossibile. In questa sezione, INNOVAZIONE, si potranno vedere, tra molte altre cose, una serie di navicelle spaziali, inclusa una replica a grandezza naturale della capsula Mercury, il modulo di comando dell’Apollo, che portò per la prima volta gli esseri umani sulla luna, il leggendario Space Shuttle e il telescopio Hubble.
Il Progetto Mercury fu il primo programma di volo spaziale umano degli Stati Uniti e fu diretto dalla recentemente costituita National Aeronautics and Space Administration (NASA). Durò dal 1959 al 1963 con l’obiettivo di portare un essere umano in orbita attorno alla Terra, e di farlo prima dell’Unione Sovietica, nel quadro della prima fase della Corsa allo Spazio.
I sette astronauti scelti per il Progetto Mercury divennero noti collettivamente come i “Mercury Seven”. La capsula per la missione Mercury venne prodotta dalla McDonnell Aircraft Corporation. Era conica e poteva accogliere nella sua cabina pressurizzata una sola persona con scorte di acqua, cibo e ossigeno per circa un giorno. Il Progetto Mercury preparò il terreno al Progetto Gemini e al progetto di sbarco lunare Apollo, che vennero annunciati dopo poche settimane dal primo volo spaziale con un uomo a bordo. Secondo le stime, il Progetto Mercury ebbe un costo complessivo di 392,6 milioni di dollari (1,73 miliardi di dollari di oggi) e vi lavorarono 2 milioni di persone.
L’interno del modulo di comando Apollo in mostra è un simulatore per addestramento utilizzato nel Programma Apollo. Contiene i principali pannelli di controllo, ripostigli per le attrezzature, comandi, display, impianti di guida e navigazione e altri impianti del veicolo spaziale e i sedili degli astronauti, oltre a comparti per il cibo e gli equipaggiamenti e un impianto per la gestione e il trattamento dei rifiuti
Lo Space Shuttle (in mostra con una riproduzione del muso frontale in grandezza reale in scala 1:1) è stato il primo veicolo spaziale orbitante concepito per essere riutilizzato. Ha portato in orbita carichi commerciali, provveduto all’avvicendamento di equipaggi spaziali e al trasporto di forniture per la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) ed eseguito operazioni di manutenzione e riparazione di satelliti. L’orbiter dello Space Shuttle era anche in grado di imbarcare satelliti e altro carico utile in orbita e di riportarli sulla Terra. Tutti gli orbiter Shuttle vennero progettati per avere una vita utile di 100 lanci o di 10 anni di attività operativa; in seguito, questi parametri vennero sensibilmente migliorati e la loro flotta condusse complessivamente 135 missioni. Lo Shuttle Discovery fu quello che rimase in servizio più a lungo, per oltre 26 anni, con un record di 29 lanci e 364 giornate di servizio effettivo.
Il telescopio Hubble, in mostra in questa sezione, è celebre per le sue notevoli scoperte scientifiche. Si può dire che abbia avviato con sorprendente facilità un boom di relazioni pubbliche nel campo dell’astronomia; è stato costruito dalla NASA con contributi dell’Agenzia Spaziale europea (ESA) ed è controllato dal Goddard Space Flight Center di Greenbelt, Maryland. Prende il nome dall’astronomo statunitense Edwin Hubble. Negli anni ’20 del secolo scorso, Hubble trovò galassie al di là della Via Lattea e scoprì che l’Universo si va espandendo uniformemente. Ha trasmesso centinaia di migliaia di immagini alla Terra, facendo luce su molti dei grandi misteri dell’astronomia. Sono stati pubblicati oltre 10.000 articoli scientifici sulla base di dati forniti da Hubble. Il telescopio è tutt’ora in funzione e ci si attende che rimanga operativo fino al 2020. Il lancio del suo successore, il Telescopio spaziale James Webb JWST, è previsto per il 2018.


NASA - A HUMAN ADVENTURE
Produzione
: John Nurminen Events
Organizzazione
: Avatar
Curatore mostra
: Jukka Nurminen
Esperto Missioni Apollo
: Luigi Pizzimenti
Dal 27 settembre 2017 al 4 marzo 2018
Orari: lunedì - domenica 10.00 / 19.30. Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura. 

Aperture straordinarie: 24 e 31 dicembre ore 10.00 / 14.00; 25 dicembre e 1 gennaio 14.30 / 19.30
Biglietti: Intero: € 18,00; Ridotto: € 16,00 visitatori oltre i 65 anni, visitatori da 15 a 26 anni, portatori di handicap, insegnanti - Ridotto Bambino: € 12,00 visitatori dai 6 ai 14 anni - Gruppi Scuole: € 8 Minimo 15 massimo 25 (tolleranza fino a 29), scuole di ogni ordine e grado. Dal lunedì al venerdì -Gruppi: € 14,00 Minimo 15 massimo 25 (tolleranza fino a 29). Dal lunedì alla domenica - Biglietto Family 1: € 26,00 Un genitore più bambino (6-14 anni); Biglietto Family 2: € 36,00 Un genitore più due bambini (6-14 anni); Biglietto Family 3: € 42,00 Due genitori più un bambino (6-14 anni); Biglietto Family 4: € 50,00 Due genitori più due bambini (6-14 anni) - Gratuito: minori di 6 anni, un accompagnatore per ogni gruppo, due accompagnatori per ogni gruppo scolastico, un accompagnatore per disabile che presenti necessità, giornalisti accreditati dall'Ufficio Stampa della Mostra. - Open: € 20,00 Valido entro le ultime due settimane di mostra - Biglietto esperienza “Centrifuga Spaziale”: €5,00
Visite Guidate: €110,00 Gruppi in italiano; €130,00 Gruppi in lingua; € 80,00 Scuole; € 100,00 Scuole in lingua
Audioguide: € 5,00 intero; € 4,00 ridotto
Infoline e prevendite:  tel. 0299901922- www.vivaticket.it
Catalogo: Skira Editore
Sito internet:  www.ahumanadventure.it - www.facebook.com/mostranasa/ - #ahumanadventure
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SPAZIO VENTURA XV
Via Giovanni Ventura 15

Milano 

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Legati da una cintola, Museo di Palazzo Pretorio, Prato

Un simbolo religioso e civile, fulcro delle vicende artistiche di Prato ed elemento cardine della sua identità: la Sacra Cintola, la cintura della Vergine custodita nel Duomo che per secoli è stata il tesoro più prezioso di Prato, è al centro della nuova esposizione del Museo di Palazzo Pretorio. La mostra, Legati da una cintola - L’Assunta di Bernardo Daddi e l’identità di una città, è organizzata dal Comune di Prato, in collaborazione con la Diocesi di Prato ed è curata da Andrea De Marchi e Cristina Gnoni Mavarelli.
Inaugurata il 7 settembre al Museo di Palazzo Pretorio, negli spazi espositivi recuperati dell’ex Monte dei Pegni. Un tema, quello della reliquia pratese, che consente di accendere un fascio di luce intenso su un’età di grande prosperità per Prato, il Trecento, a partire dalle committenze ad artisti di primo ordine come lo scultore Giovanni Pisano e il pittore Bernardo Daddi, che diedero risonanza alla devozione mariana a Prato come vero e proprio culto civico. La mostra prende spunto da quel prezioso simbolo dall’innegabile valore identitario per intrecciare i fili di un racconto che parla della città e del suo ricco patrimonio di cultura e bellezza custodito sul territorio e riconoscibile al di fuori dei confini locali.
Leggenda, arte e tradizione
L’origine del culto della sacra cintola affonda le sue radici nel XII secolo. La leggenda si basa su un testo apocrifo del V-VI secolo e vuole che la cintura, consegnata a San Tommaso dalla Madonna al momento dell’Assunzione, sia stata portata a Prato verso il 1141 dal mercante pratese Michele e da questi donata in punto di morte, nel 1172, al proposto della pieve. La Cintola è una sottile striscia di lana finissima, lunga 87 centimetri, di color verdolino, broccata in filo d'oro con ai capi due cordicelle per legarla. Fra Due e Trecento la reliquia assurse al ruolo di vero e proprio segno dell’elezione della città, santificata da una così preziosa vestigia miracolosamente giunta dalla Terra Santa, e divenne motore delle vicende artistiche pratesi.
La tavola di Bernardo Daddi
Una delle immagini più prestigiose di tutto il Trecento dedicate all’Assunta e al dono miracoloso della Cintola all’incredulo San Tommaso è la pala di Bernardo Daddi commissionata nel 1337-1338. L’opera nel tempo è stata smembrata e la sua complicata diaspora ha fatto sì che si perdesse la coscienza stessa della sua capitale importanza. L’allestimento del Pretorio consentirà di tornare ad ammirare nel suo complesso la monumentale macchina dipinta dal Daddi, riunendo i suoi componenti che originariamente comprendevano una doppia predella con la storia del viaggio della cintola e del suo approdo a Prato (questa custodita nel Museo) e la parallela migrazione del corpo di Santo Stefano da Gerusalemme a Roma, perché si riunisse a quello di San Lorenzo (custodita nei Musei Vaticani), e una terminazione con la Madonna assunta che cede la Cintola a San Tommaso (conservata al Metropolitan Museum di New York).

Percorso espositivo
La mostra si apre con una delle prime attestazioni in Occidente della Madonna assunta che dona la Cintola, con il rilievo eponimo del Maestro di Cabestany, scultore romanico attivo nel Roussillon e in Toscana che lavorò pure a Prato, nei capitelli del chiostro dell’antica prepositura di Santo Stefano (Sezione 1 – Da Cabestany a Prato: genesi di un tema). Punto focale della mostra è la ricomposizione della pala dell’Assunta di Bernardo Daddi (Sezione 2 – La pala pratese di Bernardo Daddi restituita), per meglio contestualizzare l'operato del Daddi saranno esposte altre opere del pittore giottesco appartenenti a questa stessa fase stilistica contraddistinta da una felice e vivace vena narrativa (Sezione 3 – Bernardo Daddi narratore). Un nucleo scelto di cintole profane del secolo XIV documenteranno la bellezza di questo genere di manufatti, riprodotto nell'elegantissima Santa Caterina dipinta da Giovanni da Milano nel polittico per lo Spedale della Misericordia, uno dei capolavori del museo di Palazzo Pretorio (Sezione 4 – La Sacra Cintola, le cinte profane e Giovanni da Milano). Seguirà una rassegna esemplificativa delle diverse elaborazioni dell'iconografia che univa la morte della Vergine e la Assunzione nell'arte toscana del Trecento: una carrellata di dipinti, miniature, sculture permetterà di apprezzare la diversa interpretazione del tema in area fiorentina, dove San Tommaso afferra la Cintola, e in area senese, dove la cintola è lasciata cadere dalla Madonna in volo (Sezione 5 – L’Assunta e la Cintola: varianti nel Trecento toscano). Il percorso espositivo proseguirà presentando la tradizione iconografica dell’Assunta in terra toscana, dove prevale il tema della Madonna della Cintola col solo San Tommaso, con la selezione di esempi particolarmente significativi e concludendo con gli echi più tardi in area pratese, fino alle pale di Stradano e di Santi di Tito (Sezione 6 – L’Assunta e la Cintola: la tradizione seguente).
Sono esposte tutte le testimonianze documentarie e visive che accompagnarono il culto della Cintola stessa e l'ostensione: le preziose custodie, le suppellettili e gli arredi della Cappella della Cintola nella Cattedrale. Alcuni apparati didattici aiuteranno a comprendere la natura anche tecnica del manufatto e a raccordare fra loro le testimonianze librarie e archivistiche. Si presentano anche testimonianze del culto della Cintola nel Duomo di Pisa. Anche il Duomo di Prato è parte integrante di un percorso che permetterà ai visitatori di entrare nella Cappella della Cintola, abitualmente preclusa alla visita e di ammirare da vicino il ciclo di affreschi realizzati da Agnolo Gaddi (Sezione 7 – Il culto e l’ostensione della Sacra Cintola a Prato e in Toscana).

La tradizione della Cintola mariana, il Pulpito di Donatello e il Duomo di Prato
È intorno alla Cintola mariana che si muove l'identità spirituale e civica di Prato, la reliquia che la tradizione pratese ritiene legata all’assunzione di Maria al cielo e che giunse da Gerusalemme nel XII secolo portata da Michele Dagomari. È difficile dire quanto realmente la cintura possa essere ricondotta storicamente a Maria, ma quel che è sicuro è che rappresenta uno straordinario simbolo per i pratesi. Perfino l'architettura della città è legata alla sua presenza. Fu infatti per permettere ai tantissimi pellegrini di partecipare all'Ostensione che si pensò l’originale collocazione del pulpito nel Duomo di Prato.
Il pulpito è una creazione unica, realizzato tra il 1428e il 1438 da Donatello e Michelozzo, non è uno spazio nato per la predicazione, ma è esclusivamente legato all’ostensione. Un capolavoro rinascimentale che ricollega con un dinamico effetto rotatorio la facciata tardogotica e il fianco romanico della Cattedrale; grazie alla sua posizione angolare si ricongiungono anche le due piazze intorno alla chiesa - la più piccola, antichissima, sul fianco, e quella grande, davanti alla facciata, creata tra fine Duecento e 1336. Il recente restauro del pulpito lo riconsegna alla città nel pieno della sua bellezza d’insieme, un fascino generato dal perfetto, equilibrato rapporto fra le parti: il ricco basamento retto dal capitello bronzeo, il parapetto coi putti danzanti, fino all’elegante baldacchino che lo protegge, ricollegandolo al coronamento della facciata. Per quasi sei secoli fedeli, pellegrini e curiosi, giunti da ogni parte del mondo si sono concentrati sul “grande nido”, come lo definì Gabriele Dannunzio.
È invece nella cappella del Gaddi, prezioso scrigno all'interno della Cattedrale di Santo Stefano, che si conserva la cintura. Gli affreschi di Agnolo Gaddi e la delicata statua della Madonna con il bambino di Giovanni Pisano che la adorna ne sono il centro e il cuore, il punto di riferimento storico e spirituale. Il ciclo di affreschi di Agnolo Gaddi si compone delle storie della Vergine e di quelle della Cintola nelle opposte pareti, un racconto per immagini che si fonde insieme nell'affresco frontale (in parte perduto) dell'Assunzione della Madonna, con il dono di quella Cintura a San Tommaso apostolo.
Ma il Duomo di Prato custodisce anche il grandioso ciclo Storie di Santo Stefano e San Giovanni Battista, una delle più alte espressioni della produzione di Filippo Lippi per qualità e complessità della pittura. La ‘sonorità luminosa’ degli affreschi e della vetrata nella Cappella Maggiore della Cattedrale, nel corso dei secoli, ha fatto da sfondo ai grandi eventi della vita ecclesiale e civile della comunità pratese. Il lavoro, eseguito dal 1452 al 1465, fu caratterizzato da lunghe pause legate agli altri impegni della bottega e alle umanissime vicende sentimentali dell’artista. È infatti intorno al 1456 il “rapimento”, dal vicino convento di Santa Margherita, della monaca Lucrezia Buti, dalla cui unione nacque Filippino, il più grande dei pittori pratesi. Lucrezia sarebbe da identificare nella Santa Margherita raffigurata ne La Madonna della Cintola, la pala d’altare dipinta da Filippo Lippi per il Convento di Santa Margherita (1456-1465) e ora conservata nel Museo di Palazzo Pretorio.

L'Ostensione pubblica del Cingolo dal pulpito si ha solo cinque volte durante l’anno: Pasqua, primo maggio, Assunzione di Maria (15 agosto), Natività di Maria (8 settembre) e Natale. Rare le occasioni di un uso diverso, sempre legate alla presenza di personaggi di eccezionale importanza, tra cui Giovanni Paolo II 19 aprile 1986 e Francesco il 10 novembre 2015.


Pretorio, un Museo per la città
Testimone silenzioso della storia della città l’edifico che ospita il Museo di Palazzo Pretorio, racconta oltre settecento anni di storia. Le prime notizie documentarie dell’edificio come palazzo pubblico risalgono al 1284, quando il Capitano del Popolo Francesco de’ Frescobaldi ne fece l’abitazione dei magistrati. Il primo nucleo fu ampliato nel Trecento, dando forma a uno dei più raffinati palazzi pubblici toscani del Medioevo. Col crescere della città il palazzo venne trasformato e adattato alle nuove esigenze e funzioni, il suo aspetto attuale è la sintesi dell'alternarsi degli stili architettonici e dei continui rimaneggiamenti della sua struttura. Nell’Ottocento, anche per gravi problemi statici perse importanza, rischiando addirittura di essere demolito. Gli imponenti restauri e rifacimenti comportano un nuovo uso della struttura che divenne nel 1912 sede della Galleria Comunale.
Risale al 1954 il nuovo allestimento rimasto sostanzialmente invariato fino all’ultimo, complessivo restauro, avviato nel 1998 e concluso nel 2013 che lo ha restituito al suo ruolo prestigioso: custode di opere d’arte ma anche forziere delle memorie e delle vicende storiche di Prato.
Negli splendidi spazi di Palazzo Pretorio si può ammirare una collezione di capolavori formata nei secoli grazie ad artisti come Bernardo Daddi, Giovanni da Milano, Donatello e Filippo Lippi, come i pratesi Filippino Lippi e Lorenzo Bartolini. Le sale del museo sono arricchite da affreschi, stemmi dipinti, statue e altri ornamenti lapidei, testimonianza delle varie destinazioni nel corso dei secoli. Al piano terreno, nelle sale dedicate all’accoglienza del pubblico, si conserva lo stemma trecentesco in pietra col Cavaliere, l’insegna più antica del Comune, ritrovato nei lavori del 1926.
Il Museo - A piano terra oggetti, dipinti e pannelli introducono il viaggio nella storia della città,si trovano il Forziere ligneo con gli emblemi della Repubblica, del popolo fiorentino, di Prato e dei suoi quartieri, lo Scudo del pittore fiorentino Zanobi Poggini, con i sette stemmi delle più importanti istituzioni assistenziali cittadine e dipinti, come la Visione di san Filippo Neri, dipinta da Orazio Fidani che celebra la concessione a Prato dell'agognato titolo di diocesi e di città, ottenuto nel 1653. Il primo piano è dedicato alle opere dal Trecento al Quattrocento, con i grandi Polittici, tra cui la spettacolare macchina d'altare di Giovanni da Milano, e con i capolavori di Filippo Lippi e dell'Officina pratese, una pagina cruciale del Rinascimento. Una sala è interamente dedicata alla Sacra Cintola. Il secondo piano ospita le opere fra il Cinquecento e il Settecento; le grandi Pale testimoniano la presenza in città di conventi, chiese e oratori, con opere del Poppi, Santi di Tito e Alessandro Allori ma anche i dipinti di Maestri come Battistello Caracciolo, Cecco Bravo e Mattia Preti. Nel mezzanino fra il secondo e il terzo piano è allestita una selezione di opere della collezione Martini, raro esempio di cabinet d'art di gusto settecentesco. Il salone del terzo piano, ristrutturato agli inizi del Novecento con una solenne copertura lignea a capriate, è dedicato a Ottocento e Novecento, vi si trovano le opere di Lorenzo Bartolini, formidabile interprete del naturalismo a livello europeo, in stretto dialogo con quelle di Jacques Lipchitz, protagonista dell'arte del Novecento.
A ogni piano il periodo storico di riferimento è introdotto dal ritratto. Il primo è mercante pratese Francesco di Marco Datini, al quale si deve il finanziamento di tanti capolavori in città. Fu realizzato dal pittore pratese Tommaso di Piero Trombetto nel 1491. Testimonial del secondo piano è Francesco I de' Medici, dipinto da Maso da San Friano; al piano mezzanino fra il secondo e il terzo figura il granduca Pietro Leopoldo di Lorena: a lui si deve la formazione della prima pinacoteca civica della città, ritratto da Stefano Gaetano Neri. Al terzo piano si trova Umberto I di Savoia, dipinto dal pratese Alessandro Franchi.
Le collezioni - La storia del Museo inizia nel 1788, quando il granduca di Toscana Pietro Leopoldo di Lorena propone di raccogliere nel Palazzo Comunale un primo nucleo di dipinti provenienti dai monasteri e dagli oratori soppressi con l’intento illuminista di educare all’arte i giovani della Scuola comunale del Disegno. La pinacoteca civica nasce però solo settant’anni dopo, nel 1858, in due sale del Palazzo Comunale e si compone di trentacinque opere, tra le quali i polittici di Giovanni da Milano e Bernardo Daddi, la Madonna della Cintola e la Madonna del Ceppo di Filippo Lippi, la Pala dell’Udienza di Filippino. Tra il 1866 e il 1900 la collezione si arricchisce grazie a ulteriori acquisizioni e alle prime donazioni. Negli spazi espositivi del Palazzo Comunale, nel frattempo ampliati e riorganizzati, arrivano la predella con le Storie della Sacra Cintola di Bernardo Daddi, la Natività di Filippo Lippi e, dallo Spedale Misericordia e Dolce, la collezione Martini con un consistente nucleo di dipinti del Seicento e Settecento. Il 27 aprile del 1912 viene inaugurata la nuova sede della galleria comunale, la collezione continua ad arricchirsi. Nel 1928 è affidato al Museo in deposito statale un primo nucleo di modelli in gesso dello scultore pratese Lorenzo Bartolini. Mostre ed esposizioni si susseguono fino al 1940, quando il Museo viene chiuso a causa della guerra e le opere spostate in luoghi più sicuri. La successiva riapertura è del 1954, tra le mostre organizzate in questo periodo, due soprattutto meritano di essere ricordate: quella del 1955 curata da Federigo Melis sugli straordinari documenti dell’archivio Datini, inaugurata da due presidenti della Repubblica, il neo eletto Giovanni Gronchi e l’uscente Luigi Einaudi; e la prima grande mostra dedicata a Lorenzo Bartolini nel 1978, a cura di Anna Maria Petrioli Tofani ed Ettore Spalletti.
Mentre si concludono i restauri e la riprogettazione del museo, dopo la chiusura del 1998, la collezione si arricchisce: nel 2010 con l’acquisto del Crocifisso di Filippino Lippi; nel 2011 con la donazione Lipchitz e nel 2012 con le pale di Santi di Tito e Alessandro Allori donate da Angela Riblet. Nel 2013 la riapertura, a settembre la mostra Da Donatello a Lippi. Officina pratese, la prima grande mostra sul Rinascimento a Prato. Ad aprile 2014 si inaugura finalmente l’attuale allestimento del Museo.
Il futuro
A fine mese la conclusione dei lavori per il recupero delle sale dell’ex Monte dei Pegni nel complesso di Palazzo Pretorio, ultimo tassello del restauro iniziato nel 1998. Si tratta di due grandi ambienti di 400 metri quadrati al piano terra. Proprio in questi spazi si è inaugurata la mostra Legati da una Cintola


Matteo Biffoni, Sindaco di Prato: "Settembre è il mese in cui la Città di Prato celebra i due più importanti appuntamenti civili e religiosi: il 6 Settembre, la Liberazione del 1944; l'8 settembre, il culto della Sacra Cintola attraverso l'ostensione storicamente più partecipata delle cinque ostensioni annuali. Quest'anno, l'ostensione connessa alla natività di Maria - che cade l'8 settembre - sarà idealmente anticipata dal Museo di Palazzo Pretorio, antico custode delle virtù civili della Città, presso il quale il 7 settembre inaugureremo  “Legati da una cintola  - L'Assunta di Bernardo Daddi e l'identità di una Città". Decidere di dedicare una mostra al Sacro Cingolo vuol dire decidere di raccontare con perizia come gli elementi devozionali e legati al culto siano inscindibilmente connessi alla storia della committenza artistica della città e questa a sua volta sia non distinguibile dal governo della città stessa.  Arte, Governo, Culto: un percorso di straordinaria intensità che con particolare acutezza a far data dal Trecento arriva ai giorni nostri. La Cintola è custodita nella cappella appositamente eretta all'interno della Cattedrale di Santo Stefano, nucleo fondante la Città. Il reliquiario e la striscia di stoffa di 87 centimetri che Michele Dagomari ricevette in Terra Santa sono nella disponibilità esclusiva ma congiunta di Sindaco (due chiavi) e Vescovo (una chiave). Ogni ostensione rinnova pertanto un legame che nel culto trova sublimazione ma che nel culto, per l'appunto, non si esaurisce. Prato è una città da scoprire ma anche da riscoprire, dinamica sotto il profilo sociale, economico, culturale; Prato caratterizzata dal saper leggere con occhi nuovi anche la tradizione, l’incontro tra mondi diversi.  La Sacra Cintola è il simbolo di questa natura di Prato. Simbolo rappresentato chiaramente da Bernardo Daddi sette secoli fa e simbolo oggi anche stilizzato dalla porta d'ingresso ovvero dal nuovo Museo Pecci che sette secoli dopo nella Sacra Cintola trova ispirazione e nuova forma - il cosiddetto "anello" è in realtà una cintura - per una rinascita. La Cintola è il simbolo di Prato  una città che crede nella cultura, anche se non sempre questo valore è percepito fuori dai confini. Questa è una grande mostra tanto che oggi abbiamo ricevuto dal Quirinale la medaglia d'oro del Presidente della Repubblica, onoreficienza riservata a esposizioni di alto livello".

Franco Agostinelli, Vescovo di Prato: “La Cintola è un simbolo per tutti: per chi è credente e vede nella reliquia un tramite per arrivare a Dio e per chi non lo è un valore che lega tutta la città. Da qui il titolo Legati da una Cintola”.

Simone Mangani, Assessore alla Cultura: "Un percorso che dialoga con la città che coincide anche con con l'inaugurazione del restaurato Monte de' Pegni ovvero dell'area del Pretorio destinata in via prioritaria alle esposizioni temporanee: quattro austere, versatili, sale che confermano l'impegno per un Museo della Storia della Città”.

Andrea De Marchi, co-curatore della mostra:"Una mostra che sottolinea come il genio artistico non sia isolato, ma frutto di un contesto culturale e Prato lo è stato nel 1300. La mostra può essere letta attraversi vari livelli, ma il nostro obiettivo è di trasmettere emozioni che nascono dalla conoscenza."

Marco Ciatti, Soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure di Firenze: “L’Opificio volentieri collabora a questa bella mostra, in occasione della quale ha eseguito alcune indagini diagnostiche ed interventi sulle opere, assicurando altresì il controllo e il monitoraggio della sede espositiva. Ritengo che questa mostra abbia un valore particolare perché evidenzia quel profondo legame che unisce un’opera d’arte alla vita delle persone. Talvolta quando guardiamo un’opera ci dimentichiamo di contestualizzarla, trascurando il fatto che essa è espressione di un preciso momento storico e culturale, che ne ha determinato la sua origine e sue caratteristiche”.


La reliquia della Cintola della Vergine, rilasciata a San Tommaso e dopo avventurose peripezie pervenuta a Prato nel 1141, rappresentò un vero e proprio mito identitario, in cui l’intera città si riconobbe nel periodo della sua più tumultuosa crescita, fra Due e Trecento.
La venerata cintura, custodita nella cattedrale di Santo Stefano e nell’occasione resa visibile da vicino in una teca apposita, nella cappella a lei consacrata, è stata per secoli il tesoro più prezioso della città, contribuendo a rafforzarne il prestigio e l’identità in un avvincente intreccio di devozione, arte e tradizione.
La mostra intende raccontare questa storia, che affonda le sue radici nel sec. XII, quando uno scultore attivo in Spagna e in Toscana, autore dei capitelli del chiostro della cattedrale, il Maestro di Cabestany, per la prima volta scolpì la Vergine che consegna la Cintola a Tommaso, in un rilievo che in via del tutto eccezionale sarà esposto a Prato.
Attorno a questa reliquia, disputata fra chiesa e comune, crebbe per gradi la fabbrica gotica dell’allora prepositura di Santo Stefano, fino alla realizzazione di una cappella apposita presso l’ingresso, affrescata da Agnolo Gaddi tra 1392 e 1395, e del pulpito di Donatello e Michelozzo per l’ostensione periodica, sull’angolo della nuova facciata. Nel 1312 il pistoiese Musciattino aveva tentato di rubarla: venne punito a morte e in seguito si curò un nuovo allestimento in una cappella a lato della maggiore, per cui Bernardo Daddi tra 1337 e 1338 dipinse un’importante pala. Cuore spettacolare della mostra è la ricostruzione di questa tavola dell’Assunta, divisa fra Prato, la Pinacoteca Vaticana e il Metropolitan Museum di New York, arricchita da due predelle che raccontavano la migrazione della reliquia da Gerusalemme a Prato e, in parallelo, quella del corpo di Santo Stefano da Gerusalemme a Roma.
Prato in questo modo si proiettava in una dimensione di assoluto prestigio cultuale e simbolico, rifacendosi all’Urbe e alla Terra Santa, svincolandosi dalle rivalità con le vicine Firenze e Pistoia.
La Cintola si associava all’idea stessa di un grembo fecondo e faceva convergere nel culto mariano le attese propiziatorie e taumaturgiche. Una serie di cintole profane di età gotica, preziosamente decorate, fanno capire la carica simbolica di un simile oggetto, esibito anche dalla Santa Caterina dipinta da Giovanni da Milano nel suo polittico pratese. Altri dipinti e miniature aiuteranno a contestualizzare la fioritura artistica e culturale della città in questo momento storico, quando attirò l’opera di grandi artisti della statura di Giovanni Pisano e di Bernardo Daddi.
L’immagine dell’Assunta e della consegna della Cintola trovò dunque a Prato un luogo di elaborazione privilegiata. Grazie ad una carrellata di opere soprattutto del Tre e Quattrocento si possono seguire le varianti successive nell’elaborazione di questa scena. Attraverso altre testimonianze si comprendere la continuità del culto, la valenza civica e politica della Cintola e della sua ostensione attraverso i secoli seguenti.

Andrea De Marchi e Cristina Gnoni Mavarelli


Legati da una cintola. L’Assunta di Bernardo Daddi e l’identità di una città
A cura di: Andrea De Marchi e Cristina Gnoni Mavarelli

Dal 7 settembre 2017 al 14 gennaio 2018
Mostra promossa da: Comune di Prato, Museo di Palazzo Pretorio
Con la collaborazione di: Diocesi di Prato
Progetto di mostra: Andrea De Marchi e Cristina Gnoni Mavarelli
Comitato scientifico: Claudio Cerretelli, Fulvio Cervini, Keith Christiansen, Marco Ciatti, Enrico Colle, Daniela Degl’Innocenti, Andrea De Marchi, Renzo Fantappiè, Cristina Gnoni Mavarelli, Rita Iacopino, Isabella Lapi Ballerini, Antonio Paolucci, Marco Pratesi, Carl Brandon Strehlke, Diana Toccafondi
Orario: dalle 10.30 alle 18.30 tutti i giorni (eccetto il martedì non festivo)
Biglietto mostra: €. 8, intero, €. 6 ridotto* (*riduzioni e gratuità sul sito www.palazzopretorio.prato.it/la-visita); il biglietto di ingresso alla mostra permette inoltre uno sconto sulla visita al ciclo di affreschi di Filippo Lippi nel Duomo di Prato
Biglietto ingresso museo, se abbinato alla mostra €. 4 euro; con il biglietto di ingresso alla mostra si accede anche alla Cappella della Sacra Cintola nel Duomo di Prato (prenotare l’orario di ingresso).
Prevendite biglietti on line dal 15 luglio: call-center al numero 0574 19 34 9961; dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18; sabato dalle 9 alle 14; tour@coopculture.it (per i gruppi); edu@coopculture.it (per le scuole)
Pratomusei card: è la tessera nata dalla sinergia tra i quattro principali Musei di Prato: Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Museo del Tessuto, Museo di Palazzo Pretorio, Musei Diocesani; la card ha una validità di 3 giorni consecutivi a partire dal primo utilizzo e consente l’ingresso illimitato ai quattro musei oltre alla circolazione sulla rete di trasporto pubblico cittadino; Card individuale e nominativa al costo di €. 16; Family card valida per 2 adulti + 2 ragazzi (fino ai 14 anni) €. 28; La card è acquistabile presso le biglietterie dei quattro musei partner oppure in prevendita online su http://etickets.coopculture.it
Progetto di allestimento: Francesco Procopio

Immagine grafica: Studio Rovai
Ufficio Stampa Mostra: Studio Maddalena Torricelli - studio@maddalenatorricelli.com - Tel. 02 76280433
Ufficio Stampa Palazzo Pretorio: Francesca Tassi - Società Cooperativa Culture - ufficiostampapretorio@coopculture.it - M. 328 7253586
Ufficio Stampa Comune di Prato: Eleonora Della Ratta - ufficiostampa@comune.prato.it  - Tel. 0574 1836311

Museo di Palazzo Pretorio
Piazza del Comune
59100 Prato

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GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO: 23/24 settembre 2017  

Sabato apertura straordinaria serale al prezzo simbolico di 1 euro


Le Giornate Europee del Patrimonio tornano nei musei e nei luoghi della cultura di tutta Italia nel prossimo fine settimana. Sabato 23 settembre con orari e costi ordinari nel corso della giornata e apertura straordinaria serale di tre ore al prezzo simbolico di 1€; e domenica 24 settembre con orari e costi ordinari e molti eventi, dai voli in mongolfiera alle caccie al tesoro, dalle letture animate alle aperture straordinarie di siti normalmente non accessibili.
Il tema scelto dal Consiglio d’Europa per la nuova edizione è “Cultura e Natura”, un argomento di grande attualità che permette di approfondire l’interazione dell’uomo con l’ambiente che lo circonda, in un ampio arco cronologico che va dalla preistoria all’epoca contemporanea.
Aderiscono all’iniziativa, che nelle scorse edizioni ha registrato un grande successo di pubblico, anche moltissimi luoghi della cultura non statali tra musei civici, comuni, gallerie, fondazioni e associazioni private, costruendo un’offerta culturale estremamente variegata, con un calendario che arriva a sfiorare i mille eventi.
Dai voli dimostrativi in mongolfiera alla Reggia di Caserta al viaggio tra le antiche incisioni raffiguranti Pompei e Ercolano conservate alla Biblioteca Universitaria di Napoli, dalla visita della Piscina Mirabilis di Bacoli all’interno del parco archeologico dei Campi Flegrei alle immagini “politiche” tratte da manoscritti medievali e moderni visibili nella mostra “Lo sguardo del potere” all’Archivio di Stato di Bologna, dall’apertura straordinaria del complesso abaziale di Pomposa a quella delle “Case Decorate” agli Scavi di Ostia Antica, dalle diverse attività che si terranno al Museo Nazionale Romano delle Terme di Diocleziano per illustrare la vita quotidiana e la preparazione dei cibi nella Roma antica agli itinerari guidati nel parco archeologico dell’Appia Antica, dalle visite Flower Power nella Pinacoteca di Brera a Milano all’apertura straordinaria del torricino nord del Palazzo Ducale di Urbino, dalle osservazioni astronomiche nel suggestivo luogo federiciano di Castel del Monte a Andria all’omaggio al paesaggio nelle opere in mostra alla pinacoteca nazionale di Sassari, dalla visita speciale “Il profumo del simbolo. I fiori nei quadri dell’Allori” presso la Galleria dell’Accademia di Firenze alla caccia al tesoro dei Longobardi al Museo Nazionale del Ducato di Spoleto, dai sotterranei in notturna al Museo Nazionale Atestino di Este alle letture animate per bambini tra i colori del Museo Nazionale di Villa Pisani a Stra e molti altri eventi in tutte le regioni d’Italia.

ABRUZZO      
Museo archeologico "La Civitella" CHIETI CHIETI 20.00-23.00
Museo archeologico nazionale d'Abruzzo - Villa Frigerj CHIETI CHIETI 20.00-23.00
Castello Piccolomini L'AQUILA CELANO 20.00-23.00
Museo nazionale d'Abruzzo L'AQUILA L'AQUILA 20.00-23.00
Museo "Casa natale di Gabriele D'Annunzio" PESCARA PESCARA 20.00-23.00
       
       
BASILICATA      
Museo archeologico nazionale di Metaponto MATERA BERNALDA 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.45)
Museo nazionale arte medievale e moderna della Basilicata MATERA MATERA 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.45)
Museo archeologico nazionale "Domenico Ridola" MATERA MATERA 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.45)
Palazzo De Lieto MATERA MATERA 21.00-24.00
Ex Ospedale San Rocco MATERA MATERA 20.00-23.00
Museo nazionale archeologico della Siritide MATERA POLICORO 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.45)
Museo archeologico nazionale dell'Alta Val d'Agri POTENZA GRUMENTO NOVA 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.45)
Museo archeologico nazionale del Melfese "Massimo Pallottino" POTENZA MELFI 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.45)
Museo archeologico nazionale POTENZA MURO LUCANO 20.00-23.00
Museo archeologico nazionale della Basilicata "Dinu Adamesteanu" POTENZA POTENZA 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.45)
Palazzo Loffredo POTENZA POTENZA 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.30)
Sabap - Laboratorio di restauro POTENZA POTENZA 20.00-23.00
Centro espositivo POTENZA TRICARICO 20.00-23.00
Museo archeologico nazionale POTENZA VENOSA 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.45)
       
       
CALABRIA      
Museo archeologico nazionale e Parco archeologico di Scolacium CATANZARO BORGIA 19:00-22:00 (ultimo ingresso 21.30)
Museo archeologico Lametino CATANZARO LAMEZIA TERME 20.00-23.00
Museo archeologico di Amendolara COSENZA AMENDOLARA 20.00-23.00
Museo archeologico Lametino CATANZARO LAMEZIA TERME 20.00-23.00
Museo archeologico nazionale della Sibaritide COSENZA CASSANO ALL'IONIO 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.30)
Parco archeologico della Sibaritide COSENZA CASSANO ALL'IONIO 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.30)
Galleria nazionale di Cosenza COSENZA COSENZA 18.00-21.00
Antiquarium di Torre Cimalonga COSENZA SCALEA 20.00-23.00
Museo archeologico nazionale di Crotone CROTONE CROTONE 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.30)
Museo e Parco archeologico nazionale di Capo Colonna CROTONE CROTONE 20.00-23.00
Museo e Parco archeologico nazionale REGGIO DI CALABRIA LOCRI 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.30)
Museo e Area archeologica dell'antica Kaulon REGGIO DI CALABRIA MONASTERACE 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.30)
Parco archeologico dei Tauriani di Palmi REGGIO DI CALABRIA PALMI 19.00-22.00
Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria REGGIO DI CALABRIA REGGIO DI CALABRIA 20.00-23.00
Mura Greche,Scavi Piazza Italia, Castello Aragonese REGGIO DI CALABRIA REGGIO DI CALABRIA 19.00-22.00
Museo Statale VIBO VALENTIA MILETO 19.00-22.00
Museo archeologico nazionale " Vito Capialbi" VIBO VALENTIA VIBO VALENTIA 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.30)
       
       
CAMPANIA      
Antiquarium AVELLINO ARIANO IRPINO 20.00-23.00
Basilica Paleocristiana di Capo La Torre AVELLINO ATRIPALDA 20.00-23.00
Museo del Palazzo della Dogana dei Grani AVELLINO ATRIPALDA 19:00-22:00 (ultimo ingresso 21.30)
Tombe Romane AVELLINO AVELLA 20.00-23.00
Anfiteatro AVELLINO AVELLA 20.00-23.00
Ex Carcere borbonico AVELLINO AVELLINO 20.00-23.00
Parco archeologico dell'antica Aeclanum AVELLINO MIRABELLA ECLANO 19.30-22.30
Museo archeologico nazionale del Sannio Caudino BENEVENTO MONTESARCHIO 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.30)
Museo archeologico dell'antica Allifae CASERTA ALIFE 19:30-22:30 (ultimo ingresso 22.00)
Palazzo Reale (Reggia di Caserta) CASERTA CASERTA 19:30-22:30 (ultimo ingresso 21.45)
Museo archeologico di Teanum Sidicium CASERTA TEANO 19:30-22:30 (ultimo ingresso 22.00)
Museo archeologico dell'antica Calatia CASERTA MADDALONI 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.00)
Museo archeologico dell'antica Capua e Mitreo CASERTA S.M. CAPUA VETERE 19:30-22:30 (ultimo ingresso 22.00)
L'Anfiteatro Campano CASERTA S.M. CAPUA VETERE 19:30-22:30 (ultimo ingresso 22.00)
Museo archeologico dell'Agro atellano CASERTA SUCCIVO 19:30-22:30 (ultimo ingresso 22.00)
Museo archeologico dei Campi Flegrei NAPOLI BACOLI 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.30)
Scavi e Antiquarium nazionale NAPOLI BOSCOREALE 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.30)
Certosa di San Giacomo NAPOLI CAPRI 17:00-20:00 (ultimo ingresso 19.30)
Castel Sant'Elmo NAPOLI NAPOLI 19:30-22:30 (ultimo ingresso 21.30)
Museo Duca di Martina NAPOLI NAPOLI 19:00-22:00 (ultimo ingresso 21.15)
Certosa e Museo di San Martino NAPOLI NAPOLI 19:30-22:30 (ultimo ingresso 21.30)
Palazzo Reale NAPOLI NAPOLI 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.00)
Museo di Capodimonte NAPOLI NAPOLI 19:30-22:30 (ultimo ingresso 21.30)
Tomba di Virgilio NAPOLI NAPOLI 19:30-22:30 (ultimo ingresso 22.00)
Museo Pignatelli NAPOLI NAPOLI 19:00-22:00 (ultimo ingresso 21.00)
Complesso monumentale dei Girolamini NAPOLI NAPOLI 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.30)
Museo archeologico nazionale NAPOLI NAPOLI 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.30)
Museo archeologico di Nola NAPOLI NOLA 19:00-22:00 (ultimo ingresso 21.30)
Parco archeologico di Ercolano NAPOLI ERCOLANO 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.00)
Scavi di Pompei NAPOLI POMPEI 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.30)
Museo Archeologico della penisola sorrentina "Georges Vallet NAPOLI PIANO DI SORRENTO Manifestazione di riapertura dalle ore 17.00
Scavi di Oplontis NAPOLI TORRE ANNUNZIATA 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.30)
Parco archeologico di Elea-Velia SALERNO ASCEA 19:30-22:30 (ultimo ingresso 21.30)
Museo archeologico nazionale di Volcei "Marcello Gigante" SALERNO BUCCINO 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.30)
Museo archeologico nazionale di Eboli e della media valle del Sele SALERNO EBOLI 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.30)
Villa romana e antiquarium di Minori SALERNO MINORI 19.30-22.30
Certosa di San Lorenzo SALERNO PADULA 19:30-22:30 (ultimo ingresso 22.00)
Museo archeologico della Valle del Sarno SALERNO SARNO 19:00-22:00 (ultimo ingresso 21.30)
Museo archeologico nazionale di Pontecagnano SALERNO PONTECAGNANO 19:30-22:30 (ultimo ingresso 22.00)
Museo archeologico nazionale e Area archeologica di Paestum SALERNO CAPACCIO 19:30-22:30 (ultimo ingresso 21.50)
San Pietro a Corte (ipogeo e chiesa S. Anna) SALERNO SALERNO 20.00-23.00
Domus romana del Vicolo della Neve SALERNO SALERNO 18.30-21.30
       
       
EMILIA ROMAGNA      
Pinacoteca nazionale di Bologna BOLOGNA BOLOGNA 19.30-22.30 (ultimo ingresso 22.00)
Abbazia di Pomposa e Museo Pomposiano FERRARA CODIGORO 19.30-22.30 (ultimo ingresso 22.00)
Museo archeologico nazionale di Ferrara FERRARA FERRARA 17.00-20.00 (ultimo ingresso 19.30)
Museo di casa Romei FERRARA FERRARA 19.30-22.30 (ultimo ingresso 22.00)
Museo Archeologico Nazionale di Sarsina FORLI'-CESENA SARSINA 19.00-22.00 (ultimo ingresso 21.30)
Galleria Estense di Modena MODENA MODENA 19.30-22.30 (ultimo ingresso 22.00)
Palazzo Ducale di Sassuolo MODENA SASSUOLO 19.00-22.00 (ultimo ingresso 21.30)
Castello di Torrechiara PARMA LANGHIRANO 19.30-22.30 (ultimo ingresso 22.00)
Complesso monumentale della Pilotta PARMA PARMA 19.00-22.00 (ultimo ingresso 21.30)
Area archeologica di Veleia PIACENZA LUGAGNANO VAL D'ARDA 19.00-22.30
Museo dell'età neoclassica in Romagna in Palazzo Milzetti RAVENNA FAENZA 18.30-21.30 (ultimo ingresso 21.00)
Basilica di Sant' Apollinare in Classe RAVENNA RAVENNA 19.30-22.30 (ultimo ingresso 22.00)
Battistero degli Ariani RAVENNA RAVENNA 16.30-19.30 (ultimo ingresso 19.00)
Museo nazionale di Ravenna RAVENNA RAVENNA 19.30-22.30 (ultimo ingresso 22.00)
Mausoleo di Teodorico RAVENNA RAVENNA 19.00-22.00 (ultimo ingresso 21.30)
Palazzo di Teodorico RAVENNA RAVENNA 20.00-23.00 (ultimo ingresso 22.30)
Laboratorio di restauro RAVENNA RAVENNA 20.00-22.30
       
       
FRIULI VENEZIA GIULIA      
Museo Storico e parco del Castello di Miramare TRIESTE TRIESTE 19.30-22.30 (ultimo ingresso 22.00)
Museo archeologico nazionale di Aquileia UDINE AQUILEIA 19.30-22.30 (ultimo ingresso 22.00)
Museo archeologico nazionale di Cividale del Friuli UDINE CIVIDALE 20.00-22.30
Casa Bertoli UDINE AQUILEIA 16.30-19.30 (ultimo ingresso 19.00)
       
       
LAZIO      
Museo archeologico nazionale "G. Carettoni" e Area archeologica di Casinum FROSINONE CASSINO 20.00-23.00 area archeologica 16.00-19.00
Museo archeologico nazionale di Formia LATINA FORMIA 19.30-22.30
Comprensorio archeologico di Minturnae LATINA MINTURNO 20.00-23.00 (ultimo ingresso 22.30)
Museo archeologico nazionale e area archeologica di Sperlonga LATINA SPERLONGA 19.30-22.30
Antiquarium e l'area archeologica di lucus feroniae ROMA CAPENA 19.30-22.30 (ultimo ingresso 21.30)
Museo nazionale archeologico Cerite ROMA CERVETERI 19.30-22.30
Necropoli della Banditaccia ROMA CERVETERI 20.00-23.00 (ultimo ingresso 22.00)
Museo nazionale archeologico ROMA CIVITAVECCHIA 19.30-22.30
Villa di Orazio ROMA LICENZA 20.00-23.00 (ultimo ingresso 22.00)
Museo delle Navi Romane di Nemi ROMA NEMI 19.00-22.00
Museo archeologico nazionale di Palestrina e Santuario della Fortuna Primigenia ROMA PALESTRINA 20.00-23.00
Complesso monumentale del Foro ROMA PALESTRINA 19.00-22.00 (ultimo ingresso 21.00)
Galleria Spada ROMA ROMA 19.30-22.30
Monumento a Vittorio Emanuele II ROMA ROMA 19.30-22.30
Complesso monumentale del San Michele a Ripa ROMA ROMA 19.00-23.00
Palazzo Farnese * ROMA ROMA 10.00-23.00 (ultimo ingresso 22.00)
Palazzo Patrizi Clementi ROMA ROMA 20.00-23.00
Galleria Borghese ROMA ROMA 19.00-22.00
Galleria nazionale d'arte Moderna e Contemporanea ROMA ROMA 19.30-22.30 (ultimo ingresso 21.45)
Museo nazionale del Palazzo di Venezia ROMA ROMA 19.30-22.30
Museo nazionale di Castel Sant'Angelo ROMA ROMA 19.30-22.30
Pantheon * ROMA ROMA 19.30-22.30
Museo nazionale etrusco di Villa Giulia ROMA ROMA 19.30-22.30 (ultimo ingresso 21.30)
Museo degli strumenti musicali ROMA ROMA 19.00-22.00
Museo nazionale d'arte orientale "Giuseppe Tucci" -Museo delle Civiltà ROMA ROMA 19.00-22.00 (ultimo ingresso 21.30)
Museo dell'Alto Medioevo -Museo delle Civiltà ROMA ROMA 19.00-22.00 (ultimo ingresso 21.30)
Museo nazionale preistorico ed etnografico "L. Pigorini" -Museo delle Civiltà ROMA ROMA 19.00-22.00 (ultimo ingresso 21.30)
Istituto nazionale delle arti e tradizioni popolari -Museo delle Civiltà ROMA ROMA 19.00-22.00 (ultimo ingresso 21.30)
Palazzo Massimo - Museo nazionale Romano ROMA ROMA 20.00-23.00 (ultimo ingresso 22.00)
Terme di Diocleziano - Museo nazionale Romano ROMA ROMA 20.00-23.00 (ultimo ingresso 22.00)
Palazzo Altemps - Museo nazionale Romano ROMA ROMA 20.00-23.00 (ultimo ingresso 22.00)
Crypta Balbi - Museo nazionale Romano ROMA ROMA 20.00-23.00 (ultimo ingresso 22.00)
Antiquarium di Lucrezia Romana - Parco archeologico dell'Appia antica ROMA ROMA 19.00-22.00
Mausoleo di Cecilia Metella- Parco archeologico dell'Appia antica ROMA ROMA 19.00-22.00 (ultimo ingresso 21.00)
Villa Capo di Bove- Parco archeologico dell'Appia antica ROMA ROMA 18.30-21.30
Castello di Giulio II ROMA ROMA 18.30-21.30
Antiquarium di Pyrgi ROMA SANTA MARINELLA 19.00-22.00 (ultimo ingresso 21.00)
Villa d'Este ROMA TIVOLI 19.15-22.15 (ultimo ingresso 21.15)
Area archeologica di Villa Adriana ROMA TIVOLI 19.00-22.00 (ultimo ingresso 21.00)
Santuario di Ercole Vincitore ROMA TIVOLI Ingresso gratuito per max 100 persone solo su prenotazione obbligatoria
Palazzo Farnese VITERBO CAPRAROLA 19.30-22.30
Museo archeologico di Vulci VITERBO CANINO 19.30-22.30
Forte Sangallo e Museo archeologico dell'Agro Falisco VITERBO CIVITA CASTELLANA 19.00-22.00
Palazzo Altieri VITERBO ORIOLO ROMANO 20.00-23.00
Museo archeologico nazionale VITERBO TARQUINIA 19.30-22.30
Necropoli dei Monterozzi di Tarquinia VITERBO TARQUINIA 19:30-22:30 (ultimo ingresso 21.30)
Museo archeologico nazionale VITERBO TUSCANIA 19.30-22.30
Museo nazionale Etrusco di Viterbo - Rocca Albornoz VITERBO VITERBO 19.30-22.30
Villa Lante VITERBO VITERBO 20.00-23.00
       
       
LIGURIA      
Museo di Palazzo Reale GENOVA GENOVA 19.00-22.00 (ultimo ingresso 21.30)
Galleria nazionale di Palazzo Spinola GENOVA GENOVA 19.30-22.30 (ultimo ingresso 22.00)
Castello di San Terenzo LA SPEZIA LERICI 20.00-23.00
Museo archeologico nazionale di Luni LA SPEZIA ORTONOVO 20.00-23.00
       
       
LOMBARDIA      
Parco Nazionale dei massi di Cemmo BRESCIA CAPO DI PONTE 20.00-23.00 (ultimo ingresso 22.30)
MUPRE - Museo nazionale della Preistoria della Valle Camonica BRESCIA CAPO DI PONTE 20.00-23.00
Museo archeologico nazionale della Valle Camonica BRESCIA CIVIDATE CAMUNO 19.00-22.00
Villa Romana BRESCIA DESENZANO DEL GARDA 20.00-23.00 (ultimo ingresso 22.30)
Grotte di Catullo BRESCIA SIRMIONE 19.00-22.00
Area archeologica della villa tardoantica e Antiquarium CREMONA PALAZZO PIGNANO 19.00-22.00
Museo di Palazzo Ducale MANTOVA MANTOVA 19.15-22.15 (ultimo ingresso 21.20)
Museo archeologico di Mantova MANTOVA MANTOVA 19.00-22.00
Pinacoteca di Brera MILANO MILANO 18.00-22.00 (ultimo ingresso 21.40)
Cenacolo Vinciano MILANO MILANO 19.00-22.00
Cappella Espiatoria di Monza MONZA MONZA E DELLA BRIANZA 18.00-21.00
Museo archeologico della Lomellina VIGEVANO PAVIA 20.00-23.00
Palazzo Besta SONDRIO TEGLIO 17.00-20.00
Area archeologica e Antiquarium di Castelseprio VARESE CASTELSEPRIO 19.30-22.30 (ultimo ingresso 22.00)
       
       
MARCHE      
Museo archeologico nazionale delle Marche ANCONA ANCONA 20.00-23.00
Museo Tattile Statale Omero ANCONA ANCONA 16.00-19.00
Museo archeologico Statale ANCONA ARCEVIA 20.00-23.00
Museo archeologico Statatale di Numana ANCONA NUMANA 20.00-23.00
Rocca Roveresca ANCONA SENIGALLIA 20.00-23.00
Museo archeologico Statale ASCOLI PICENO ASCOLI PICENO 20.00-23.00
Museo archeologico Statale di Cingoli Moscosi MACERATA CINGOLI 20.00-23.00
Rocca Demaniale di Gradara PESARO URBINO GRADARA 20.00-23.00
Galleria nazionale delle Marche PESARO URBINO URBINO 20.00-23.00
       
       
MOLISE      
Museo sannitico di Campobasso CAMPOBASSO CAMPOBASSO 18.45-21.45
Palazzo Pistilli CAMPOBASSO CAMPOBASSO 19.00-22.00
Palazzo Japoce CAMPOBASSO CAMPOBASSO 17.00-21.00
Castello di Civitacampomarano CAMPOBASSO CIVITACAMPOMARANO 16.00-20.00
Castello di Capua CAMPOBASSO GAMBATESA 18.45-21.45
Anfiteatro romano CAMPOBASSO LARINO 17.00-20.00
Museo della città e del territorio CAMPOBASSO SEPINO 18.45-21.45
Area archeologica di Sepino CAMPOBASSO SEPINO 18.00-21.00
Complesso Monumentale di San Vincenzo a Volturno ISERNIA CASTEL S. VINCENZO 19.00-22.00
Museo nazionale del Paleolitico d'Isernia ISERNIA ISERNIA 19.00-22.00
Museo di S. Maria delle Monache ISERNIA ISERNIA 18.00-21.00
Area archeologica di Pietrabbondante ISERNIA PIETRABBONDANTE 16.00-19.00 (ultimo ingresso 18.30)
Museo archeologico di Venafro ISERNIA VENAFRO 19.00-22.00
Museo nazionale di Castello Pandone ISERNIA VENAFRO 19.00-22.00
Anfiteatro loc. Verlascio ISERNIA VENAFRO 17.00-20.00
       
       
PIEMONTE      
Forte di Gavi ALESSANDRIA GAVI 17.30-20.30 (ultimo ingresso 19.30)
Area archeologica di Libarna ALESSANDRIA SERRAVALLE SCRIVIA 20.00-23.00
Area archeologica di Augusta Bagiennorum CUNEO BENE VAGIENNA 18.00-21.00
Complesso monumentale di Racconigi CUNEO RACCONIGI 19.30-22.30 (ultimo ingresso 21.00)
Complesso monumentale di Agliè TORINO AGLIÈ 19.30-22.30 (ultimo ingresso 21.00)
Villa romana TORINO ALMESE 18.00-21.00
Palazzo Carignano TORINO TORINO 18.00-21,00 (ultimo ingresso 20.00)
Villa della Regina TORINO TORINO 17.00-20.00 (ultimo ingresso 19.00)
Musei Reali (Palazzo Reale, Armeria Reale, Museo archeologico, Galleria Sabauda) TORINO TORINO 19.30-22.30 (ultimo ingresso 21.30)
Palazzo Chiablese TORINO TORINO 20.00-23.00
       
       
PUGLIA      
Museo nazionale archeologico BARI ALTAMURA 20.00-23.00
Museo Nazionale Archeologico di Altamura BARI ALTAMURA 20.00-23.00
Castello Svevo BARI BARI 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.30)
Chiostro di Santa Chiara BARI BARI 20.00-23.00
Ex convento di S. Francesco della Scarpa BARI BARI 20.00-23.00
Galleria nazionale della Puglia "Girolamo e Rosaria Devanna" BARI BITONTO 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.30)
Museo archeologico nazionale di Gioia del Colle BARI GIOIA DEL COLLE 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.30)
Centro operativo di Gravina in Puglia BARI GRAVINA IN PUGLIA 20.00-23.00
Museo nazionale archeologico Jatta BARI RUVO DI PUGLIA 20.00-23.00
Castel del Monte BARLETTA-ANDRIA-TRANI ANDRIA 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.30)
Parco archeologico e antiquarium di Canne della Battaglia BARLETTA-ANDRIA-TRANI BARLETTA 19:00-22:00 (ultimo ingresso 21.15)
Palazzo Sinesi BARLETTA-ANDRIA-TRANI CANOSA DI PUGLIA 20.00-23.00
Castello di Trani BARLETTA-ANDRIA-TRANI TRANI 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.30)
Museo nazionale e Parco archeologico di Egnazia BRINDISI FASANO 20:00-23:00 (ultimo ingresso 21.45)
Parco archeologico di Siponto FOGGIA MANFREDONIA 21:00-00:30 (ultimo ingresso 00.00)
Museo archeologico di Manfredonia FOGGIA MANFREDONIA 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.30)
Parco archeologico "P. Rosario" di Ascoli Satriano FOGGIA ASCOLI SATRIANO 20:00-23:00
Castello Angioino LECCE COPERTINO 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.30)
Museo della Cartapesta - Castello Carlo V LECCE LECCE 19:00-22:00 (ultimo ingresso 21.30)
Museo nazionale archeologico di Taranto TARANTO TARANTO 19:30-23:30 (ultimo ingresso 23.00)
Ex Convento di Sant'Antonio TARANTO TARANTO 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.30)
Parco Archeologico di Collepasso TARANTO TARANTO 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.30)
Chiostro del Convento di San Domenico TARANTO TARANTO 20:00-23:00 (ultimo ingresso 22.30)
       
       
SARDEGNA      
Museo archeologico nazionale di Cagliari CAGLIARI CAGLIARI 20.00-23.00 (ultimo ingresso 22.30)
Pinacoteca nazionale di Cagliari CAGLIARI CAGLIARI 20.00-23.00 (ultimo ingresso 22.30)
Compendio Garibaldino di Caprera OLBIA-TEMPIO LA MADDALENA 20.00-23.00 (ultimo ingresso 22.15)
Memoriale Giuseppe Garibaldi Caprera OLBIA-TEMPIO LA MADDALENA 18.30-21.30 (ultimo ingresso 20.45)
Museo Antiquarium di Porto Torres SASSARI PORTO TORRES 18.00-21.00 (ultimo ingresso 20.30)
Museo archeologico ed etnografico "G. Sanna" SASSARI SASSARI 20.00-23.00 (ultimo ingresso 22.30)
Pinacoteca nazionale di Sassari SASSARI SASSARI 18.00-21.00 (ultimo ingresso 20.30)
       
       
TOSCANA      
Museo delle arti e tradizioni popolari - Palazzo Taglieschi AREZZO ANGHIARI 19.00-22.00 (ultimo ingresso 21.30)
Basilica di San Francesco AREZZO AREZZO 19.30-22.30 (ultimo ingresso 22.00)
Museo nazionale d'Arte Medievale e Moderna AREZZO AREZZO 20.00-23.00 (ultimo ingresso 22.30)
Museo archeologico nazionale "Gaio Cilnio Mecenate" AREZZO AREZZO 19.30-22.30 (ultimo ingresso 22.00)
Villa Medicea di Cerreto Guidi e Museo storico della Caccia e del territorio FIRENZE CERRETO GUIDI 18.00-21.00
Museo di San Marco FIRENZE FIRENZE 19.00-22.00 (ultimo ingresso 21.30)
Galleria dell'Accademia di Firenze FIRENZE FIRENZE 19.00-22.00 (ultimo ingresso 21.30)
Galleria degli Uffizi FIRENZE FIRENZE 18.50-21.50 (ultimo ingresso 21.05)
Galleria delle Statue e delle Pitture degli Uffizi FIRENZE FIRENZE 19.00-22.00 (ultimo ingresso 21.15)
Museo delle Cappelle Medicee FIRENZE FIRENZE 17.00-20.00
Museo nazionale del Bargello FIRENZE FIRENZE 17.00-20.00
Museo archeologico nazionale FIRENZE FIRENZE 20.00-23.00 (ultimo ingresso 22.15)
Museo dell'Opicio delle Pietre Dure FIRENZE FIRENZE 20.00-23.00
Villa medicea della Petraia FIRENZE FIRENZE 19.00-22.00
Museo archeologico nazionale di Cosa GROSSETO ANSEDONIA 18.30-21.30 (ultimo ingresso 21.00)
Area archeologica di Roselle GROSSETO GROSSETO 19.00-22.00 (ultimo ingresso 21.15)
Museo Nazionale di Villa Guinigi LUCCA LUCCA 19.30-22.30 (ultimo ingresso 22.00)
Pinacoteca Nazionale e Museo di Palazzo Mansi LUCCA LUCCA 19.30-22.30 (ultimo ingresso 22.00)
Museo nazionale della Certosa Monumentale di Calci PISA CALCI 19.30-22.30 (ultimo ingresso 21.30)
Museo nazionale di Palazzo Reale PISA PISA 19.30-22.30 (ultimo ingresso 22.00)
Museo Nazionale di San Matteo PISA PISA 19.30-22.30 (ultimo ingresso 22.00)
Museo di casa Giusti PISTOIA MONSUMMANO TERNE 19.00-22.00
Chiesa del Tau PISTOIA PISTOIA 19.30-22.30
Villa Medicea di Poggio a Caiano e Museo della Natura Morta PRATO POGGIO A CAIANO 18.30-21.30
Museo archeologico nazionale di Chiusi SIENA CHIUSI 20.00-23.00 (ultimo ingresso 22.30)
Pinacoteca nazionale di Siena SIENA SIENA 19.15-22.15 (ultimo ingresso 21.45)
       
       
UMBRIA      
Tempietto sul Clitunno PERUGIA CAMPELLO SUL CLITUNNO 19.30-22.30
Palazzo Ducale PERUGIA GUBBIO 19.30-22.30
Teatro romano PERUGIA GUBBIO 19.30-22.30 (ultimo ingresso 22.00)
Galleria nazionale dell'Umbria PERUGIA PERUGIA 19.30-22.30 (ultimo ingresso 21.45)
Museo archeologico nazionale dell'Umbria PERUGIA PERUGIA 19.30-22.30
Soprintendenza ABAP Umbria - Sede PERUGIA PERUGIA 16.00-20.00
Ipogeo dei Volumi PERUGIA PONTE SAN GIOVANNI 18.30-21.30 (ultimo ingresso 21.00)
Museo nazionale del Ducato PERUGIA SPOLETO 19.30-22.30
Museo archeologico nazionale e Teatro Romano PERUGIA SPOLETO 19.30-22.30
Museo archeologico nazionale TERNI ORVIETO 19.30-22.30
Necropoli del Crocifisso del Tufo TERNI ORVIETO 19.00-22.00 (ultimo ingresso 21.30)
Area archeologica di Carsulae TERNI TERNI 19.30-22.30 (ultimo ingresso 22.00)
       
       
VENETO      
Palazzo Folco PADOVA PADOVA 19.00-23.00
Museo nazionale Atestino PADOVA ESTE 19.30-22.30 (ultimo ingresso 22.00)
Museo archeologico nazionale di Adria ROVIGO ADRIA 19.30-22.30 (ultimo ingresso 22.15)
Museo archeologico nazionale ROVIGO FRATTA POLESINE 19.30-22.30 (ultimo ingresso 22.00)
Museo archeologico nazionale concordiese VENEZIA PORTOGRUARO 19.30-22.30 (ultimo ingresso 22.00)
Museo archeologico di Quarto d'Altino VENEZIA QUARTO D'ALTINO 19.30-22.30 (ultimo ingresso 22.00)
Museo di Palazzo Grimani  VENEZIA VENEZIA 19.00-22.00 (ultimo ingresso 21.30)
Gallerie dell'Accademia di Venezia VENEZIA VENEZIA 19.15-22.15 (ultimo ingresso 21.30)
Galleria "Giorgio Franchetti" alla Ca' d'Oro VENEZIA VENEZIA 19.15-22.15 (ultimo ingresso 21.30)

* ingresso gratuito
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