Futur Balla, Vita Luce Velocità, Fondazione Ferrero, Alba, (Cn)

Ho sempre dipinto
Sto dipingendo
Dipingerò fino all’ultimo istante
È l’opera d’arte che deve parlare
È dell’opera d’arte che di deve parlare
È l’opera d’arte che fa conoscere l’artista
Tutto il resto è mediocrità.
Giacomo Balla, 1930

Giacomo Balla, Autocaffè, 1929, Galleria degli Uffizi

Giacomo Balla, Autocaffè, 1929, Galleria degli Uffizi

La Fondazione Ferrero di Alba rende omaggio a Giacomo Balla (Torino 1871 – Roma 1958), figura straordinaria di pittore e fondamentale raccordo tra l’arte italiana e le avanguardie storiche, con una mostra di risonanza internazionale, a cura di Ester Coen.
Una mostra entusiasmante che ci fa riscoprire quanto Balla sia al nostro sentire contemporaneo ed illuminante. Una visione di un’attualità sorprendente anche alla luce delle nuove scoperte della scienza.

In linea con la storia ventennale delle proprie esposizioni d’arte, legate allo sviluppo della cultura del territorio, la Fondazione Ferrero si avvale della collaborazione scientifica della GAM di Torino e della Soprintendenza Belle Arti del Piemonte per la realizzazione della mostra e delle attività educative ad essa collegate.
Il progetto dedicato a Giacomo Balla prevede un’esposizione articolata in sezioni tematiche: il realismo sociale e la tecnica divisionista; le compenetrazioni iridescenti e gli studi sulla percezione della luce; l’analisi del movimento e il futurismo.
Nelle opere che seguono il primo apprendistato torinese, lo sguardo penetra la realtà dolorosa e crudele delle classi ai bordi della società. Un ampio numero di opere documenterà questa fase – tra fine ottocento e primi novecento – durante la quale, in parallelo a temi tra sofferenza e alienazione, l’artista svilupperà un’altissima sensibilità tecnica, le cui origini affondano nel divisionismo piemontese.
La pennellata ricca di filamenti luminosi, il forte contrasto tra chiari e scuri, la scelta di tagli prospettici audaci ed estremi rappresenterà per i futuri aderenti al Manifesto del Futurismo un modello unico e straordinario da seguire.
La mostra di Alba evidenzia poi l’adesione alla poetica del Futurismo. Dal realismo dei primi dipinti si assisterà alla trasposizione dei precedenti principi compositivi nella materia dinamica e astratta delle Compenetrazioni iridescenti a larghi tasselli cromatici, alla ricomposizione della nuova realtà in movimento nelle Linee di velocità.
In un progressivo avvicinamento ai segni matematici puri: verticale, diagonale, spirale, il linguaggio di Balla scopre nuove categorie della rappresentazione nei suoi parametri primari, nell’amplificazione del fenomeno fisico, isolato, sezionato e inquadrato in tutta la sua verità di materia vibratile. Una visione capace di attingere alle massime profondità, ma di sfondare anche i limiti della cornice, in un gioco di rilancio verso la vita.
Le opere del percorso appartengono a prestigiose collezioni pubbliche e private, italiane ed estere e sarà possibile ammirare capolavori straordinari, difficilmente concessi in prestito: il Polittico dei viventi, nella sua completezza, dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma e dall’Accademia di San Luca di Roma; La mano del violinista dalla Estorick Collection di Londra; la Bambina che corre sul balcone dal Museo del Novecento di Milano; il Dinamismo di un cane al guinzaglio dalla Albright-Knox Art Gallery di Buffalo; il Volo di rondini del Museum of Modern Art di New York; la Velocità astratta + rumore, in prestito dalla Peggy Guggenheim Collection di Venezia, accostata alla Velocità astratta; L’auto è passata della Tate Modern di Londra, e ancora un’Automobile in corsa proveniente da The Israel Museum of Gerusalemme. Solo per accennarne alcuni.


 Pittore, scultore e scenografo, Giacomo Balla è nato a Torino il 18 luglio 1871. Figlio di un appassionato fotografo dilettante, Giacomo Balla fin da piccolo è attratto dall’arte, ama disegnare e studia violino. Al termine degli studi lavora in uno studio di litografia, mentre segue un corso serale di disegno e frequenta per alcuni mesi l’Accademia Albertina. Fondamentalmente autodidatta, nella ricerca del suo stile artistico, si lascia influenzare dagli Artisti Divisionisti che frequenta, ed i suoi primi lavori accumunano il divisionista allo spirito positivista. I temi che Balla affronta sono umanitari, ma nel contempo sono occasioni di sperimentazione sugli gli effetti della luce sia naturale che artificiale. Il soggetto del lavoro ritorna di frequente nella sua arte, acquistando talvolta sottintesi reverenziali, come nel trittico “La giornata dell’operai“. Trasferitosi a Roma nel 1895, al seguito del pedagogista Alessandro Marcucci, fratello della futura moglie Elisa, frequenta il gruppo di intellettuali dediti alla costituzione delle scuole per i contadini dell’agro romano. Nel settembre 1900 Balla si reca a Parigi per visitare l’Exposition universelle e vi rimase sette mesi lavorando per l’illustratore Sergio Macchiati. Tra il 1902 e il 1905 Giacomo Balla realizza le quattro tele (inizialmente dovevano essere quindici) del ciclo dei “viventi”: “Il mendicante” (1902, “Il contadino (l’ortolano)” (1903), “I malati” (1903) e “La pazza” (1905), dove il divisionismo si abbina ad una forte carica umanitaria che mostra la profonda attenzione che Giacomo Balla dedica agli emarginati e agli oppressi.

Giacomo Balla, La Pazza, 1905, olio su tela, 175 x 115 cm, Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea. © Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. Su gentile concessione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Foto Giuseppe Schiavinotto, Roma

Giacomo Balla, La Pazza, 1905, olio su tela, 175 x 115 cm, Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea. © Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. Su gentile concessione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Foto Giuseppe Schiavinotto, Roma

In questi anni Umberto Boccioni, Gino Severini, Mario Sironi ed altri giovani pittori  frequentano assiduamente il suo studio e si possono considerare suoi allievi.
Intanto Giacomo Balla incomincia ad interessarsi al movimento, inizia serie ricerche sul dinamismo e, nel 1910, è tra i firmatari del Manifesto dei pittori futuristi e del Manifesto tecnico della pittura futurista.
I nuovi interessi stilistici di Ballano si concretizzano nei dipinti “Bambina che corre sul balcone” (1912), “Dinamismo di un cane al guinzaglio” (1912) e “Le mani del violinista” (1912).

Giacomo Balla, Dinamismo di un Cane al Guinzaglio (Dynamism of a Dog on a Leash), 1912, olio su tela, 89.85 x 109.85 cm; Buffalo, The Albright-Knox Art Gallery /Bequest of A. Conger Goodyear and Gift of George F. Goodyear, 1964 © 2015 Artists Rights Society (ARS), New York / SIAE, Rome. Photograph by Tom Loonan.

Giacomo Balla, Dinamismo di un Cane al Guinzaglio (Dynamism of a Dog on a Leash), 1912, olio su tela, 89.85 x 109.85 cm; Buffalo, The Albright-Knox Art Gallery /Bequest of A. Conger Goodyear and Gift of George F. Goodyear, 1964 © 2015 Artists Rights Society (ARS), New York / SIAE, Rome. Photograph by Tom Loonan.

L’analisi del movimento lo spinge a focalizzare l’attenzione sul moto delle automobili cercando di conferire la sensazione della velocità del veicolo in corsa, attraverso triangoli di luci ed ombre, linee curve e linee diagonali che creano una particolare prospettiva.
Questa nuova tecnica, che porta un certo interesse fra i critici, da vita a “Profondità dinamiche” (1912), “Velocità astratta” (1913) e “Velocità d’automobile” (1913).

Giacomo Balla, Velocità astratta + rumore, 1913 - 14, olio su tavola, 54,5 x 76,5 cm compresa la cornice dipinta dall’artista, Venezia, Collezione Peggy Guggenheim, (Fondazione Solomon R. Guggenheim, New York) © Collezione Peggy Guggenheim, Venezia. Photograph by David Heald

Giacomo Balla, Velocità astratta + rumore, 1913 – 14, olio su tavola, 54,5 x 76,5 cm compresa la cornice dipinta dall’artista, Venezia, Collezione Peggy Guggenheim, (Fondazione Solomon R. Guggenheim, New York) © Collezione Peggy Guggenheim, Venezia. Photograph by David Heald

Tra il 1912 e il 1914 Balla è a Dusseldorf per la decorazione di casa Lowenstein.
In questo periodo il pittore produce “Compenetrazioni iridescenti” nel quale riduce gli effetti della luce e della velocità all’ermetica purezza delle forme geometriche ed opere che costituiscono i primi esempi di arte astratta italiana.
Tornato in Italia, nel 1915 insieme a Fortunato Depero redige il manifesto “Ricostruzione futurista dell’universo” che estende la poetica futurista a svariati campi della vita, insieme produssero una serie di costruzioni, assolutamente non figurative, o “complessi plastici“, di cartone, lamiera, seta e altri materiali di uso corrente.
…Noi futiristi, Balla e Depero, vogliamo realizzare questa fusione totale per ricostruire l’universo rallegrandolo, cioè ricreandolo integralmente…“; i due pittori propongono di reinventare l’ambiente umano soprattutto inserendo l’arte nel mondo della moda, dell’arredo e del teatro.
A livello teatrale è veramente innovativa la scenografia che Giacomo Balla realizza nel 1917 per il balletto “Feu d’artifice” con musica di Igor Stravinskij, in cui la presenza umana viene sostituita dall’alternarsi ritmico delle luci. Nella “Exposition Internationale d’Arts Décoratifs” di Parigi (1925), a cui partecipa insieme a Fortunato Depero ed Enrico Prampolini, i suoi arazzi vengono premiati.
Per un breve periodo Giacomo Balla, aderisce al secondo futurismo di Filippo Tommaso Marinetti ed è  tra i firmatari del manifesto “L’aeropittura. Manifesto futurista” del 1931 e prende parte alla I° mostra di Aeropittura Futurista.
L’esposizione è l’ultima partecipazione a mostre futuriste perché oramai l’artista di Torino sta volgendo la propria attenzione alla Pittura Figurativa.
Durante i primi anni Trenta Giacomo Balla, abbandona progressivamente il futurismo per tornare ad un certo Realismao naturalistico, convinto che l’arte pura debba esprimere un realismo assoluto, senza il quale si cadrebbe in forme ornamentali e decorative.
Nonostante un breve periodo negli anni Cinquanta, in cui le sue opere futuriste furono apprezzate dalla generazione più giovane di pittori astratti, il gruppo “Origine” che allestì una mostra dei suoi dipinti nel 1951, Giacomo Balla rimase un pittore figurativo fino alla morte avvenuta a Roma l’1 marzo 1958. È sepolto al Cimitero del Verano.


Futur Balla, Vita Luce Velocità
Alba, Fondazione Piera Pietro e Giovanni Ferrero
Mostra a cura di: Ester Coen
Con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica
Dal 29 ottobre 2016 al 27 febbraio 2017
Da un’iniziativa di: Fondazione Piera, Pietro e Giovanni Ferrero; Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per la città Metropolitana di Torino Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Alessandria, Asti e Cuneo
GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino
Con il contributo di: Compagnia di San Paolo – Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo
Catalogo: Skira editore
Film: Giacomo Balla 1871 – 1958, regia di Priscilla Benedetti, 2016
Balla et le Futurisme, regia di Jack Clemente, 1972, Leone d’argento al miglior documentario della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia: Giacomo Balla et le Futurisme; Couleur, 52’, 1972; Réalisation: Jack Clemente; Image : Elio Bifignani, Jacques Boumendil; Son: Enzo Magli; Montage : Marie-Jeanne de Susini, Pierre-Alain Beuchard; Production: RM Productions; Pays: France
Orari: lunedì – mercoledì – giovedì – venerdì 15 – 19; sabato, domenica e festivi 10 – 19; martedì chiuso. 
Ingresso: gratuito
Prenotazioni: visitatori singoli (max 5) www.fondazioneferrero.it; gruppi scuole 
Visite guidate: Itinera Servizi Turistici; tel. 0173.36.34.80 – Fax 0173.44.26.38 – itinera@piemonteitinera.net; Sistema di microfonaggio obbligatorio; Per i singoli visitatori, ogni sabato ore 16,30 e ogni domenica ore 11,30 e 16,30, è disponibile una guida (€ 5 a persona); visitatori singoli (max 5)
Attività educative percorsi didattici: gratuiti per scuole dell’infanzia e primaria, da lunedì a venerdì su prenotazione – tel. 0173 29.45.62
Come si arriva: Autostrada A6 Torino-Savona (uscita Marene, raccordo con la A33 Asti-Cuneo, uscita Cherasco quindi Pollenzo, superstrada per Alba, uscita C.so Europa); Autostrada A21 Torino-Piacenza (uscita Asti Est, raccordo con la A33 Asti – Cuneo, superstrada per Alba, uscita Corso Europa)
Parcheggio: Fondazione Ferrero
Informazioni sul territorio: Ente Turismo Alba Bra Langhe e Roero sul territorio Piazza Risorgimento, 2 – Alba (Cuneo) – tel. 0173.35.833 – fax 0173.36.38.78 – info@langheroero.it
Uffici stampa:
Fondazione Ferrero – 346 3325466 – 0173 295094 – ufficiostampa@fondazioneferrero.it -www.fondazioneferrero.it
Studio Esseci, Sergio Campagnolo: tel. 049.66.34.99 – www.studioesseci.net – info@studioesseci.net – gestione1@studioesseci.net

dal 5 novembre 2016 al 27 febbraio 2017, la GAM presenta l’esposizione ProToBalla La Torino del Giovane Balla, a cura di Virginia Bertone e Filippo Bosco

Fondazione Ferrero
Strada di mezzo, 44
Alba (Cn)

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