Brera. I 100 giorni. Una prima visione strategica di James Bradburne

A 100 giorni dalla sua nomina a nuovo direttore generale della Pinacoteca di Brera e della Biblioteca Braidense, James Bradburne, anglo-canadese, alla presenza di Dario Franceschini, Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, illustra il suo progetto per il rilancio del complesso che vede al centro il museo che contiene tesori tra i più importanti dell’arte italiana.
Le sue parole chiave sono ascolto, dialogo, visione, autonomia, accessibilità e accoglienza.
Sono stati 100 giorni di ascolto in cui ho sentito tutti i pareri possibili su Brera. Il mio obiettivo è far sì che i milanesi tornino a innamorarsi di Brera. Se Milano abbraccia la sua Brera, il mondo la segueLa missione di Brera nei prossimi anni deve essere quella di conservare la sua collezione rendendola parte integrante della vita contemporanea, al servizio della più ampia gamma possibile di utenti di tutte le età, nazionalità ed etnie. Le opere saranno utilizzate per stimolare la curiosità, affinare la critica e la percezione, aumentare l’intelligenza visiva. Non dobbiamo banalizzare la cultura, ma rendere consapevole il pubblico di oggi che Mantegna, Caravaggio, Raffaello sono stati artisti perfettamente contemporanei, nel significato più radicale. Come diceva Nelson Goodman, “noi siamo istituzioni per prevenire la cecità”.

Le linee guida del programma triennale di James Bradburne, che già nel 2016 vedrà realizzarsi tappe importanti su differenti livelli strategici: cittadino, culturale ed economico.

PIANO CITTADINO
Brera “cuore” e “nel cuore” di Milano, significa partire da tre parole chiave: ascolto, accessibilità, accoglienza. “L’idea è quella di creare una Grande Brera che non sia un’operazione immobiliare ma una visione cittadina”. James Bradburne, che afferma che “un buon direttore di un museo è come un giardiniere, che fa crescere le persone come fiori, e un buon attore“,  prende ispirazione anche dagli scritti di Franco Russoli, il soprintendente che a fine anni 60 immaginava il museo come “arma di cultura attiva, un luogo dove si va per alimentare i propri problemi di conoscenza”.
Una strategia che punta il compasso sul genius loci Brera, la sua identità e dunque si allarga all’intero complesso: Pinacoteca, Biblioteca, Accademia, Osservatorio, Orto Botanico, Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere.
Si parte dal cortile napoleonico che diventerà un “cortile delle arti” sul quale si affacciano Accademia e Pinacoteca. Riarredato, ” per alzare la civiltà del Palazzo“, con cestini, panchine, segnaletica fissa ed elettronica, caffè, illuminazione, nuove portinerie e un nuovo shop che riguarderà tutti gli Istituti e altri servizi. Diverrà uno spazio pubblico aperto a tutti, un luogo dove si svolgeranno eventi in funzione di un visitatore che sia “fruitore” della sua Brera. Tra gli eventi anche serate danzanti con un omaggio alle signore di una rosa Brera, ibridazione che ha richiesto all’Orto Botanico.
Per l’ascensore lento, 5 minuti di attesa, ha chiesto ai custodi di appendere una poesia al giorno per mitigarla.
Per quel che riguarda la Pinacoteca il progetto vedrà il riallestimento di tutte le 38 sale in tre anni con nuove sedute, wi-fi, nuove uniformi firmate Trussardi per lo staff. Nuova illuminazione e nuove didascalie, forse ripensate da scrittori.
Come prima tappa l’inaugurazione il 16 giugno prossimo di un nuovo assetto dell’ingresso e dell’accoglienza con un miglioramento dei servizi essenziali, dal guardaroba all’informazione, per il 2017. Entro il 2018 si intende riqualificare inoltre l’ingresso di via Fiori Oscuri 4 all’Orto Botanico e all’Osservatorio Astronomico, così da creare un chiaro asse di percorso, un vero “viale delle scienze” e un ascensore in cristallo per l’accesso diretto all’Osservatorio.
Una Brera aperta alla città e ai suoi abitanti che comprende un utilizzo pieno degli spazi della Biblioteca Braidense da vivere come luogo a misura del visitatore, per un’esperienza che sia “un’avventura” come scriveva Umberto Eco nel suo “De biblioteca”, dove si può passare dalla lettura dei giornali a quella dei testi di Galeno.
La sfida – per Bradburne – è quella di riconnettere il museo all’oggi, con un “ascolto” del visitatore-detective dell’arte. Lo abbiamo fatto a Palazzo Strozzi per 8 anni. A Brera, la possibilità si moltiplica, grazie alle straordinarie risorse di un complesso unico”.
Infine il traguardo, nel 2018, a quasi cinquant’anni dall’acquisto, della piena disponibilità di Palazzo Citterio, con la ricollocazione in quella sede delle collezioni Jesi e Vitali, straordinari esempi del più illuminato collezionismo milanese.
L’Accademia
“La Pinacoteca espone opere di artisti che dell’Accademia sono stati docenti. Gli allievi di oggi, che vivono ogni giorno nel palazzo, sono gli artisti del domani.”
Tra gli obiettivi non secondari la riqualificazione del Palazzo disabitato di via Brera 19 (9.000 mq.), come suggerito dagli Amici di Brera, che si sono già attivati in tal senso per trovare una società immobiliare o finanziaria che rilevi lo stabile del gruppo Statuto e poi lo dia in affitto all’Accademia che conta 4.000 studenti, risolvendo così il nodo cruciale, come mi diceva Aldo Bassetti. L’edificio, vuoto da 7 anni in attesa di iniziare i lavori per la realizzazione di un hotel a 5 stelle, secondo Bradburne: “In tanto spazio potremmo avere aule, laboratori, depositi anche per la Galleria d’Arte Moderna, spazi per la vicina Scala, di un ristorante.”

PIANO CULTURALE
Un rinnovamento che coinvolge anche la qualità dei servizi. Sempre nella visione strategica di Brera cuore di Milano che vede al centro l’interesse del fruitore, cambio di marcia anche nella politica dei prezzi. Si andrà incontro al pubblico, favorendo una visita frequente alla Pinacoteca grazie a un biglietto intero dal costo di €. 10, prezzo in linea con la media dei Musei europei, valido per tre mesi, con il visitatore che diventa Amico di Brera  Così uno ci porta la zia.” Abolito l’ingresso gratuito agli over 65, bilanciato anche dall’ingresso gratuito della prima domenica del mese.
“Nel programma triennale è previsto un riallestimento progressivo di tutta la Pinacoteca, per fare di Brera un museo che parli all’altezza di una collezione di importanza mondiale”, dice Bradburne.
Valorizzare la collezione significa anche mettere in campo a questo scopo tutti gli strumenti utilizzati di solito per le esposizioni temporanee. I riallestimenti saranno accompagnati e chiariti da “dialoghi” – della durata di tre mesi – con quadri “ospiti” tra alcuni dipinti della Pinacoteca e opere in prestito, costruiti per attualizzare e approfondire il senso delle opere di Brera.
Per il 2016 ci saranno i riallestimenti di tre nuclei, centrati su tre capolavori del museo. Il primo, il 17 marzo, avrà come fulcro Raffaello, il secondo, il 16 giugno, Mantegna, il terzo, il 27 ottobre sarà focalizzato su Caravaggio. Ogni tappa sarà l’occasione per verificare l’effetto dei nuovi approcci interpretativi che comprenderanno testi di sala, didascalie, illuminazione e colore delle pareti.
L’efficacia reale degli allestimenti sarà accertata attraverso “Brera ascolta”, una consultazione periodica alla quale saranno chiamati tutti i cittadini interessati.
In questo contesto i capolavori della Pinacoteca resteranno “a casa”: non verranno effettuati prestiti delle opere per tre anni. Una strategia di valorizzazione della collezione che vedrà anche la ripresa dell’iniziativa “Brera mai vista”, opere dai depositi ricollocate provvisoriamente nelle sale, attorno alle quali sarà costruito un percorso speciale.
L’idea è quella di un museo non come sede soltanto di contemplazione o di studio della tradizione o di una disciplina, la storia dell’arte, ma, come ancora diceva Franco Russoli, “un luogo in cui si costruisce e si vive lo sviluppo della realtà contemporanea. Non occupazione per il tempo libero, bensì per il tempo impegnato, un organismo vivo.
Un progetto che prevede una cura specifica per l’attività educativa, non intesa in senso restrittivo per le scuole ma per l’intera gamma di visitatori, che peraltro è già inscritta chiaramente nel DNA di Brera che vanta in questo campo una tradizione d’avanguardia. Saranno attivati servizi e kit per famiglie e bambini tra cui “un passeggino nel museo”, tour dedicato alle mamme con bambini con meno di 18 mesi, la borsa di Brera e l’iniziativa “Top Ten”, percorso dedicato ai 10 quadri scelti dai bambini. “Tutto questo sarà possibile perché sarà data molta importanza allo staff, riportato al centro dell’esperienza di Brera.”
Per Filippo del Corno: “Siamo in perfetta sintonia, non sono mai stato favorevole a chi voleva smembrare questa identità. È interessante il pensiero di Bradburne che vede la Braidense e l’Osservatorio come risorse e non come dei problemi.

PIANO ECONOMICO
Un altro livello di sviluppo strategico, collegato alle nuove linee guida della riforma del ministro Franceschini, è quello dell’autonomia economica. “Come autonomia intendiamo autonomia di spendere ma anche di costruire un rendiconto che sia uno strumento di verifica dei risultati annuali. Oltre ai dati economici dell’anno testeremo infatti la soddisfazione dei visitatori, l’impatto economico sul territorio e sulla stampa”.
Autonomia che renderà possibile l’ingresso di partner privati e di sponsor attraverso la nascita di due nuovi strumenti. Oltre ai finanziatori privati già esistenti e agli Amici di Brera, per aumentare il potenziale di raccolta fondi si sta creando infatti l’Associazione di Partner Brera (APB) che permetterà alle aziende italiane di unirsi per sostenere Brera e l’Associazione American Friends of Brera che consentirà a Brera di raccogliere fondi negli Stati Uniti offrendo la deducibilità ai soggetti americani.
Il ministro Franceschini: “Brera è uno dei grandi musei europei, con una collezione straordinaria. Non ha avuto lo sviluppo, in termini di valorizzazione, che meriterebbe: basti guardare al numero di visitatori che ha e quelli che sicuramente avrà nel futuro. Mi sembra che Bradburne abbia messo molto impegno, molta dinamicità, che è esattamente quello che abbiamo chiesto ai direttori nuovi, ossia di utilizzare l’autonomia per una sfida di cambiamento. Gli italiani sono leader nella tutela e nella conservazione del patrimonio però resta tanto da fare per valorizzarlo. Stiamo andando in controtendenza ma dobbiamo ancora uscire dal meccanismo assurdo di un Paese, orgoglioso del suo  patrimonio, ma che non deve rassegnarsi al fatto che da noi si leggano meno libri che altrove, così come si visitano meno i musei e si va meno che in altri Paesi al cinema, a teatro. Vorrei che adesso alzasse la voce qualcuno che ha fatto polemica sui direttori stranieri. Credo che Milano, al di là di EXPO, sia una città che meriti molti investimenti perché storicamente ha sempre rappresentato un traino per il PaeseNei prossimi giorni firmerò un decreto che lascia ai direttori la possibilità di allungare l’orario secondo le abitudini della città. Bradburne potrà tenere aperta Brera il giovedì sera. E questo perchè dal 2013 abbiamo interrotto la regressione delle risorse.
Bradburne: Appena lo Stato garantirà la copertura del costo extra di 4.000 euro a settimana, la faremo non al sabato come indicava il decreto di riforma dell’anno scorso ma al giovedì sera, più adatto a Milano.
Il ministro Franceschini ha annunciato l’avvio entro i prossimi 15 giorni dell’ultima parte della riforma dei musei, votata dal Senato il 19 gennaio, che include il sistema della Soprintendenza unica ( Archeologia, Belle Arti e Paesaggio), contestata dai sindacati. Per quanto riguarda i finanziamenti da parte dei privati ha detto che con il credito d’imposta del 65% per le donazioni a favore dei musei, il più alto in Europa, si dovrebbero vergognare quei milanesi che non volessero fare la loro parte. In questo senso le aziende hanno l’opportunità di diventare partner e sponsor di un museo, dando un segnale tangibile alla loro città, migliorando la vita delle persone che ci abitano. “Milano ha caratteristiche di patrimonio, dinamicità e presenza di privati che la fa una delle città di tendenza europee dei prossimi anni. Brera e Milano sono la sfida per lavorare sulla identificazione museo-città e se la sfida la vinciamo qui, la vinceremo anche altrove.
Bradburne: “Se fossi ministro lancerei il caffè sospeso dell’arte: 10 centesimi in più per finanziare i musei”.


James M. Bradburne, architetto, designer e museologo anglocanadese, ha progettato padiglioni di esposizioni mondiali, centri scientifici e mostre d’arte internazionali. Ha studiato in Canada e in Inghilterra, si è laureato in architettura presso l’Architectural Association e ha conseguito il dottorato in museologia all’Università di Amsterdam. Negli ultimi vent’anni ha realizzato mostre, progetti di ricerca e convegni su incarico dell’UNESCO, di governi nazionali, di fondazioni private e di musei in varie parti del mondo. Dal 2006 al marzo 2015 è stato direttore generale della Fondazione Palazzo Strozzi, dedicandosi a trasformare il Palazzo in un centro culturale dinamico. Adesso è Direttore Generale della Pinacoteca di Brera e la Biblioteca nazionale Braidense.


Il palazzo di Brera, sorto su di un antico convento trecentesco dell’ordine degli Umiliati e successivamente passato ai Gesuiti che vi stabilirono una scuola, conobbe l’assetto attuale, solido e austero, a partire dall’inizio del Seicento ad opera di Francesco Maria Richini. Nel 1773, a seguito dello scioglimento dei Gesuiti, il Collegio di Brera divenne proprietà dello Stato e l’Imperatrice Maria Teresa d’Austria volle farne sede di alcuni dei più avanzati istituti culturali della città: oltre all’Accademia di Belle Arti e all’Istituto Lombardo di Scienze e Lettere, la Biblioteca Nazionale Braidense, l’Osservatorio Astronomico e l’Orto Botanico.
Incaricato della progettazione e prosecuzione dei lavori fu Giuseppe Piermarini, uno dei protagonisti del Neoclassicismo in Italia. A lui si devono la sistemazione della biblioteca (la Sala Maria Teresa è visibile dalla sala I della Pinacoteca), il solenne portale di ingresso su via Brera, ed il completamento del cortile, al cui centro fu posta nel 1859 la statua bronzea che raffigura Napoleone in veste di Marte pacificatore, fusa a Roma su modello di Antonio Canova.
Nel corso di tutto il XIX secolo logge, cortili, atri e corridoi furono destinati ad ospitare monumenti che celebrassero pubblicamente artisti, benefattori, uomini di cultura e di scienza legati all’istituzione braidense. Tra gli esempi migliori di questo ricchissimo e poco conosciuto arredo sono i monumenti a Cesare Beccaria di Pompeo Marchesi ed a Giuseppe Parini di Gaetano Monti, visibili sullo scalone di accesso alla Pinacoteca.


La Pinacoteca di Brera, Museo di statura internazionale, nacque a fianco dell’Accademia di Belle Arti, voluta da Maria Teresa d’Austria nel 1776, con finalità didattiche. Doveva infatti costituire una collezione di opere esemplari, destinate alla formazione degli studenti.
Quando Milano divenne capitale del Regno Italico la raccolta, per volontà di Napoleone, si trasformò in un museo che intendeva esporre i dipinti più significativi provenienti da tutti i territori conquistati dalle armate francesi. Brera quindi, a differenza di altri grandi musei italiani, come gli Uffizi ad esempio, non nasce dal collezionismo privato dei principi e dell’aristocrazia ma da quello politico e di stato.
Infatti a partire dai primi anni dell’Ottocento, anche in seguito alla soppressione di molti ordini religiosi, vi confluirono i dipinti requisiti da chiese e conventi lombardi, cui si aggiunsero le opere di identica provenienza sottratte ai vari dipartimenti del Regno Italico. Questa nascita spiega la prevalenza, nelle raccolte, dei dipinti sacri, spesso di grande formato e conferisce al museo una fisionomia particolare, solo in parte attenuata dalle successive acquisizioni.
Secondo i dati del ministero, la Pinacoteca di Brera registra circa 250mila presenze e 826mila euro di introiti lordi e fa parte dei 30 musei più visitati d’Italia.


Pinacoteca di Brera – via Brera, 28, accesso disabili da via Fiori Oscuri, 2
Orari: martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, domenica 8.30-19.15 – (chiusura biglietteria 18.40 o 22.40) – chiuso lunedì
Biglietti: Intero € 10.00; Ridotto € 7.00; gratuito ogni prima domenica del mese
Prenotazioni: Per gruppi, scuole e singoli tel. 02 92800361 – www.pinacotecabrera.net
Attività didattica: Servizi educativi della Pinacoteca di Brera tel. 02 72263.219 – 262
Ufficio Mostre ed Eventi: tel. 02 72263.259 – 266 – sbsae-mi.brera@beniculturali.it
Ufficio Comunicazione: tel. 02 72263.259 – 266 – comunicazione.brera@beniculturali.it
Ufficio Stampa: Antonella Fiori – m +39 347 2526982 – a.fiori@antonellafiori.it

Pinacoteca di Brera
Via Brera 28
20121 Milano
tel. +39 02 722 63 264 – 229 – fax +39 02 720 011 40 – sbsae-mi.brera@beniculturali.it – www.brera.beniculturali.it

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