Caravaggio sconosciuto di Franco Moro

Caravaggio sconosciuto. Le origini del Merisi, eccellente disegnatore, maestro di ritratti e di "cose naturali" Aspetti fondamentali e principali novità proposte dalla ricerca pubblicata nel volume: Caravaggio sconosciuto, di Franco Moro

Questo volume costituisce uno dei più avanzati e approfonditi contributi alla conoscenza di Caravaggio – svela dopo decenni ricerche i primi disegni e molti dipinti, quei ritratti già ricordati dai biografi nei quali si era dimostrato maestro assoluto. Il suo inedito, percorso conteneva infatti fin dai primi anni i tratti fondamentali del suo stile espressivo e luminoso, opere che si integrano ai famosi capolavori, dalle iniziali esperienze romane al successivo percorso meridionale, consentendo di imparare ad apprezzare un artista “sensibile e delicato quanto veemente, energico e insieme concentrato, diligente e meticoloso.”
Questo studio è un’ampia ricerca di storia dell’arte con esiti eccezionali che illumina il mistero dei suoi anni giovanili. L’esperienza e la sensibilità dello studioso si integrano alla meticolosa disamina di documenti e di notizie fornite dalle fonte più antiche e colgono aspetti finora sconosciute – la comprensione dello stile grafico e delle prime opere di Caravaggio eseguite nel nord Italia, tra la Lombardia e il Veneto, scoperte tra gli anonimi in alcuni dei principali musei del mondo. Una nuova interpretazione e una rilevante quantità di spunti e di considerazioni ci permettono di meglio conoscere lo straordinario artista, ma anche altri aspetti della sua conturbante personalità e vicende esistenziale.

sovracoperta Caravaggio

Caravaggio sconosciuto
Le origini del Merisi, eccellente disegnatore, maestro di ritratti e di “cose naturali”
Autore: Franco Moro
Pagine: 368,  
Dimensioni: cm 21×30
Illustrazioni colore: 203
Illustrazioni bn: 160

ISBN: 88-422-2347-6
Editore: Allemandi, Torino, ottobre 2016

Prezzo: €. 90,00


Il volume propone una innovativa ricerca di storia dell’arte, raramente condotta finora, dagli esiti eccezionali: la comprensione e il riconoscimento dello stile e delle prime opere giovanili del Merisi, precedenti l’arrivo a Roma; l’identificazione dei primi disegni a lui riconducibili; la conferma di quanto affermato dalle fonti più antiche circa l’itinerario giovanile da lui condotto e il genere di dipinti nel quale il Caravaggio si specializza, i ritratti, scoperti tra gli anonimi in alcuni dei principali musei del mondo.

a) Identificazione dello stile iniziale del giovane Merisi e riconoscimento di alcuni dei primi dipinti, per lo più tra le opere anonime di alcuni dei principali musei del mondo. Dipinti che precedono l’arrivo a Roma e che sono a monte delle opere note, finora ritenute iniziali del percorso romano, con la conseguente revisione della cronologia di tali dipinti in funzione degli ultimi ritrovamenti documentari
b) Conferma della notizia più volte riportata dalle prime fonti che riguardano il Merisi (Mancini, Baglione, Bellori, ecc.): che il Caravaggio fin da giovane dipingeva ritratti
c) Lo stile di queste opere dimostra e conferma la notizia più volte riportata dalle stesse prime fonti merisiane: che il Caravaggio si recò verso Venezia. Qui si trovano gli indizi, transitando anche da Bergamo e Padova, prima di stabilirsi a Roma
d) La conferma di questo nuovo percorso e gli elementi da noi portati circa la possibilità della frequentazione di una bottega di pittore a Bergamo e di un soggiorno del Caravaggio a Padova, allora prestigiosa sede universitaria, favoriscono la possibilità di una formazione e di una conoscenza culturale scientifica (Galileo) e religiosa (Sarpi) molto più precoce, ampia e profonda di quanto finora pensato
e) Caratteristiche principali di queste opere e del suo autore sono l’intensità di analisi psicologica con cui raffigura i propri personaggi, l’attenzione naturalistica verso ogni dettaglio e la sensibilità di una lettura penetrante. Il Merisi si dimostra ancora uomo del Rinascimento. Le sue opere si caratterizzano per la morbidezza e la delicatezza pittorica oltre che per la grande qualità, del tutto coerente con le opere finora conosciute
f) Riconoscimento di un aspetto finora trascurato: la sua attenzione si fonda sulla conoscenza della pittura fiamminga allora in voga (Antonio Moro, Hendrick Goltzius, ecc.)
g) Identificazione dei primi disegni autografi del Merisi, finora completamente sconosciuti in quanto la critica ha ritenuto non disegnasse, e costituzione del primo percorso grafico che si sviluppa dalla giovinezza alla maturità romana: tra essi si distinguono alcuni studi preparatori o preliminari per le opere note, per lo più conservati come anonimi nella Biblioteca Ambrosiana, fondata dal cardinale Federico Borromeo, notoriamente in relazione con il Merisi
h) La scoperta del disegno con il ritratto di Marzio Colonna rinsalda il ben noto rapporto che Merisi ebbe con la famiglia Colonna e con la persona che sappiamo essere colui che ospita Caravaggio nei propri feudi durante la fuga da Roma nell’estate del 1606
i) Alcune delle nuove opere (il Ritratto del giovane Alessandro Farnese e i ritratti degli Asburgo) aprono verso interessanti contatti e prestigiose committenze con famiglie come i Farnese e confermano i supposti rapporti con Mario, emergente figura legata alla corte di Spagna e in contatto con il Merisi
l) Revisione della personalità del Merisi e delle considerazioni circa il suo carattere agitato e ipotesi circa i motivi di tale cambiamento di stato: serenità e pacatezza giovanile documentata dallo stile delle sue opere fino al 1603 circa, e successivo cambiamento dovuto alle continue angherie, gelosie, invidie che il pittore subiva
m) Considerazioni circa le conseguenze che la condanna alla damnatio memoriae inflitta nel 1608 dai cavalieri dell’Ordine di Malta possono avere comportato nei confronti dell’oblio e della cancellazione dagli inventari familiari di molte delle sue opere che noi proponiamo
n) Riconsiderazione e conferma dell’ipotesi di Zeri circa l’attività sperimentale di pittore di composizioni di frutta e ortaggi durante i mesi trascorsi a Roma presso la bottega del pittore Giuseppe Cesari, e proposta di altre opere ad esse inerenti, in anticipo e collegate ai ben noti capolavori come il Bacco (Firenze, Uffizi), il Ragazzo con la canestra di frutta (Roma, Galleria Borghese) e la Canestra di frutta (Milano, Pinacoteca Ambrosiana).


Franco Moro è uno storico dell’arte indipendente, che ha orientato la sua attività di ricerca verso argomenti inesplorati; è autore di numerosi contributi dedicati alla riscoperta di aspetti inediti e opere sconosciute di artisti del Rinascimento nel nord Italia: dalla distinzione delle personalità dei due fratelli Alberto e Martino Piazza, al riconoscimento di Giovanni Agostino da Lodi nello Pseudo Boccaccino con la definizione del suo percorso, dagli inizi di Bernardino Luini ai saggi dedicati a Francesco Napoletano, al Falsario leonardesco, al Sodoma, ai ferraresi Garofalo e Nicolò Pisano, ai senesi Gerolamo di Benvenuto e Bartolomeo di David, al riconoscimento nei musei italiani di dipinti di Francesco Bonsignori, Altobello Melone, Paolo Veronese e Giampietrino.
Gli interessi si sono ugualmente rivolti verso lo studio di autori di varie scuole fra Sei e Settecento: l’identificazione del Maestro dell’Annuncio ai pastori in Juan Do, la ricostruzione del percorso di Tommaso Salini primo fiorante italiano, Viaggio nel Seicento Toscano (2006), Sebastiano Ricci principale autore del ciclo dei Fasti Farnesiani, il catalogo della mostra Piacenza, terra di frontiera: pittori lombardi e liguri del Seicento (2010) e molti altri studi nei quali sussiste l’intento di integrare l’attività pittorica a quella grafica (si veda la proposta per Rosalba Carriera). A suo tempo direttore della rivista Museovivo è stato autore alla fine degli anni Novanta della rubrica mensile le Scoperte di Carnet.

Condividi su:

I commenti sono chiusi