Eugenio Montale – “Non posseggo nemmeno una Divina Commedia”

Tre lettere inedite di Eugenio Montale indirizzate all’insigne classicista Manara Valgimigli, datate tra il 1946 e il 1954, dipingono un inedito Montale, “compassato e guizzante, lento e astuto”.
Nel trittico di lettere, infatti, le astuzie del poeta Nobel insorgono fino al paradosso di rifiutare una lectura Dantis adducendo come motivo di non possedere “nemmeno una Divina Commedia”, o di ostentare un’umiltà di maniera per convincere l’amico a partecipare alla giuria di un premio letterario, o ancora di chiedergli, quasi sfacciatamente, di scrivere in sua vece un articolo dedicato alle poesie latine di Pascoli. Insomma, piccole furbizie, al cospetto della straordinaria opera poetica di Montale, che ci rendono però l’essenza del poeta “bestia rara, angelico e bestiale, creatura totale, che sa, nel gran teatro del mondo, essere bradipo, anguilla, moschettiere, upupa e unicorno”.  

Eugenio Montale – “Non posseggo nemmeno una Divina Commedia”
Prezzo: € 30,00
Pagine: 24
Postfazione: Davide Brullo
Sopraccoperta d’artista: “La città ideale” (2016) di Roberto Floreani, riprodotta su carta cotone della cartiera Amatruda
Stampato: in 500 copie su carta Century Cotton Laid White prodotto dalle cartiere Fedrigoni, di cui 99 numerate a mano, più 10 copie d’artista

La casa editrice De Piante vuole avere una forte specializzazione nell’ambito letterario e artistico: prose d’arte, elzeviri, lettere, poesie, brevi saggi storico/critici. Requisito inderogabile: nessun autore vivente (o comunque non al di sotto della soglia del Venerato Maestro, cioè 90 anni): esistono troppi testi perduti o dispersi da recuperare per permettersi la stupidità di immetterne sul mercato di nuovi (e con ogni probabilità inutili). Non vogliamo lanciare giovani esordienti ma rileggere autori riconosciuti (dalla critica e dal pubblico). Gli autori pubblicati saranno, orientativamente, soltanto autori italiani (come italiano è il nome della casa editrice, italiana la carta, italiano il carattere, italiani gli inchiostri, e tutta italiana l’eleganza del prodotto). E ciò non per stucchevoli pulsioni nazionalistiche per segnare la casa editrice anche da un punto di vista etico nel momento di una difficile crisi economica del Paese vogliamo puntare – sfruttando al massimo le potenzialità che ci sono riconosciute dal mondo intero in campo editoriale – sulle nostre eccellenze di settore: dal punto di vista dei materiali e del gusto.Ecco quindi la volontà di coinvolgere nel progetto designer (per il logo ad esempio), grafici, artisti, maestri dell’arte tipografica. La crisi, a differenza di quanto insegnano gli economisti e i tecnici, si batte con il lusso non con la spending review (e la nostra sarà una casa editrice sontuosa). E puntare, anche in campo culturale, sul marchio “fatto in Italia” può essere una scommessa vincente. Il “taglio” nella scelta dei testi sarà prevalentemente (ma non solo) di tipo giornalistico. Vista la dimensione del formato e il numero ridotto di pagine, si privilegeranno (almeno in una fase iniziale) articoli, elzeviri, reportage, interviste, ritratti di grandi intellettuali e scrittori del Novecento apparsi sui giornali e poi mai più ripubblicati; oppure brevi inediti, o lettere o pagine dimenticate di “Vecchi Maestri”, sempre e soltanto italiani, o (eccezionalmente) autori stranieri i quali però abbiano avuto un forte legame culturale col nostro Paese. Tiratura: limitata Carta: pregiata e legatura a mano. Si prevedono per il 2017 almeno 4 titoli  (in corrispondenza dei mesi marzo-aprile e ottobre-novembre).

Fondazione Maimeri

Cristina Toffolo De Piante, imprenditrice nel settore grafico da quasi 30 anni. Collabora a livello internazionale con le più importanti aziende di packaging per la progettazione e la fabbricazione di impianti industriali che soddisfano la necessità dei più noti brand owners del mercato.

Angelo Lorenzo Crespi, giornalista professionista. Nel 2013 ha pubblicato Ars attack. Il bluff del contemporaneo” (Johan&Levi). Nel 2014 ha scritto la pièce teatrale Nerone. Duemila anni di calunnie che ha debuttato al Teatro Manzoni di Milano. Nel 2015 sempre al Manzoni di Milano è andato in scena la commedia La grande guerra di Mario. Nel 2016 ha scritto la drammaturgia di D’Annunzio Segreto che ha debutatto al Quirino di Roma.

Luigi Mascheroni, ha scritto per il Sole24Ore-Domenicail Foglio. Dal 2001 lavora alla redazione Cultura de il Giornale.
Ha un insegnamento di Teoria e tecnica dell’informazione culturale all’Università Cattolica di Milano.Tra i suoi libri: Il pamphlet sui salotti intellettuali Manuale della cultura italiana (Excelsior 1881, 2010) e Elogio del plagio. Storia, tra scandali e processi, della sottile arte di copiare da Marziale al web (Aragno, 2015). Ha un canale YouTube di videorecensioni.

Roberto Floreani, astrattista di riferimento della sua generazione, ha rappresentato l’Italia alla Biennale di Venezia nel 2009, realizzando, dalla fine degli anni Novanta ad oggi, una ventina di progetti espositivi nei più importanti musei italiani e in alcune prestigiose sedi internazionali. Appassionato di Futurismo, realizza serate teatrali e azioni da quasi vent’anni e pubblica saggi specifici quali Futurismo Antineutrale (Silvana, 2009) e I Futuristi e la Grande Guerra (Campanotto, 2014), finalista al Premio Acqui Storia 2015. È ideatore e responsabile della collana Baléni per Campanotto Editore, dedicata al Futurismo. Per la De Piante Editore ha ideato il progetto grafico complessivo della casa editrice e realizzato la prima copertina d’artista con l’opera “La città ideale” (2016) riprodotta in sopraccoperta su carta cotone della Cartiera Amatruda.

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