Gillo Dorfles: VITRIOL, Triennale, Milano

VITRIOL il personaggio fantastico inventato da Gillo Dorfles.
La mostra alla Triennale di Milano è a cura di Aldo Colonetti e Luigi Sansone.

Sigillo del Vitriol dal Viridarium Chymicum di Daniel Stolcius von Stolcenberg (Francoforte, 1624) con l'acronimo esplicitato: «Visita Interiora Terrae, Rectificando Invenies Occultum Lapidem»

Sigillo del Vitriol dal Viridarium Chymicum di Daniel Stolcius von Stolcenberg (Francoforte, 1624) con l’acronimo esplicitato: «Visita Interiora Terrae, Rectificando Invenies Occultum Lapidem»

VITRIOL è un personaggio fantastico, inventato da Gillo Dorfles, presente la prima volta nel dipinto del 2010, esposto in mostra, poi di nuovo protagonista di una serie di disegni e di appunti, realizzati nella seconda metà del 2016. VITRIOL è uno degli acronimi più utilizzati dagli alchimisti, le cui iniziali stanno al posto di “Visita Interiora Terrae Rectificando Invenies Occultum Lapidem”, ovvero “Visita l’interno della terra e, con successive purificazioni, troverai la pietra nascosta”, che è la vera medicina. Come afferma lo stesso Dorfles, nel dialogo con Aldo Colonetti e Luigi Sansone: “Attraverso la figurazione, molto spesso si riesce ad andare al di là della propria “conoscenza cosciente”, per approdare a una sorta di figurazione dell’inconscio: alcuni mie disegni provengono dall’inconscio, e si affacciano sul foglio di carta attraverso elementi figurativi che ovviamente derivano da uno stato di coscienza, non razionalizzato”.

È il Dorfles pittore che parla, ma soprattutto lo studioso di psichiatria, lettore attento di Goethe, Jung e Rudolf Steiner, una sorta di filo conduttore presente in tutti suoi scritti, soprattutto là dove affronta il tema della “creatività”, accanto a quello dell’interpretazione. In totale, accanto al dipinto del 2010, sono esposti, per la prima volta, 18 disegni, che rappresentano un’ assoluta novità, in quanto sono altrettanto capitoli di una storia che è un viaggio, anche un po’ misterioso, alla ricerca della “pietra nascosta”.
I disegni riportano appunti, citazioni in lingua di Goethe, Jung e Rudolf Steiner, più una serie di parole e di numeri che prima di essere “parole” sono disegni, composizioni, linguaggi da decifrare.
È sorprendente come Dorfles non si stanchi mai di ricercare, di andare oltre il limite della conoscenza, senza mai abbandonare il controllo di una ragione, aperta, eclettica come eclettica è la sua figura di intellettuale: “La tecnica serve soprattutto a rendere visibile, diciamo tangibile, quello che è il pensiero occulto, o comunque non del tutto razionalizzato.

VITRIOL, così enigmatico nella sua composizione alfabetica, come se arrivasse da un altro mondo, si trasforma, in questi ultimi disegni, in una figura, certamente fantastica, ma che nel suo insieme ci ricorda da dove veniamo, chi siamo ma soprattutto dove tentiamo di andare. Vitriol è anche, forse soprattutto, un saggio filosofico, nel quale la dimensione estetica ci parla di un corpo “eterico” che è diverso da quello fisico ma che “non è ancora la pura spiritualità”, come ci ammonisce lo stesso Dorfles.

Il sigillo del Vitriol con l'indicazione dei vari procedimenti alchemici, in tutto sette, dalla versione di Azoth di Basilio Valentino pubblicata nel 1613

Il sigillo del Vitriol con l’indicazione dei vari procedimenti alchemici, in tutto sette, dalla versione di Azoth di Basilio Valentino pubblicata nel 1613


”VITRIOL”
, Disegni di Gillo Dorfles, 2016

A cura di: Aldo Colonetti e Luigi Sansone
Dal 13 Gennaio al 5 Febbraio 2017
Contatti Stampa: La Triennale di Milano, Comunicazione istituzionale e Relazioni Media – Micol Biassoni – Tel. 02-72434247 – press@triennale.org

Triennale di Milano
Viale Alemagna 6
20121 Milano
Tel. +39 02 724341  – www.triennale.org

 

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