Giovanni Gastel, Palazzo della Ragione, Milano

Considero l’eleganza un valore di tipo morale…
è un fatto interioreche si riflette anche all’esterno, è un’equilibrioche impone delle regole dure, non c’entra niente con l’educazione.


Giovanni Gastel è un’icona della fotografia Italiana e internazionale. Il suo nome ha fatto il giro del mondo grazie alla collaborazione con le principali riviste di moda, ma il suo talento creativo non conosce confini, trovando espressione sia nell’ambito dell’informazione che in quello dell’arte, con il suo stile inconfondibile.

Non si può racchiudere Giovanni Gastel in un’operatività fotografica specifica. La fotografia l’attraversa a tutto tondo. Il suo occhio si posa svolgendo un racconto per immagini che è la summa delle sue radici. Non si può comprendere se non ripercorrendo la sua vita dalle origini. In quel dna profondo da cui attinge e che lo proietta oscillando tra un’aristocratica visione della vita alla operatività quotidiana. Realtà e sogno, spirituale e materiale, oscurità e luminosità, oscillazioni continue che si concretizzano nello scatto preciso che lo colloca in un apparente distacco, controllato, dato dal mezzo. Da immagini di moda, commerciali, da un lato, ma in costante ricerca di un modus diverso, non seriale, che seguono una sua precisa narrazione, a immagini che emergono dai legami del suo passato traducendosi in una poetica surreale, onirica. Entrambe si sviluppano nello spazio intimo e “protetto” del suo studio, come sulla scrivania di uno scrittore, delinea le sue scenografie.

Giunto al traguardo dei quarant’anni di carriera, Gastel festeggia con una retrospettiva allestita al Palazzo della Ragione, nella sua Milano. Una grande mostra articolata in quattro sezioni, dedicate ciascuna a un decennio di attività del fotografo, dagli esordi negli anni Settanta fino ai lavori più recenti. Un’occasione per approfondire l’evoluzione stilistica delle opere di Gastel e il contesto storico e sociale che ha plasmato i suoi scatti.
I celebri still life, i servizi per le copertine glamour realizzati tra Milano e Parigi, gli scatti su commissione e quelli dettati dall’ispirazione del momento. Tutti lavori contrassegnati da un gusto estetico poeticamente ironico, ma sempre teso verso una composizione equilibrata e armonica dell’immagine.
La mostra propone un ritratto di Gastel
in cui si intrecciano sia le vicende professionali, biografiche e familiari e documenta altresì il suo metodo di lavoro.
Una lettura inedita che contestualizza la sequenza di fotografie, prodotte per riviste e settimanali, quale proposta narrativa e poetica, composta da diversi capitoli.
Un modo di scrivere per immagini che è il riflesso delle parole che appaiono nelle sue poesie e nella sua scrittura autobiografica.
Il corpus espositivo comprende allora un intreccio tra materiali che riguardano la biografia, quanto documenti che testimoniano la classicità e la varietà della sperimentazione del fotografo artista.
Il lavoro di informazione, comunicazione e ricerca che Gastel ha sviluppato attraverso le riviste, le mostre e la sua personale indagine, viene presentato in un inedito display labirintico,ideato dallo studio Lissoni Architettura, dove gli insiemi per serie mettono in evidenza il carattere del suo modo di raccontare, la modalità personale dell’uso della luce e il confronto con i soggetti, nell’ininterrotto scambio tra la sua formazione e la sua professione, compresi l’educazione familiare, il suo muoversi nel mondo imprenditoriale e dei media contemporanei, sempre coltivando la sua passione poetica.

Per l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno: “Nelle sale di Palazzo della Ragione un maestro della fotografia conosce con questa mostra un importante momento di riconoscimento e approfondimento critico sui suoi primi quarant’anni di carriera, sempre fertile e creativa. Questa esposizione permette infatti di tracciare il cammino stilistico dell’artista, la sua formazione anche teatrale, il suo rapporto mai interrotto con la poesia e il legame profondo con il mondo della moda e del design, chiudendo così il cerchio di un percorso artistico che ha nel talento creativo e nel dialogo tra le arti il suo punto di equilibrio più profondo.

In occasione della mostra viene pubblicata, da Silvana Editoriale S.p.A., una monografia su Giovanni Gastel a cura di Germano Celant e con progetto grafico dello studio GraphX, in cui sono raccolte immagini, documenti, dichiarazioni, testimonianze e opere a formare un volume inedito sulla storia di Gastel fotografo e comunicatore nel mondo della moda, dell’informazione e dell’arte. Il viaggio immaginario che Gastel ha sviluppato attraverso le riviste, da “Vogue Italia” a “Harper’s Bazaar“, le campagne pubblicitarie, da Dior a Guerlain, le mostre, da Gastel per Donna a Maschere e Spettri a Palazzo della Ragione, è presentato attraverso la ricostruzione di quarant’anni di lavoro, su committenza e sperimentale. L’intento è di documentare il suo metodo operativo, basato sull’analisi e sulla proposta seriale del soggetto trattato: lo still life, il ritratto, lo scatto di moda e la ricerca.


Giovanni Gastel, Silvana Editoriale
Testi di: Germano Celant, Giovanni Gastel, Chiara Spangaro
Formato: 21 x 24
Pagine: 528
N. illustrazioni: 500 a colori
Rilegatura: Brossura con alette
ISBN/EAN:9788836634972
Prezzo: 45,00 Euro


Giovanni Gastel vive tra Milano e Parigi.
Nasce a Milano il 27 dicembre 1955, da Giuseppe Gastel e da Ida Visconti di Modrone, l’ultimo di sette figli.
Negli anni Settanta, avviene il suo primo contatto con la fotografia. Da quel momento, ha inizio un lungo periodo di apprendistato mentre un’occasione importante gli viene offerta nel 1975-76, quando inizia a lavorare per la casa d’aste Christie’s.
La svolta avviene nel 1981 quando incontra Carla Ghiglieri, che diventa il suo agente e lo avvicina al mondo della moda. Dopo la comparsa dei suoi primi still life sulla rivista “Annabella”, nel 1982. Inizia a collaborare con “Vogue Italia” e poi, grazie all’incontro con Flavio Lucchini, direttore di Edimoda, e Gisella Borioli, alle riviste “Mondo Uomo” e “Donna”.
Il suo impegno attivo nel mondo della fotografia lo avvicina anche all’Associazione Fotografi Italiani Professionisti, di cui è stato presidente dal 1996 al 1998. La consacrazione artistica avviene nel 1997, quando la Triennale di Milano gli dedica una mostra personale, curata da Germano Celant.
Il successo professionale si consolida nel decennio successivo, tanto che il suo nome appare nelle riviste specializzate insieme a quello di fotografi italiani quali Oliviero Toscani, Giampaolo Barbieri, Ferdinando Scianna, o affiancato a quello di Helmut Newton, Richard Avedon, Annie Leibovitz, Mario Testino e Jürgen Teller.
Nel 2002, nell’ambito della manifestazione La Kore Oscar della Moda, ha ricevuto l’Oscar per la fotografia. Attualmente è Presidente dell’Associazione Fotografi Italiani Professionisti e membro permanente del Museo Polaroid di Chicago.
Molte le mostre: Milano, Venezia, New York, Parigi.
Svolge la sua attività lavorativa nel suo studio in Via Tortona a Milano, dove continua a coltivare la sua passione per la poesia – l’ultima raccolta ha per titolo Cinquanta – e per la ricerca fotografica al di fuori degli schemi della moda.
Ricordiamo a Villa Reale di Monza la mostra conclusa a fine settembre 2016: Giovanni Gastel per Rolling Stone – Le 100 facce della musica italiana.
La sua ultima copertina per Rolling Stone di novembre:
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Germano Celant è conosciuto internazionalmente per la sua teorizzazione dell’Arte Povera. È inoltre autore di oltre cento pubblicazioni, tra libri e cataloghi, e curatore di centinaia di mostre nei maggiori musei ed istituzioni internazionali.
Dal 1977 è Contributing Editor della rivista “Artforum”, New York e dal 1991 della rivista “Interview Magazine”, New York; dal 1999 è responsabile della rubrica d’arte del settimanale “L’Espresso”, Roma; dal 2000 collabora con il mensile di design “Interni”, Milano.
Dal 1989 fino al 2008 è stato Senior Curator of Contemporary Art del Solomon R. Guggenheim Museum di New York; dal 1995 al 2014 è stato Direttore e dal 2015 Soprintendente Artistico e Scientifico della Fondazione Prada; nel 1996 è stato Co-Direttore Artistico della prima Biennale di Arte & Moda, Firenze; nel 1997 è stato Direttore della 47ma Esposizione Internazionale d’Arte, La Biennale di Venezia; nel 2001 è stato Commissario del Padiglione Brasiliano alla 49ma Esposizione Internazionale d’Arte, La Biennale di Venezia; nel 2004 è stato Supervisore artistico della programmazione dei cento eventi culturali di “Genova 2004, Capitale Europea della Cultura”; dal 2005 è Curatore della Fondazione Aldo Rossi, Milano e dal 2008 è curatore artistico e scientifico della Fondazione Annabianca e Emilio Vedova, Venezia. Dal 2009 al 2011 è stato Responsabile scientifico per Arte e Architettura alla Triennale di Milano. Nel 2015 è stato Curatore della mostra “Arts & Foods. Rituali dal 1851”, Padiglione Arte di Expo 2015, nella Triennale di Milano. Nel 2016 è Project Director di The Floating Piers, opera di Christo e Jeanne-Claude sul Lago d’Iseo.
Nel 1987 ha ricevuto il The Frank Jewett Mather Award per l’attività di critico d’arte; nel 2004 la laurea honoris causa in Architettura dall’Università degli Studi di Genova, Facoltà di Architettura; infine, nel 2013 il The Agnes Gund Curatorial Award da parte dell’Independent Curators International, New York.

GERMANO-CELANT, © foto Giovanni Gastel

GERMANO-CELANT, © foto Giovanni Gastel

Piero Lissoni  è architetto, designer e art director.
Nel 1986 apre Lissoni Associati, una realtà multidisciplinare con sede a Milano che sviluppa progetti d’architettura,  interni e disegno industriale. Seguono nel 1996 GraphX che si occupa di comunicazione visiva, successivamente Lissoni Architettura per i progetti architettonici e Lissoni Inc. a New York per l’interior design nel continente americano.
Le realizzazioni di architettura più recenti comprendono il Conservatorium Hotel di Amsterdam (2012), il Mamilla Hotel a Gerusalemme (2009), la ristrutturazione dello storico Teatro Nazionale di Milano (2009) e le sedi delle attività produttive di Kerakoll Design Lab (2014), Matteograssi (2011), Glas Italia (2010) e Living Divani (2007), tutte in Italia.  I progetti in corso di completamento sono The Oberoi Al Zorah Resort in Ajman (Emirati Arabi), due torri per il gruppo Swire Hotels a Shanghai, esclusive residenze e ville per The Ritz-Carlton Residences Miami Beach, il nuovo Roomers Hotel a Baden-Baden, un boutique hotel sulle rive del Lago d’Orta, un nuovo complesso nel centro di Mosca con negozi, hotel e appartamenti e l’architettura d’interni di una lussuosa townhouse a Chelsea, New York.
Piero Lissoni è direttore artistico di grandi marchi tra cui Boffi, De Padova, Lema, Living Divani e Porro; disegna inoltre per nomi internazionali tra cui Alessi, Alpi, Cappellini, Cassina, Fantini, Flos, Glas, Kartell, Kerakoll, Knoll e Salvatori. Numerosi sono i premi che ha ricevuto nel corso della carriera, tra cui ADI Compasso d’Oro, ed è membro dell’Advisory Board del Politecnico di Milano. Per GraphX è responsabile della direzione artistica e dell’immagine coordinata della maggior parte di queste aziende, la realizzazione dei servizi fotografici e delle campagne pubblicitarie, il disegno di cataloghi, siti web e packaging. Dal 2007 ad oggi GraphX segue il coordinamento visivo ed i manifesti della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica organizzata dalla Biennale di Venezia.

Piero Lissoni, © foto Giovanni-Gastel

Piero Lissoni, © foto Giovanni Gastel

Passavamo lunghi pomeriggi
guardando le formiche arrampicarsi sul muro.
Erano i giorni del nostro mondo chiuso.
Gli alberi altissimi sembravano eterni nel giardino
e noi con loro.
Poi siamo usciti nel mondo vero
e la vita ci è caduta addosso.
Un volo veloce
e già percepiamo il confine
il limite così vicino.
Ma c’è ancora vita
in questa vita
e gioia e speranza.
Che grande fatica il ricordo.
Cerco aiuto
ma tutti sembrano così lontani.

Giovanni Gastel, Milano 2016


Giovanni Gastel
dal
23 settembre 2016 al 13 novembre 2016
Curatore: Germano Celant
Progetto Esecutivo: Arch. Piero Lissoni
Orari
martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30 – 20.30; giovedì e sabato 9.30 – 22.30; lunedì chiuso; ultimo ingresso un’ora prima della chiusura
Biglietti: € 10,00 Intero
€ 8,00 Ridotto Minori di 18 o maggiori di 65 anni universitari con tesserino, gruppi di adulti oltre le 15 unità, possessori di appositi coupon o titolari di apposite convenzioni, soci Touring Club con tessera, militari, forze dell’ordine non in servizio, soci FAI, titolari Card Musei Lombardia, titolari Carta Civita, Giunti Card e Amici di Forma
€ 5 Ridotto scuole Alunni di classi di ogni ordine e grado. Ridotto speciale famiglia (adulto + bambino)

€ 8,00 uno o due adulti a testa con minore/i dai 6 ai 14 anni € 5,00 a testa
Gratuito minori di 6 anni, disabili e un accompagnatore, due insegnanti accompagnatori per ogni classe, giornalisti con tesserino.
Visite guidateGruppi € 100,00; Scuole € 80,00; In lingua € 120,00
Modalità di accesso: Singoli: prenotazione consigliata; Gruppi e scuole: prenotazione obbligatoria, min. 15 – max. 30 persone
Diritto di prenotazione: € 1,50 per i biglietti: intero, ridotto, gruppi ; € 1,00 per i biglietti: famiglia, ridotto speciale, scuole
Informazioni
Tel. + 39 0243353535 – www.palazzodellaragionefotografia.it
Ufficio Stampa: Isabel Guardans – Tel. 02 43990159 – isabel@guardanscambo.com
Ufficio Stampa Comune di Milano: Elena Conenna – tel. 02 88453314  – elenamaria.conenna@comune.milano.it

Palazzo della Ragione
Piazza Mercanti 1
Milano

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