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IL PATRIMONIO ARTISTICO ITALIANO: UN TESORO DA TUTELARE, Accademia Carrara di Bergamo

Convegno «Il patrimonio artistico italiano: un tesoro da tutelare»
"L'Arte, un patrimonio da tutelare", Accademia Carrara di Bergamo

Relatori: Giorgio Gori (Presidente della Fondazione e Sindaco di Bergamo), Gianluca Venturini Guerrini (Amministratore Delegato AON Benfield Italia S.p.a), Lia Perucchini (Dirigente Specialty Lines di Aon Benfield Italia S.p.A), Angelo Piazzoli (Segretario Generale Fondazione Credito Bergamasco), Maria Cristina Rodeschini (Accademia Carrara), Nicola Nugnes (Chief Operating Officer Vedetta 2 Mondialpol S.p.A), Carlo Hruby (Vice Presidente Fondazione Enzo Hruby).


L’Italia possiede il patrimonio artistico e culturale più importante del mondo sia in termini di quantità, siamo il Paese con la maggior distribuzione di musei sul territorio, sia di qualità. La sua bellezza è riconosciuta in tutto il mondo come un unicum insostituibile ed inimitabile; identifica la nostra civiltà, la nostra cultura nazionale, la nostra memoria collettiva. Ma per noi, che abbiamo avuto il privilegio di poterne godere, comporta anche l’impegno e il dovere di conservarlo e proteggerlo perché rappresenta la nostra eredità, il nostro lascito alle generazioni future.
Furti, vandalismi, danni accidentali, ma anche atti di terrorismo, rappresentano i principali rischi a cui l’immenso patrimonio italiano è soggetto quotidianamente.
L’Italia è infatti uno dei Paesi più colpiti dal traffico di opere, depredazioni e commerci illeciti tanto che il mercato illegale di oggetti d’arte è considerato, insieme a quello di armi e droga, il più redditizio al mondo. Come scongiurare tali pericoli e come proteggere la “nostra eredità” è stato il tema dell'incontro promosso da Aon Benfield Italia Spa - divisione Fine Arts, gruppo leader nell’intermediazione assicurativa e riassicurativa con una fortissima expertise nel settore dell’arte. A fronte dell’incarico di tutela delle opere dell’Accademia Carrara, Aon Benfield Italia Spa, divisione Fine Arts, ha organizzato una serata interamente dedicata alla “Grande Bellezza”, al suo valore e alla possibilità di tutelarla, sia a livello di prevenzione sia di assicurazione.

Come scongiurare questi pericoli per proteggere ciò che Giosuè Carducci definiva “emanazione morale della civiltà, la spirituale irradiazione dei popoli
Sono 450 i furti di beni culturali denunciati nel 2015 (in calo dai 609 del 2014). La quasi totalità delle regioni è interessata da questo fenomeno, con una preponderanza per la Campania (57), la Toscana (53), l’Emilia Romagna (52) e la Lombardia (52). Purtroppo i numeri reali del fenomeno sono decisamente più elevati poiché molti reati non vengono denunciati. In ogni caso si tratta di un dato preoccupante per una nazione tra le più ricche di tesori artistici mondiali e che risulta la più colpita sul mercato nero dell'arte che, a livello globale, vale 9,3 miliardi di euro. Libri, dipinti, sculture e statue sono le opere più ambite e rappresentano circa il 65% del totale dei beni culturali illecitamente sottratti nel nostro Paese.
Se n'è parlato all’Accademia Carrara di Bergamo con il critico Vittorio Sgarbi, con Giorgio Gori (Presidente Fondazione Carrara e Sindaco di Bergamo), Gianluca Venturini Guerrini (Amministratore Delegato Aon Benfield Italia S.p.A.), Lia Perucchini (Dirigente Specialty Lines Aon Benfield Italia S.p.A.), Angelo Piazzoli (Segretario Generale Fondazione Credito Bergamasco), Maria Cristina Rodeschini (Direttore Accademia Carrara), Nicola Nugnes (Chief Operating Officer Vedetta 2 Mondialpol S.p.A), Carlo Hruby (Vice Presidente Fondazione Enzo Hruby).

Paolo Plebani, conservatore dell’Accademia: “Abbiamo cercato di dar voce e lustro ad un periodo particolare di Lorenzo Lotto: venendo qui sembra quasi di fare una passeggiata all’interno del suo soggiorno bergamasco”.
Lia Perucchini, Dirigente Specialty Lines di Aon Benfield Italia S.p.A: «Aon Benfield ha dedicato al settore Fine Art professionisti specializzati per mettere a disposizione dei propri clienti polizze personalizzate che si adattino alle diverse esigenze e che, in caso di danneggiamento risarciscano i costi di restauro e l’eventuale deprezzamento delle opere o, in caso di perdita, il valore economico assicurato per l’opera d’arte, qualunque sia la causa assicurabile, compresi terremoti, alluvioni, atti di terrorismo, al fine di consentire la massima serenità a chi vuole organizzare mostre, o prestare opere per la realizzazione di mostre, o anche solo ammirare nel salotto di casa le proprie collezioni d’arte. Prevenzione e sicurezza sono temi fondomentali nell’Assicurazione e obiettivi primari per chi ama l’Arte: la perdita di un’Opera artistica lascia un vuoto che nessun risarcimento assicurativo potrà colmare. Impressionante come gli atti predatori dell’arte siano facilmente assimilabili, nei numeri, al mercato della droga o delle armi».
Giorgio Gori, Presidente Fondazione Carrara e Sindaco di Bergamo: “Sono felice di essere qui stasera, più che altro in qualità Presidente della Fondazione Carrara; voglio anche io sottolineare l’importanza che ricoprono sicurezza e tutela delle opere d’arte. Ho letto alcuni dati che mi hanno lasciato basito: parlando di opere trafugate c’è un giro di circa 150 milioni di euro l’anno. Capiamo allora quanti siano importanti certi temi, senza dimenticare il restauro, perché salvaguardare l’arte non significa solo proteggerle dall’uomo, ma anche dal tempo”.

Maria Cristina Rodeschini, Direttore Accademia Carrara: «Bellissima è questa collaborazione che vede impegnati chi si occupa di arte, chi di sicurezza e chi di tutela e restauri Anche il recupero e la valorizzazione territoriale è fondamentale. È responsabilità comune difendere il nostro straordinario patrimonio artistico e fronteggiare eventuali minacce. I musei, per loro stessa missione, si occupano di conservare, proteggere e mostrare al mondo le opere più belle di sempre. Spesso tali opere sono oggetto di scambi tra musei, in altri casi, invece, devono essere restaurate, sempre con grandissima cura e attenzione. La stessa cura che dovremmo utilizzare per prevenire furti o danneggiamenti volontari. Siamo certi che questo evento innescherà riflessioni utili per rendere ancora più sicuri i nostri beni culturali».
Angelo Piazzoli, Segretario Generale Fondazione Credito Bergamasco: «Anche a me dispiace che Sgarbi non si ancora qui, perché gli avrei serenamente detto che non mi pento un attimo di aver contribuito a donare questa meraviglia alla città di Bergamo. Oltre alle parole e le intenzioni ciò che conta è fare le cose, e questa galleria è splendida. Poi con la nostra fondazione abbiamo puntato a due aspetti della salvaguardia artistica: materiale e culturale. Crediamo sia fondamentale che dopo il ripristino ci sia anche l’attenzione alla restaurazione, come giustamente sottolineava Gori. Il tema della sicurezza dell’arte è sempre più attuale. Solo presentando l’arte a tutti la si fa conoscere. E questo è un aspetto importantissimo. Alimentare la cultura dell’arte, guardando in particolar modo ai giovani: saranno loro che un giorno dovranno e vorranno aver cura delle opere. Senza dubbio conoscenza e divulgazione ricalcano e tengono vivo il pensiero di Giacomo Carrara. La Fondazione Credito Bergamasco ha sempre riservato grande attenzione alla salvaguardia delle opere d’arte mettendo in sicurezza molti capolavori bisognosi di cure e presentandoli a un pubblico di appassionati diventato sempre più numeroso. Agli importanti restauri realizzati direttamente nella Sala consiliare della Banca si aggiungono i numerosi interventi di ripristino operati direttamente sul territorio. Non possiamo non tutelare ciò che amiamo così tanto».
Nicola Nugnes, COO Vedetta 2 Mondialpol: «Sono 100 anni che Mondialpol lavora nell’ambito della sicurezza, passando dai metronotte che giravano in bicicletta a tutta la tecnologia che abbiamo a disposizione oggi. La vigilanza vuole collaborare a stretto contatto con le forze dell’ordine e desidera portare al pubblico più opere d’arte possibile. In che senso? Vuole garantire la sicurezza con i sensori, o con le telecamere. Ci sono gli allarmi che hanno il compito di intercettare le anomalie preventivamente: sì, è fondamentale avere anche una mentalità di prevenzione. Non solo di gestione della sicurezza. Lavoriamo affinché le reazioni a determinate minacce siano sempre più tempestive. Difendere il Patrimonio Artistico e Culturale significa coniugare l’esigenza di tenere al sicuro un bene con la possibilità di renderlo fruibile. Il “Progetto di Difesa” nasce, in collaborazione con le Forze dell’Ordine, da un’attenta analisi sui beni da difendere, sul loro valore, sulla loro ubicazione, sugli orari di esposizione al pubblico, nonché da un’analisi dei flussi di affluenza. Questa è la base per il censimento dei rischi e la creazione di una “mappa di contrasto e mitigazione” con cui pianificare le azioni da porre in atto per evitare asportazioni e danneggiamenti. È una grande opportunità per affrontare in modo proattivo una dolorosa piaga storica e culturale».
Vittorio Sgarbi: “Sinceramente non so perché mi abbiano chiesto di parlare di sicurezza, forse perché sono come un museo, avendo raccolto in 40 anni tantissime opere d’arte. Mi sono arricchito un sacco insultando mezzo mondo, Giorgio Gori lo sa perché lavoravo a Mediaset: a causa mia si è beccato sette denunce. Ricchissimo, con un patrimonio di 1 miliardo e 800 che ho speso per le opere d’arte. Guadagno e ahimè finisco sul lastrico: sono sempre in difetto! Vivo controllando un patrimonio artistico che finisce in esposizioni, mostre, restauri… Aiuto!  
Succede come a Brera che lo sbalzo di umidità manda i condizionatori i tilt come è successo per la mostra della mia collezione a Cortina e le tavole saltano...
Questa giovane Paola Marini, direttrice della galleria di Venezia, vive ancora un trauma, quello di 17 dipinti rubati. Vado lì e faccio un giro nella galleria un po’ triste come questa e trovo un graffio di 8 centimetri su un altro dipinto. Questo mi fa pensare: non solo i 17 dipinti rubati, ma pure questo? C’è qualcosa che non va! Sicurezza! Sicurezza dev’essere la parola d’ordine.
Ha ragione Hruby quando dice che non basta il semplice custode notturno. Mi chiedo come possa un idiota marcare un dipinto in quella maniera? Che rabbia! Per non parlare di quel famoso Raffaello con un danno di 30 centimetri: queste cose non possono e non devono succedere. Non puoi sperare che non capitino, devi esserne sicuro. 
Com’è possibile che in Italia se ne possano rubare addirittura 17 di opere d’arte? Lì c’è stato il tempo di guardare, scegliere, valutare, tornare, prendere un the… Insomma!
Che poi… sono stati trovati dal presidente dell’Ucraina che se li è tenuti per un po’ e alla fine probabilmente abbiamo dovuto sborsare ancora per riprenderci cose che erano già nostre. Assurdo! Fare tutto questo con il contributo dello 0,20% dello Stato è ridicolo, dai! Sarebbe come vedere le Maldive che investono sul turismo montano. Dopo tutto i Musei Vaticani hanno circa 7 milioni di visitatori. Se pensiamo che il Louvre ne ha circa 9… Non si investe abbastanza sul nostro patrimonio artistico. Ci vogliono più direttori, uno che si preoccupi di studiare e far conoscere le opere, uno che sia manager e che si occupi dell’organizzazione del museo, uno che si preoccupi di tutelare e mettere in sicurezza il patrimonio artistico... Si deve far vivere il museo. Da Bergamo vedo serietà. Credo che un sindaco o un ministro debbano aumentare le responsabilità di chi governa un museo, mantenendo una certa gerarchia e una distinzione dei compiti. Nel caso di Mauro Moretti, delle Ferrovie dello Stato, egli era colpevole e non lo era. Perché non c’è stata una strategia corretta di prevenzione e messa in sicurezza. Parlare di sicurezza significa, prima di tutto, parlare di conoscenza, cioè la consapevolezza del nostro immenso patrimonio culturale. Bisogna recuperare la coscienza della cultura, la sensibilità per l’arte, i confini del nostro patrimonio è una necessità, un passo indispensabile che deve essere compiuto attraverso l’insegnamento, perché sono valori che non possono essere trasmessi da nessuna autorità preposta... Conoscenza significa anche mappatura puntuale e senza limite delle nostre straordinarie ricchezze, perché il problema della sicurezza riguarda spesso il patrimonio disperso in musei o chiese di periferia. Viviamo in un luogo meraviglioso ma che spesso ignoriamo per cui non siamo pronti a difenderlo.
La nostra Pinacoteca è una donna solo apparentemente frigida: se la conosci meglio scopri che ha un bel temperamento. Qui vedo colorini freddi e frigidi, io ci avrei messo un bel rosso come sfondo, ma questi sono pareri miei!  Le opere d’arte sono invece all’altezza giusta, sono organizzate bene. La luce è buonissima. Ma quello che mi è piaciuto di più è stato vedere come si sia ridotta la giacenza: anche questo è un modo di prevenzione e tutela dell’arte. Non lasciare pieni i depositi, perché l’arte va vissuta e vista, ammirata. Cirillo Ricci è bello e marginale! Chi cavolo è? Io lo so, ma i più no, però è bello che ci sia. Chapeau all’Accademia! Qui le cose belle da vedere ci sono. Non sono abbandonate a loro stesse...
Siamo tristemente al di sotto del nostro patrimonio artistico. Io conosco 3.000 opere, è il mio mestiere, ma qui non so chi arriverebbe a citarmi 30 artisti. Ora… se il nostro patrimonio non lo conosciamo come possiamo pretendere di proteggerlo? Allora è fondamentale educare i giovani. Deve esserci una buona dose di consapevolezza oltre che di coscienza e conoscenza. Se hai un malato devi sapere dove portarlo per guarire. Gli affreschi che si sfarinano sono come malati terminali, poi forse dovremmo anche essere capaci di capire che non tutto probabilmente si può salvare. Qualcosa andrà perduto, io non lo so. Occorre però che l’arte viva... I giornalisti maliziosi e punzecchiatori hanno fatto riferimento alle infiltrazioni della Carrara dopo i lavori; allora si capisce qui come dobbiamo essere fortemente esigenti, nel grado più alto del termine, con le ditte a cui affidiamo certi lavori. Essere minuziosi e pignoli. Se vince quello che fa l’offerta più bassa, pagherà meno e allora avremo sicurezze minori. No, La sicurezza dev’essere totale e assoluta. Se posso corrompere una guardia, certo mi sarà più difficile farlo con tre. Aumentiamo l’attività di vigilanza e poliziesca intorno alle opere d’arte. Dobbiamo essere esigenti anche e soprattutto con lo Stato: voglio almeno il 2% del patrimonio per curare e difendere queste bellezze. Chiedo il minimo, Hruby è qui perché alla fine c’è una lacuna nello Stato. Lui è un’agenzia che si offre per questa mancanza e io non voglio. Se Hruby andasse in vacanza ad abbronzarsi sicuramente significherebbe più felicità per lui, così come per noi. Io non voglia che soffra, voglio che Hruby goda!
”.
Carlo Hruby, Vice Presidente della Fondazione Enzo Hruby.«Auspico che ci sia sempre più una sensibilizzazione a questa cultura della prevenzione e della tutela anche nelle scuole. Noi stessi ci impegniamo per questo. In Italia abbiamo più di 4.500 musei ma solo 1,5 % di questi ha una cinquantina di addetti. 1.500 musei addirittura non hanno personale. 900 invece un solo addetto. Ho i brividi. Ci sono pochi custodi e distribuiti malissimo: sapete che in Campania c’è un numero di addetti che otteniamo sommando quelli in Liguria, Lombardi e Friuli Venezia Giulia!? Oggi la vera sicurezza sono monitor spenti che si accendono quando registrano un’anomalia. Ad esempio se si corre o se si è troppo vicini ad un’opera. Il business criminale sui beni culturali in Italia ha un giro d’affari stimato di 150 milioni di euro l’anno, terzo per rilevanza e redditività dopo droga e traffico d’armi. Nel 2015 il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale ha recuperato 34.712 beni trafugati per un valore di oltre 83 milioni di euro. Questi dati dimostrano l’eccellente lavoro svolto dalle Forze dell’Ordine, ma anche la debolezza delle protezioni adottate. Non è semplice proteggere un patrimonio così diffuso sul territorio, che ammonta a 46.025 beni architettonici, 5.668 beni immobili archeologici vincolati, 3.847 musei, 240 aree archeologiche, 501 monumenti e complessi monumentali, nonché 12.936 biblioteche. Tuttavia oggi sono disponibili strumenti tecnologici che ne rendono possibile la tutela, quali telecamere che operano in assenza di luce, sistemi che rilevano l’abbandono o l’asportazione di un oggetto e che analizzano il comportamento delle persone all’interno dei musei. Il loro limitato utilizzo è un grave problema a cui va posto rimedio, considerando soprattutto che non si tratta di una mancanza di risorse, quanto di scarsa sensibilità verso il tema della sicurezza».


Ufficio StampaA Aperarte | AON BENFIELD ITALIA S.p.A.
Claudia Rota: Tel.+39 348 5100463 - claudia.rota@dscpress.com; Alessandra Perucchini: Tel. +39 340 4212323 - alessandra.perrucchini@dscpress.com

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