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Intervista a Angelo Lorenzo Crespi su D’Annunzio segreto e su Eugenio Montale di Gianni Marussi

Intervista a Angelo Crespi

Abbiamo intervistato nel nostro studio di Cologno Monzese Angelo Lorenzo Crespi sul suo nuovo spettacolo teatrale: "d'Annunzio segreto" e sul libro Eugenio Montale - “Non posseggo nemmeno una Divina Commedia”, che lo vede anche in veste di editore con Cristina Toffolo De Piante e Luigi Mascheroni. Tre amici che condividono l’interesse per la genialità umana espressa attraverso un’idea artistica, intellettuale e tecnica. Il libro è stato presentato ieri alla Fondazione Maimeri.

Fondazione Maimeri

Nel contrasto tra giorno e notte, euforia e malinconia, commedia e dramma, si svolge il “d’Annunzio segreto”, il nuovo spettacolo di Edoardo Sylos Labini.
Siamo nelle stanze del Vittoriale negli ultimi anni di vita di d’Annunzio.
Gabriele di giorno è ancora vivo, ironico, sprezzante, gioca in modo perverso con le sue amanti, la pianista Luisa Baccara e la sua governante Amelie Mazoyer, le intrattiene, le manipola, le aizza l’una contro l’altra, progetta nuove imprese, litiga con Mussolini, pretende di essere coccolato, osannato, idealizzato. Di notte, al contrario, d’Annunzio, seduto al suo scrittoio, intesse un lungo e poetico dialogo, con l’unica donna che lo ha amato e che lui ha amato ma che ora non c’è più: il mito Eleonora Duse. Rivive le straordinarie prove teatrali della Città Morta, lo scandalo pubblico del romanzo “Il Fuoco” e una travolgente versione della “Pioggia nel Pineto”. Tra amore e grande letteratura, gelosie e tradimenti arriva a teatro Il Vate degli italiani come non l’avete visto mai.

EDOARDO SYLOS LABINI D'ANNUNZIO SEGRETO
drammaturgia: Angelo Crespi
con il patrocinio del: Vittoriale degli italiani
con: Giorgia SinicomiEvita Ciri, Chiara Lutri, Priscilla Micol Marino e con Viola Pornaro nel ruolo di Eleonora Duse
scene e costumi: Marta Crisolini Malatesta 
disegno luci: Pietro Sperduti
musiche originali: Antonello Aprea
maestro d'armi: Renzo Musumeci Greco
assistente alla regia: Eliseo Pantone

regia: Francesco Sala


Eugenio Montale - “Non posseggo nemmeno una Divina Commedia”
Prezzo: € 30,00

Pagine: 24
Postfazione: Davide Brullo
Sopraccoperta d’artista: “La città ideale” (2016) di Roberto Floreani, riprodotta su carta cotone della cartiera Amatruda
Stampato: in 500 copie su carta Century Cotton Laid White prodotto dalle cartiere Fedrigoni, di cui 99 numerate a mano, più 10 copie d’artista

Tre lettere inedite di Eugenio Montale indirizzate all’insigne classicista Manara Valgimigli, datate tra il 1946 e il 1954, dipingono un inedito Montale, “compassato e guizzante, lento e astuto”.
Nel trittico di lettere, infatti, le astuzie del poeta Nobel insorgono fino al paradosso di rifiutare una lectura Dantis adducendo come motivo di non possedere “nemmeno una Divina Commedia”, o di ostentare un’umiltà di maniera per convincere l’amico a partecipare alla giuria di un premio letterario, o ancora di chiedergli, quasi sfacciatamente, di scrivere in sua vece un articolo dedicato alle poesie latine di Pascoli. Insomma, piccole furbizie, al cospetto della straordinaria opera poetica di Montale, che ci rendono però l’essenza del poeta “bestia rara, angelico e bestiale, creatura totale, che sa, nel gran teatro del mondo, essere bradipo, anguilla, moschettiere, upupa e unicorno”.  

La casa editrice De Piante vuole avere una forte specializzazione nell’ambito letterario e artistico: prose d’arte, elzeviri, lettere, poesie, brevi saggi storico/critici. Requisito inderogabile: nessun autore vivente (o comunque non al di sotto della soglia del Venerato Maestro, cioè 90 anni): esistono troppi testi perduti o dispersi da recuperare per permettersi la stupidità di immetterne sul mercato di nuovi (e con ogni probabilità inutili). Non vogliamo lanciare giovani esordienti ma rileggere autori riconosciuti (dalla critica e dal pubblico). Gli autori pubblicati saranno, orientativamente, soltanto autori italiani (come italiano è il nome della casa editrice, italiana la carta, italiano il carattere, italiani gli inchiostri, e tutta italiana l’eleganza del prodotto). E ciò non per stucchevoli pulsioni nazionalistiche per segnare la casa editrice anche da un punto di vista etico nel momento di una difficile crisi economica del Paese vogliamo puntare - sfruttando al massimo le potenzialità che ci sono riconosciute dal mondo intero in campo editoriale - sulle nostre eccellenze di settore: dal punto di vista dei materiali e del gusto.Ecco quindi la volontà di coinvolgere nel progetto designer (per il logo ad esempio), grafici, artisti, maestri dell’arte tipografica. La crisi, a differenza di quanto insegnano gli economisti e i tecnici, si batte con il lusso non con la spending review (e la nostra sarà una casa editrice sontuosa). E puntare, anche in campo culturale, sul marchio “fatto in Italia” può essere una scommessa vincente.
Il “taglio” nella scelta dei testi sarà prevalentemente (ma non solo) di tipo giornalistico. Vista la dimensione del formato e il numero ridotto di pagine, si privilegeranno (almeno in una fase iniziale) articoli, elzeviri, reportage, interviste, ritratti di grandi intellettuali e scrittori del Novecento apparsi sui giornali e poi mai più ripubblicati; oppure brevi inediti, o lettere o pagine dimenticate di “Vecchi Maestri”, sempre e soltanto italiani, o (eccezionalmente) autori stranieri i quali però abbiano avuto un forte legame culturale col nostro Paese. Tiratura: limitata Carta: pregiata e legatura a mano.
Si prevedono per il 2017 almeno 4 titoli  (in corrispondenza dei mesi marzo-aprile e ottobre-novembre).

Cristina Toffolo De Piante, imprenditrice nel settore grafico da quasi 30 anni. Collabora a livello internazionale con le più importanti aziende di packaging per la progettazione e la fabbricazione di impianti industriali che soddisfano la necessità dei più noti brand owners del mercato.

Luigi Mascheroni, ha scritto per il Sole24Ore-Domenicail Foglio. Dal 2001 lavora alla redazione Cultura de il Giornale.
Ha un insegnamento di Teoria e tecnica dell’informazione culturale all’Università Cattolica di Milano.
Tra i suoi libri: Il pamphlet sui salotti intellettuali Manuale della cultura italiana (Excelsior 1881, 2010) e Elogio del plagio. Storia, tra scandali e processi, della sottile arte di copiare da Marziale al web (Aragno, 2015). Ha un canale YouTube di videorecensioni.

Angelo Lorenzo Crespi è laureato in Giurisprudenza all’Università Cattolica di Milano con una tesi in Filosofia del Diritto su Aspetti giuridici, deontologici ed etici della professione del giornalista.
Giornalista professionista dell’ottobre 2001; giornalista pubblicista dal maggio 1993; collabora al Corriere della Sera nelle pagine delle “Opinioni e Commenti”; presidente del Centro Internazionale di Palazzo Te, Mantova dal maggio 2011; consigliere d’amministrazione della Fondazione Triennale di Milano, dal giugno 2009; docente di Storia del Giornalismo all’Università Cattolica di Milano, dall’A.A. 2005/2006.
Consigliere d’amministrazione della Permanente di Milano, dal settembre 2010 al giugno 2013; direttore della Fondazione Liberamente, dal maggio 2010 all’agosto 2012; presidente Fondazione Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Gallarate, dal dicembre 2009 al febbraio 2011; consigliere del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali dal maggio 2008 al marzo 2011; consigliere d’amministrazione Sea-handling, dal dicembre 2007 all’aprile 2010; direttore de il Domenicale, dal giugno 2002 all’ottobre 2009.
Negli anni precedenti ha collaborato con i quotidiani Il Giornale, il Foglio, Libero, e con le riviste Ideazione e Liberal. Ha organizzato manifestazioni e partecipato come ospite ad eventi culturali in Italia e all’estero. Collaboratore fisso per le pagine culturali dei quotidiani Il Foglio e Il Giornale dal 1999 al 2002; redattore del settimanale Soprattutto, con funzione di caposervizio (1999-2002); collaboratore de La Prealpina e dell’inserto domenicale Lombardia Oggi per il quale ha curato la pagina di poesia fino al 2000 e delle pagine della cultura del quotidiano la Padania; collaboratore del sito internet World on line fino al 2000, collaboratore del sito internet Freedomland (cinema e televisione) (1999); redattore fisso del settimanale l’Uomo qualunque per il quale ha curato la pagina della Cultura, delle Lettere, degli Esteri, e delle Rubriche (1997-1998); direttore della rivista di poesia dell’Università Cattolica di Milano, Juvenilia (1995); collaborazione continuativa come redattore (politica, società, cultura) per settimanali locali (fino al 1994).
Docente del seminario di Storia del Giornalismo, Università Cattolica di Milano, facoltà di Lettere e Lingue, su Le regole del gioco. Libertà di stampa e deontologia tra il 1945 e il 2000 (a.a.2004); docente del seminario di Storia del Giornalismo, Università Cattolica di Milano, facoltà di Lettere e Lingue, su La professione del giornalista in Europa (a.a. 2001/2002/2003);  docente del seminario di Storia del Giornalismo, Università Cattolica di Milano, facoltà di Lettere e Lingue, su Aspetti giuridici della professione del giornalista (a.a. ’97/98 - ’98/99 - ’99/2000); correlatore in sede di tesi alla facoltà di Lingue e letteratura straniera e alla facoltà di Lettere, Università Cattolica di Milano, dall’anno accademico 1998 e cultore della materia per la cattedra di Storia del Giornalismo, facoltà di Lettere e Lingue, Università Cattolica di Milano, dal maggio 1997.
Pubblicazioni: Ars Attack. Il bluff del contemporaneo (Johan&Levi 2013); Ragione e Passione (Bompiani 2006); Contro la Terza pagina, (edizioni BvS, 2004); Curatela e prefazione a Inchiostro rosso. Le veline nell’era di Berlusconi (edizioni Ares, 2004); La professione giornalistica in Europa, Isu, Università Cattolica, 2001; “Le riviste specializzate” in Anna Lisa Carlotti (a cura), Storia della fotografia a Milano, Aim 2000; “Il giornale post-televisivo”, in Fausto Colombo (a cura), Libri, giornali e riviste a Milano, Aim, 1998; “La scrittura al femminile”, in Francesca Gernetti (a cura), Vivere al femminile, Eos Edizioni, 1998; Busto vecchia, quando la città era un borgo..., Eos Edizioni, 1997

Roberto Floreani, astrattista di riferimento della sua generazione, ha rappresentato l’Italia alla Biennale di Venezia nel 2009, realizzando, dalla fine degli anni Novanta ad oggi, una ventina di progetti espositivi nei più importanti musei italiani e in alcune prestigiose sedi internazionali. Appassionato di Futurismo, realizza serate teatrali e azioni da quasi vent’anni e pubblica saggi specifici quali Futurismo Antineutrale (Silvana, 2009) e I Futuristi e la Grande Guerra (Campanotto, 2014), finalista al Premio Acqui Storia 2015. È ideatore e responsabile della collana Baléni per Campanotto Editore, dedicata al Futurismo. Per la De Piante Editore ha ideato il progetto grafico complessivo della casa editrice e realizzato la prima copertina d’artista con l’opera “La città ideale” (2016) riprodotta in sopraccoperta su carta cotone della Cartiera Amatruda.

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