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Marta Marzotto, Scandiano (Reggio Emilia), 24 febbraio 1931 – Milano, 29 luglio 2016

Marta Marzotto (Marta Vacondio) è mancata proprio nel giorno di Santa Marta.
Mondina, modella, apprendista sarta, stilista, musa ispiratrice, dama dei salotti e del restauro, libera e libertaria, mamma e nonna felice. Una vita intensissima fatta di arte, amori, cultura, famiglia, libri, moda, passioni e viaggi. Una donna curiosa, visionaria, indipendente, sempre aperta verso il nuovo, verso la vita e dotata di una grandissima generosità. Allegra, eccessiva, coloratissima, ironica, femminista e femminile. Impegnata contro la mafia e la camorra. Piena di progetti, di idee, di eventi. Una donna che sapeva con il suo sempre presente sorriso trasmetterti una carica di grande vitalità. Una grande fame di vita, come ha ricordato Matteo Marzotto.
Oggi la funzione nella chiesa francescana di Sant'Angelo, in una chiesa gremitissima di amici con i quattro figli Paola, Diamante, Matteo e Carlo Alberto e diversi nipoti tra cui Beatrice Borromeo e Italo Marzotto che hanno condiviso con Matteo Marzotto il ricordo.
"Credo non ci sia nessuno qui oggi che non abbia ricevuto qualcosa da lei. Niente le dava più gioia di vedere la felicità sul volto degli altri." - "La fantasia è il dono più bello che ci hai lasciato." - "Sei una grande musa ispiratrice per la mia vita e la mia arte. Ti renderò omaggio in ogni pennellata." - "Diceva sempre che voleva essere ricordata con un sorriso, non c'è foto in cui lei non sia sorridente. E sappiate che se n'è andata sorridente."

Smeraldi a Colazione

Dalla presentazione del suo ultimo libro, scritto con Laura Luarenzi: Smeraldi a colazione. Le mie sette vite, Milano, Cairo Editore:

"Sorridente, solare e ubiqua con i suoi caftani da gran sera e le collane esagerate, Marta Marzotto, per sua stessa definizione “nata libera”, è una donna esuberante, incontenibile, che ha vissuto una vita a tinte forti, anzi, sette vite.
Giovane e bella da fermare il cuore, dalla miseria delle risaie di Mortara si è ritrovata, negli anni Cinquanta, a sfilare sulle passerelle delle più importanti case di moda. E, come Cenerentola, viene notata dal rampollo di una nobile famiglia di imprenditori veneti, i Marzotto, che si innamora perdutamente di lei. Ma questo non è l’happy end di una favola, è solo l’inizio. In quindici anni dalla coppia più invidiata d’Italia nascono cinque figli, e la regina di Palazzo Stucky organizza cene, cacce, ritrovi con banchieri, magnati e teste coronate, anche se la gabbia dorata della provincia comincia ad andarle stretta. Sta per iniziare la sua nuova vita, quella della Roma mondana, così meticcia e così speciale, in cui il suo salotto di piazza di Spagna diventa il centro pulsante della vita culturale, politica e imprenditoriale italiana. Ma il vero cuore di queste memorie è l’intensità del legame con Renato Guttuso, un amore che condizionerà per vent’anni l’arte di uno e la vita di entrambi. Lui la dipinge ovunque, le scrive cinque lettere al giorno. Lei lo trascina con la sua vitalità contagiosa in una seconda giovinezza. Poi, un giorno di gennaio di trent’anni fa, l’incantesimo si spezza e tutto cambia. La fine del grande pittore si tinge di mistero e a pagarne il prezzo più alto è proprio lei, la sua musa. Dopo i giorni degli eccessi, delle passioni e della rutilante notorietà, arriva il tempo delle lacrime e del dolore. Senza mai tradire se stessa, fedele alle sue iperboli e ai suoi superlativi, in queste pagine c’è tutta la “versione di Marta”, intensa come un romanzo, sincera come la vita.
"

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I suoi libri

Il successo dell'eccesso. Esiste un vero dandy?, Milano, Bompiani, 1986.
Una finestra su Piazza di Spagna. La mia vita, Milano, Sugarco, 1990.
Smeraldi a colazione. Le mie sette vite, Milano, Cairo Publishing, 2016.

Marta Marzotto 1:08:2016 - 1

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