SiteLock

Theo Drebbel – project room #1, Viasaterna, Milano

Theo Drebbel – project room #1 è il primo capitolo di una serie di progetti collaterali ospitati all’interno degli spazi di Viasaterna.  Con questo progetto la galleria presenta per la prima volta al pubblico la ricerca e il lavoro di Theo Drebbel, invitata a dialogare con le opere di Luca Andreoni e Zhou Siwei all’interno della mostra Your Silent Face curata da Fantom.
Nella project room, una serie di otto diorami e disegni a china, realizzati da Theo Drebbel tra il 2014 e il 2015. Nel corso della serata inaugurale, tra le ore 18.00 e le ore 21.00, il pubblico potrà partecipare insieme all’artista alla realizzazione di nuovi diorami, in una sorta di gioco-performance. Le performance proseguiranno mercoledì 24 febbraio dalle 17.00 alle 20.00; giovedì 25 febbraio dalle 17.00 alle 20.00.
Theo Drebbel, pseudonimo sotto il quale lavora una giovane artista napoletana, classe 1990, combina all'interno delle sue opere suggestioni provenienti da innumerevoli saperi e discipline. Architettura, scultura, disegno, miniatura, scienze naturali, alchimia, linguistica, si mescolano tra loro dando vita a mondi alternativi, irreali, surreali, in un equilibrio tanto precario quanto perfetto.
Diorami. È questa la forma principale del lavoro di Drebbel. Piccole piattaforme sulle quali l'artista dispone una serie di oggetti trovati (reperti botanici, conchiglie, contenitori di ferro, ampolle di vetro...) e, sempre, un piccolo animale di plastica. Ci sono un pinguino, un rinoceronte, una tartaruga, un lama, e molte altre specie in un ricco bestiario che, a partire dall'universo di significati a cui ognuno di loro rimanda, si riallaccia alla biografia di Theo Drebbel mettendone in scena alcuni episodi minimi. Meglio: tutto parte dalla sua storia personale, che rimane sostanzialmente celata e irriconoscibile, per trasformarsi in una sorta di narrazione sincopata, onirica, fantastica, che sfonda ogni limite tra possibile e impossibile e utilizza il ricordo come innesco di una macchina per dimenticare.
Associate secondo schemi non prevedibili, eppure rigorosamente geometrici, le reliquie di Theo Drebbel compongono un alfabeto insieme misterioso e intuitivo, cui ci si accosta in religioso silenzio per poi scatenare un inesauribile carnevale di legami e divagazioni. I disegni che accompagnano ogni diorama riproducendone in pianta tutti gli elementi (fatta eccezione per una piccola discrepanza che si risolve in un atto di rimozione) non fanno altro che allargare questa rete relazionale. La trama dipanata all'interno del recinto di ogni diorama si espande fino all'immagine corrispondente e viceversa. Il risultato, nello spazio, è un'installazione. Funziona come un acceleratore della memoria, per cui ogni oggetto genera uno stimolo che viene collegato a un ricordo che rimanda a un altro e un altro ancora... Fino all'oblio.


Theo Drebbel, pseudonimo sotto il quale si cela una giovane artista napoletana, nata nel 1990, inizia la sua attività artistica nel 2007 con la fotografia. Presto il suo linguaggio evolve verso altri linguaggi espressivi, in particolare la miniatura, vicina alla tradizione napoletana del presepe, che lo porta a studiare virtù e peculiarità del modello in scala.
Si dedica contemporaneamente al collezionismo naturalistico, raccogliendo oggetti che nel 2012 confluiscono in una serie di microcomposizioni vegetali, racchiuse in teche di vetro, che costituiscono la base della sua ricerca successiva e le fondamenta del suo linguaggio.
La morfologia è la sua ossessione. Dare forma alla memoria, che si tratti di luoghi o situazioni reali o immaginate, è il tema del suo nuovo lavoro, iniziato nel 2013.
I diorami sono paesaggi della memoria e tentativi di vincerla, come in una partita a scacchi col passato; sono macchine rammemoratrici rovesciate, dove non si cerca di far riaffiorare i ricordi, ma, in ultima istanza, di lasciarli sprofondare.


Irene Crocco è nata a Milano nel 1975; dal 2011 al 2014 organizza nella sua casa di Milano mostre di artisti contemporanei e chiama questo progetto “Da vicino”, con l’idea di avvicinare il pubblico alle opere e agli artisti. Nel 2015 apre a Milano VIASATERNA.
In precedenza ha collaborato con gallerie d’arte, quali Antonio Colombo e Nepente, con istituzioni tra cui la Fondazione Bevilacqua La Masa e l’Archivio Storico delle Arti Contemporanee della Biennale di Venezia e con riviste di settore.
È direttore artistico della Fondazione La Raia, nata nel 2013 con l’obiettivo di promuovere una discussione critica sul tema del paesaggio, attraverso incontri e interventi di artisti, filosofi, architetti e paesaggisti.


FANTOM (Selva Barni, Massimo Torrigiani, Francesco Zanot)
Dalla sua nascita tra Milano e New York nel 2009, con la pubblicazione di una rivista trimestrale e di una serie di libri distribuiti in oltre 20 paesi, Fantom è diventato un punto di riferimento nel mondo della cultura visiva contemporanea. Nel 2012, dopo l'uscita di 10 numeri, l’edizione della rivista è stata interrotta per dar vita a un collettivo curatoriale che prosegue l'investigazione degli "usi e abusi della fotografia” con mostre, un sito e progetti editoriali. Tra le mostre: le personali di Raed Yassin, Mario Milizia, Ruth van Beek e Taisuke Koyama; i progetti speciali di Batia Suter e Maurizio Anzeri per MiArt 2014 e 2015; la cura dei Rencontres Internationales de la Photo de Fès 2014.
Selva Barni ha fondato e dirige Fantom, lavora come consulente editoriale e per la fotografia per aziende e case editrici e insegna “Photography Editing and Publishing” al Master in Photography and Visual Design organizzato dalla Nuova Accademia di Belle Arti (NABA) di Milano. È stata fotografa freelance e photo editor a New York, dove ha completato i suoi studi nel dipartimento di fotografia del MoMA.
Massimo Torrigiani guida le attività del comitato scientifico del PAC di Milano ed è direttore del nascente polo per le arti contemporanee di Bari. Dal 2014 è direttore creativo di di Art in the City, un festival a Shanghai, città nella quale dal 2010 al 2012 ha diretto la fiera d’arte contemporanea SH Contemporary, e direttore artistico di Capo d’Arte, ciclo di mostre a Gagliano del Capo (LE), per il quale ha curato personali di Yang Fudong e di Soundwalk Collective. È co-fondatore e amministratore delegato dell’agenzia creativa Boiler Corporation.
Francesco Zanot, Curatore di Camera - Centro Italiano per la Fotografia (Torino), Francesco Zanot ha lavorato a mostre e pubblicazioni con alcuni dei maggiori fotografi italiani e internazionali. Ha curato libri di artisti come Mark Cohen (Italian Riviera, Punctum Edizioni, Roma), Guido Guidi (Fiume, Fantom Editions, Milano-New York), Takashi Homma (Widows, Fantom Editions), Linda Fregni Nagler (The Hidden Mother, Mack, Londra), Domingo Milella (Steidl, Goettingen). Suoi saggi sono stati recentemente pubblicati su libri dedicati al lavoro di Ettore Sottsass (Phaidon, Londra), Luigi Ghirri (Kodachrome, Mack, Londra), Antonio Rovaldi (Orizzonte in Italia, Humboldt, Milano), ed è autore con Alec Soth del volume Ping Pong Conversations (Contrasto, Roma). Direttore del Master in Photography and Visual Design organizzato da NABA Milano, ha partecipato come relatore a conferenze e seminari sulla teoria e la storia della fotografia presso numerose istituzioni italiane e internazionali, fra cui la Columbia University di New York, l'American Academy di Roma e il Politecnico di Milano.


Theo Drebbel : project room #1
da mercoledì 24 febbraio a venerdì 11 marzo 2016
Orari: dal lunedì al venerdì, dalle 12.00 alle 19.00; la mattina e il sabato su appuntamento.

Ufficio Stampa: PCM STUDIO di Paola C. Manfredi - press@paolamanfredi.com - Tel. 02 87286582 

VIASATERNA
Via Giacomo Leopardi 32,
Milano
Tel. 02.36725378 - www.viasaterna.com

Print Friendly, PDF & Email
(Visited 12 times, 1 visits today)
Condividi su: